Posts Tagged ‘Identità Golose’

L’AntipatiCibVs: (Food)blogger a gratis?

26 September 2012 - Commento (1) »

Io sono il famoso foodblogger. Ho una vita complicata & stressata & stressante anzi ho una doppia vita – redattore di giorno blogger di notte – tripla se si considera che penso anche di essere il critico del Corriere Visintin. Ho dei doveri – ho un collaboratore, Totò, con cui scrivo gli articoli per Miracolo a Milano. E che mangia dice lui come un passerotto – ma leggo che un passerotto mangia in media 33 volte il suo peso. E delle spese – devo pagare il conto dei ristoranti, i libri, ecc.

Ho pensato: ma probabilmente il mio foodbloggeraggio si potrà in qualche modo monetizzare. Magari mi propongo come blogger a L’Huffington Post Italia – si basa in parte più o meno larga sul contributo dei blogger, tentar non nuoce, hai visto mai, magari ci servo proprio io, o magari no ma non se ne accorgono, e magari un minimo compenso rimborso salario obolo…

No. Secondo Lucia Annunziata il blogger scrive quello che pensa, non è un giornalista: “I blog non sono un prodotto giornalistico. Sono commenti, opinioni su fatti in genere noti: è uno dei motivi per cui i blogger non vengono pagati. Quindi, zero euro.

Giusto, ingiusto? Il dibattito si dibatte in rete. Vero che io dico quello che mi pare, è difficile che io trovi una notizia (magari le foto rubate del nuovo ristorante Pisacco… ma altrimenti mi vedo già i titoloni: “Noto blogger non sa usare le bacchette al ristorante cinese!!”,  “Troppo sale nel purè”, “Poche patatine nel piatto: la ristorazione risparmia”, “Il ritorno della peperonata: problemi digestivi o scarsa qualità?”…) – ma se dico qualcosa, che so, “Renè Redzepi non sa fare l’uovo in cereghino”, magari qualcuno se ne accorge e clicca sul mio post,  e volesse il cielo lo legge, e poi magari -brivido- lo commenta anche, e qualcun altro pure, e magari Redzepi lo viene a sapere, e mi denuncia, e andiamo alla Corte Internazionale dell’Aja (siamo all’estero, no?), e io chiamo a testimoniare i campioni della cucina milanese, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Davide Oldani, Nicola Cavallaro… e magari anche Massimo Bottura susci di uovo al cereghino – e se tutto questo è su Huffington porta clic a Huffington, che quindi, anche solo in senso lato, ci guadagna…

No, eh? Non interessa? Qualcun altro? Scattidigusto Dissapore Puntarellarossa Gamberorosso  identitàgolosedipapillondellacucinaitaliana? no? gattinicheballano.it?

No? peccato…

Addio, sogni di eurooo…

Emanuele Bonati

Parole di Cuoco: Pietro Zito

21 August 2012 - Commenti »

“Mio nonno amava la terra. Nel 1961 aveva lasciato scritto un suo memoriale sul suo rispetto. E diceva: se non c’è la terra, non c’è niente. E questo, oggi, è ancora più attuale”

Pietro Zito, Antichi Sapori, Montegrosso di Andria

per Identità Milano 2012

I Rubitt: robette che andranno a ruba!

7 June 2012 - Commenti »

Sulla scia di una tradizione mediterranea fatta di “mezze, tapas ecc” , anche la gastronomia lombarda vuole valorizzare le entrée, per così dire.

Intanto il nome – rubìtt, “robetta”, in milanese – ricorda un po’ la parola “rubino”, quindi un gioiello, una cosa preziosa.
Ecco, i rubitt sono piccoli piatti cesellati  da una grande cucina.

Non so se ho reso l’idea.

In attesa della maratona dei Rubitt che si svolgerà, domenica 10, al “nuovo” Dopolavoro Bicocca, e che vedrà vari chef milanesi alle prese con questi piccoli grandi piatti, sono andato nella casa dei Rubitt: al Ratanà.

Cesare Battisti ormai lo conosciamo tutti, vero? La solidità della sua cucina è ben nota ai milanesi e non solo.

Dalle 18 alle 21 è possibile fare un grandioso aperitivo, in barba a quelle robacce, altro che rubitt, che alcuni locali ci propinano.

Trovate una lavagna dove ci sono scritte le possibili cose da assaggiare per pochi euro, da 1 a 3 max.
La mia scelta: patate lesse con 3 olii e 3 sali differenti, carpaccio di trota, zola miele noci, crescenza nespole e battuto leggero di verde, purea di fave con pecorino e un goccio di olio, burro e alici.

Tutto accompagnato da un ottimo vermentino di Toscana.

Insomma, con una cifra da aperitivo milanese mediocre, potete farvi un grande aperitivo fatto con materie prime di grande qualità.

Non vediamo l’ora di partecipare alla maratona dei rubitt.
Chissà che questo non sia l’inizio di una nuova tendenza, una svolta per gli aperitivi milanesi!

Christian Sarti

Aggiungi un pasto a tavola!

16 April 2012 - Commenti »

Bel titolo per una bella iniziativa di Identità Golose, quindi Paolo Marchi, e del Comune di Milano: giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 aprile 2012 in 5 Mercati Comunali Coperti saranno disponibili 5 menu di 3 portate ideati da 5 grandi cuochi con gli ingredienti disponibili nel Mercato (e quindi a prezzi convenienti: ogni menu ha un costo di circa 20€), menu che ciascuno può preparare a casa propria.

Chi sono gli chef, e quali sono i mercati?

  • Mercato Wagner (piazza Wagner) – Aimo Moroni, Luogo di Aimo e Nadia
  • Mercato Ticinese (piazza XXIV Maggio) – Davide Oldani, D’O
  • Mercato Morsenchio (largo Guerrieri Gonzaga) – Viviana Varese, Alice
  • Mercato Ca’ Granda (via Moncalieri) – Pietro Leemann, Joia
  • Mercato Prealpi (piazza Prealpi) – Carlo Cracco, Cracco

Inoltre, Aggiungi un pasto a tavola è un’iniziativa solidale: sarà possibile effettuare una piccola donazione per partecipare a una raccolta di ingredienti per i cittadini meno abbienti.

Emanuele Bonati

Pensieri oziosi di un goloso ozioso

22 February 2012 - Commenti »

A margine di Identità, Food&Wine e altro, a palato fermo, papille gustative che hanno ormai decantato, cosa si può dire ancora?

Il percorso fra le varie sale dei due eventi è stato diciamo ondivago, fluttuante, extravagante – all’inseguimento di profumi, luci, colori, aromi, visi, sensazioni, che in questa occasione certo non mancavano. Soste obbligate, i diversi incontri nelle varie sale di Identità: la voglia di comunicazione, di racconto, di condivisione delle esperienze sembra ormai un virus, e un indubbio merito di queste due manifestazioni è stato quello di portarci qui, fra gli altri, una serie di chef irraggiungibili proprio geograficamente (non impossibili da raggiungere, certo: posso uscire una sera o un weekend e andare da Battisti, da Bottura o da Uliassi; andare da Rodrigo Oliveira a San Paolo del Brasile richiede un tanticchio di improvvisazione in meno…).

Bisogna dire che ormai tutti i cuochi sono diventati dei bravi comunicatori – l’assiduità con manifestazioni come queste, in cui si confrontano con il pubblico, e con gli studi televisivi, che segna ormai la nostra epoca (il “quarto d’ora di celebrità”, pronosticato da Andy Warhol per tutti, è ormai parte dei curricula, e si punta già alla “serie di puntate” di notorietà…), ha prodotto chef sorridenti (quando sono truci o immusoniti, lo sono per contratto, per personaggio), che comunque di base sanno quello che dicono, e soprattutto ce lo fanno capire; uno poi (sarà l’accumularsi di stelle…) si spinge a bersagliare di briciole (o croste di formaggio?) il cameraman che lo riprende… E anche la presentazione dei filmati si inserisce in questo quadro di comunicazione a 360°.

L’unico cruccio – il non poter seguire tutto, la contemporaneità di eventi assaggi lezioni showcooking. Ovviamente, mettere tutti in fila, uno dopo l’altro, i cuochi su uno stesso palco, comporterebbe un paio di settimane di Identità – difficili da reggere da un punto di vista nutrizionistico (io devo assaggiare assolutamente tutto…). Ma è stato difficile scegliere fra i giovani chef e la cucina naturale (ci sono stato solo domenica, e ho scelto i giovani), e lo sarebbe stato nei giorni successivi fra donne e pizza, o pasta e carne e dessert… Meno male che i resoconti di Identità (nella newsletter, sul sito…) ci hanno permesso di seguire, o per lo meno di farci un’idea piuttosto precisa, di tutto quanto.

Donne, dicevamo: tante, poche, abbastanza? Giuste perché non ce ne sono altre? O ghettizzate in Identità Donna, o meglio diffuse nei vari programmi (una pasta di donna, carne di donna, questa donna è una pizza…)? E allora – scusate – perché non anche Identità Gay, dedicata a cuochi e cuoche omosessuali, Identità Daltonici, incentrata sulle difficoltà dei cuochi che non distinguono i colori a creare piatti esteticamente soddisfacenti, Identità Occhi Azzurri…

La polemica è circolata – è sempre un problema, se misurare le donne in termini di quantità, una ogni tre cuochi, no facciamo due, o se considerarle “normali” chef… E pure, un racconto di cuoche in quanto tali ha un senso, perché è indubbio che le specificità di genere hanno un qualche rapporto anche con la creatività (ovviamente, non nel senso che le donne sono fragili fanciulle che non scuoierebbero mai un pitone per cucinarlo, ma che piuttosto l’essere donne, e spesso madri, danno loro tempi e sensibilità diversi, ad esempio).

OK – è la prima edizione a cui partecipiamo, e non abbiamo termini di paragone. Ma l’organizzazione del tutto ci è piaciuta (meno il tenere separati Food&Wine e Identità, forse: organizzare un unico grande evento sarebbe stato preferibile, e più “comodo”), gli sponsor erano onnipresenti e visibili ma non opprimenti (qualcuno ha chiesto allo stand del Grana Padano se poteva prendere un pezzo di Parmigiano…), le lezioni gli showcooking e la mediazione di foodblogger e giornalisti un modo per avvicinarsi a quello che c’è dietro il piatto molto interessante.

La presenza delle e dei foodblogger (e un Identità Foodbloggero Masculo l’anno prossimo?) alla conduzione è una novità: stanno prendendo piede come realtà in grado di influenzare più o meno i media, con tutti i “rischi” che questo comporta, ovviamente, come una loro “commercializzazione” (peraltro possibile a tutti i livelli…).

Siamo a una via di mezzo fra l’incontro tra professionisti e la fiera campionaria, forse è vero – ma nessuna delle due sarebbe stata forse così interessante. E il risvolto commerciale è un male o un bene? Non so: certo è necessario, certo presenta dei problemi (come dire, è possibile che ci siano tutte le mucche di razza fassona che ci vengono cucinate, tutte le lenticchie di castelluccio, tutti i lardi di colonnata? e i peperoni coltivati dieci metri più in là, ma bene, non sono buoni?); cerchiamo di mantenere una distanza critica, di costruirci una nostra Identità di Golosi.

Emanuele Bonati

Identità Golose Flash / 2: Scabin prepara la cucina (con Monograno Felicetti)

9 February 2012 - Commenti »

Identità Golose Flash / 1: L’Huevo Ranchero di Eugenio Roncoroni

6 February 2012 - Commento (1) »

Eugenio Roncoroni, chef di Al Mercato, ha preparato una Rivisitazione dell’huevo ranchero, tipico piatto di origine messicana ma ormai diventato americano tout court.La versione tradizionale consiste in uova fritte su tortilla di granturco leggermente fritte con salsa pomodoro-peperoncino, fagioli, fette di avocado o guacamole.

La versione di Eugenio è… è… è una versione di una delicatezza e di un gusto estremi: l’uovo è stato cotto a bassa temperatura (a 64°) per 45’; appoggiato quindi su una spuma di Grana Padano e bacon, una crema di avocado fagioli bianchi e cocco, salsa tandoori (una specie…) e nachos.

Ne voglio un altro.

Grazie a La Viz per le foto (http://www.flickr.com/photos/viz_pics/): io ero troppo occupato a mangiare…

Emanuele Bonati

Milano Food&Wine Festival Flash / 3 – Cesare Battisti e Paola Sucato

5 February 2012 - Commenti (3) »

Paola Sucato (di cui sono profondamente innamorato: per quello che fa dentro e fuori le cucine, non tanto per come beve – non beve – quanto per come panifica, per come è) ha presentato Cesare Battisti, cioè il Ratanà (locale abbastanza nuovo, con un piede nell’Erba Brusca…): di lui non posso dire di essere innamorato – anche se, dopo il suo Riso con latte di capra (crudo, leggermente acidificato), grana padano, vaniglia, pepe nero e carciofi croccanti i miei sentimenti nei suoi confronti registrano un notevole trasporto.

Emanuele Bonati

Milano Food&Wine Festival Flash/1

5 February 2012 - Commenti »

Iniziato il Milano Food&Wine Festival – parallelo a Identità Golose, sfalsato di un giorno, fianco a fianco.

Se ci fossero dei miei lettori fedeli, saprebbero che io in queste cose ci sguazzo – tanta gente, tavoli con cibi prodotti assaggi, vini, bicchieri, chef, cucine… mi piace girare, vedere, assaggiare, conoscere, capire (ok, cercare di capire), incontrare gente che conosco e conoscere gente che non conoscevo – e se capita mangiare qualche cosa.

Il Milano Food&Wine è diciamo la vacanza milanese del Merano Food&Wine Festival (no, non ci sono mai stato, ma devo proprio andarci: se questo fratellogemellominore è così, beh, chissà il fratellogemellomaggiore…).

Allora: Wine – 100 produttori, ovviamente con prodotto, ovvero bottiglie, al seguito (e per buona misura Acqua San Pellegrino e Panna, birra Peroni, e aggiungiamoci un pezzo di Grana Padano, aperitivo San Pellegrino…).

Food: due postazioni cucina (ahimé senza la cappa a raccogliere il fumo… e lo sgombro della prima preparazione pervadeva tutto l’aere dintorno), in cui si alternano cuochi (alle 12, alle 18, alle 20.30) e preparano assemblano servono il loro piatto, introdotti da uno/a foodblogger giornalista o che.

Festival: io che corro da una parte all’altra dell’ampio spazio a saggiando bevendo degustando tastando assaporando tutto quello che sembra potabile commestibile.

E non ultimo le Phood: nove fanciulle scatenate che fotografano twittano bloggano intervistano circolano imperversano…

Mi sa che sono arrivato troppo presto... Paolo Marchi sta ancora contattando gli chef...?

Sete...
Sete?

Sete, sì.

Ma questo è Biscalchin!

Emanuele Bonati

Food @ work: Identità Milano 2012 si avvicina…

27 January 2012 - Commenti »

«Tornando dalla manifestazione Lo Mejor de La Gastronomia mi sono chiesto: perché i nostri cuochi devono andare in pellegrinaggio a San Sebastian, nei Paesi Baschi, per scambiarsi – e spesso copiare – idee con gli altri cuochi del mondo? Mettiamo in piedi anche noi un congresso di cucina». Tutto qui. Semplice, no?

No, forse no. Questa è stata effettivamente l’intuizione di Paolo Marchi di otto anni fa – ma a giudicare dai risultati, dai programmi delle varie edizioni, a essa è seguito un lavoro enorme, che si è protratto negli anni, ha proliferato  generando una miriade ormai di Identità diverse, da Identità Naturali, a Identità Vent’anni (i giovanissimi cuochi), a Identità Donna, Identità di Pizza, Identità di Pasta e Identità di Carne, alle altre manifestazioni che si susseguono ormai in tutto il mondo.

Identità, per uno che vuole occuparsi di cibo, a qualsiasi titolo, è una via di mezzo fra un paradiso e un luna park: anziché andare in giro a mangiare dai grandi chef, sono loro a venire a te, e non portandosi dietro pentole e padelle, ma se stessi, e degli assaggi della loro storia-cultura-filosofia-personalità. Il cuoco “parlante”, che esce dalle cucine e si mette in gioco nel confronto con gli altri – siano essi chef, esperti, giornalisti, ma anche gente comune –, è una delle cose più interessanti, forse, di questi ultimi anni. E ogni anno Identità ci aiuta ad assaggiarne un pezzetto.

Identità Golose si terrà a Milano dal 5 al 7 febbraio; dal 4 al 6, in contemporanea, aprirà il Milano Food&Wine Festival, un grande temporary restaurant; il tutto presso il MiCo MILANO CONGRESSI ala nord, gate 14 (via Gattamelata 5).

E nei prossimi giorni vi racconteremo qualche cosa di quello che accadrà – e cercheremo anche di raccontarvi qualcosa da dentro; fermo restando che sul sito di Identità le notizie, le curiosità, gli aggiornamenti si susseguono in tempo reale…

Emanuele Bonati