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BLOGVS | September 16, 2019

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Qui EXPO: dal Pavillon alle Alpes

Qui EXPO: dal Pavillon alle Alpes
Daniela Ferrando

Il Pavillon è quello francese di EXPO. Le Alpes, quelle del Rodano-Alpi (o meglio Rhône-Alpes, se vi piace la musicalità dell’originale) prima macro-regione protagonista del Padiglione Francia con il motto “bien manger, bien vivre”. Vorrete sapere quando e in che modo.

Quando: fino a fine giugno.
Come: con spazi dedicati. Infatti, sotto le volte del Padiglione Francia – una stilizzazione dell’héxagone al cui interno sono appesi i prodotti tipici di tutto il paese come in un enorme mercato – troverete per due mesi anche delle strane cupole bianche. Potete avvicinarvi alla concavità e lì scoprire i profumi delle tante piante aromatiche e di montagna, conoscere da vicino le rinomate acque minerali della regione, entrare nelle cucine dei più grandi chef.

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La gastronomia è la carta che la regione si gioca a tutti i livelli. Soprattutto con il menu dell’alverniate Regis Marcon (3 stelle Michelin e Bocuse d’Or 1995) per il Café des Chefs sul tetto del padiglione, affacciato su una delle terrazze più ambite di EXPO.
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… Un menu stellato presentato da Marcon stesso e dal collega savoiardo Julien Machet, con piatti come nougat di pollo ruspante ai funghi selvatici, con insalata di farricello e verdurine croccanti; salmerino dell’Isère con asparagi e spugnole, torta al cioccolato Andoa 70% bio Valrhona con sorbetto di pera e chantilly alla Verbena. Lo si trova per tutto maggio al Café des Chefs, per 37€. Ma se volete altre specialità francesi o soltanto autentici croissants e fragranti baguettes, nessun problema: ne sfornano in continuazione. Il loro profumo vi insegue e vi cattura. Arrendetevi e buon EXPO.

Supponiamo però che l’assaggio vi abbia ispirato un viaggio rodano-alpino per appurare la sincerità del motto – questo era lo scopo! – eccovi alcuni suggerimenti personali, necessariamente condensati in alcune parole-chiave:
Le panneau des chevaux de La Caverne du Pont-d'Arc -® SYCPA 3
L’Ardèche e le sue #grotte, per rivivere la preistoria

L’Alvernia (e se vi dico Bleu d’Auvergne, Saint Nectaire, strada dei #formaggi?) con la rete di strutture eco-responsabili Nattitude

Chambéry e i suoi #crozets (tagliolini e tagliatelle corte di tutte le forme)

La valle di Chamonix, con le sue latterie rustiche di montagna, le #crèmeries
grappes-gelees
Itinerari savoiardi nella Savoie-Mont Blanc e il suo #vindeglace

Saint-Gervais Mont-Blanc,con la sua casa-fortezza di #Hautetour

Musee de la Grande Chartreuse

• La Val d’Isère e un liquore dalla formula segretissima che ha dato il nome a una sfumatura di verde – la #Chartreuse Verte

• La La Loira, terra di #castelli, di ristoranti famosissimi le architetture di Le Corbusier

Megève, villaggio di montagna. E di ristoranti stellati (le due caratteristiche non sono incompatibili)!

Fete des Lumieres colline de Fourviere copyright Marie Perrin Musée des Confluences, Lyon @Quentin Lafont

Lione, città ideale della gastronomia (patria di Paul Bocuse) e il suo nuovo Musée des Confluences, celebrazione delle culture umane

Les 2 Alpes, la montagna estate e inverno 24 ore su 24

Annecy, piccola Venezia delle Alpi, paesaggio da cartolina vintage e il lago più puro d’Europa

Bon voyage.

Daniela Ferrando

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