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BLOGVS | December 2, 2021

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Caol Ishka

christian
  • On 15/09/2011
  • http://www.cibvs.com

Caol Ishka. Rumore dell’acqua, in gaelico.

Caol Ishka è un boutique hotel situato a qualche km dal centro di Siracusa, sul fiume Ciane.

Un ampio e profumato giardino ci accoglie. Casette basse e rosee, che contrastano i colori della Sicilia estiva, ma che ci stanno molto bene. Vari scenari ci accolgono. Parete nera con cactus e lunga feritoia orizzontale che fa intravedere il giardino e la piscina a sfioro, con rialzo in teak. Ottimo gusto.
Un po’ meno interessante forse l’arredo del ristorante Zafferano, che risulta leggermente cupo e vagamente kitsch.
Ci accoglie e ci guida il giovane chef Massimo Giaquinta. Menù dello chef, composto dalle 4 portate classiche, per un costo di 40€. Davvero interessante.
Allora:
• Tartare di scampi con granita al limone rinfrescante.
• Ostrica servita con succo di carota, pane cotto e sale alla vaniglia. E qui lo chef è riuscito a farmi mangiare una cosa che non amo per niente: L’ostrica, appunto. Il limone assieme al sale alla vaniglia hanno trasformato il sapore dell’ostrica in qualcosa di nuovo, che ho trovato estremamente gradevole.
• Spaghetti fatti in casa alle vongole: uno dei piatti di pasta più buoni che io abbia mai mangiato!!
• Filetto di cernia al vapore con sughetto di pomodoro, cipolla al vapore e patata impanata e fritta. Un piatto dal grande equilibrio.
• Per finire un banale ma buono tortino al cioccolato caldo con salsa. Ecco forse la sezione dolci avrebbe bisogno di una marcia in più. Almeno per quello che ho visto in carta.
Una pecca è il servizio. Manca personale qualificato ed attento in sala. Troppe approssimazioni, che contrastano un po’ con la qualità della cucina.
Chiaccheriamo un po’ con Massimo e ci racconta della sua cucina tutto quello che è presente nel giardino dell’hotel, piante, spezie, fiori e frutti, lo raccoglie e ne ricava dei piatti. In questo modo, ad esempio. fichi, fiori di gelsomino e spezie, elaborati e messi assieme, creano un dolce unico e originale. Peccato non averlo potuto assaggiare.
La sua passione per il mestiere – evidentemente tramandata dal padre, anch’egli chef – e per la Sicilia sono tutti nel piatto e si sente.
Per la cronaca: siamo tornati due volte a trovare Massimo, sia per il piacere della sua cucina, sia perché il rapporto qualità prezzo è davvero interessante, viste alcune delusioni ricevute da ristoranti blasonati e iperfrequentati della zona, che hanno costi che superano di molto quelli dello Zafferano bistrot, senza averne le qualità…

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