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BLOGVS | July 25, 2017

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Tanto CibVs QuantoBasta

Anna Maria Pellegrino

Dimmi come mangi (e ti dirò chi sei?)

Nei giorni scorsi ha sollevato scalpore il fatto che Zaia, padano governatore del Veneto, sia stato fotografato in un ristorante cinese che offre sushi, involtini primavera e verdure grigliate ad un prezzo che va dai 10 ai 15 euro, il Wok Sushi a Preganziol.

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"E' diventato il cinese più famoso d'Italia, l'amico del governatore leghista del Veneto Luca Zaia, che nel suo locale di Preganziol ha trascorso anche la sera di Capodanno. E' Hu Lishuang, detto Marco, il proprietario della catena di ristoranti "Wok Sushi", presi d'assalto dai veneti perchè si mangia a prezzo fisso. Con 10,90 a pranzo e 15,90 a cena ci si riempie il piatto quanto si vuole, bibite escluse." FOTO IL MATTINO DI PADOVA

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La vicenda in realtà si presenta divertente sotto più di un aspetto. Fermo restando che il sushi, il maki ed il sashimi sono piatti giapponesi mentre gli involtini primavera ed i won-ton fritti arrivano direttamente da Pechino – per cui più che di cucina cinese parlerei di menu orientale.

Divertente perché il povero ex-ministro non potrà mangiare mai più “straniero”, a quanto pare. Il veto varrà anche per l’ossobuco alla milanese e la coda alla vaccinara? E per il confit d’oie, i macarons, la paella, e la fondue bourguignonne? O solo per ravioli di gamberi fritti, kebab, tajine?

Divertente perché i ristoratori che si scagliano contro un collega a prezzo fisso non praticano certo prezzi similari per i loro menu.

Divertente anche la disputa semifilologica sul quando è avvenuta la famigerata cena di capodanno: la sera di capodanno? Quindi il 31? O la sera dell’1, come sostiene il governatore? E nel caso esiste un’aggravante di gravità per una data rispetto all’altra?

Divertente perché non più tardi di un mese fa sui giornali locali era stato lanciato un accorato allarme: manca la carne di montone per preparare la “Castradina dea Salute”, piatto preparato per la ricorrenza della Madonna della Salute – 21 novembre – per ricordare quando, durante la terribile pestilenza del 1630, la carne secca di castrato proveniente dalla Dalmazia era l’unico genere alimentare a disposizione della serenissima cittadinanza. E chi ha fatto incetta di questa fondamentale materia prima, la cui mancanza rischiava di togliere il sonno e la serenità al popolo padano? Gli immigrati, naturalmente, e la loro ostinazione nel preparare kebab e tajine tradizionali, utilizzando proprio la carne di questo eunuco d’allevamento, minando così alla base le tradizioni enogastronomiche locali.

Divertente la difesa di Zaia, che non si è fatta attendere: come già detto nella sua precedente campagna gastronomica da ministro dell’Agricoltura, in occasione del lancio del McItaly (panino di McDonald’s interamente italiano…), è fondamentale che la materia prima provenga dalle fatiche dei contadini ed allevatori veneti. Infatti il gelato che l’imprenditore-ristoratore cinese ha inserito nel menù viene prodotto da un artigiano di Villorba di Treviso.

Divertente, appunto: Zaia vuol dire che il montone allevato ad Anguillara Veneta ed utilizzato per il kebab è padanamente meno corretto delle verdure coltivate nelle serre rodigine ed utilizzate per gli involtini primavera? O sarà che il ristoratore dagli occhi a mandorla, che si definisce leghista da sempre, dà lavoro a 60 persone, mentre l’operaio marocchino che lavora nelle concerie vicentine è meno appettibile, da un punto di vista della gabina elettorale?

A pensare male si fa peccato ma si indovina sempre, diceva Andreotti…

Vorrei chiudere con una notizia davvero importante e che mi ha aperto il cuore: in occasione della partita Udinese-Chievo oltre 160 tifosi hanno partecipato al pranzo comune prima della gara. Un terzo tempo sportivamente condiviso con brindisi, pandoro e panettoni.

Anna Maria Pellegrino

lacucinadiqb

Comments

  1. ..confesso di aver provato uno di quei posti tipo “all you can eat”..
    La gente faceva la cosa fuori. Tutto era accettabile, anche buono. La qualità.. chi lo sa!?!?
    Non sopporto che i cinesi aprano ristoranti giapponesi (infatti vado solo da giapponesi doc e se sono di Osaka meglio ancora ;-) ) , rovinando così la reputazione a volte della cucina in questione, che non è solo fatta di sushi se qualcuno non lo ha ancora capito.

    Il termine eunuco d’allevamento è molto divertente!

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