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BLOGVS | October 20, 2019

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2 Comments

Mangiare estremo: ricettina giapponese per i kiwi

Emanuele Bonati

Leggiamo 1Q84 di Murakami Haruki, pubblicato l’anno scorso nella traduzione di Giorgio Amitrano, l’uomo che ci ha fatto conoscere buona parte del mondo letterario nipponico contemporaneo.

Romanzo importante – da Wikipedia, illuminante in questo caso come non mai: “I temi trattati in 1Q84 includono la morte, la storia, la religione, la violenza, la famiglia, l’amore. Secondo alcuni critici, il romanzo contiene anche messaggi sociali.”

Leggiamo però a pag. 142:

Aomame aprì il frigorifero e controllò il contenuto. Negli ultimi giorni non aveva fatto la spesa, quindi non c’era granché. Tirò fuori una papaya matura, la tagliò in due col coltello, e la mangiò con un cucchiaino. Poi tirò fuori tre kiwi, li lavò sotto il rubinetto e li mangiò con la maionese. Masticò lentamente e a lungo. Bevve un bicchiere di latte di soia. Quella fu tutta la sua cena.”

I romanzi di Murakami sono spesso difficili da comprendere – ci sono molte scene di cibo, soprattutto di cibo giapponese, che a volte sono difficili da tradurre senza una nota di spiegazione. Anche a me, quando leggo i suoi romanzi, ogni tanto vengono dei dubbi, ma diciamo che spesso li ignoro. Ma questa volta no, i giapponesi non mangiano i kiwi con la maionese (almeno non li mangiavano l’ultima volta che sono stata in Giappone…).

Allora, in giapponese KIWI si dice KIWI dall’inglese, e si pronuncia KIUI – mentre CETRIOLO si dice KYU-RI. Anche noi, quando sentiamo queste due parole, qualche volta non distinguiamo KIUI da KYU-RI.

Ma se un traduttore legge il testo originale in giapponese, le due parole sono diverse, non è possibile sbagliare. Magari dopo aver letto “papaya” ha proseguito mentalmente nel filone frutta e ha pensato “kiwi”…

Insomma, non è un’osservazione fondamentale – ma per me è importante ribadire che i giapponesi non mangiano kiwi con la maionese.

Conclusione:

Era un pasto davvero frugale, ma il migliore in assoluto per prevenire la stitichezza.

E ci crediamo…

Kumi Matsuda

La foto dei kiwi è di Luc Viatour / www.Lucnix.be

Comments

  1. Grazie Kumi!

  2. Alessia

    Grazie della precisazione, in effetti subito dopo averlo letto mi sono chiesta se potessero essere buoni (mi piace provare cose nuove e strane 😉 ) e sono andata subito a cercare su internet 🙂

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