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BLOGVS | November 28, 2020

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Birra, vini, liquore. 3 segreti per quest’estate

Birra, vini, liquore. 3 segreti per quest’estate
Daniela Ferrando

Abbiamo più sete, d’estate. Ma abbiamo anche più sete d’estate. Dopo questi mesi strani, in quest’anno che farà epoca, vogliamo un’estate liquida, scorrevole come una birra con tanta schiuma, profumata come un vino bevuto durante un picnic tra i filari, preziosa come un liquore che sa di Sicilia. Ho tre esempi concreti, non ve la do a bere.

Birra: un poker di luppoli e il 4° è italiano

bcchiere birra Angelo Poretti disegno

Il Birrificio Angelo Poretti (birrificio monumentale da visitare vicino a Induno Olona) numera le sue birre in ragione dei luppoli. La 4 Luppoli, una Lager fresca, estiva e molto dissetante, come luppolo-guida, quello che dà carattere, gioca un luppolo italiano!

Non è una banalità, è una gioia e un orgoglio.

Perché il luppoleto che lo produce per Angelo Poretti, nelle campagne modenesi, è della giovane startup Italian Hops Company che, puntando su un prodotto ancora poco coltivato nel nostro paese e ibridando la cultivar USA Cascade, ha ottenuto un luppolo aromatico.

Risultato? Il nostro luppolo dà valore a un blend floreale, iridescente. E gli altri tre? Un mix bilanciato di luppoli europei e USA, miscelati per ottenere esattamente e ad ogni produzione il profilo sensoriale desiderato, grazie ai Maestri Birrai.

Un segreto rubato a Flavio Boero, storico Mastro Birraio? Bevete questa Lager in un bicchiere biconico, che favorisce e abbraccia la schiuma, che custodisce e sprigiona il profumo della bevanda.

Vini: per l’enoturismo, puntare sui Consorzi

Premio Gavi

Di enoturismo si parla molto quest’anno. Anche perché lo capiamo e lo sentiamo affine: è un turismo vicino e rassicurante nei luoghi che conosciamo (mai abbastanza) e che amiamo, valorizzante per il territorio, motore dell’accoglienza. Un turismo responsabile e responsabilizzante.

Ha fiutato bene il Premio Gavi La Buona Italia, nato nel cuore della meravigliosa Gavi ma con i radar puntati su tutto il Paese, che quest’anno ha scelto l’enoturismo come tema portante e, complice una sostanziosa ricerca dell’Università Bocconi, indica nel concreto chi idealmente potrebbe gestire l’enoturismo, esserne il fulcro: i Consorzi di Tutela del Vino.

vigneti a Gavi

Se dunque per la cronaca, grazie a best practices sul terreno e digitali il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha vinto il Premio mentre Alto Adige, Chianti Classico e Abruzzo hanno riportato menzioni speciali, a noi interessa il messaggio così sintetizzabile: il vino è territorio, il territorio è turismo, il turismo è un driver economico.

Il segreto rubato al Premio Gavi? Quando puntiamo a un viaggio foodcultural, sentiamo il locale Consorzio di tutela del Vino. Sarà più facile – o più probabile – scoprire le strade e i percorsi, i produttori e le cantine, le vigne e i vignaioli, il vino, il pane e il companatico, dove dormire e che cosa guardare.

Liquore: nasce MediterranIO, blend stellato di fiori e frutti

bottiglia liquore MediterranIO

Il nome è un gioco di parole che si scrive così: MediterranIO. Sa di Sicilia, di fiori, di agrumi. È un liquore in una bottiglia bellissima. È un’idea per nuovi cocktail. È una collaborazione tra i visionari ragazzi de Giardini d’Amore e lo Pietro d’Agostino, chef stellato de La Capinera di Taormina, che già firma con “IO” e il proprio nome altri prodotti.

Ora chissà se, nascendo dalla visione di uno chef, MediterranIO è anche lo spunto per nuovi piatti – non dei dessert – che lo utilizzino come ingrediente. Lo so, ho questa fissa di andare oltre il pairing cibo-cocktail.

Mi piace chiedermi se sia possibile il liquore nei piatti salati. Perché mi incuriosisce e vorrei capire, proprio io che bevo responsabilmente e mangio come una bambola.

Vado allora a spiare la scheda tecnica del Mediterran IO, che è un blend di fiori mediterranei: Zagara, Gelsomino, Rosa, Lavanda e scorza di limone Interdonato Messina IGP, in una miscela di acqua e zucchero di canna. Color ambra, riflessi bronzei. Bouquet caldo, avvolgente delicato.

Allora il segreto del piatto possibile, dovremmo rubarlo allo chef. Solo a lui?

 

Daniela Ferrando

[foto: The Round Table per Premio Gavi; iPhone di Daniela; Giardini d’Amore. Disegnetto dell’autrice]

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