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Taste&Press: un intervento di Fabiano Guatteri

29 April 2013 - Commenti »

Ospitiamo un intervento del giornalista Fabiano Guatteri, reduce da Vinitaly: analisi sensoriale o esperienza personale?

Al Vinitaly dal quale siamo recentemente scampati, oltre a business, sbevazzamenti, degustazioni, concorsi, conferenze e via elencando, la Regione Puglia ha proposto un Taste&Press, ossia un incontro fra produttori di vino e giornalisti.

La cosa non fa scalpore. Però una piccola riflessione va fatta.

A un tavolo il produttore presenta la propria azienda e i suoi vini al giornalista. Il produttore può essere l’amministratore delegato di una grande azienda vinicola, o uno che il vino lo fa con le sue mani – e questo si capisce già dalla stretta di mano. Il giornalista degusta, commenta e forse qualcosa impara.

Quello che mi piace di questa iniziativa è che il giornalista, soprattutto se cittadino o lontano dalle zone di produzione, spesso non ha una grande conoscenza dei produttori. In genere racconta al suo pubblico i percorsi sensoriali di vini dotati di infiniti sentori primari, secondari, terziari… Ma davanti al produttore che gli porge con la mano ruvida e callosa il calice pieno del suo lavoro… è più facile ascoltare quel vino, sentirne il linguaggio e cercare di interpretarlo, immaginare la terra da cui nasce, il lavoro che richiede per raggiungere tale bontà, l’ansia prima della vendemmia se il cielo minaccia il temporale, le passeggiate solitarie nel vigneto addormentato di fine inverno… e per una volta non sparare… analisi sensoriali.

Fabiano Guatteri

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Posizioni rassicuranti, sbalorditive evoluzioni: Enocratia

4 April 2013 - Commenti »

Organizzi una cena con amici,  e li porti in un posto che conosci e che vuoi far conoscere loro. Sei lì che ascolti il racconto del loro viaggio di nozze dalla parte opposta del globo, vedi le foto, e racconti dei tuoi viaggi… e pensi: ma quanto tempo è passato dalla prima volta che ho assaggiato i piatti dello chef che ci sta guidando? Quante volte sono già stato qui? Ma che cosa sta succedendo?

Succede che siamo rimasti pressoché sbalorditi dal susseguirsi di portate così gustose e dagli abbinamenti così originali e insoliti e così azzeccati. E tra una foto di una landa desolata della Nuova Zelanda e quella di un fish market in Australia, ho pensato a quanto diamine fossero buoni i piatti che ho assaggiato qui da Enocratia in questi anni con Eugenio – e io ed Emanuele eravamo già  qui la  sera dell’inaugurazione…

Eugenio Boer ormai lo conoscono un po’ ovunque, no? Gli articoli su di lui (qui una nostra intervista riguardante il suo percorso), e sul locale, aumentano a vista d’occhio, in rete e non, dalla stampa specializzata a Vogue Uomo – e lo si vede in giro per eventi con le sue preparazioni, dal Premio Birra Moretti grand cru al Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo, a Taste of Milano, all’ultima edizione di Identità Milano.

Enocratia è il ristorante di Davide Mingiardi e Anna Vitolo. Qui Eugenio esercita e sperimenta la sua passione. Si narra che accadano cose strane in quella piccola cucina – non si capisce come possa esercitare le sue magie in uno spazio così ridotto. Ma lui dev’essere un mezzo mago… anzi, di più – un (Eu-)Genio dei fornelli.

Mago anche Davide: la filosofia del locale infatti è quella di abbinare il piatto al vino e non viceversa. Pertanto la cena sarà ben equilibrata nei sapori anche grazie a quel sorso di vino introdotto in bocca tra un boccone e l’altro (li abbiamo fotografati…).

Bene – cosa abbiamo assaggiato? Non posso non descrivere la cena con estrema dovizia di particolari, anche perché lo chef che ogni tanto ci veniva a trovare e a raccontare (tutti…) i piatti.

Anzitutto, il cesto del pane comprende: Pane bianco con lievito madre di 15 anni (proveniente dalla Calabria – il lievito, dico); Pane di semola di rimacinato ricetta originale di casa Puglisi; Pane Integrale; Focaccia Genovese con sale Maldon; Grissini Classici allo strutto. Accompagnato dal burro alle erbe fatto in casa, e dall’olio naturale siciliano “Era”, blend di Moresca Carolea e Biancolilla.

Amuse-bouche: Lecca lecca di cervello di vitello fritto; Cracker all’aglio orsino, tartare di gamberi viola, lingua cotta sottovuoto a bassa temperatura nel roner e salsa all’erba aglina; Bicchierino con finta sabbia di alghe insalata di puntarelle condita con una salsa di uova di rana pescatrice; Macaron alla salvia e rosmarino con una ganache di cuore e fegato di pollo alla toscana e grue di fave di cacao del Venezuela; Foglia di Ficoidea glacialis uova di salmerino e buccia di limone grattuggiata. Tutto qui…

Antipasti: Orto Invernale di Sant’Agnese. Una provocazione?  Una genialata? Una ca**ata? Non lo so. A me e ai miei commensali non è affatto dispiaciuto trovare nel piatto un’infinità di verdure crude, erbe & co., tutte selezionate da Eugenio grazie al supporto di un famoso “spacciatore” di erbe per gli chef della Romagna: fra le altre, acetosa selvatica, mitzuna rossa, spinacino selvatico, senape, foglie di rapa, santoreggia, melissa, levistico, erba stella, ruta, ficoidea glacialis, finocchietto selvatico, aneto. Una composizione da provare senza condimenti o solo con un filo d’olio. L’Aringa impellicciata. Non amando particolarmente le aringhe posso dire che, dopo una prima diffidenza, ho spazzolato con gusto il mio piatto, compresa la mini insalata di patate, cipolle all’agro, barbabietola maionese e animelle fritte.

Primo Piatto: Ravioli di grano saraceno ripieni di stracotto di cinghiale, the di Bagoss, Pepe di Sawarak ed erbe. Non credo di essermi innamorato di questo piatto solo per il tè di Bagoss. Diciamo per la sua completezza. Il raviolo era asciutto fuori e dentro morbido, con un sapore meraviglioso. Ma il connubio col tè lo portava a livelli alti. Poi vabbè… prendi il Bagoss lo metti in infusione, lo cuoci a bassa temperatura e sottovuoto, apri la busta prendi il Bagoss e lo butti fuori dalla finestra e tieni il succo… (Ma Eugenio, come cavolo ti è venuto in mente di prendere un tocco di Bagoss e trattarlo così? Ma poverino…).

Secondo Piatto: Diaframma di Vitello e il suo fondo Scampi e la loro bisque purea di sedano rapa alla rosa canina e cerfoglio. Morbido, saporito, delicato.

Pre-dessert: Crumble di lamponi gelato mantecato a mano di Lamponi Melissa fresca meringa di melissa e caramello al peperoncino fresco accompagnato da una tisana alla Rosa Canina limone di Amalfi e Mirto.

Dolce: Terrina di Latticello Avena croccante caramello al sale insalata di carciofi e gelato all’estratto di lievito e malto. Eugenio, parliamoci chiaro: ma come ti è venuta questa? Inspiegabile. O avevi prima assaggiato tutti i vini della cantina di Davide… oppure non avevi su gli occhiali… I miei amici sono rimasti interdetti. A me è piaciuta moltissimo sia la genialità del piatto, ricavato anche da “avanzi” di siero nella produzione del burro, sia il gusto, gli accostamenti. Insomma… se eri senza occhiali, togliteli sempre quando pensi a qualcosa di nuovo!

Prima parte della Piccola Pasticceria: Trancio di Linzer Torte ricetta originale del 1653. Siamo stati prima investiti da un profumo pazzesco, siamo rimasti poi estasiati da questa torta, di cui Eugenio ci ha spiegato la nascita e l’esecuzione. No, mi spiace: se volete saperne di più, andate da Enocratia.

Seconda parte della Piccola Pasticceria: Pralineria: Pralina al Bitter Campari, Tartufino Classico, Pralina al cioccolato bianco arancia e cannella, Pralina alla crème Noisette e sfogline di mais.

Per tutta la durata della cena ho pensato davvero all’evoluzione, all’impegno costante (anzi, crescente) e alla passione che “governa” e dirige questa impresa e tutti i partecipanti, a partire dalla sous-chef Francesca Lecchi, e i ragazzi in cucina in sala eccetera.

Davide è un grande narratore (vogliamo dire logorroico?) e ci coccola con i suoi racconti mentre ci serve i calici abbinati ai vari piatti che (Eu-)Genio ci manda in tavola. Il vino che scende dalla bottiglia sembra un nastro che ci fa scorrere davanti la vita intera dei produttori.

Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato (divinamente bene), sognato, immaginato persone e luoghi vicini e lontani… E sono passate ore e ore da quando ci siamo seduti a tavola… Ecco l’unica pecca: il servizio è migliorato parecchio, i tempi di attesa, un po’ meno. In una serata così piacevole non sono pesanti, d’accordo – se poi consideri che almeno la metà del tempo ci vuole per leggere i nomi dei piatti del menu, e leggerli a chi viene a prendere l’ordinazione, che li riferisce allo chef, che torna giù e ce li elenca per intero per spiegarceli…

Enocratia

Via Sant’Agnese 14

20100 Milano

02/36.52.58.16

http://enocratia.wordpress.com/

Christian Sarti

Giornata Mondiale dell’Acqua 2013: controlliamo i rubinetti

22 March 2013 - Commenti »

•   La Terra è composta al 70% di acqua. L’uomo è composto al 70% di acqua.

•    Secondo i dati del 2011 contenuti in Water Economy, pubblicazione del Barilla Center for Food & Nutrition, il 64% delle risorse idriche mondiali è localizzato in soli 13 Paesi.

•   Finanziato dal fondo europeo Life+, il progetto Aqua (Adoption of quality water use in agro-industry) punta a ridurre gli sperperi d’acqua del settore agroalimentare in Emilia Romagna tramite la promozione di un kit per le imprese. Tramite un prontuario, che va dal questionario di autovalutazione agli strumenti di performance ambientale, il Water Saving Kit, dichiara di voler aumentare la consapevolezza della strategicità dell’acqua.

•   Il film Storie di acqua realizzato da Luca Pagliari, giornalista e scrittore, un cortometraggio sul tema dell’acqua, che descrive il suo viaggio alla scoperta dell’acqua minerale e delle sue fonti, il racconto delle persone che ogni giorno vengono a contatto con questo elemento. Il Gruppo Sanpellegrino, impegnato nella tutela dell’acqua e nella protezione delle fonti dell’acqua minerale e dell’ecosistema circostante, ha aperto a Pagliari le proprie fonti (Levissima nelle Alpi Retiche, Panna nel Mugello, e Nestlé Vera Santa Rosalia a S. Stefano in Quisquina in Sicilia). Il breve filmato verrà proiettato nelle scuole superiori per avvicinare i giovani ad alcune problematiche legate all’importanza della tutela e della conservazione dell’acqua.

•  Dopo Arabia Saudita e Messico, l’Italia, con 196 litri per abitante, si classifica terzo consumatore mondiale (e primo europeo) di acqua in bottiglia.

•   Secondo l’ONU più di una persona su sei non può godere quei 20-25 litri di acqua dolce giornalieri pro capite che costituiscono lo standard minimo per coprire i bisogni primari legati alla sopravvivenza e all’igiene.

•   In Italia esistono 431 diverse acque minerali, distribuite su tutto il territorio nazionale.

•   Secondo il rapporto Ambiente Italia 2012 di Legambiente e Istituto ambiente Italia, la disponibilità media di acqua per abitante (2.800 metri cubi annui) è, in Italia, dieci volte superiore rispetto agli altri Paesi del sud del Mediterraneo, con il massimo nelle regioni del nord-est e il minimo in Puglia.

•   Secondo i dati diffusi dal Worldwatch Institute, circa 1.2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo, vive in aree di scarsità fisica di acqua, mentre un altro 1.6 miliardi deve confrontarsi con la difficoltà di approvvigionarsi di acqua a costi sostenibili.

•   Una percentuale variabile tra il 58% e il 65% degli italiani consuma acqua minerale (Istat 2012).

•   Le regioni italiane più ricche di sorgenti sono, nell’ordine, il Piemonte, la Toscana, la Lombardia.

•   L’85% della popolazione mondiale vive nelle zone più secche del pianeta. Le persone che non hanno accesso a fonti d’acqua pulita sono 800 milioni e 2,5 miliardi non dispongono di adeguati sistemi di igiene.

•   http://www.unwater.org/

•   Le acque minerali imbottigliate in Italia sono circa 0,1% rispetto a 12 milioni di metri cubi di acque sotterranee disponibili stimate.

•   È stato calcolato che se il consumo reale giornaliero di un individuo è di 2-5 litri d’acqua, il consumo virtuale è molto più vasto perché prende in causa tutte le azioni della nostra quotidianità. Come mangiare. Un menu carnivoro ha un impatto idrico tra i 4mila e i 5.400 litri mentre un menu vegetariano tra i 1.500 e i 2.600 litri. Per consumo virtuale, quindi, si intende l’acqua utilizzata nel corso del ciclo vitale del prodotto. La carne costa molta acqua perché ne viene utilizzata sempre affinché giunga sugli scaffali dei nostri supermercati: per abbeverare il bestiame come per conservarlo, dopo la macellazione. Ma non è solo la carne ad avere un grande impatto idrico. Ad esempio: un pomodoro da 70 g costa 10 litri d’acqua, un’arancia da 100 g 50 litri, un uovo da 40 g 135 litri, 100 g di formaggio 500 litri, un hamburger di 150 2400 litri, un paio di scarpe di cuoio 8000 litri.

•   Vademecum per non sprecare l’acqua su Storiediacqua.com.

Emanuele Bonati

Foto LaPresse – AP Photo/Bullit Marquez, Internet, BCFN

Anacocconas? Cocconasso? AusFestival?

8 December 2012 - Commenti »

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Fra un paio d’anni prepararsi una pina colada sarà molto più semplice…

Leggiamo sull’Huffington Post statunitense nella sezione Food, una vera e propria miniera di notizie, che alcuni ricercatori australiani stanno lavorando a un nuovo incrocio, fra un ananas e una noce di cocco, che darà non so più se un cocco al sapore di ananas o un ananas al sapore di cocco – un AusFestival? – ma comunque un nuovo ingrediente fondamentale appunto per la pina colada, in grado di diminuire sensibilmente il tempo di preparazione della stessa.

Bella idea.

Emanuele Bonati

Mappatura delle birrerie artigianali europee: celo, manca…

4 October 2012 - Commenti »

Prossimamente disponibile su Pop Chart Lab Breweries in Europe: una mappa di 1000 birrerie artigianali europee. Visibile sul sito in zoom parziale.

Non molte le birrerie italiane, sembra – e può essere un bel giochino: questa c’è, questa la conosco, questa manca…

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Buon CibVs col tè: Bibita fresca al tè, pesca, limone e menta

12 September 2012 - Commenti »

Settembre è un mese delizioso. Dopo la pausa agostana, si riprende il solito tran tran con rinnovato vigore, mantenendo però ancora i ritmi rilassati acquisiti in vacanza. Il clima è mite, l’aria frizzante, la natura con i suoi colori aranciati, pulsanti di vita, invita a non rintanarsi in casa, ma a organizzare una gita fuori porta, la visita a un museo,  un pic nic, una cena in terrazza con gli amici.

In questo periodo dell’anno c’è ancora una ricca produzione di frutta tipicamente estiva quali le pesche, ed è ancora piacevole organizzare una cena con piatti freddi, veloci e leggeri.

Anche a me, tra una gita e una sagra, di tanto in tanto piace invitare amici a cena, o riempire un cesto di leccornie da mangiare dopo una distensiva  passeggiata in un bosco.

Nel mio cestino, volutamente molto british, non mancano mai torte salate,  sandwich farciti con prosciutto o carne arrosto e verdure, e come dolcetti i muffin – sono ideali per i picnic, golosi, leggeri e molto inglesi.

Ma sia nel cestino che nella cena in terrazza non manca mai il tè. Ovviamente come bevanda, ma anche come ingrediente di piatti salati o dolci.

Col tè, spesso organizzo una cena – dall’antipasto al dolce. Volete sapere come?

Partiamo con l’aperitivo – una bibita molto fresca e aromatica. Gli ingredienti sono semplicissimi, il gusto davvero delizioso.

Anzitutto, è necessario preparare del tè con l’infusione a freddo. Io ho scelto un tè nero cinese dalle note gradevolmente affumicate, ma eventualmente va molto bene anche l’English Breakfast, un blend di tè reperibile in tutti i supermercati, mentre sconsiglio i tè molto aromatici o gli Earl Grey, in quanto il loro aroma coprirebbe quello della frutta fresca.

Una volta pronto il tè, si aggiunge il succo del limone, una pesca tagliata a fettine e qualche foglia di menta, si diluisce con acqua, si dolcifica con poco zucchero di canna e dopo un riposo di due ore in frigorifero è pronta una bibita molto profumata con la quale accogliere i nostri ospiti.

Ingredienti per 2 l. circa di bibita:

4,5 cl di tè freddo Grand Keemun o English Breakfast

1,5 l di acqua oligominerale

3 pesche

il succo di tre limoni

tre cucchiai scarsi di zucchero di canna

menta fresca

Per prima cosa preparate il tè con l’infusione a freddo, ovvero in una caraffa unite 4,5 g di foglie di tè e 4,5 cl di acqua; ponete la caraffa in frigorifero per 4 ore, poi filtrate il tè.

Aggiungete le pesche lavate, pelate e tagliate a fettine, il succo dei limoni, lo zucchero,  qualche foglia di menta e l’acqua. Mescolate bene e  ponete la caraffa in frigorifero per un paio d’ore.

Una volta pronta decorate con rametti di menta.

Servite senza filtrare, lasciando le fettine di pesca, che oltre a decorare arricchiscono la bibita, creando un simpatico effetto mangia e bevi.

La nostra cena è solo all’inizio. Dopo l’aperitivo è piacevole offrire… ma questa è un’altra ricetta, che vi racconterò prestissimo.

Intanto, ci beviamo insieme un bicchiere di aperitivo al tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

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Milano by night su un tovagliolo di carta

29 August 2012 - Commenti »

Un nuovo blog – Squadrati – far quadrare il mondo su fogli volanti – esordisce online con questa mappina di locali della Milano nightlife che, con qualche minimo spostamento (non di quadrante…), mi sembra assolutamente condivisibile – e quindi ecco che la condivido con voi…

Emanuele Bonati

Buon CibVs col tè: la granita di tè verde al gelsomino

2 August 2012 - Commenti »

Il caldo è insopportabile, l’afa impazza e la Cuoca eclettica e appassionatamente amante del tè cosa fa? Ovviamente beve tè, tanto tanto tanto tè caldo, o meglio, alla giusta temperatura di infusione, proprio come i popoli orientali.

E poi? Anche tè freddo, of course, ma preparato con criterio – ne avevo già parlato, ricordate?

Ma l’amore per il tè, suggerisce alla Cuoca eclettica un’altra possibilità: la granita.

Ed ecco entrare nel mio ricettario tante granite preparate col tè, verde, nero, aromatizzato, puro.

Tutte deliziose, refrigeranti e a zero calorie, visto che, come per il tè, anche le granite le consumo in purezza.

La granita presentata per BlogVs è preparata col tè verde al gelsomino, facilmente reperibile in tutti i supermercati.

Prepararla è semplicissimo. Per mezzo litro di granita, si mettono in una teiera 5 g di foglie di tè e mezzo litro di acqua a temperatura ambiente. Si pone la teiera in frigorifero per 6 ore, quindi si filtra il tutto in un recipiente a chiusura ermetica da riporre nel freezer per circa quattro ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare che si formino i cristalli di ghiaccio.

Se si preferisce dolcificare, aggiungere un paio di cucchiaino di zucchero di canna, dopo aver filtrato le foglie e mescolare bene.

Cosa ne dite di refrigerarci con una granita di tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

Taste&Match: quando un blogger e un vino si incontrano… io mangio!

5 June 2012 - Commento (1) »

Fernando deve essere un amico di Totò. Ed è lui che ha convinto Totò che dobbiamo andare al Taste&Match, sabato 9, al Laboratorio Cingoli in via Tucidide 56, a Milano (dalle 19,30 in poi, tanto per la completezza dell’informazione.

Taste&Match. Bravo, questo Fernando, si è inventato un nome che si può prestare a un’infinità di repliche, visto che le cose che si possono “tastare” e “matchare” sono infinite… e non venitemi a dire che se una delle due cose da abbinare è un vino, allora le possibilità combinatorie si riducono di qualche milione, lasciandone possibili solo altre centinaia di milioni…

E bravo Fernando – ovvero Winexplorer, un progetto nato a Torino, un negozio online per la commercializzazione del vino “dal produttore al consumatore”, con vini nazionali ed esteri – che organizzano queste serate Taste&Match in cui abbinano un vino a un blogger, chiedendo a quest’ultimo di preparare un piatto ispirato-abbinato-accompagnato al vino stesso.

Io ero già stato a una serata organizzata da Fernando per Winexplorer, l’autunno scorso. Serata divertente, interessante, sia per i piatti che per i cuochi-blogger che per i vini. E ci sono già state altre serate simili a Roma, Venezia, Torino.

E sabato nuova serata, con 8 foodblogger 8 piatti 8 vini diversi.

2 antipasti, 2 primi, 2 secondi, 2 dolci.

In ordine alfabetico:

• Albero della carambola (Sonia e Simona) per Futurosa (Marchesi Incisa della Rocchetta)

• Il cucinotto (Cristiano Bonolo) + Erbaluce di Caluso (Orsolani) + Olio EVO Flaminio

• La Femme du chef (Claudia Minnella) per Prosecco Colfondo (Zanotto)

• Milano Loves Food (Francesca Sponchia) per Barolo (Borgogno Francesco)

• Shake&Bake (Gaia Borroni) per Malvasia di Castelnuovo (Cascina Gilli)+ Olio EVO Flaminio

• SOS torta (Cecilia) per Aglianico del Vulture “Augustalis” (Cantine del Casale)

• Un biscotto al giorno (Monica Papagna) per Brut Nero Lacrima (Conti di Buscareto)

• Zucchero e Sale (Cristina Vaghi) per Capovia (Forti del Vento) + Olio EVO Flaminio

“Ah, ma allora ci andiamo?” (domanda – retorica – di Totò). “Miracolo, miracolo – miracolo a Milano!!” (questo non saprei se è un maldestro tentativo di far pubblicità alla sua rubrica su Scatti di gusto e qui su BlogVs – oppure uno pseudo-sarcasmo sul fatto che non lo porto mai fuori, che sta sempre in casa, che lui vuole andare uscire…).

Emanuele Bonati

A Vigevano “Dieci giorni suonati” (…e mangiati…)

1 June 2012 - Commenti »

Un anno fa, il 27 maggio 2011, moriva un grande artista. Un romanziere, un poeta, le cui parole sono protesta, denuncia e rivoluzione – e The Revolution Will Not Be Televised, come cantava nei primi anni ’70.

Gil Scott Heron– un personaggio che declamava le sue poesie musicate a ritmo di jazz soul funk. Una commistione di generi e di culture.

Un giorno, googlando in giro per la rete lo trovo sul cartellone di un festival, qui in Italia – proprio qui vicino, al Castello Sforzesco di Vigevano, per il festival 10 giorni suonati, organizzato dalla Barley Arts.

Ovviamente ci siamo andati.

Arrivati nel cortile del Castello troviamo questo palco molto ampio, dove il mio mito GSH si esibisce in un concerto memorabile, travolgente,  intimo. Uno degli ultimi, se non l’ultimo. Lui non stava bene e si vedeva. Lo ricorderò per sempre.

Un’altra cosa mi è rimasta impressa di quella serata: la struttura coperta che ospitava produttori di eccellenze italiane, presìdi Slowfood, e che ci ha permesso di degustare, prima del concerto, degli ottimi prodotti.

Quest’anno il  festival 10 giorni suonati è alla terza edizione, sempre al Castello di Vigevano, sempre con la stessa formula (che peraltro vede migliorare, di anno in anno, gli aspetti organizzativi e logistici…). Si parte il 13 giugno con i Lynyrd Synkyrd + Molly Hatchet + Betta Blues Society – a seguire, Incubus, Wolfmother, Garbage, Paul Weller, Ben Harper, Lenny Kravitz + Trombone Shorty, G3 (Joe Satriani – Steve Vai – Steve Morse), James Morrison + Maverick Sabre + Musicanti di Grema, Mika… eh, sì, tutto qui… ehm…

Ma il claim di quest’anno è:  Un festival di musica, parole  e sapori!

Quindi non solo musica – prevalentemente pop-rock – ma anche parole: incontri con gli autori in collaborazione con La Feltrinelli libri (segnalo quello del 18 Luglio con Davide Oldani, che presenterà in anteprima il suo nuovo libro).

E assieme alle parole, le immagini: vi ricordate quanto erano belli i biglietti dei concerti che venivano stampati anni fa? Serigrafati, originali, unici. Da collezionare. Quanti di voi conservano ancora un biglietto anni ’90 di Michael Jackson o di Prince? Ecco, da qui nasce l’idea, anzi, nasce Memorabarley, una mostra di memorabilia curata dal fotografo Henry Ruggieri sui 33 anni di attività di Barley Arts – poster, locandine, biglietti, pass dei passati eventi.

Musica parole – e immagini – e sapori: l’Isola del gusto, curata dagli studenti  dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e ideata dall’amico, nonché dottore in Scienze gastronomiche, Federico Trotta.

Qui  troveremo produttori di eccellenze italiane, spesso presìdi Slowfood: fra gli altri, la birra artigianale del birrificio Clan-Destino, di Orsoverde e Croce di malto; i vini naturali da vitigni autoctoni di varie regioni italiane (i miei amici di Tenuta Carussin, Vini Orsini, Il Palazzo, Col Vetoraz); il panificio Grazioli di Legnano, che usa solo le farine di Mulino Marino e che ha portato appunto a Legnano, il mio paese di origine, prodotti da forno di grande qualità; la carne piemontese del mitico consorzio La Granda; e molti altri validissimi produttori.

L’evento sarà anche molto attento ad abbattere l’impatto sull’ambiente. Come? Con un progetto:  la buona musica è A.R.I.A. – a ridotto impatto ambientale.

Diverse aziende, sensibili all’argomento, hanno aderito fornendo i loro prodotti: Palmdesign con eco-arredi; Novamont e Ecozema con posate e tutto il necessario per il servizio, in materiale compostabile; Eurven con microcompattatore per le bottiglie di plastica; Asm-isa fornisce i contenitori per i rifiuti; Orphea con antizanzare a base di estratti naturali; RaggioVerde fornisce le magliette in cotone naturale con lavorazione a filiera corta e lavorato in Italia per tutto lo staff; Allegronatura  con i detergenti a base di erbe officinali; Rete Clima calcolerà le emissioni di Co2 durante le giornate dell’evento; Edison fornirà l’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili.

Insomma un progetto davvero ben studiato fin nei minimi particolari.

Qui (10GS_comStampa290512) trovate il comunicato stampa ufficiale.

Insomma il percorso è questo: visita alla meravigliosa piazza di Vigevano – una delle piazze più belle d’Italia –, mostra Memorabarley al Castello, degustazioni  palatali e olfattive prima e degustazioni sonore poi. Per finire con l’acquistare i prodotti in vendita nell’isola del gusto.

CibVs e BlogVs saranno presenti per testimoniare e accertarsi che tutto funzioni alla perfezione. Soprattutto adopereremo per voi le vostre papille gustative, sostando a lungo nell’Isola del gusto.

Christian Sarti

Foto di Henry Ruggeri