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BLOGVS | September 23, 2019

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L’Acquerello Risotto World Summit di Milano: la parola a un giurato

Emanuele Bonati

Certo, è stata dura. A posteriori, direi che non è facile giudicare un piatto secondo alcuni criteri prestabiliti: Sapore Colore Aroma Cottura Mantecatura.

7 risotti 7 chef un contest mondiale. Risotto World Summit.

Riso Acquerello, neanche a dirlo.

Prima di iniziare, tutti hanno declamato il loro risotto.

Uno di questi mi ha colpito particolarmente e in cuor mio sapevo già che avrebbe vinto. Parlo del risotto al pomodoro di Carmine Calò. Un classico. Semplice ma d’effetto.

Nella mia personale classifica avrei fatto vincere un altro, cioè quello alla barbabietola con salsa zafferano e zenzero di Olivia Bonomi Todorov, perché aroma sapore mantecatura colori erano abbastanza armoniosi. Forse la cottura non era proprio perfetta comunque buona.

Il risotto di Fabio Baldassarre, a mio avviso, era quello con la mantecatura migliore.

Interessante anche il risotto al nero di seppia, seppie, uvetta capperi e finocchietto di Bruno Marino, per non parlare di quello al timo alici marinate crema di peperoni (non ricordo precisamente) di Sergio Vineis,  la cui pecca era di avere una presenza leggermente persistente del timo.

Due le giure e decidere: una tecnica composta da giornalisti e addetti ai lavori e una composta da blogger.

Ho imparato molte cose in questa serata. Una di queste è che forse le cose più scontate sono le migliori o dovrebbero esserlo. In effetti ripenso al risotto vincitore che per me era al secondo posto parimerito con un altro ma per la giuria tecnica superava senza dubbio gli altri.

Era perfetto: la presentazione semplice ma davvero d’effetto. Il sorbetto al pomodoro equilibrato nel sapore, il pesto di basilico deciso nel gusto andavano sciolti nel risotto per creare una perfezione.

Grazie agli chef ma soprattutto grazie ai big della giuria tecnica che mi hanno dato modo di riflettere e comprendere appieno tutti gli aspetti di una degustazione di risotto.

Christian Sarti

Ringraziamo per la cortesia Fabiano Guatteri dal cui blog Cucina gioiosa è tratta l’immagine.

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