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BLOGVS | July 5, 2020

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2 Comments

Il gin tonic di Umberto Pasti

Emanuele Bonati

Sono persuaso che avere chiamato “Saphire” una marca di gin sia uno degli errori di marketing più madornali commessi nel mondo. “Saphire” andrà bene per un astemio – lo farà rimanere tale. Un bevitore di gin non ha dubbi, il nome giusto era “Ruby”, rubino. Dopo le prime volte, quelle dell’apprendistato, non hai più la sensazione di trovarti in una fredda alba finnica o moscovita: bere un gin tonic, è entrare al crepuscolo in una foresta popolata di elfi, dove i colori dominanti sono il bruno dei tronchi e dei rami, il viola bluastro delle frasche, il cremisi dei funghi, la vampa di bacche e cinorrodi di rose canine, il sangue vagamente fluorescente delle tunichette del popolo silvano… Tutti colori del vino rosso e delle favole. Iceberg e pietre azzurre dalla luce fredda, col gin non c’entrano niente. Il gin è purpureo e fulvo, il suo morso è rovente. Bere un gin tonic è ogni volta un’avventura, un’avventura complicata, un addentrarsi nel folto, diventando sempre più piccoli, tra mirtilli come mele e amanite falloidi rosso biancaneve con cappelle smisurate su cui ballano centinaia di gnomi alti come fragole selvatiche, il naso paonazzo, vestiti come Babbo Natale…

Tre consigli pratici. Non servite mai questa bevanda crepuscolare prima delle sette di sera. Non eccedere col ghiaccio per non anestesizzare le papille (e per la stessa ragione, azzarderei, non aggiungere il limone, che spegne il gusto boschivo del gin, e rende aspro quello che deve essere meravigliosamente amaro), Terzo, non berne mai più di tre. Fermarsi a uno è praticamente impossibile, un terzo una volta ogni tanto è consentito, ma chi si perde nella foresta invantata, e ci trascorre la notte, l’indomani si sveglia con un rospo in gola, millepiedi che gli camminano sotto la pelle, e pupe in muta che prigioniere nel cranio sbattono cieche contro le pareti.

Umberto Pasti, Più felice del mondo, Bompiani 2011

Comments

  1. Maria

    Cin cin

  2. Il gin tonic più insolito che ho bevuto è stato nel gennaio di qualche anno fa, a Dubai, al Burj Al Arab, velata, dopo una giornata di lavoro: il gin era il Saphire e mi sembrò il drink più buono del mondo 🙂

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