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Miracolo a Legnano? Totò va da Schuman

24 April 2012 - Commento (1) »

“Schubert? Ma non era un sarto famoso, ai miei tempi?”

(Le premesse non erano delle migliori – Totò era già sulla difensiva.) Certo, è stato il sarto di Soraya e della Loren, della Hayworth e della Magnani. Ed era anche un famoso compositore (“Lo so, cosa credi!”). Ma tu vai da Schuman, a Legnano – un altro nome di compositore, ma anche il nome di un ristorante. E ti accompagna Christian – io me ne sto a casa, col raffreddore… e sarete voi due a raccontare la serata.

***

Mi ricordo ancora l’incredulità di fronte alla notizia: lo Schuman si trasferisce qui?? Quando vivi vicino a Legnano, e sei abituato a spostarti di un po’ di kilometri per poter trovare uno chef stellato, non puoi che restare estasiato da una notizia del genere – lo chef stellato che viene da te! (“Guarda che la stella l’ha lasciata al ristorante di prima…” Certo! Ma un po’ di polvere di stella gli sarà rimasta addosso, no?).

Ormai è passato un anno da quando Silvio Battistoni, chef e patron dello Schuman, ha messo le radici in zona.  La location è una villa patrizia del primo Novecento, Villa Jucker, condivisa con la sede dell’associazione culturale Famiglia Legnanese. Negli ultimi vent’anni la villa ha ospitato ristoranti prestigiosi, ma mai uno chef michelinato.

Gli ambienti sono molto ampi e l’arredamento è piuttosto “importante”, interamente in stile impero.  Un po’ troppo  per i miei gusti.

“A me invece non sembra eccessivo, e l’effetto generale è piuttosto elegante, no?”

Ci accolgono i signori dello staff, e ci  lasciamo guidare dallo chef e dal maître per quanto riguarda il percorso gastronomico e per il vino.

Partiamo con una piccola entrèe: salmone affumicato in casa – “Buono questo burro di alici!” – morbido e scioglievole, accompagnato con il cestino del pane (molto morbido e gustoso) e appunto con del burro alle alici, anch’essi homemade.

L’antipasto:  terrina di galletto “nostrano” e foie gras con misticanza e marmellata di cipolle al balsamico, che il gentile Battistoni in persona ha fatto gocciolare  sul nostro piatto con un gesto live.

Segue uno dei piatti caratteristici dello chef: “vitellino tonnato” con crema di melanzane alla brace e vellutata di capperi. Davvero sorprendente! Vitello e tonno crudi che si sciolgono in bocca dopo l’esplosione di sapori assieme alle creme di accompagnamento.

Seguono due primi di pasta freschissima: per iniziare, tagliolini all’acqua di cozze e vongole e i frutti di mare. Siamo rimasti colpiti dall’esecuzione e dal gusto di questo primo piatto – e la cucina ha voluto riproporci un’altra pasta fresca per stupirci nuovamente: tagliatelle ai porcini e parmentier.

“Stupende senz’altro… ma io avrei preferito  bissare con un risotto o degli gnocchi.”

Sarà per la prossima volta, quando verremo con Emanuele.

Per il  secondo: petto di faraona con demiglace. Un classico di pregio.

Come pre dessert, sorbetto alla pesca bianca.

Terminiamo il nostro percorso con una ganache di cioccolato fondente e caramello con mousse di ricotta di pecora che è di incredibile bontà.

“Mamma mia – è veramente ottima. Posso averne un’altra?”

No.

Lo chef, molto disponibile e di gran simpatia, è sempre pronto a scambiare due parole, ad ascoltare le nostre opinioni.

La cucina che ci hanno proposto questa sera non ha forse particolari guizzi di fanta-cucina (il vitello tonnato è quello che spicca maggiormente come abbinamenti) – però l’esecuzione è magistrale.

Era la nostra prima volta qui, e la prossima speriamo di trovare anche qualche proposta un po’ meno classica – “Sì, forse lo chef potrebbe osare qualche cosa di più”.

Le dolci cortesie sono dei mini pasticcini che ci fanno concludere il nostro pasto ed alzare da tavola con il sorriso. Sorriso che ci resta stampato per un bel po’ sul volto, leggendo il guest book all’ingresso con una scritta in grande: Meno male che Silvio c’è!!

Schuman Ristorante

Via Matteotti 3

20025 Legnano (MI)

331 1777350

Christian Sarti con Emanuele Bonati

Diego Rigotti Miglior Chef Emergente per il Nord

17 November 2011 - Commenti »

Tempo di guide di stelle di cappelli di bicchieri di ruote d’oro, che incoronano realtà consolidate, certezze confermate, blasoni sicuri. La cronaca di questi giorni ne è piena. A lato, ma neanche tanto, di tutto ciò, ci sono giovani scalpitanti un po’ in tutta Italia, che iniziano a mettersi in gioco. Gioco ormai vuol dire anche partecipazioni televisive, certo; ma soprattutto sfide, come quelle organizzate da Witaly con Luigi Cremona per trovare, ogni anno, il miglior chef emergente. Sfide vere e proprie: giovani chef (devono avere meno di trent’anni) incrociano i mestoli in una serie di scontri prima a livello regionale, poi per grandi aree geografiche, fino ad arrivare alla finale nazionale (che sarà nell’ottobre 2012).

La prima tappa del Premio Miglior Chef Emergente 2012, che riguardava il Nord, si è svolta fra il 12 e il 14 novembre a Casteggio, in provincia di Pavia, presso la Certosa Cantù, con la collaborazione della Camera di Commercio di Pavia, presentata da Luigi Cremona. La giuria, presieduta da Fausto Arrighi, il direttore della Guida Michelin, era composta da giornalisti del settore.

Riporto qui l’elenco dei partecipanti: mi sa che sarà il caso di tenerli d’occhio, nei prossimi anni.

Lombardia: Nicola Locatelli dell’ “Opera Restaurant” a Mozzo (BG); Andrea Mainardi di “Officina Cucina” a Brescia; Luca Sacchi del  “Ristorante Cracco” a Milano;  Andrea Bertarini del  “Conca Bella” a Vacallo Canton Ticino (che non è proprio Lombardia in senso stretto, ma più in senso lato… ah ah)

Piemonte: Davide Odore  “Io e Luna” a Guarene (CN); Enrico Zanirato del “Tajut” a San Mauro (TO);

Val D’Aosta: Enrico Facco del “AD Gallias di Bard” ad Aosta;

Liguria: Gaya Molino “Trattoria del Falco” a Finale Ligure (SV);

Emilia Romagna: Lorenzo Barsotti “Barsotti Trattoria Enoteca” a Marzabotto (BO); Andrea Molinelli “La Palta” a Piacenza; Angelo Durante dell’ “Antica Corte Pallavicina” di Parma; Giacomo Amicucci del  “Vicolo Santa Lucia” a Cattolica (RN);

Trentino Alto Adige: Julian Seeber dell’”Alpine Dolomites” in Alpi di Siusi;

Veneto: Alessandro Dal Degan del “La Tana” ad Asiago (VC), Francesco Massenz della “Dolada” di Pieve d’Alpago (BL).

C’è qualcosa che non mi torna… ah, sì, certo, manca il vincitore! Eccolo qui a sinistra, con Arrighi e Cremona:

Si tratta del trentino Diego Rigotti del “Castel Toblino” di Sarche, Trento (dove lavora come sous-chef con Stefano Bertoni), che si è aggiudicato la vittoria con questi due piatti:

Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

Chissà se avrà voglia di raccontarci qualcosa di sè… Noi ci proviamo, e nel caso vi faremo sapere…

Emanuele Bonati

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Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

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