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BLOGVS | September 16, 2019

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Dalla nostra inviata al Festival du livre culinaire a Parigi, Samantha Piazzolla

Emanuele Bonati

Si è tenuta nei giorni scorsi a Parigi la terza edizione del Festival del libro culinario; un’edizione alla quale è stato necessario aggiungere un giorno in più (richiesto a gran voce dagli editori), eguagliando così la durata delle altre note fiere gastronomiche europee di Londra e Francoforte. L’evento è durato quindi cinque giorni, di cui gli ultimi due aperti al pubblico. Ingresso 5 euro, cifra più che modica per visitare questa bella esposizione, allestita, come lo scorso anno, all’interno del centro artistico-culturale Centquatre a Parigi (Lieu Le 104, 104, rue d’Aubervilliers, metro: Riquet).
In cosa consisteva esattamente questa fiera internazionale?
In un perfetto punto d’incontro tra i migliori professionisti del mondo culinario – editori, stampatori, chef e produttori – per un dialogo tra di loro e per un contatto diretto con il pubblico di avventori, amanti del genere.
L’ambiente, spazioso e ben allestito, comprendeva al suo interno banchetti espositivi con proposte di libri di enogastronomia, liberamente acquistabili, provenienti da editori di 60 paesi diversi; ben 70 dimostrazioni culinarie in diretta con noti chef da tutto il mondo; 36 conferenze con degustazioni pomeridiane su vino, birra e superalcolici che riempivano le vaste aree del Centquatre e gli occhi (e non solo…) del pubblico partecipante. Protagonisti indiscussi i 1000 migliori libri culinari del 2011, qui esposti per esser visibili a tutti. L’Italia era rappresentata da Bibliotheca Culinaria.

Il festival ha avuto anche tre ospiti d’onore, prescelti tra una nazione, una regione della Francia e un tema, ai quali è stato dedicato un maggiore spazio espositivo.
L’anno scorso i temi furono l’Italia, il formaggio e la cucina di strada. Quest’anno la selezione è – nell’ordine – caduta sulla Cina, sulla Bretagna e sulla birra, che hanno potuto stupire il pubblico ponendosi al centro di libri, stand e conferenze estremamente interessanti.
Chi ringraziare per tutto questo? Tutto lo staff, naturalmente, e in particolar modo Edouard Cointreau – mai come in questo caso i latini hanno ragione, omen nomen: è un diretto discendente della famiglia creatrice dell’omonimo liquore a base d’arancia!
Cointreau è il presidente e l’ideatore di questo festival culinario, nonché creatore, fondatore e direttore del premio librario Gourmand World Cookbook Awards, creato 17 anni fa, nel 1995. Si tratta di un  riconoscimento assegnato annualmente da un comitato di noti gastronomi e professionisti del mondo editoriale che premiano la miglior produzione libraria di ogni singola nazione partecipante.
Una chicca poco nota: con parte dei libri premiati in questi 17 anni è stata creata una biblioteca unica al mondo, la Bibliothèque Edouard Cointreau, diventata un punto di riferimento mondiale nel settore enogastronomico in continua crescita, ricevendo ogni anno libri da 160 paesi circa.
Una kermesse molto piacevole, gustabile con tutti e cinque i sensi – ormai per quest’anno non è più possibile, ma possiamo prepararci per il prossimo: la quarta edizione è già in cantiere, teniamola d’occhio!
Samantha Piazzolla

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