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BLOGVS | December 13, 2017

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Atri, Abruzzo. Che notte, quella notte!

Atri, Abruzzo. Che notte, quella notte!
Daniela Ferrando

Faùgni. La notte dei faùgni. Faùgni, con l’accento sulla “u”. Uno dei primi modi per impossessarmi di qualcosa è impararne il nome. I “Faugni” nella Festa dell’Immacolata di Atri in Abruzzo sono una tradizione antichissima.

I “faugni” sono dei fasci di canne secche, ben legati, che i cittadini di ogni età all’alba dell’otto dicembre, festa dell’Immacolata, portano per le vie della città. Ci si raduna in Piazza Duomo alle 5 circa del mattino e, preceduti dalla #banda cittadina, al suono di marce e accompagnati dai cittadini in festa si cammina attraverso il centro storico. Ma prima dell’alba c’è la lunga notte.

Dalla notte dei tempi

Leggiamo e riportiamo:
“La tradizione dei “Faugni” in Atri è molto radicata e risale al periodo preromano, quando la città era la capitale del Piceno del Sud e le feste di fuochi in onore di Fauno, antica divinità pagana associata alla fertilità della terra, erano organizzate in segno di purificazione e di buon auspicio per l’attività contadina. I “Faugni” appaiono per la prima volta nei riti religiosi nel 431 d.C. con il concilio di Efeso. In seguito la cerimonia fu riproposta in occasione della traslazione della Santa Casa da Nazaret a Loreto, attuando un vero e proprio processo di “cristianizzazione” di un rito profondamente radicato nel mondo pagano.”

Una notte trasfigurata dal fuoco

#lanottedeifaugni
Come spesso, anzi sempre, succede, la cultura è fusione. In questo caso, di un rito profano assorbito in una festa religiosa. Dalla sacrale benedizione del fuoco, alla notte trascorsa senza andare a dormire, un tempo in casa tra caminetti accesi e caldarroste e sempre più anche per strada, tra musica, negozi e osterie aperte, all’attesa dell’alba. Fino all’accensione dei Faugni, alla processione, alla messa dedicata all’Immacolata Concezione.

Il tutto coinvolgendo le vie e i quartieri del centro storico ducale, toccando i resti di un antico teatro del I sec. d.C., le chiese dal XIII sec. al XVIII sec. e al palazzo ducale degli Acquaviva (in auge dal XIV al XVIII sec.).

In attesa dell’alba

A dicembre fa freddo. Bisogna coprirsi. Chi porta i faugni indossa abiti vecchi, potrebbe scappare qualche scintilla. Ma anche questa prova di resistenza fisica è suggestiva. Specie se scaldata dall’odore dei cibi nelle case e lei locali, dal calore dei camini, dalla presenza del fuoco che arde davanti alla Cattedrale. Dal crepitìo dei faugni.

Bello accostarsi da viaggiatori e ospiti, con rispetto e con attenzione, a feste come questa: non un evento a beneficio dei turisti, ma un rito autentico per un’intera comunità che ci accoglie.

Tutto il programma 2017 qui: www.lanottedeifaugni.it

[Immagini: Massimo Losacco; sito ufficiale e pagina Facebook la notte dei Faugni]

Daniela Ferrando

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