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Buon CibVs col tè: Bibita fresca al tè, pesca, limone e menta

12 September 2012 - Commenti »

Settembre è un mese delizioso. Dopo la pausa agostana, si riprende il solito tran tran con rinnovato vigore, mantenendo però ancora i ritmi rilassati acquisiti in vacanza. Il clima è mite, l’aria frizzante, la natura con i suoi colori aranciati, pulsanti di vita, invita a non rintanarsi in casa, ma a organizzare una gita fuori porta, la visita a un museo,  un pic nic, una cena in terrazza con gli amici.

In questo periodo dell’anno c’è ancora una ricca produzione di frutta tipicamente estiva quali le pesche, ed è ancora piacevole organizzare una cena con piatti freddi, veloci e leggeri.

Anche a me, tra una gita e una sagra, di tanto in tanto piace invitare amici a cena, o riempire un cesto di leccornie da mangiare dopo una distensiva  passeggiata in un bosco.

Nel mio cestino, volutamente molto british, non mancano mai torte salate,  sandwich farciti con prosciutto o carne arrosto e verdure, e come dolcetti i muffin – sono ideali per i picnic, golosi, leggeri e molto inglesi.

Ma sia nel cestino che nella cena in terrazza non manca mai il tè. Ovviamente come bevanda, ma anche come ingrediente di piatti salati o dolci.

Col tè, spesso organizzo una cena – dall’antipasto al dolce. Volete sapere come?

Partiamo con l’aperitivo – una bibita molto fresca e aromatica. Gli ingredienti sono semplicissimi, il gusto davvero delizioso.

Anzitutto, è necessario preparare del tè con l’infusione a freddo. Io ho scelto un tè nero cinese dalle note gradevolmente affumicate, ma eventualmente va molto bene anche l’English Breakfast, un blend di tè reperibile in tutti i supermercati, mentre sconsiglio i tè molto aromatici o gli Earl Grey, in quanto il loro aroma coprirebbe quello della frutta fresca.

Una volta pronto il tè, si aggiunge il succo del limone, una pesca tagliata a fettine e qualche foglia di menta, si diluisce con acqua, si dolcifica con poco zucchero di canna e dopo un riposo di due ore in frigorifero è pronta una bibita molto profumata con la quale accogliere i nostri ospiti.

Ingredienti per 2 l. circa di bibita:

4,5 cl di tè freddo Grand Keemun o English Breakfast

1,5 l di acqua oligominerale

3 pesche

il succo di tre limoni

tre cucchiai scarsi di zucchero di canna

menta fresca

Per prima cosa preparate il tè con l’infusione a freddo, ovvero in una caraffa unite 4,5 g di foglie di tè e 4,5 cl di acqua; ponete la caraffa in frigorifero per 4 ore, poi filtrate il tè.

Aggiungete le pesche lavate, pelate e tagliate a fettine, il succo dei limoni, lo zucchero,  qualche foglia di menta e l’acqua. Mescolate bene e  ponete la caraffa in frigorifero per un paio d’ore.

Una volta pronta decorate con rametti di menta.

Servite senza filtrare, lasciando le fettine di pesca, che oltre a decorare arricchiscono la bibita, creando un simpatico effetto mangia e bevi.

La nostra cena è solo all’inizio. Dopo l’aperitivo è piacevole offrire… ma questa è un’altra ricetta, che vi racconterò prestissimo.

Intanto, ci beviamo insieme un bicchiere di aperitivo al tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

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Buon CibVs col tè: la granita di tè verde al gelsomino

2 August 2012 - Commenti »

Il caldo è insopportabile, l’afa impazza e la Cuoca eclettica e appassionatamente amante del tè cosa fa? Ovviamente beve tè, tanto tanto tanto tè caldo, o meglio, alla giusta temperatura di infusione, proprio come i popoli orientali.

E poi? Anche tè freddo, of course, ma preparato con criterio – ne avevo già parlato, ricordate?

Ma l’amore per il tè, suggerisce alla Cuoca eclettica un’altra possibilità: la granita.

Ed ecco entrare nel mio ricettario tante granite preparate col tè, verde, nero, aromatizzato, puro.

Tutte deliziose, refrigeranti e a zero calorie, visto che, come per il tè, anche le granite le consumo in purezza.

La granita presentata per BlogVs è preparata col tè verde al gelsomino, facilmente reperibile in tutti i supermercati.

Prepararla è semplicissimo. Per mezzo litro di granita, si mettono in una teiera 5 g di foglie di tè e mezzo litro di acqua a temperatura ambiente. Si pone la teiera in frigorifero per 6 ore, quindi si filtra il tutto in un recipiente a chiusura ermetica da riporre nel freezer per circa quattro ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare che si formino i cristalli di ghiaccio.

Se si preferisce dolcificare, aggiungere un paio di cucchiaino di zucchero di canna, dopo aver filtrato le foglie e mescolare bene.

Cosa ne dite di refrigerarci con una granita di tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

Buon CibVs col Tè: il Tè Noël

20 December 2011 - Commenti »

Le festività natalizie sono associate, oltre ai piatti tipici della tradizione, alle “bollicine”. Da metà dicembre fino a Capodanno, la bevanda più bevuta nel corso delle varie feste, party, occasioni di incontro è lo spumante.
Non voglio negarne assolutamente la bontà – anche a me piace berlo in occasione di un brindisi, o il 31 dicembre; ma, per me, la bevanda di elezione di questo periodo è il Tè Noël.

Il Tè Noël, o tè di Natale, è un tè nero, aromatizzato principalmente con scorzette d’arancia, vaniglia e mandorle. A questi ingredienti, si possono aggiungere altre spezie, quali il pepe, la cannella, l’anice stellato, i chiodi di garofano.
Di solito lo preparo partendo da un tè già aromatizzato, al quale aggiungo altre spezie, o da un tè nero puro, che aromatizzo.


Lo preparo ormai da così tanti anni, che per me, insieme ad alcune ricette tipiche della mia zona, nel corso del tempo ha finito con l’assumere un valore fortemente simbolico, diventando una vera e propria tradizione.
Quando sento l’odore del tè aromatizzato, magari accompagnato da quello dei biscotti appena sfornati, avverto, dentro di me, lo spirito del Natale.
E ritrovo la magia delle feste, che gli anni, inevitabilmente, appannano.

L’infuso presentato è stato realizzato partendo da un tè nero aromatizzato alla vaniglia, al quale ho aggiunto scorzette d’arancia, anice stellato, pepe di Sechuan, stecca di cannella e chiodi di garofano.
Una miscela profumatissima e corroborante. Deliziosa da abbinare a biscotti, panettoni, pandori, dolci tipici e tronchetto natalizio.


Tè Noel
per 1/2 litro di tè:
1/2 litro di acqua minerale
5 g di tè nero alla vaniglia
un paio di chiodi di garofano
un paio di semi di pepe di Sechuan
un paio di frutti di anice stellato
una stecca di cannella
qualche scorzetta d’arancia

In una teiera ponete i vari ingredienti, aggiungete l’acqua alla temperatura di 95°, ponete in infusione per 4 minuti, filtrate e bevete caldo.
Il tè dev’essere preparato con la teiera scoperta, in modo che possa ossigenarsi.

Giovanna
la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè: una tazza di Bay Yu Huan

15 October 2011 - Commenti »

Il tè non è una bevanda qualunque: sorseggiarne una tazza significa ritagliarsi un momento speciale da dedicare a se stessi, chi lo ama davvero ne assapora l’aroma sorso dopo sorso, riesce a percepirne le note, fruttate o floreali, il retrogusto…
Per me, sorseggiare una tazza di tè, significa ritagliarmi un momento di pace e serenità, prendermi una pausa dai ritmi frenetici della giornata. La preparazione stessa è un rito che mi rilassa, mi riconcilia con me stessa, mi fa sentire in sintonia con tante persone che nello stesso momento, con la stessa passione, stanno scegliendo con cura e attenzione il tè adatto al loro stato d’animo. Chi ama il tè infatti opera la sua scelta anche in base allo stato d’animo, alle emozioni del momento – quindi comincia a prepararlo con calma, seguendo i passaggi che vi abbiamo già descritto altrove. E durante il tempo di  infusione non si ha fretta, si  aspetta con calma e pazienza, assaporando  il profumo che mano a mano si sprigiona dalla teiera, concentrati sul momento, banditi impazienza e orologio.
E poi – una tazza di tè riesce a trasportarti in mondi lontanissimi, in un viaggio che comprende l’olfatto, il gusto, la vista. Proprio così, anche la vista: le foglie della Camellia Sinensis non sono tutte uguali. A seconda della lavorazione, del momento del raccolto, variano come colore, dimensioni, forma.
I tè bianchi, i più pregiati in assoluto, hanno foglie di grandi dimensioni – niente a che vedere con quelle contenute nei sacchetti filtro in vendita al supermercato – che si raccolgono, manualmente, soltanto una volta l’anno, in primavera. La tipologia di raccolta delle foglie (per un tè bianco si raccoglie solo la gemma – la parte più pregiata della Camellia Sinensis – e le prime due foglie), unitamente alla loro qualità, ne determina la rarità e il valore di un tè.

Recentemente ho acquistato un pregiatissimo tè bianco cinese, proveniente dalla regione del Fujian, il Bay Yu Huan. I suoi delicatissimi germogli sono stati arrotolati a mano, formando i caratteristici anelli detti  “anelli di giada” – è questo infatti il significato del nome in cinese.

Questo tè è un inno alla lentezza. I suoi germogli, arrotolati con tanta cura e precisione, evocano gesti antichi, che si ripetono nel tempo, sempre con la stessa grazia e meticolosità. E osservare i germogli che durante l’infusione, mano a mano si schiudono, regalando aroma e profumo al tè, è incantevole.


Mentre fotografavo ero emozionata nel vedere le foglie srotolarsi lentamente, quasi come  un bocciolo che si trasforma in fiore.


Per ottenere la bevanda sono necessari tempi di infusione abbastanza lunghi, che consentano ai germogli di aprirsi al meglio e rilasciare i loro delicati e pregevoli aromi.


Anche l’infuso evoca la lentezza, infatti il tè bianco non ha un aroma che si impone al primo sorso , ma un sapore che mano a mano viene svelato, diventando  più incisivo, pur rimanendo morbido e delicato.

Giovanna
la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè: la sangria di tè

5 September 2011 - Commento (1) »

Una ricetta molto semplice per una sangria veramente speciale.

Nelle serate di fine estate è piacevole riunirsi con gli amici, ritrovarsi dopo le vacanze, magari di fronte a un vassoio di stuzzichini. Per stupire piacevolmente i nostri ospiti, possiamo offrire un classico della cucina spagnola: la sangria. Una sangria fresca, dissetante, aromatica e… analcolica.

Ebbene sì! La sangria può essere preparata sostituendo il vino con il tè.

Certo, il sapore è un po’ diverso, ma, preparata con gli ingredienti giusti, è gustosissima: pesche gialle per regalare dolcezza, zenzero per conferire un tocco piccantino e menta fresca per una nota aromatica.

Per la ricetta che vi propongo ho utilizzato un tè nero cinese, dalle note leggermente affumicate e dal retrogusto legnoso, il Grand Keemun.

La preparazione è davvero semplicissima, ma è necessario avere qualche ora a disposizione per consentire al tè di raffreddarsi e alla bevanda di insaporirsi.

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Sangria di tè con pesca, zenzero e menta

5 g di tè nero cinese Grand Keemun

50 cl di acqua oligominerale

2 pesche gialle

zenzero fresco

menta fresca

Ho preparato il tè freddo ponendo nella teiera le foglie del tè e l’acqua minerale a temperatura ambiente; l’ho messa per 4 ore ore in frigorifero, quindi ho filtrato il tè.

Poi ho aggiunto le pesche tagliate a pezzettoni, qualche rondella di zenzero, qualche foglia di menta, e ho fatto insaporire per circa un’ora.

Et voilà, la sangria è pronta!

Cosa ne dite?

Giovanna

la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè!

14 July 2011 - Commenti (2) »

Preparazione del tè freddo

Saint Louis, Missouri, estate 1904, Esposizione mondiale. Un giovane inglese, Richard Blechynden, interessato a introdurre nel mercato statunitense il tè nero proveniente dall’India, allestì un padiglione, dove alcuni cingalesi offrivano la bevanda, ovviamente, calda. Ma la torrida calura estiva non rendeva allettante l’assaggio, inducendo i visitatori a dissetarsi con granite o bevande fredde. Richard, però, non rinunciò alla sua idea, e per invogliare i visitatori pensò di offrire la sua bevanda fredda – anzi, ghiacciata. La sua proposta fu accolta benissimo, tutti accorsero in massa ad assaggiarla. Era nato il tè freddo.

La nuova bevanda si diffuse dapprima in tutti gli Stati del Sud, poi in quelli del Nord, per approdare infine nel resto del mondo.

Da quel lontano 1904, da un’idea nata per caso, il tè freddo è diventata una delle bevande estive più amate. Dissetante, fresca, leggera, è la bibita ideale per chi vuole bere qualcosa di diverso, con un ridotto apporto  calorico.

Da molti anni poi le grandi aziende hanno iniziato a immettere sul mercato una serie di bevande a base di tè, diversificate in base ai gusti e alle esigenze – aromatizzate, al tè verde, nero e così via.

Ma se invece di rivolgerci al mercato, provassimo a fare il tè freddo in casa? Con piccoli accorgimenti, possiamo preparare una bevanda leggera, gradevole, con un ridotto, o addirittura nullo, contenuto di zuccheri.

Solitamente il tè freddo preparato in casa risulta spiacevolmente tannico e dall’aspetto torbido, e dopo poche ore il gusto è sgradevole. Il motivo è da ricercare nella modalità di preparazione. Comunemente dopo aver preparato il tè, si aspetta che raggiunga la temperatura ambiente, per poi metterlo in frigorifero a raffreddare. Proprio il tempo che occorre affinché la bevanda raggiunga la temperatura ambiente, è responsabile del sapore tannico e dell’aspetto torbido.

Ci sono, invece, due procedimenti da utilizzare a seconda della quantità di tempo a disposizione per il raffreddamento, che consentono di ottenere un ottimo tè, dall’aspetto limpido, dalle note fruttate e floreali predominanti, conservando la sua aromaticità per diverse ore.

Il primo metodo consiste nel mettere nella teiera (va bene anche una caraffa) tra i 10 e i 13 grammi di tè: si aggiunge un litro di acqua, minerale e a temperatura ambiente, se piace si addolcisce con zucchero o miele, si ripone la teiera in frigorifero e la si lascia per 4 ore per un tè verde o 6 ore per un tè nero. Al termine dell’infusione si filtrano le foglie e si serve. Il tè risulta leggero, e mantiene la sua aromaticità per ore. Le note floreali e fruttate si percepiranno molto bene.

Il tè contenuto nelle tazze fotografate, è il medesimo, ovvero l’Assam Silonibari. Il colore varia, e vi assicuro, anche il sapore, a seconda della modalità di raffreddamento. Più scuro e torbido quello posto in frigorifero solo dopo aver raggiunto la temperatura ambiente, più chiaro e limpido l’altro, preparato col primo metodo.

Se, invece, il tempo a disposizione per raffreddare il tè è poco, si può seguire il secondo metodo che ci consente di ottenere la bevanda fredda in un arco di tempo pari a quello di infusione del tè. Basta avere a disposizione del ghiaccio, et voilà, in pochi minuti il nostro infuso è pronto. Freddo. Ebbene sì, freddo!

Come si fa? Per un litro di bevanda, occorrono sempre tra i 10 e i 13 grammi di tè.

Si riscalda 1/2 litro di acqua alla temperatura giusta per il tè scelto, si versa nella teiera dove sono già state messe le foglie, si attende il tempo di infusione relativo all’infuso scelto, quindi si filtrano le foglie e si aggiunge 1/2 chilo di ghiaccio, anche in cubetti, non si mescola, ma si attende che il ghiaccio si sciolga, ed ecco pronta la bevanda fredda – eliminando il tempo di raffreddamento.

Questo metodo è utilissimo quando si vuole offrire una bevanda rinfrescante a ospiti inattesi, accaldati e assetati.

Come si può vedere nelle fotografie, il colore del liquore e, ripeto, anche il sapore, è diverso a seconda dei tre diversi modi di raffreddarlo. Questo vale anche per i tè verdi.

Con il tè freddo si possono preparare anche delle gustosissime sangrie, leggere e non alcoliche: è preferibile utilizzare un tè nero e non verde, e a seconda della tipologia di tè scelta, aromatico, dalle note floreali o fruttato, si abbina la frutta.

Inoltre, partendo dalla bevanda fredda, si possono realizzare gustose e dissetanti granite. Con un pizzico di fantasia e creatività, da una manciata di foglie di tè, qualche cubetto di ghiaccio, frutti di stagione, zenzero fresco, ed erbe aromatiche quali menta o lemon grass, possiamo preparare cocktail, bibite analcoliche, sangrie, granite, da offrire ai nostri ospiti, o da gustare in un torrido pomeriggio estivo.

Giovanna

la cuoca eclettica



Buon CibVs col tè!

12 May 2011 - Commento (1) »

La classificazione del tè

Salve! Ci prendiamo una tazza di tè?

Cosa c’è di più piacevole, dopo una giornata stressante, di una tazza di tè caldo, accompagnato da qualcosa di buono da mangiare?

Tante cose, lo so. Ma la tazza di tè ha sempre il potere di evocare un momento di relax.

Nell’immaginario collettivo, la parola tè è sempre associata ad un tè – nero, of course! – e un bel pasticcino, o una fetta di torta. Ma il tè è solo e soltanto nero? Si abbina sempre ai cibi dolci? I tè verdi e bianchi provengono da piante diverse? E cosa sono gli oolong?

Come tutti gli appassionati e i cultori del tè, ricevo spessissimo domande di questo tipo. Tranne sugli oolong, che è la categoria meno conosciuta…

In Italia, dopo anni di egemonia del caffè, il tè, bevanda di elezione di molti popoli, sta diventando sempre più diffuso. In alcune aziende, affiancata alla macchinetta che dispensa bevande calde, sempre più spesso è possibile vederne una dedicata esclusivamente ai tè di diverse tipologie. Nei supermercati, all’offerta di tè nero si è aggiunta quella di tè verdi e bianchi. Le riviste di cucina (ma anche i blog…) propongono ricette da preparare col tè, e quelle di benessere raccomandano di bere molto tè verde durante la giornata per gli innumerevoli effetti benefici sul nostro organismo.

Tutto vero e, per me che amo il tè, tutto bello. Però, di fondo, c’è una grande confusione, e molti credono che vi siano tanti tipi di piante del tè che producono i tè di diverse tipologie. Invece non è cosi. Tutti i tè, di tutte le tipologie e nazioni, provengono dalla stessa pianta, la Camellia Sinensis: solo dopo la raccolta delle foglie, si stabilisce il tipo di tè che si vuole ottenere, e in base a ciò varia la modalità di lavorazione delle foglie.

Per ottenere il tè nero, dopo il raccolto, le foglie vengono fatte ossidare, lavorate ed essiccate.

Invece, per produrre il tè verde, dopo il raccolto si interrompe il processo di ossidazione: in questo modo le foglie conservano il colore verde e le loro proprietà.

Il tè verde può essere giapponese oppure cinese: la differenza fra i due è data dalla modalità con la quale viene bloccato il processo di ossidazione.

I tè verdi giapponesi si ottengono, sottoponendo le foglie, subito dopo il raccolto, ad un rapido getto di vapore acqueo per un periodo che va dai 30 ai 60 secondi: questo permette alle foglie di mantenere il loro colore verde brillante, nonché al tè di avere un sapore fresco, di erba appena tagliata, di alghe.

Per i tè verdi cinesi, invece, il processo ossidativo viene bloccato tramite calore secco. Per questo il loro sapore differisce da quelli giapponesi, regalando una nota tostata legnosa.

I tè oolong invece sono semifermentati, quindi una via di mezzo tra i neri e i verdi. A seconda del grado di fermentazione, si avvicinano ad un tè verde o ad uno nero. Il sapore è molto persistente, le note floreali spiccate. Il colore del liquore tende al giallo oro.

Infine, le foglie per produrre i tè bianchi (una famiglia molto interessante, su cui torneremo), dopo il raccolto vengono semplicemente fatte appassire ed essiccate.

Giovanna

la cuoca eclettica

Una nuova amica: intervista a Giovanna Nobile

11 May 2011 - Commenti »
Una nuova rubrica e una nuova amica. Ai nostri amici-collaboratori si aggiunge infatti una nuova cuoca-rubrica… Che tipo di cuoca? diciamo una cuoca poliedrica, dai molteplici interessi culinari e non solo, che fa un po’ di tutto…
Ok: la nostra amica è La cuoca eclettica, alias Giovanna Nobile, autrice di centinaia di ricette raccolte in bell’ordine sul suo blog, e che si interessa anche di lettura, di fotografia, e – come vedremo – di tè.


Ma chi è Giovanna? Cosa fa, oltre a elaborare cucinare fotografare pubblicare assaggiare imbandire…?

Leggo, principalmente letteratura russa e francese. Mi piacciono tantissimo Tolstoj, Proust e Balzac. Ovviamente riviste e libri di cucina. Bevo moltissimo tè, la mia bevanda preferita. Faccio passeggiate in campagna e quando ho un po’ di tempo libero vado sul lago di Garda.

Perché un blog – anzi, questo blog?

L’idea iniziale era mettere in ordine le mie ricette. Avevo un quaderno pieno di appunti, fogli volanti, postit e foto di piatti finiti o eseguite durante le fasi di lavorazione. L’idea de La cuoca eclettica è nata in un pomeriggio di primavera: mentre sistemavo, catalogavo le foto, scrivevo un articolo di letteratura mi è venuta l’idea del blog e così l’ho sviluppata.

A una prima scorsa, al di là dell’accuratezza o dell’appetitosità delle varie ricette, si nota subito che ognuna è in qualche modo (almeno come suggerimento) abbinata, oltre che a un vino, a un tè…
E allora – quali sono i tuoi piatti preferiti, i vini del cuore, i tè d’elezione…?

Per i piatti è semplice. Ho una predilezione per i primi piatti, il pesce e i lievitati. Per il vino il discorso è più complicato. Non ho un vino preferito, non costruisco un piatto o un menù intorno al vino. Di solito lo scelgo in base al piatto e all’ispirazione e lo ritengo un importante coronamento di un pranzo. Il tè, invece, è la mia bevanda di elezione. A volte preparo un pranzo intero ispirata da un tè. Oppure creo ricette dove il tè è l’ingrediente fondamentale. Comunque, non ho un tè preferito, neri, verdi, bianchi, oolong mi piacciono tutti. Per me è più importante la qualità di un tè, la modalità di preparazione. Amo meno i tè aromatizzati. Comunque un pasto senza l’abbinamento di un buon vino o un buon tè mi sembrerebbe incompleto.

Come nasce il tuo amore per la cucina?

Dall’amore per la convivialità. Anche se cucino da sola, mi piace pensare alla cucina come un luogo di incontro fra amici,  dove fra una chiacchiera e un tè, è immancabile!, c’è chi impasta, chi prepara la pasta fresca, chi si occupa del sugo e così via. Un altro aspetto che mi fa amare la cucina è la creatività.

Vorrei un tuo parere su un argomento che ho già trattato con altri nostri amici-collaboratori. La novità nel mondo dell’enogastronomia, food e quant’altro è senza dubbio la diffusione quasi virale del popolo dei blogger – di cui peraltro facciamo parte anche noi. Secondo te si tratta di un fenomeno positivo, di diffusione della conoscenza, delle informazioni, o piuttosto di un mero affastellarsi di ricette e varianti di ricette che tendono un po’ all’autoreferenzialità?

Condensando ai minimi termini la risposta, posso dirti che dipende dallo spirito col quale si “gestisce” il blog. Se lo si fa con l’idea di mettere in rete e scambiare con altre persone appassionate di cucina le proprie conoscenze e informazioni è un fenomeno senz’altro positivo.

Un ulteriore aspetto di questo fenomeno è il passaggio dai blog alla carta stampata. Si fa tanto parlare di multimedialità, di sapere on line, di superamento del supporto cartaceo a favore dell’interattività virtuale, e poi… Insomma: quando pensi di pubblicare un tuo libro?

Mi piacerebbe, ma non è così semplice. Al momento sono concentrata sul blog, poi, chissà…

E per finire: cosa scriverai nella tua rubrica su BlogVs??

Nella mia rubrica – Buon CibVs col tè! – mi  occuperò della mia grande passione, il tè. Partendo dalla classificazione e modalità di preparazione, parlerò del tè sia come bevanda, quindi abbinata ai cibi dolci e salati,  che come ingrediente di piatti dolci e salati e poi…. vedremo. Ho già qualche idea.

Benissimo… sono impaziente di leggerti. Io lo prendo con un velo di latte, grazie!


Emanuele Bonati

La ricetta del riso mantecato con Lapsang Souchong

20 October 2009 - Commenti (4) »
Dosi per 4 persone
320 gr di riso Carnaroli
2 scalogni piccoli
burro
olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 l brodo chiaro
parmigiano reggiano 24 mesi
2 tazze di tè nero affumicato Lapsang Souchong
2 mele Golden
1 cucchiaio di fecola di patate o maizena
Preparare il tè lasciando le bustine in infusione nell’acqua bollente per almeno 5 minuti. Mettere il tè in un pentolino basso e riportare sul fuoco vivo per farlo ridurre. Una volta ridotto della metà lasciar raffreddare leggermente ed aggiungere il cucchiaio di maizena o fecola per addensare, ottenendo così una salsina.
Lavare e privare del torsolo la mela. Tagliare la mela a cubettini e poi mettere in una padella o su una padella grigliata e farla scottare leggermente.
Preparare il brodo con carota, sedano, cipolla, 2 grani di pepe.
Dopo che si è ristretto, togliere le verdure e filtrare. Rimettere sul fuoco basso in modo da tenerlo sempre molto caldo.
Far ammorbidire a fuoco dolce lo scalogno con una noce di burro ed un filo di olio extravergine.
Aggiungere il riso e tostare, mescolando, per alcuni minuti.
Aggiungere il vino e lasciar evaporare.
Aggiungere tutto il brodo e lasciar cuocere a fuoco medio finchè il riso non sarà cotto.
Togliere dal fuoco e mantecare con burro e parmigiano grattugiato a volontà.
Impiattare e guarnire con la salsa di tè nero affumicato e i cubetti di mela scottata.
risoteato1
Christian
christian@cibvs.com

Il tè Lapsang Souchong

19 October 2009 - Commenti (3) »

Una tazza di tè  propriamente consiste in un infuso di foglie di Camelia sinensis, una pianta legnosa coltivata soprattutto in Cina, in India, nello Sri Lanka, ma anche in Giappone e in Kenya. A seconda dei diversi processi di fermentazione e trattamenti si distinguono sei tipi principali di tè: il tè nero e il tè rosso (a fermentazione completa), il tè blu o oolong e il tè bianco (a fermentazione parziale), il tè verde (a fermentazione non avvenuta) e il tè giallo (a fermentazione moderata).

In Cina quelli che noi chiamiamo “tè neri” sono classificati come “tè rossi” (sono i tè che hanno subito un completo processo di ossidazione), mentre i “tè neri” sono quelli che hanno subito un processo di vera e propria fermentazione.

Il Lapsang Souchong è un tè nero (rosso in Cina), affumicato e ossidato; si abbina a pesci robusti (tonno, merluzzi nordici) o carni alla brace, alla piastra, al vapore; a piatti speziato o molto saporiti; ai formaggi; rinvigorente, è ideale dopo una lunga passeggiata o un’intensa attività fisica; può accompagnare, al posto dell’acqua, uno Scotch Single Malt.

Oltre alla ricetta del riso mantecato http://blog.cibvs.com/2009/10/16/riso-mantecato-al-lapsang-souchoung-e-mela/ segnalo i maccheroncini di Campofilone con pesto e salmone affumicato al LS, da Senza Panna (http://senzapanna.blogspot.com/2009/07/maccheroncini-di-campofilone-con-pesto.html) e da Un tocco di zenzero i gamberi al LS con asparagi (http://www.untoccodizenzero.it/index.php/ricette/appetizer/gamberi-al-lapsangpurea-di-asparagi-al-vapore-e-olio-evdi-pianogrillo/).

Volendo, ci si può iscrivere al gruppo dedicato a LS su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Lapsang-Souchong/22031541839#/pages/Lapsang-Souchong/22031541839?v=wall

Qualche negozio dove comprare il tè? A Milano, templi, boutique, meravigliose teierie: L’arte di offrire il the in via M. Melloni 53 (www.artedelricevere.com), L’essenza del the, Via Cerva 12  (www.essenzadelthe.it), La teiera eclettica in p.le Bacone 2 (www.teieraeclettica.it) e Montresor in viale Montenero 5 (www.montresor.mi.it).

lapsang-souchong

Emanuele Bonati