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BLOGVS | March 30, 2020

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Cene a 4 mani: la pizza fritta di Gino Sorbillo

Emanuele Bonati

Ecco Marzia Buzzanca e Gino Sorbillo all’Aquila per la Cena a 4 mani di lunedì scorso. Ancora una volta, saccheggiamo Vincenzo Pagano e Scattidigusto.it.

E cosa possono fare questi due messi assieme? Delle pizze fritte, ovvio!

Magari usando il salame agrumato di Mario Avallone delle Stanze del Gusto di Napoli che Gino Sorbillo ha portato con sé.

O – per il finale – il gorgonzola di Paola della Cascina.

Cos’altro serve?  Spillone e votapizza che Gino ha portato da Napoli. Ovvio.

E i panetti delle pizze lievitate che Sorbillo si è portato dietro…

La prima pizza dedicata alla chiesa di Santa Maria di Paganica…

Servono altre parole? No. Qualche immagine, magari…

Ricotta di pecora dei Monti Lattari, mozzarella di bufala del Casolare e limoni di Sorrento.

La variante con l’arancia.

Mozzarella di bufala, pancetta arrotolata di Mario Carrabs.

Variante alla fava biologica del Vesuvio (olio e aceto) e la mozzarella mista vaccino/bufala al pepe di Sarawak né nero né bianco.

Pizza con pomodoro pugliese.

Pizza fritta con gorgonzola Dop. Molto asciutta, quasi minimalista riporta alla mente la funzione per cui la pizza è nata: quella di ingannare lo stomaco, di chiudere i morsi della fame in attesa dell’unico pasto più sostanzioso della giornata. Oggi a una pizza chiedi sapore e digeribilità, materie prime che convincano e nuovi abbinamenti. Quello che Gino Sorbillo ha assicurato con un percorso non conosciuto dai tanti che questa sera hanno preso parte a un evento che vuole ricordare che L’Aquila è sempre lì alla ricerca di una pagina da voltare.

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