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BLOGVS | November 19, 2017

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Alsaziàtevi!

Alsaziàtevi!
Daniela Ferrando

Lo dice perfino il titolo della cartina geografica pieghevole dell’Alsazia che sto guardando in questo momento: “Alsacez-vous”. Solo che il gioco di parole una volta tanto viene più bello in italiano, visto che evoca, così a proposito, l’idea di saziarsi ed essere contenti.
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Dell’Alsazia ogni tanto parlo o riparlo. E non perché siamo vicini al Natale e loro hanno rinomati e scintillanti mercatini. Ma perché se adesso dovessi esprimere un paio di desideri su questa regione, non sarebbero due di numero. Perciò mi limiterò a 3, facendo una specie di conto alla rovescia 3-2-1. Voi ne avrete sicuramente altri: esauditeli cliccando www.experience.alsace

3 stelle per 50 anni!

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Raggiungere certe glorie è per pochi. Ma mantenerle? L’Auberge de l’Ill ha ricevuto la sua terza stella Michelin nel 1967. E se ne adorna tuttora, con lo chef Marc Haeberlin in cucina. La struttura accoglie i clienti con queste parole: «Una deliziosa strada alsaziana costeggiata da belle casette, sullo sfondo del massiccio dei Vosgi, tutt’intorno una campagna verdeggiante e poi, il paesino di Illhausern, dal nome del fiume che scorre lì vicino. E lì che la famiglia Haeberlin-Baumann vi accoglie da oltre 150 anni. 150 anni di passione e di felicità condivise grazie a L’Auberge de l’Ill 3 stelle Michelin, l’Hôtel des Berges 5 stelle e la SPA Spa des Saules 5 stelle.»
In poche righe – queste e brevi altre – riescono a trasmettere bellezza, autorevolezza e consapevolezza. Senza eccessi autoglorificanti. Quanti italiani, anche non stellati, parlerebbero di «umiltà» dello chef?

2 posti lungo la Strada

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La Route des Vins alsaziana è lunga 170 km. Chi mai si sognerebbe di percorrerla tra cantine, cortili, vigneti visitabili, assaggi a sorpresa e degustazioni guidate senza adeguate soste?
Eccome una: il Parc Hotel Obernai, resort di lusso a proprietà familiare, con doppia SPA e piscine riprogettate per un nuovo percorso balneo-sensoriale che sarà pronto per la stagione 2018.
Ed eccone un’altra: Domaine Cattin a Voegtlinshoffen vicino a Colmar, una tenuta rimasta nelle mani della stessa famiglia da generazioni. Al momento sono i rappresentanti della 13^, Anaïs e Jacques Cattin, a dirigere l’azienda e a curare l’accoglienza degli enonauti, con un occhio alla tradizione e uno alla comunicazione più accattivante.

Un monumento alla memoria

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Ero tentata di parlare dell’ampliamento dell’antichissima biblioteca di Séléstat o della nuova, audace vetrata della cattedrale di Notre Dame a Strasburgo. Ma mi ha molto colpito l’Historial, inaugurato nell’agosto 2017, circondato dal silenzio dei boschi sul massiccio del Vieil-Armand, o Hartmannswillerkopf che dir si voglia. Si tratta di un centro storico franco-tedesco nato per commemorare i caduti in quel teatro di battaglia della Grande Guerra. È vero che esiste anche un “turismo della memoria”; comunque poche volte come in Francia ho visto con quanta intensità si sa celebrare la pace attraverso le testimonianze, anche orrende, della guerra. Quindi non è solo retorica. Ricordiamo che “monumento” viene dal latino “monēre”, cioè “far pensare”.

Daniela Ferrando

[Immagini dai siti ufficiali]

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