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BLOGVS | May 27, 2024

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Aprile 2023. 10 scuse per amarsi un po’

Aprile 2023. 10 scuse per amarsi un po’
Daniela Ferrando

Questo aprile, e oltre: 10 scuse per amarsi un po’ (di più). Andando via, restando a casa o uscendo una sera, un giorno, un weekend. Bevendo bene, leggendo bene, nutrendo l’anima. Saggiando il  gusto. Facendo piani minimi o grandiosi. Questi spunti sono così, ad libitum.

1. Rigenerarsi al Grand Hotel Alassio

Grand Hotel Alassio cena in spiaggiaRinnovamenti al Grand Hotel Alassio che è Beach and SPA Resort. Dite subito, veloci, le parole che il nome “Alassio” vi evoca. A me: mare, calma, muretto, baci, vintage, profumo, ombrellone, finestre, persiane, insegne, amarsi. Amarsi un po’. Soprattutto ora, con due nuove suites tra memorabilia e arte diffusa, con la Decompression Room e la cucina di fine dining dello chef Roberto Balgisi con un calendario di eventi stellati. E la pizza e il gelato di due campioni del mondo come Stefano Miozzo e Massimiliano Scotti. Ad libitum: cenare pieds dans l’eau.

2. Perdersi nell’aperitivo

Chandon Garden Spritz servizioChandon Garden Spritz è un nuovo cocktail, un aperitivo ready-to-serve, ma anche uno spirito – nel senso di mood. Uno spirito argentino, come quello di Ana Paula Bertolucci, la winemaker che l’ha creato, e internazionale come quello della casa Chandon, gruppo LVMH. Cos’è? Una cuvée Brut dello spumante Chandon, da uve Chardonnay, Pinot Noir e Sémillon con un liqueur di arance amare e spezie come cardamomo, genziana, cannella, camomilla, pepe rosa, pepe bianco e nero. E un che di amaro, muy argentino. Ad libitum: con ghiaccio, fettina d’arancia essiccata, rosmarino.

3. Coccolarsi al Jazz Cafè

Jazz Café Milano polpoMilano, Sempione. C’è tutto un mondo intorno all’Arco della Pace – un mondo che sembra un club – e il Jazz Cafè gli assomiglia. Infatti è un restaurant club: luci soffuse, musica diffusa, sapori perfusi dallo chef Vincenzo Cugno Garrano che ama il Mediterraneo tutto tanto quanto la sua Sicilia. In questa enclave fondata nel 1995 (!!!) da Giuseppe Grasso, un calendario di eventi sempre in movimento e spazi versatili che nella stesa sera possono ospitare una cena aziendale come infiniti perfetti tête-à-tête. Ad libitum: polpo all’harissa (ma il signature dish è il salmone caramellato).

4. Sorprendersi allo 081 tra pizze e succhi

081 pairing pizza succo OK, 081 è il prefisso di Napoli. Ed è il nome della pizzeria dei fratelli Saggese – Francesco e Davide – a Melegnano. Ciò che in pochissimi anni ha fatto passare questo locale da scommessa a must è la straordinaria capacità di inventare, programmare, gestire, fare bene, che si tratti di impasti precisi, topping arditi, serate fuori menu (invochiamo una replica!). Come quella che ha abbinato pizze e succhi naturali con Giulia Caffiero, floor manager del tre stelle Michelin Geranium di Copenhagen. Ad libitum: pizza “impepata di cozze” + succo pere, sedano rapa, topinambour.

5. Sposarsi a Siena e dintorni

crete senesi

Sienasposi.com. Così si chiama il nuovo portale su Siena e il senese come wedding destination. Un’iniziativa bella e valorizzante, realizzata dal Comune di Siena con una duplice visione: quella dei potenziali sposi che vogliono cercare e organizzare tutto per tempo (burocrazia compresa), e quella dei locali operatori di settore che possono gratuitamente inserire il proprio profilo ed essere trovati. Esigenze che si incontrano. Sogni che si realizzano. Se son rose fioriranno. Anzi, sono già fiorite. Ad libitum: 4 giorni e 3 notti il tempo ideale per scoprire questo territorio. Prenotare!

6. Immergersi nell’arte immergendosi nel paesaggio

Berlucchi vite operose neonStappando una bollicina si può bere la Franciacorta. O si può celebrarla come ha fatto Berlucchi con il progetto Vite operose e un landmark in cima al Castello di Borgonato, donato a tutti nell’anno di Bergamo & Brescia capitali della cultura. Questo landmark è un neon – la frase “IL LAVORO HA DIVERSI VOLTI” e tutti i suoi illuminanti significati. Dietro c’è una realtà illuminata – la famiglia Ziliani, l’artista Valerio Rocco Orlando, la curatrice Caroline Corbetta e tutti i collaboratori dell’azienda che hanno fatto la loro (p)arte. Ad libitum: visitare l’opera nell’ultimo bagliore del tramonto. 

7. Spingersi oltre con un menu chiamato Ultra

The Manzoni menu Ultra carciofoThe Manzoni è in via Manzoni a Milano. Ed è uno di quei locali dove gli chef stessi, quelli famosi, vanno a mangiare. Per scrutare una cucina anti-mainstream che, almeno nelle intenzioni dello chef Giuseppe Daniele, non compiace ma piace (e molto). Forse perché procede sine ira et studio, avrebbe detto Tacito, cioè appunto senza ira e volontà di compiacere. The Manzoni ha menu atipici, destrutturati. L’ultimo nato è Ultra, naming felice che continua a catturare un pubblico italiano e non. Ad libitum: carciofo arrosto, purea di melanzane, arachidi, confettura di pomodoro e vaniglia.

8. Dare un diverso valore allo Zero

Alberto Massucco Champagne

Sulla bottiglia c’è scritto: AMC 00. Ma questo acronimo con doppio zero conta molto. Lo champagne creato da Alberto Massucco nei suoi vigneti in Francia con Erick de Sousa, è 00 nella versione pas dosé e 02 nella versione a dosaggio 2 g/l – vendemmia 2017, esordio 2022. I prodotti il cui nome è un numero hanno sempre avuto fortuna. Dalla stessa azienda, champagne-ritratto come Alberto e Mirède, edizioni ultra limitate e una rosa di prodotti di vignerons selezionati. Ad libitum: AMC 00 per avvicinarsi allo champagne con amore, florealità e leggerezza.

9. Dileguarsi tra pianeti di cioccolato

praline Charlotte Dusart

Charlotte Dusart è belga e ha respirato cioccolato probabilmente dalla nascita. Per fortuna, però, da grande ha aperto il suo laboratorio a Milano, in zona Eustachi by the way.cio Lì, oltre alla produzione per Pasqua, Natale, San Valentino e tutte le occasioni degne di essere cioccolatate, Charlotte crea cuori, forme e praline che sembrano pianeti, che fanno impazzire i collezionisti di biglie di vetro (quorum ego). Sono colorate, picchiettate, marmorizzate, dipinte e farcite.
Ad libitum: va bene i cuori su Instagram, ma volete mettere un cuore di cioccolato?

10. Nebulizzarsi di olio

Ristincu da nebulizzareL’olio ha molto eros, dovremmo ricordarcene più spesso. E non lo si sente solo sulle papille, ma anche sull’epidermide. Questo vale per l’olio più prezioso, extravergine di oliva in primis. Ma a sorpresa emergono anche altri oli, antichissimi eppure contemporanei e amici del paesaggio, come l’olio di lentisco. Un imprenditore salentino ne ha creato uno, Ristincu (termine vernacolare per la “pistacia lentiscus”) che, confezionato come un’eau de parfum, si serve nebulizzato o si spruzza sulla pelle. Ad libitum: olio di lentisco sul gelato al latte. Il sapore esplode, balsamico.

Daniela Ferrando

[Immagini: iPhone di Daniela; siti e pagine ufficiali dei soggetti trattati]