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BLOGVS | October 29, 2020

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Anforchettabol di Antonio Marchello

Emanuele Bonati

Anpadellabol… Anabbattitorabol… Antortierabol… Anzuppierabol… Insomma, prima o poi troverò anch’io un bel titolo… Se c’è riuscito Antonio Marchello, vincitore a mani basse del premio “Miglior titolo di libro di enogastronomia del decennio” (l’ho appena istituito), posso riuscirci anch’io.

Il titolo (sgrunt: bellissimo, eufonico, divertente, pieno di suggestioni, da Nat King Cole in poi) è Anforchettabol. Pubblicato da Trenta Editore, presentato a Taste of Milano a settembre, e nuovamente domani domenica 11 dicembre alle 18 a Cooks&Books, lo spazio dedicato alla cucina del Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano, il libro raccoglie dodici interviste ad altrettanti chef – in ordine alfabetico: Andrea Berton, Carlo Cracco, Pietro Leemann, Luca Montersino, Davide Oldani, Andrea Provenzani, Simone Rugiati, Claudio Sadler, Maurizio Santin, Gaetano Simonato, Matteo Torretta, Viviana Varese. E proprio a Viviana abbiamo dedicato un primo post, in cui abbiamo raccolto qualche spunto “rivelatore” della sua personalità e storia, descritte a fondo nel libro. Seguiranno altri post per tutti gli chef presenti nel volume.

Ormai gli chef sono presenti dappertutto: ci istruiscono o ci giudicano o si sfidano in televisione, dove sono cuochi esperti ospiti divulgatori e un sacco di altre cose; ammiccano nelle pubblicità, come testimonial di buone cause o di buoni prodotti; si affacciano dalle pagine delle riviste patinate, o di gossip – immagini ormai onnipresenti, facce ormai ben note (me li aspetto scendere nell’agone politico in nome della dieta mediterranea…). Nelle pagine, nelle domande di Antonio Marchello scopriamo una dimensione diversa di questi protagonisti, tutta da esplorare: la loro storia, le loro radici, i loro gusti. Scopo delle interviste è spesso permettere agli intervistati di dire quello che vogliono dire – una specie di versione “animata” di un comunicato stampa; qui, invece, è come se fossi anche tu lettore lì a parlare con Antonio e con lo chef, le domande che leggi sono quelle che avresti voluto fare tu. E quando mangerai un piatto cucinato da loro, scoprirai un sapore in più.

Emanuele Bonati

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