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BLOGVS | April 7, 2020

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Con Paolo Parisi a Le Grand Fooding

Con Paolo Parisi a Le Grand Fooding
christian
  • On 01/07/2013
  • http://www.cibvs.com

Quello qui sopra è Paolo Parisi.. (sì, quello a sinistra) – un self-made man che ha sempre saputo reinventarsi e che, fino a qualche anno fa, svolgeva un lavoro lontano dal mondo del food.

Conosciamo benissimo le sue – bellissime – e famose – uova. Alcuni dicono che si tratti solo di marketing – ma nel caso questo marketing, applicato al suo prodotto, è geniale – e soprattutto le sue uova sono super super buone e digeribili… Qualsiasi lavorazione fatta con queste uova ha un sapore meraviglioso.

Paolo Parisi non alleva soltanto galline ma anche maiali, di una specie che fino a qualche anno fa era in via di estinzione: la cinta senese.

Solo vedendo il packaging dei prodotti, le fotografie sul web, mi immagino l’allevamento come un luogo stupendo e pulito, dove tantissime galline Livornesi – molto ben educate, direi – razzolano felici all’aria aperta, e i maiali si aggirano come paffuti e morbidi cagnoni da compagnia.

Sul suo sito dice di sé: “Io sono un creativo. Io creo cose buone”. E siamo d’accordo, anzi, più che d’accordo. Ma dice anche: “Adesso come 30 anni fa sono ancora alla ricerca di qualcosa di nuovo da creare”. Cosa ci dobbiamo aspettare ancora da lui?

Gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Come si diventa allevatore?

O ci si nasce o ci si diventa – volere è potere – ma è il mestiere più difficile del mondo, soprattutto se ci si improvvisa, come ho fatto io.

Hai fatto delle ricerche sul modo di allevare, hai letto dei libri?

Ci si può sempre documentare, la letteratura esiste, ma è difficile che sia adeguata alla situazione. In realtà l’esperienza sul proprio campo è quella che ti fa costruire un metodo – e fondamentale è la comunicazione con i colleghi, una cosa del resto che oggi è molto più facile di un tempo.

Quanto del tuo metodo di allevamento è appunto sperimentale, frutto di tentativi e/o di fallimenti?

Il mio è stato un esperimento continuo, durato più di 10 anni, con il “condimento” di poter essere molto creativo, al di fuori dalla tradizione e dal territorio.

Quando hai deciso che i tuoi prodotti dovevano essere in qualche modo “speciali”?

Quando, frequentando tavole stellate, ho capito che esisteva un mercato per qualcosa di inedito: una qualità che allora non esisteva ancora sul mercato.

È difficile trovare su un prodotto agricolo la faccia del produttore – e tu invece campeggi sulle tue confezioni di uova: come mai?

Vedi – io sono uno coraggioso, e visto che non sono bello, e che odio la privacy, mi sono messo lì nudo accanto al mio uovo. E anche se è chiaro che non sono un vero contadino, faccio i conti con la natura, che è l’entità più spietata, proprio come fa il contadino.

Hai sempre avuto la passione per il buon cibo?

Sì, in realtà l’ho sempre avuta. Del resto, quasi tutti ostentano la passione per il sesso, e il mangiare, come il sesso, è un piacere popolare, le uniche cose dove un povero può godere più di un ricco…

Dove sta andando, dove vuole andare, Paolo Parisi?

Bella domanda! Il mio grande risultato è stato quello di fare, per campare, ciò che mi piace. Che altro potrei dire? Vorrei continuare così, e magari lasciare, a mio modo, un segno. E proprio per questo ho deciso di non stare lì ad aspettare, ma di girare…

* * *

I “giri” di Paolo Parisi lo porteranno a Milano, a Le Grand Fooding, dal 2 al 4 luglio.

Christian Sarti

con Emanuele Bonati

Le immagini vengono dal blog di Paolo Parisi http://blog.paoloparisi.it

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