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BLOGVS | November 14, 2018

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Scambi sensoriali tutti da provare. Dall’aceto balsamico, ai vini e profumi, al caffè

Scambi sensoriali tutti da provare. Dall’aceto balsamico, ai vini e profumi, al caffè
Daniela Ferrando

L’aceto balsamico si aggiunge nei piatti, il caffè si gusta in tazzina, il vino si beve e i profumi si indossano. Così siamo abituati. Ma niente è per sempre. Come è bello, invece, sovvertire qualche certezza! Per fortuna, c’è chi lo fa, con spirito curioso e tentatore. Scopriamolo.

L’aceto balsamico nei cocktail


Bere aceto. Sì, balsamico. L’idea viene dall’Acetaia Giusti, marchio modenese datato 1605, che ha esplorato una nuova frontiera della mixology sia creando il Vermouth Giusti, invecchiato nelle botti di aceto balsamico, sia con una serie di signature cocktail ideati da Mattia Pastori, bar manager del Camparino in Galleria. Più di 400 anni di arte acetiera, 17 generazioni di imprenditori, gloriose medaglie vinte e straordinarie collezioni di prodotti in catalogo sono un passepartout perfetto per sperimentare le pregiate gocce non solo sul cibo in un piatto, ma nel bere miscelato. Lo scambio sensoriale dal solido al liquido vi ispira?

Il caffè nel piatto. Per un anniversario anche culinario


Nel sugo della pasta, su un cannolo salato, in polvere sul risotto, macinato sul salmone … Caffè Ottolina ha compiuto – e festeggiato – i suoi primi 70 anni di successi nel mondo. E non ha celebrato solo con una festa transgenerazionale che ha coinvolto la famiglia imprenditrice e tutti i collaboratori raggiungibili del presente e del passato. Ha sottolineato il compleanno anche con 10 nuove ricette per mangiare il caffè in tutte le sue consistenze – perfino i fondi. Ecco uno scambio sensoriale dal liquido al solido. Se avete una ricetta anche voi, condividetela con #caffèottolina

L’inebriante continuità vino-profumo e profumo-vino


Scegliere il profumo preferito. Spruzzarlo su un nastrino annodato allo stelo di un bicchiere, da riempire con un vino che sviluppa note concordi. Risalire fiutando dallo stelo al bevante, tuffando il naso negli effluvi del vino potenziati dal profumo, stupirsi. Questo esercizio dei sensi è un’idea della sommelière (a lei piace che si scriva al femminile) Stefania Turato, con le fragranze di ETRE nell’atmosfera colorata, sonora e iperstimolante del Just Cavalli in armonia con i piatti dello chef Fabio Francone. Ma funzionerebbe anche nel silenzio. Siete pronti allo scambio sensoriale dal flacone alla flûte?

Daniela Ferrando

[Immagini courtesy of Acetaia Giusti, Caffè Ottolina, Francesca Lovatelli Caetani; cover: iPhone di Daniela]

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