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BLOGVS | May 25, 2022

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Parla come Mangi (tanto? e bene!)

Parla come Mangi (tanto? e bene!)
Emanuele Bonati

Ci sono le realtà della grande distribuzione di prodotti “buoni e giusti”, i vari Eataly, Eat’s e così via. E ci sono realtà più piccole, e proprio per questa loro dimensione più impegnate nella ricerca di prodotti di valore, sul territorio.

Quest’estate con Titti siamo stati a Rapallo, e abbiamo fatto acquisti da Parla come Mangi – una delle mie mete fisse quando voglio comprare qualcosa di buono, ligure ma non solo. Si tratta di un bel negozio, a metà del Lungomare, dietro il Chiosco della Musica, stipato e grondante cose buone – salumi, formaggi, vini, olii, conserve, paste… – tanto da esondare di tanto in tanto su un carrettino all’esterno. Scoperte interessanti, conferme, ovvio – ma ci trovo sempre qualcosa che non avevo notato prima.

Abbiamo fatto acquisti, dicevamo – ed è venuto fuori il discorso del (mio) blog (efficace Titti quando mi fa da pr…), e che Titti ha casa a Varzi, e conoscete un buon salame di Varzi per caso?, e certamente, una nostra amica, Sandra, fa quello che secondo noi è il miglior salame di Varzi – e insomma, adesso il salame del Salumificio Magrotti di Montesegale fa parte dell’assortimento di Parla come Mangi. Bene bene che bello e così via.

Finché qualche settimana fa chiamano Sandra (come detto, proprietaria del salumificio con il fratello Pietro) e la invitano a CoteChristmas Again – manifestazione evidentemente natalizia, altrettanto evidente celebrazione gastronomica delle loro proposte, così descritte:

Il raffinato Champagne Gosset,

la Franciacorta “vera” di Cavalleri,

il Moscato che non ti aspetti di Angelo e Guido Servetti,

le diavolerie zafferanose di Croco e Smilace,

 il lascivo filetto di salmone Codanera,

i balsami druidici de Il borgo del Balsamico,

il prosciutto cotto di macelleria in salamandra di Angelo Capitelli,

il patriottico caviale di Adamas Caviar,

il salame di Varzi “cucito” di Piero Magrotti,

 i pestati mediterranei di Home Panorama,

l’inarrivabile (ma arriva, arriva…) Panbriacone di Alessandro Bonci,

le architetture di dolce piacere dei Viennesi Babbi,

il Sultano del Torrone Davide Barbero e…

bien sur, il cotechino cremonese di Diego Campari

con le mostarde “bum-bum” di Luccini

e le lenticchie (so’ soldi, dottò) di Giacomo Santoleri.

Una bella idea – CoteChristmas, certo, ma anche Parla come Mangi in sé: una ricerca ben condotta e raccontata, un negozio che è uno di quei posti dove ti basta entrare per non volerne uscire fino a quando non hai assaggiato tutto.

Non sto mai abbastanza a Rapallo: Parla come Mangi organizza anche altre iniziative, come gite in barca nel Tigullio con degustazioni, incontri con produttori, e altro ancora – ve lo racconteremo, meglio, l’anno prossimo su BlogVs.

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Emanuele Bonati con Maria Teresa Zambianchi

 

 

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