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BLOGVS | September 23, 2020

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L’AntipatiCibVs: Uffa

Emanuele Bonati

Uffa. Comincio a essere stufo delle imprecisioni, delle approssimazioni, del dire tanto per dire, di questa tendenza generale – in tutti i campi – che ci sta ormai inesorabilmente trascinando verso il basso…

Questo è un blog che parla di food, alimentazione, enogastronomia e quant’altro. E allora segnaliamo le approssimazioni imprecisioni in cui ci si imbatte di continuo…

Ricevo da Poinx la mail con l’offerta giornaliera (si tratta di un sito che ogni giorno ti propone un’offerta di sconto molto interessante su locali negozi ristoranti e altro): oggi sconto del 55% al Bar Brando, in via Washington 52 – “nel pieno centro di Milano”. In pieno centro di Milano? No, mi spiace: “in pieno centro” vuol dire piazza del Duomo, le vie circonvicine, diciamo la circonvallazione più interna – e via Washington è mooolto più in là. Questo non mi impedirà di andarci, ovvio…

Un’altra mail, dal ristorante Bassa Marea (questo sì in centro, in via Anfiteatro), un buon locale – che in occasione delle prossime festività comunica che rimarrà aperto tutto il mese di dicembre. Prossime festività? A parte il fatto che ora di dicembre dubito di ricordarmene (e comunque, se volessi andare, e fosse chiuso una sera, cambierei semplicemente data), che senso ha parlare di prossime festività? Capisco si riferissero al 4 ottobre, che ai miei tempi era festa, o a un’altra data più o meno imminente… ma Natale?

Uffa

Emanuele Bonati

Comments

  1. Caro Emanuele, come ti capisco! Io ho già ricevuto cataloghi per le strenne natalizie salvo poi telefonare per ordinare – come sai in questi giorni sono in versione martello pneumatico – e sentirsi dire “Signora, ma è un po’ prestino!”. Imprecisi..e confusi! :/

  2. C’è una cosa che trovo molto più grave: l’imprecisione della lingua. Come si fa a dire che questo sito parla di food… food??? Che senso ha usare una parola straniera? Perché fa “figo”? La parola cibo fa così schifo?

  3. Ovviamente hai ragione – ma solo in parte (anche se credo che definire “imprecisione” l’uso di food invece di cibo sia a sua volta impreciso… entrambi i termini sono precisi…). La lingua della comunicazione globale e di Internet è l’inglese, e questo purtroppo influenza tutti i campi della comunicazione, per cui ci si lasciano scappare espressioni inglesi anche dove se ne potrebbe fare a meno. In effetti, sono andato al Taste of Milano (potevo benissimo andare al Gusto di Milano), ho partecipato alla Social Media Week e non alla Settimana dei Mezzi di Comunicazione Sociale di Massa… e sto scrivendo su un elaboratore elettronico, ma anche su un computer (in Francia scriverei su un ordinateur, se non sbaglio)… e tra i tuoi interessi su windowslive c’è il design, non il disegno industriale…
    L’inglese, volenti o nolenti, c’è, ci circonda, ci assedia – l’importante è come lo si usa, non farsene usare soprattutto – un termine inglese può starci, se usato consapevolmente, magari con parsimonia. Certo, è comodo – è più breve media che mezzi di comunicazione di massa (ok – pardon, ‘va bene’ [anzi, ‘scusa’, va bene] – , food e cibo sono lunghi uguali, ma i tasti da digitare sono più comodi in food) – e meno poetico, forse. Posso citare una battuta di Saturno contro?
    Minnie: Anche lei è così?
    Sergio: Così come?
    Minnie: Come loro, come lui insomma.
    Sergio: Addolorato?
    Minnie: No… Gay!
    Sergio: Gay io? No, io sono frocio.
    Minnie: Ah ecco. Ma non è la stessa cosa?
    Sergio: Sì, ma io sono all’antica.

  4. Il segreto sta tutto in questo: usare l’italiano quando possibile e l’inglese solo quando non esistono corrispondenze in italiano (computer, design). Food in questo caso mi sembrava decisamente fuori luogo come termine.
    A forza di lasciarsi andare a inglesismi stiamo perdendo a poco a poco la nostra lingua, una cosa molto triste a mio avviso.
    Saluti!

  5. ..noi parliamo di cibvs?
    Così va meglio?!