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BLOGVS | May 25, 2022

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Christian in New York 2

christian
  • On 22/05/2010
  • http://www.cibvs.com

Proseguo nel racconto del lato gastronomico del mio viaggio newyorkese, iniziato qualche giorno fa.

Non avendo molto tempo a disposizione per avventurarmi e scovare locali interessanti in cui mangiare, mi sono affidato alla Lonely Planet, secondo me la guida più affidabile per soddisfare ogni esigenza – non solo quelle gastronomiche. La sera, prima di andare a dormire, si organizzavano i giri del giorno seguente in base ai ristoranti in zona. Non male, vero? Quindi, una visitina ad un museo, a una zona, a una strada, e poi a tavola per recuperare le energie spese… Ma ecco, in ordine sparso, alcuni dei locali che ho visitato.

La mattina a colazione: AQ Kafé – locale segnalato anche da blogger ed esperti del settore italiani. Il posto è molto “Ikeoso”, che non è necessariamente una connotazione negativa: caldo, accogliente, tutto è strabuono. Dolci di ogni tipo, sandwich, insalate.

La colazione tipica americana invece la facevamo a due isolati dall’hotel, al Lyric Diner, tipico locale americano.

Ho mangiato una pizza davvero buona. Del resto, lo chef è italianissimo e negli USA è una vera star: parlo di Mario Batali. Sono stato infatti da OTTO enoteca & pizzeria, uno dei suoi numerosi locali (in società con Joe Bastianich e altri). OTTO è un locale accogliente, con una zona enoteca dove ci sono le grandi affettatrici laccate di rosso, le sorelle bilance, e le bottiglie in bella vista, e dove si consumano pasti veloci o degustazioni con assaggi di formaggi e salumi; poi c’è la sala ristorante, dove stare comodamente seduti a godersi la fantastica pizza o la pasta o lo strepitoso gelato all’olio d’oliva, per non parlare di quello alla Guinness… Non fate le facce schifate, è davvero ottimo! Chiaro, deve piacervi la Guinness.

La spesa per una pizza, acqua e un gelato servito a modo nella coppa di peltro? Neanche 20$. Poca spesa – quasi ridicola rispetto a certe pizzerie italiane… – tanta resa.

A proposito di Guinness, per due volte sono stato a mangiare un ottimo hamburger all’Old Town Bar, un vecchio pub molto, molto carino dove bere della buona birra alla spina e gustare dei piatti come l’hamburger con le patate fritte (rigorosamente semi-molli e con la buccia). Pare essere un ritrovo di sportivi, anzi forse uno dei proprietari è coach di qualche squadra di energumeni perché, l’ultima sera che ci sono stato, ero circondato da questi chiassosissimi tipi che intonavano canti goliardici assieme al coach dietro al bancone, facendoci uscire frastornati. Bello però. Bisogna andarci.

Vi chiederete… ma una steakhouse tipica americana? Sì, provata. Non so se sia una delle top, comunque mi è piaciuta. Sono stato da Sparks. Ambiente elegante con mille camerieri in livrea. Costi medio-alti ma la steak è fantastica.

Un  giorno, per pranzo, sempre “casualmente” mi trovavo nella zona di un localino che propone cucina semi araba semi ebraica semi qualcosa, Hummus Place. Hummus a volontà, falafel e tante altre squisitezze. Adoro l’hummus. Ne ho mangiato una gran quantità a Beirut, la scorsa estate. Anche qui, poca spesa tanta resa. Molto buono, molto frequentato.

Comments

  1. Ti vedo benissimo per una nuova serire: “Food and the city”! Mi propongo per una carampana a scelta che vive a “Broccolino” 🙂

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