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BLOGVS | February 28, 2020

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Alla Sagra del Porcello a Brisighella: secondo giorno

Emanuele Bonati

La mattina dopo ci svegliamo – e piove. Penso subito alla Sagra del Porcello e mi sale una rabbia… soprattutto per i poveri mercanti ma anche per chi come me aspettava questa festa.

Mattino uggioso a Villa Abbondanzi.

Ci prepariamo e scendiamo per la colazione: coppie in accappatoio, ciabatte e ombrello vagano per il giardino sotto la pioggia scrosciante. Siamo perplessi. Realizziamo poco dopo che si stanno dirigendo verso la SPA… Villa Abbondanzi è un relais con campo da golf, palestra e sala benessere; e ha un ristorante che a occhio e croce non sembra niente male. Siamo in un posto veramente incantevole, dove si sta molto bene e dove ci si può davvero scaldare il cuore con nuove emozioni, come recita la loro brochure. Soggiornare qui con questo tempo piovoso e grigio non le rende giustizia. Immagino solo cosa possa essere durante il periodo estivo, quando tutti gli alberi sono in fiore, il verde dei campi da golf è acceso e la piscina è popolata di persone…

La sala ristorante è a vetrate che danno sul giardino ed è tutta legno e drappi di stoffa di un bianco candido. Mi piace. Facciamo colazione  con salumi, formaggi, delle semplici ma gustose torte (plumcake, ciambella con marmellata di albicocche) e delle brioche davvero ottime, caffè, un succo – e siamo pronti per partire.

Mi riprometto di tornare qui in primavera, soprattutto per provare il ristorante Cinque cucchiai, che promette bene. Organizzano anche serate con degustazione di vini e champagne abbinati a raffinati menù di pesce piuttosto che specialità gastronomiche del territorio.

Torniamo da Bulzaga per fare acquisti e per salutare Alberto (il proprietario), Sonia (direttore artistico nonché organizzatrice di eventi) e tutto il simpaticissimo staff. Ci vediamo l’anno prossimo. Chissà quale sarà il tema… penso tra me e me.

Ha smesso di piovere e noi stiamo andando a Brisighella che è proprio su questa strada… la via che porta a Firenze.

Mentre Lidia guida io sono intento a guardarmi attorno. Vedo colline dolcissime, alberi secolari, tonalità di verde, di rosso, di giallo che passano dal più scuro e intenso al più chiaro, paragonabile quasi ad un acuto di un cantante in grado di infrangere il vetro.  Pini marittimi la in alto e lungo la strada, che è fatta di curve e saliscendi  gentili. Sono rapito da questa bellezza. Che posti! Dico a chi mi sta accanto senza staccare gli occhi dal paesaggio.

Scorgo i tre colli di Brisighella , la torre dell’orologio la Rocca  e Monticino. Parcheggiamo e non faccio in tempo a scendere dall’auto che vengo avvolto da un profumo delicato di… porcello: infatti dall’8 al 29 novembre ci sono le Quattro sagre per tre colli. Oggi appunto è l’8 quindi è la giornata Le delizie del porcello.

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Camminiamo per le stradine in salita fino a raggiungere la piazza dove c’è il ristorante albergo Gigliolè. Continuiamo la nostra camminata tra le bancarelle di formaggi, salumi, dolci, frutta e verdura… olio, vino… Punti di ristoro dove preparano porchetta e tante specialità  a base di porcello che solo a sentirne il profumo ci si inebria.

Tra un assaggio e l’altro acquisto qualcosa. Immancabile l’olio il Brisighello, che mi piace moltissimo.

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Entriamo in un vicolo in salita a fianco alla strada degli asini (uno stupendo porticato rialzato) e ci dirigiamo al ristorante L’Infinito – chissà perchè hanno dato questo nome a un posto in cima al colle vicino alla Rocca….

Il ristorante è disposto su tre piani e parrebbe ricavato scavando le pietre locali che si intravedono ogni tanto. All’entrata c’è bancone con la cassa ed i bagni, si sale al primo piano dove ci sono due salette  poi al secondo piano una piccola sala con 3 tavoli (dove siamo noi) e la cucina. Salendo al terzo piano si può uscire in “terrazza” che è un pezzo di monte con piccoli terrazzini su più livelli, dove in estate vengono disposti dei tavoli. La vista da qui dove oltretutto si è  immersi nel verde, è impagabile.

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Dopo il tour rientriamo in sala ed iniziamo il pranzo: ricotta fresca con olio brisighello e pane ai semi di papavero…

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cappelletti in brodo da sballo…

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un secondo piatto di carne Mora romagnola al forno con patate…

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accompagnati dal vino Sangiovese della casa, per terminare con un bis di dolci composto da torta al cioccolato morbida e semifreddo al caffè…

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Si mangia davvero bene qui, senti tutta la genuinità di questa terra e di questa gente in questi piatti.

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La giornata volge al termine perchè è quasi ora di rientrare. Quindi ci rimettiamo in strada per Faenza. Sulla strada ci fermiamo a salutare un’amica, la vulcanica Viola, che ci accoglie mentre sta facendo i preparativi per un incontro culturale che avverrà di li a poco. Ma si sta facendo tardi ed io ho il treno per il rientro a Milano.

Eviterò di raccontarvi l’Odissea Trenitalia del viaggio di ritorno, perchè alla fine il weekend  è andato alla grande. Me ne resto seduto sugli scalini (sporchi) per scendere dal treno, semicalpestato, alla fine di un vagone in seconda classe, con la gente che continua a passare per andare al bagno nonostante la calca, la porta del vagone rotta che fatica a  chiudersi e la gente che ogni minuto la apre per andare chissà dove e a far che salvo ritornare dopo 30 secondi, ed ascolto musica dolce che aiuta la mia testa a viaggiare ripensando a tutto quello che ho vissuto nelle ore precedenti.

Arrivederci Brisighella, Faenza, porcelli…

Christian


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