Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

BLOGVS | October 18, 2018

Scroll to top

Top

No Comments

Fil-rouge ligure. Tra carciofi, Grand Hotel e bellezza

Fil-rouge ligure. Tra carciofi, Grand Hotel e bellezza
Daniela Ferrando

Cos’hanno in comune un carciofo d’oro, Antonio Ricci e un vescovo, un piatto blu, un centro antico, un Grand Hotel sul mare e le chiocciole? Hanno un fil-rouge che li mette tutti in fila sorprendentemente. In Liguria, ad Albenga e Alassio, località che sanno di affetti vintage, di parole familiari, colori e gusti che sono patrimonio della memoria. Alla riscoperta di bellezze capaci finalmente di fare rete.

Un Carciofo d’Oro, Antonio Ricci e un Vescovo


Non è commestibile, sta in un cofanetto ed è un premio. Lo ha ideato nel 2017 Enzo Bellissimo, patron ad Albenga di La Cantina di Re Carciofo – Norcinoteca, in segno di riconoscenza verso chi ha reso Albenga più bella o più importante, nel senso che l’ha portata fuori dalla Liguria.

Intanto il premiato 2017 è stato il vescovo di Albenga – ma non albenganese – Monsignor Borghetti, mentre, premiato per mano del filosofo Stefano Zecchi, è Antonio Ricci il personaggio 2018. Lui sì, nato ad Albenga, giornalista, autore televisivo e uomo di cultura, papà di Striscia la Notizia, del Gabibbo, benefattore culturale con un curriculum impressionante. E un disarmante atteggiamento sornione verso l’universo mondo che gli attira simpatie (e premi).

Perché il carciofo? Perché per Albenga è un emblema culturale, gastronomico ed economico. Insieme alla trombetta, al pomodoro cuore di bue, all’asparago violetto costituisce un poker di eccellenze orticole. E che è una delle specialità del locale suddetto, nel cuore della città.

Un piatto blu. Anzi, IL piatto blu


Diafano e prezioso, blu cobalto, reso ancor più magico dalla retroilluminazione. Anche il Piatto Blu è una celebrità di Albenga. Un piatto vitreo di epoca romana, trovato per caso, intatto e intero, in un garage (e infranto dal fotografo che doveva immortalarlo e ora restaurato), capolavoro in esposizione a Palazzo Oddo in via Roma 58.

Il piatto è un pezzo emozionante, unico al mondo, del II secolo d.C. Il diametro è di circa 40 cm. Ornato da due putti (érotes, se volete fare i saputelli) intenti a una danza dionisiaca – uno itifallico – con tutti gli attributi del caso. Meriterebbe molti più visitatori e molta più fama, per la sua bellezza. Andate a vederlo.

Un centro che rivive


Nel centro di Albenga, fino a pochi anni fa era poco desiderabile abitare o passeggiare. C’è stato un processo di riqualificazione e di gentryfication, che non ha fatto perdere l’aria di autentico, ancora un po’ délabré, alle case e ai carrugi.

Di questa rinascita è parte anche La Cantina di Re Carciofo, appartata in una piazzetta. Forse non tutti sanno che le grappe create da Enzo Bellissimo (patron del locale) e ricavate da carciofo, asparagi e chinotto, hanno vinto l’Alambicco d’Oro alla Douja d’Or di Asti del 2010 e del 2011.

Ma molti senz’altro sanno che la Cantina è un luogo di pace e relax, di tavoli intorno ad alberi di ulivo o sotto la trasparenza di una serra. Si beve e si mangia – taglieri di formaggi e affettati firmati Renzini di Norcia, acciughe e verdurine, pane caldo e olio EVO e, in molti modi, carciofi.

Oppure (o anche) padellini individuali con paste fresche e/o ripiene. Io per esempio ho gustato ravioli alla borragine, dall’involucro incredibilmente sottile.

Diana, un Grand Hotel sul mare. Che è un dono d’amore


Alassio. Sul mare. Spiaggia privata. Due ristoranti, una piscina, una SPA. E un fascino anni ‘70/80, che si avverte soprattutto negli interni (e che mi auguro sia mantenuto). Il Diana Gran Hotel di Alassio, quattro stelle, rinasce e riesce e cambiare rimanendo se stesso – intimo, vintage e internazionale.

Come? Ridisegnandosi nelle parti comuni, ingrandendo e spostando la piscina e creando un parcheggio sotterraneo, che ingoierà tute le macchine della clientela. Valorizzando il ristorante “Sun Terrace” in terrazza e il ristorante “La Marina” a livello spiaggia, serviti dalla cantina gestita dal Sommelier Fausto Carrara. Puntando sulle cure di bellezza.

L’hotel che rinasce è anche un dono d’amore. Il nuovo proprietario, l’imprenditore milanese Giorgio Bonacossa, lo mette nelle mani della sua compagna, Svitlana Tokaryeva, innamorata dell’Italia.

C’è tutto il potenziale perché il Diana sia il posto perfetto per un’ospitalità di stile internazionale. Il luogo dove andare a pranzo o a cena senza necessariamente avere una stanza. Dove prenotare una seduta nella SPA e provare soins innovativi. Dove organizzare una convention o una spettacolo approfittando della presenza di un palco originale. Dove far base per raggiungere rapidamente Nizza, Monaco e le più belle località del basso Piemonte o semplicemente far rete con i ristoranti più desiderabili della zona, in uno scambio virtuoso di avventori.

Il potere delle chiocciole, del caviale, del veleno d’api e altre storie


Nella beauty SPA del Diana, firmata Starpool, la chiocciola avrà un ruolo importante. Viene infatti dalla chiocciola e dall’elicicoltura avanzata una doppia linea di cosmesi innovativa – s’agapò e e-time – dedicata alla cura di pelle e capelli e all’anti age e prodotta da un istituto di Cherasco.

Il prodotto più originale e più pregiato? Una crema contorno occhi-labbra con bava di chiocciola, estratto di caviale e veleno d’api (prelevato in modalità cruelty free). Sembra la ricetta di una pozione magica ma è invece una crema ricca, consistente, distensiva, di cui la pelle sembra famelica.

Quella sulla bellezza è una scommessa che non ha stagione.
Quella della Riviera è una bellezza che non ha stagione.
Combinare le bellezze, promuoverle, è la strada per puntare ad maiora.

Diana Grand Hotel
via Garibaldi 110
Alassio
+39 0182 642701
www.dianagh.it

La cantina di Re Carciofo – Norcinoteca
Piazza San Francesco 38
17031 Albenga
+39 335 687 1785

Daniela Ferrando

[immagini: iPhone di Daniela, Diana Grand Hotel, La Cantina di re Carciofo, s’agapò cosmetici]

Submit a Comment