In edicola il #1 del trimestrale Le Guide de L’Espresso
Presentazione settimana scorsa, alla Rotonda della Besana a Milano, del primo numero monografico de Le Guide de L’Espresso, in edicola da venerdì 24 aprile. È un nuovo trimestrale, diretto da Emilio Carelli, che accompagna le Guide vere e proprie con contenuti diversi, originali, proposti in una chiave culturale insolita.
Il primo numero – “Forma e sostanza” – è dedicato al design. Ecco quindi motivata la presentazione nel pieno della Milano Design Week.

Il design viene presentato nelle pagine della rivista Le Guide de L’Espresso nella prospettiva gastronomica e del lifestyle. “Perché in Italia la bellezza abita anche lì, in ciò che si mangia e si beve.”
Ogni numero affronterà un tema diverso con una chiave di lettura culturale e originale, con la stessa capacità di andare oltre il piatto e le ricette. Il prossimo appuntamento sarà in estate, con uno speciale dedicato al turismo.
I contenuti del primo numero

- Un ritratto di Massimo Bottura (ritratto in copertina da Alice Iuri) che si racconta nella sua dimensione più riflessiva. Bottura si definisce “un allenatore di idee”, parla della cucina come progetto e della sua notorietà come una sfida: “Quando le persone proiettano su di te aspettative e sogni, devi fare attenzione a non credere alla tua stessa leggenda”. Restare autentici è una lotta costante.
- Un colloquio con Carlo Cracco, oggi anche al Ristorante Viride di Roma oltre che in Galleria a Milano- La sua visione della cucina è imperniata sulla squadra. L’eccellenza? È un progetto condiviso con la brigata.
- Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida racconta il ruolo degli chef come ambasciatori dell’identità italiana nel mondo, il design agricolo della sostenibilità, il cibo come strumento di cultura e di politica.
- Tre chef rivelazione, che esaltano il territorio di origine, prediligono la filiera corta e conservano un rapporto autentico con la materia prima.
- Tre cantine rivelazione, scelte per la forza di un progetto vitivinicolo capace di tenere insieme radici e innovazione. N
- Le ricette di Andrea Berton, uno chef che anche attraverso il design è riuscito a nobilitare un piatto semplice come il brodo.
- Un approfondimento scientifico sul rapporto tra alimentazione e metabolismo a cura del professor Antonio Moschetta.
- Una riflessione di Francesca Barra sul rapporto tra cibo e schermo: come l’estetica del food-porn sui social abbia trasformato l’atto di mangiare in performance, e come questa spettacolarizzazione stia producendo una cultura alimentare sempre più schizofrenica.
- Completano lo speciale diversi approfondimenti sul Fuorisalone, sul living d’autore, sull’arredo della cucina, sul linguaggio pubblicitario dell’agrifood e sul settore dell’hôtellerie.
La presentazione alla Design Week

Il Rotonda Bistrò di via Besana ha ospitato la presentazione ufficiale e anche una mostra delle confezioni storiche di Barilla. La storia del design grafico italiano raccontata attraverso un oggetto quotidiano, dal fondo blu al logo ovale di Carboni, fino alla forchetta di Mancini. Una dimostrazione di come la bellezza italiana abiti da sempre le cose di tutti i giorni.

Tra gli ospiti della serata, presentata da Fabiola Fiorentino e Valentina Romagnoli: Massimo Bottura e Carlo Cracco (che però non è intervenuto).


C’erano anche Alessandro Pipero e Guido Paternollo, che hanno firmato i piatti in degustazione, rispettivamente la Carbonara a base di tortiglioni Barilla e l’Irish coffee di champignon. 
Luca Gardini, ha raccontato i vini in degustazione, CoppoVilla Franciacorta e Ronco dei Tassi.
Le mie impressioni

- Detto così, di pancia: non potevano mettere delle sedie? Non è stata una presentazione eccessivamente lunga – ma io sono anziano, e avrei preferito mettermi comodo.
- Massimo Bottura è senza dubbio un personaggio di primo piano, un emblema, un simbolo, un Patrimonio dell’Umanità gastronomica. E se è probabilmente giusto metterlo in copertina del #1 delle Guide de L’Espresso, forse si poteva fare una scelta diversa. Che so, uno dei tre chef rivelazione, che poi sono 4, Serafini, il duo Santosuosso-Mollica, Como.
Per quanto grande e interessante – ancora Bottura? - Gli assaggi. Cosa vuoi die della carbonara di Pipero che possibilmente non sia già stato detto? No ne ho idea, davvero. Ne ho mangiate almeno tre o quattro porzioncine, senza trovarla, l’ispirazione. Sarebbe deprimente, se non fosse che era – è – così buona…
- Altro discorso per l’Irish Coffee al brodo di Champignon. Curioso sulla carta, originale, divertente, piacevole. Anche di questo, tre o quattro bicchierini – ma non alla ricerca di un’ispirazione originale, soltanto e solamente per il piacere della degustazione.