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BLOGVS | March 30, 2020

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Una cena aziendale di Natale inusuale

christian
  • On 14/01/2013
  • http://www.cibvs.com

Tutti abbiamo presenti le solite tristi cene aziendali natalizie. Ristoranti all’ingrosso, tavoli rumorosi, allegria stantia. Ma ci sono aziende che cercano di differenziarsi, di offrire, e di offrirsi, qualcosa di bello, di originale, di insolito – per stare insieme per il piacere di stare insieme, per rafforzare i rapporti, per divertirsi, per ringraziarsi a vicenda.

Vediamo un esempio. Prendiamo un’azienda di catering, Le Madeleine – tre giovani ragazzi che si dedicano all’organizzazione di eventi e alla gastronomia. Li abbiamo conosciuti alcuni mesi fa e ci sono piaciute molto le loro preparazioni, la loro idea di una ristorazione “etica”, e il loro modo professionale di porsi.

Prendiamo poi un’azienda informatica milanese, la InfoEdge.

Cosa ci fanno assieme? Una cena natalizia aziendale, appunto.

Ma – appunto – non la solita cena natalizia. La serata consisteva nel far trovare una trentina di persone, fra dipendenti, clienti e fornitori, nello spazio di Madeleine, che era attrezzato con 5 postazioni cucina, ciascuna equipaggiata con tutto il necessario per realizzare una ricetta.

Quindi, non una cena pronta – ma una cena da preparare!

Nessuno era a conoscenza di cosa li aspettava. Sono state formate le squadre, tutti hanno indossato grembiule e cappello, sono stati spiegati e assegnati i compiti, e ogni singola squadra si è organizzata e suddivisa il lavoro.

Le ricette assegnate erano più o meno facili: chi doveva fare delle barchette di frolla al formaggio, chi una caprese nel panino con un bicchiere tricolore, chi degli gnocchi di castagna ripieni di taleggio e infine chi una torta nel bicchiere.

Come in ogni prova che si rispetti, ci sono stati degli imprevisti, e delle penitenze: durante la preparazione dei piatti, una persona per ogni gruppo veniva portata al banco dei giurati per una prova di abilità:  sbucciare, bene, una patata nel minor tempo possibile, rompere un uovo con una mano sola, fiammare una meringa all’italiana… Alla squadra del peggiore veniva assegnata una penitenza – cucinare tutti con una mano sola per 4 minuti, o non poter comunicare verbalmente per 5 minuti.

La giuria di esperti che giudicava le prove era costituita da noi, da uno chef, da una giornalista, Claudia Tiberti di Italia Squisita, e da una blogger, Giorgia Tullio.

è stato difficile scegliere il vincitore. Tutti i team hanno lavorato bene. Tutti i piatti preparati erano edibili – ah ah ah – e squisiti. Ma siamo rimasti sbalorditi dall’organizzazione dei gruppi e dal lavoro in team. Tutti affiatati, seguivano il loro leader ma ognuno aveva spazio per le proprie proposte. Se il team cooking ha funzionato così, immagino che le cose funzionino allo stesso modo anche nel lavoro aziendale di tutti i giorni…

Dunque il vincitore – all’unanimità – è stato il bicchierino di caprese invernale composto da 3 creme: barbabietola, caprino e broccoli con nocciole. Ha vinto sugli altri per l’equilibrio dei sapori – era gustoso, cremoso al punto giusto. Buono. Bravi!

Cosa hanno vinto?

Tutti, giuria compresa, hanno ricevuto una scatola di prodotti dolci e salati di Le Madeleine, e prodotti da presìdi slowfood (cioccolatini, croccante, panforte, biscotti, composte di frutta, un salume, un passito…); i primi classificati hanno vinto un abbonamento annuale alla rivista Italia Squisita. Non male, no?

Dopo la premiazione abbiamo cenato con le preparazioni dei nostri partecipanti – e con dei deliziosi piatti preparati da Madeleine.

Poteva mancare una colonna sonora adeguata? No… ad un certo punto dal balcone sono spuntati degli individui ben vestiti, ognuno col suo strumento, e hanno improvvisato degli standard natalizi in chiave Jazz. Molto bravi. Bravi bravi bravi tutti. Loro, gli organizzatori e i “concorrenti”. Ma anche noi giudici 😉

Christian Sarti

Comments

  1. Buongiorno,
    trovo che questo tipo d’intrattenimento per cene aziendali sia particolarmente azzeccato sia nell’ottica di far passare una serata divertente ed inusuale ai partecipanti (che spesso partecipano per dovere, più che per piacere, a questo tipo di evento) sia nell’ottica di aumentare la coesione di gruppo. Nell’organizzazione di animazioni per cene aziendali ho potuto riscontrare di persona questo tipo di successo proponendo cene con delitto e cena quiz elettronico con domande (scherzose e non) sull’azienda.

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