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BLOGVS | December 5, 2019

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L’AntipatiCibVs: Adesso mi faccio una gelateria

L’AntipatiCibVs: Adesso mi faccio una gelateria
Veneranda Astrusi

Così come d’autunno si va per castagne, d’inverno si ammazza il maiale e si aspetta la prima gelata per raccogliere le verze, in primavera si raccolgono le primizie – così d’estate si apre una gelateria. Laboratori e rivendite in questi mesi spuntano come funghi dopo una notte piovosa di luna piena (o cos’altro sia che fa spuntare i funghi). Frotte di manager, dirigenti, giovani laureati e masterizzati riscoprono in questa stagione il fascino dei coni, delle mantecature, delle palettine colorate, a volte delle tradizioni familiari, e aprono una gelateria, tendenzialmente artigianale, possibilmente a km0, bio, veg.

Colori chiari o fluo alle pareti, grosse foto di pistacchi (di Bronte), di nocciole (tonde e gentili), di fichi (del Cilento), di pinguini (testimonial perfetti), qualche sgabello o seggiolino non più alto di 25/30cm, carapine no vaschette no meglio carapine no vaschette, cialdine e cialdoni, coppette e coppali, e si parte.

Gusti classici, a cui si affiancano creazioni creative (festeggiamo qui, a proposito, la morte, speriamo definitiva, del gusto Puffo), escursioni o incursioni nel salato (all’olio, al basilico e limone, al pesto, al ragù, al vitello tonnato), contaminazioni più o meno letali.

Se non hai almeno tre gusti al pistacchio e sei al cioccolato non sei nessuno, imprescindibile almeno un gusto a base di torte o biscotti (essenzialmente sbriciolatici dentro), mantengono il loro appeal i variegati i sorbetti i ghiaccioli.

E fra sei mesi, si chiude, si va in vacanza al sole dei Tropici…

Veneranda Astrusi

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