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BLOGVS | December 2, 2021

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Natale 2020: 10 spunti #foodcultural

Natale 2020: 10 spunti #foodcultural
Daniela Ferrando

Si scrive spunti, si legge regali. Regali insoliti, da fare agli altri o anche a se stessi. Ci sono regali che si comprano e altri che si creano. Il minimo comun denominatore? Sono spunti #foodcultural. Tutti alimentano la curiosità, nutrono la mente. Più di uno sazia anche la gola.

1. Il menu di Natale, i segnaposto in bella scrittura

Se per forza dovranno essere pochi i segnaposto sulla tavola di quest’anno, si possono almeno scrivere nomi su tanti regali. O si può vergare il menu del giorno di festa. A mano.

Lo spunto, i corsi dell’associazione calligrafica italiana.
E per reclutare un calligrafo? Si possono contattare i docenti dei corsi stessi.

2. Molti colori, poche calorie e buone emozioni

Con uno stile coloratissimo e vegano  / vegetariano, Marzia Riva fa alta cucina naturale: lezioni dal vivo e online (per ora solo online), catering, delivery (menu sempre diversi), interventi nel sociale.

Lo spunto perfetto: Il suo libro “Emozionarsi in cucina”

3. Il Vitello è oro. Non solo in senso figurato

Al di là delle mode che riguardano carni e tagli, “Viva il vitello”, recita invece a gran voce una campagna europea che schiera Sonia Peronaci, lo chef Roberto Valbuzzi, la GDO e un contest. Noi ci metteremmo anche dell’oro. Edibile, of course.

Lo spunto principale? Il ricettario vitellocentrico
Lo spunto decoratvo? In foglia, in polvere, in scaglie, purché sia oro alimentare 

4. Miele urbano giallo oro

Il miele di città non è un capriccio: la presenza delle api ci dice che l’aria non è così male. E se ci sono arnie sui tetti di Parigi (Notre Dame inclusa), abbiamo l’apicoltura urbana anche a Milano.

2 spunti melliferi e rigorosamente cittadini:
La mappatura delle arnie di Parigi
Miele di Milano dalle arnie di Nocetum

5. Arte in bottiglia. E sulla bottiglia

Che il contenuto sia un’opera d’arte è quasi tassativo. Che lo sia anche il contenitore non è così scontato, però succede e scatta il pezzo collezionabile. Si ragiona di materiali, di forme, di décor. Per esempio, La Cuvée Grand Cordon di MUMM secondo Ross Lovegrove, con l’iconico cordon rouge inciso e solo 853 g di vetro riciclato per 1 litro di champagne e la bottiglia Ginarte dedicata a Frida Kahlo 

6. Olio Nuovo per il Nuovo Anno

Regaliamo olio extra vergine di oliva appena franto, che sarà buono fino all’inizio del 2022. Sì, perché l’olio nuovo è oro vivo che si riceve e si consuma, non è un vino d’annata da conservare.

Per regalare Olio EVO, un consiglio: i siti delle varie DOP, le guide dedicate all’olio. O spulciare i vincitori dei grandi concorsi oleari come L’Ercole Olivario, l’Orciolo d’Oro, Olio Capitale etc, etc..
Gratificarsi per tutta al vita, con un corso per diventare assaggiatori 

7. Oro nelle crepe, stoviglie kintsugi

C’è perfetta imperfezione nel kintsugi, l’arte giapponese di riparare oggetti con una sottile vena d’oro. Ma quanto è bello poter adoperare ciotole e stoviglie (anche le nostre occidentali) rese uniche da questo segno d’amore!

Kintsu handmade, che produce vasellame e stoviglie, restaura e organizza corsi 

8. Gelato come dessert. O nel bicchiere!

Ricorda la neve. Non vi basta questa suggestione per mettere il gelato in tavola anche a Natale? Che sia gelato artigianale, confezionato, fatto in casa. Sciogliendosi, vi farà sciogliere.

Gelato stellato, ovvero un ricettario per trasformare un gelato di serie in un dessert unico, con il tocco degli chef Emilio Perucci e Iside de Cesare (una stella Michelin) con il sommelier Giulio Bruni a suggerire i pairing, sfidando la difficoltà di abbinare un vino al gelato… Download gratis qui.

Quanto al gelato in mixology, volete idee?

Gin Mare e Carpigiani alleati dimostrano l’enorme potenziale creativo che c’è in questo campo, sempre più acculturato, sempre più dinamico e con idee per stupire, al confine tra il mangiare e il bere. Come nella Masterclass del video da seguire qui sopra.

9. Musei come brainfood

Come possiamo sostenere i musei? Visitandoli. E se non si possono visitare? Sostenendoli. Non è un gioco di parole. Tessere e abbonamenti a Musei e associazioni culturali sono un investimento.

Spunti?
Il FAI, con beni in tutta Italia 
La Tessera Lombardia Musei
Musei privati come il Museo Poldi Pezzoli (dove ho fotografato il dettaglio che fa da copertina a questo articolo), per l’appunto, da visitare e da sostenere.

10. (Food)boxing Days!

Alt un attimo. Boxing Day è S. Stefano nei paesi anglosassoni. E non perché si inscatolano i regali ricevuti. Qui la vera storia. Invece, una foodbox sì che è un gran regalo, tanto più se contiene golosità di produttori così piccoli da non andare né nei grandi negozi né nelle grandi fiere. Ordinare è facile, da questo link di Foodgarage66.

E fuori Milano?
Similmente. Selettivamente. Golosamente. Per esempio, nel torinese e dal 23 novembre al 13 dicembre, il delivery condiviso con le agribox di specialità dolci e salate di 4 aziende del territorio di Racconigi: Agri Berroni, i mieli della pluripremiata Az. Agricola San Lorenzo 1776, formaggi di capra di Sapori di Capra Mario Bordese per salumi, cotechini e altri insaccati. Ordinarne una è questione di un attimo, Qui.

PS: non vi siete neanche accorti che questo articolo era senza panettoni. Incredibile. Non ce (e non ve) li faremo mancare comunque. Intanto, i migliori auguri alle vostre papille!

Daniela Ferrando

[Immagini dai siti ufficiali o uffici stampa; copertina: iPhone di Daniela]

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