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BLOGVS | June 22, 2024

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Festeggiamo Maria la Sanguinaria – cin cin!

Festeggiamo Maria la Sanguinaria – cin cin!
Emanuele Bonati

C’è un motivo profondamente motivato se il primo dell’anno, in America, è la festa nazionale del Bloody Mary. Ma andiamo con ordine – forse. Secondo un detto popolare scozzese, un po’ di pelo del cane (rabbioso) che ti ha morso, messo sulla ferita, ti aiuterà a evitare le conseguenze più letali della rabbia (“If this dog do you bite, soon as out of your bed, take a hair of the tail in the morning”). Di origine antica, in età medievale si diceva Similia similibus curantur – nell’ambito medico-alcoolico, si traduceva nel concetto che, per far passare, o almeno alleviare, i postumi di una sbronza, ci vuole “the hair of the dog”, come per la rabbia, appunto. Ovvero, si combatte il malanno con lo stesso ingrediente che l’ha provocato: l’alcool. Il primo a metterlo per iscritto in un’opera letteraria sembra essere stato stato lo scrittore inglese John Heywood, nel 1546.

Sembra quindi che combattere l’eccesso di alcool con nuovo alcool possa dare un po’ di sollievo (ovviamente, non “guarire”): in particolare, nel Bloody Mary l’alcool contenuto nella vodka contribuisce a rendere meno “dannoso” l’alcool ingerito la sera prima (a grandi linee: il metanolo contenuto nel vino viene metabolizzato in formaldeide, che provoca gli effetti fastidiosi del giorno dopo; reintroducendolo, la formaldeide residua viene convertita di nuovo in metanolo, con effetti meno deleteri…); il succo di pomodoro, e il sedano (aggiunto in seguito), apportano vitamine, di cui il nostro organismo, in caso di superlavoro (come quello causato dal dover smaltire un eccesso di alcool), ha bisogno.

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E quindi: se come è probabile la notte dell’ultimo dell’anno si è ecceduto con i brindisi, iniziare il primo mattino dell’anno nuovo con un Bloody Mary può essere un modo per diciamo riprendersi. Ed ecco la celebrazione del cocktail dedicato a Maria la Sanguinaria in questo giorno.

Mary I Stuart, ovvero Maria Stuarda, o Maria la Cattolica, ovvero la Sanguinaria, regina d’Inghilterra, era famosa per la facilità con cui metteva a morte gli oppositori, specie se Protestanti (ne fece giustiziare oltre trecento), nel tentativo di ripristinare la supremazia del Cattolicesimo: ecco perché il cocktail ha questo nome. Forse. Perché secondo altri il nome Bloody Mary deriva da un’osservazione di un cliente abituale dell’Harris New York Bar a Parigi, dove il cocktail nacque (sempre forse, probabilmente eccetera) come semplice miscuglio di parti uguali di vodka e succo di pomodoro negli anni ’20 del secolo scorso, a opera del barman statunitense Fernand Petiot. Questo cliente (che poi era Vladimir Smirnov, erede della vodka Smirnoff) suggerì il nome, perché gli ricordava Mary, una ragazza conosciuta al Bucket of Blood Club a Chicago (un locale malfamato: il “secchio di sangue” del nome si riferisce all’acqua con cui era stato lavato il pavimento, rossa del sangue delle risse avvenute nel locale, che veniva gettata in strada alla chiusura).

Fatto sta che Petiot nel 1934 tornò a New York, al King Cole Bar del St Regis Hotel, portandosi dietro il suo cocktail. Solo che i newyorkesi, bevitori sofisticati, non ne furono particolarmente colpiti, trovandolo un po’ blando. Allora Petiot aggiunse quelli che sono gli ingredienti oramai “classici”: pepe nero, pepe di Cayenna, salsa Worcester, limone e – per dare più nerbo – Tabasco. In seguito, è stato aggiunto un gambo di sedano.

Un’altra versione della storia attribuisce l’invenzione del mix di vodka e pomodoro a un attore comico, George Jessel, nel 1939 a New York; Petiot sostiene di averlo in seguito modificato. E secondo alcuni Bloody Mary sarebbe un omaggio a Mary Pickford, la “fidanzata d’America”, attrice già titolare di un altro cocktail, il Mary Pickford appunto: secondo altri farebbe invece riferimento alla storia di una ragazzina, Mary, sepolta viva dal padre medico perché ammalata di tifo. E non escludo ci siano altre storie sul nome, o sugli autori.

La ricetta “ufficiale”:

  • 4,5 cl di vodka
  • 9 cl di succo di pomodoro
  • 1,5 cl di succo di limone
  • 2/3 gocce di salsa Worcester
  • 1 pizzico di sale e di pepe nero
  • Tabasco

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Altre versioni qui e qui.

Ma Wikipedia cita oltre una cinquantina di varianti possibili.

Altri metodi per curare la sbornia si possono leggere qui.

E vedere una video-ricetta qui. E mi è venuta sete…

Emanuele Bonati

Fonti:

http://www.bestbloodymary.com

http://www.culicurious.com

http://www.cracked.com

http://www.thedailymeal.com

http://theboysclub.net

Foto:
www.formerchef.com
blog.apartmentsavvy.com
www.culicurious.com

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