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BLOGVS | June 27, 2019

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Rolli’n’Stokke a Genova

Emanuele Bonati

Di passaggio a Genova…

Ok, lo ammetto: volevo raggiungere la Titti – che si inerpicava sul monte di Portofino – andando in treno a Rapallo per andarle poi incontro ecc ecc, senza tenere nel debito conto lo sciopero dei treni (tratto in inganno dall’annuncio della partenza del treno, e dalla disponibilità del biglietto nell’emettitrice automatica, che si è guaradta bene dall’avvisarmi dello sciopero, e dall’assenza, mi sembra, di annunci di sciopero nella mezzoretta passata in Lambrate Station…), sciopero che mi ha costretto a scendere a Genova Principe (col rischio di restare sul treno… il controllore, passato qualche decina di minuti prima, non mi ha avvisato guardi che ci fermiamo a Genova… visto che erano scesi tutti quanti dal treno, un dubbio m’assalse…), da dove potevo forse sperare di proseguire, ma chissà poi se tornare…

Insomma, ho preferito abbandonare Titti e l’amica Sandra ai sentieri portofini e in attesa di un possibile treno alle 14.19 mi sono dedicato a un giretto per Genova, città sempre bella… Scoprendo che questo week end era dedicato ai “Rolli”, i palazzi patrizi seicenteschi che Andrea Doria aveva iscritto nella lista delle case che dovevano ospitare reganti ambasciatori alti prelati di tutta Europa di passaggio per la città. Tutti i palazzi (ora di proprietà dell’università, o di banche) aperti e visitabili. Come sempre Genova nasconde nei suoi cortili tesori inaspettati…

E fra i tesori c’era anche una deliziosa scatolina colorata – distribuita all’ingresso di Palazzo Rosso – con lo stesso nome di questo post: Rolli’n’Stokke, Rolli (i palazzi…) and baccalà. E all’interno, una delizia: un assaggio di “Baccalà ai sapori di Liguria”…

Purtroppo la delicata natura del pesce e della preparazione hanno impedito che esso potesse figurare in questa (peraltro non eccelsa…) foto: la mia macchina fotografica è ahimé defunta, il cellulare era semiscarico… e non si è trattato, come si potrebbe pensare, di un attacco di voracità, dovuto al profumo meraviglioso, all’aspetto invitante del merluzzo così preparato.

E allora… Ecco la ricetta, dovuta all’idea dell’Associazione Culturale dei Palatifini.

Baccalà completamente rinvenuto tagliato in pezzi marinati nel limone per 24 ore.

Condito con basilico, pinoli, olive e timo.

Abbondantemente bagnato con olio extravergine di oliva.


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