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BLOGVS | April 19, 2019

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Blogger coraggiosi, professione reporter, la tempesta perfetta, il desiderio interrotto

Emanuele Bonati

In tutti i film su tornadi uragani trombe d’aria c’è sempre il genialoide pazzerello di turno che comunque la sapeva lunga, aveva previsto sapeva già tutto, e che invariabilmente sfida le avversità, viene risucchiato dalla tromba d’aria con la casa la roulotte il furgone e il cane, e ridiscende integro con tutto quanto su un promontorio bellissimo al tramonto… Anch’io, con in mano un ombrellone di Taste of Milano, sotto la sferza del vento che aveva deciso di portarci entrambi (anzi, c’era anche una fanciulla che scioglieva le corde…) da qualche parte non meglio precisata fra piazzale Lotto e la Patagonia, mi vedevo già vagare tra le sfere celesti, novello Mario Poppins – ma in realtà l’ombrellone è stato richiuso, assieme a un paio d’altri, fra uno svolazzare di fogli cartelli banner cappelli da cuoco sacchetti pacchetti cestini, e io – bravo blogger coraggioso – sono uscito in buon ordine, dopo aver scattato qualche foto – professione reporter…

Insomma – come recitano le cronache, alle 18, mentre rientravo a Taste, entrato nell’area espositiva dopo aver mandato un sms a Bruno (il nostro fotografo) raccomandandogli di munirsi di ombrelleria assortita, un improvviso tornad(in)o, una tromb(ett)a d’aria, un gran vento improvviso (sì era nuvolo, ma basta…) ha iniziato a spazzare l’area, travolgendo sedie tavolini ombrelloni, suppellettili varie, cartelloni e banner degli stand, oggetti vari (ero vicino alla “stella” di California Bakery, e mi sono subito allertato per afferrare al volo pezzi di crumble, brownies volanti, cheesecake a fette, per metterle al riparo nel mio stomaco), insomma un piccolo disastro. Il tutto è andato avanti per diversi minuti – divelte anche le palizzate che delimitavano il passaggio sulla pista dei cavalli – e ho dato una mano a richiudere un paio di ombrelloni, appumto, mentre i cuochi chiudevano le tende davanti ai loro stand, spegnevano i fornelli, i ragazzi di California Bakery rincorrevano cappelli da cuoco e cestini sul prato, e l’altoparlante invitava a sgombrare l’area. Obbedisco!

Fuori, Bruno con l’ombrello – iniziava a piovere, prima pian piano, poi a scroscio, poi tuoni lampi fulmini e saette, poi piano, poi forte… la versione milanese della tempesta perfetta. Noi in auto, i vetri appannati, dai fammi completare il post sulla lezione di Andrea Berton, poi butto giù quello su Roux e Oldani, tanto poi rientriamo…  E io mi mangio il risottino del Marchesino, io l’ho mangiato ieri, ma quasi quasi, e io, e invece non devi perdere l’uovo patata bitto tartufo di Andrea Aprea, ma allora io… niente. Desiderio interrotto.

In effetti, avevo proprio voglia di rientrare. Avevo appena letto le buone ragioni per andare al Taste of Milano che Vincenzo Pagano ha postato su Scattidigusto: erano, sono anche le mie, più qualcun’altra…

Non siamo rientrati, ci siamo arresi – mi dicono che comunque sono riusciti a riaprire e a salvare la serata. I complimenti all’organizzazione, che mi volevo riservare per la fine della manifestazione, vanno probabilmente anticipati: sia a Brandevents Italy, sia alle singole persone, che già durante la tempesta di vento, e subito dopo, erano lì a sistemare riparare chiudere salvaguardare – e in pochi minuti hanno sistemato le situazioni più critiche.
Peccato. Ma domenica mattina all’alba saremo lì – CibVs, BlogVs, Agendafood, Foodsletter.
Promesso.

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