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BLOGVS | February 29, 2020

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L’AntipatiCibVs: buttafuori i buttadentro

Emanuele Bonati

OK – non sempre si riesce a riconoscere a prima occhiata un indigeno da un turista, e insomma non c’è niente di male, se anche mi si rivolgono in un anglofrancoteutoitaliano capisco cosa vogliono, se anche i gesti non fossero più che eloquenti, ma…

Ma insomma: perché certi locali del centro di Milano, ma anche di numerose località più o meno turistiche, sono attrezzati con giovani ambosessi (a volte magari dei giovani anzianotti) che sulla soglia ti sorrrdiono e ti invitano ad entrare o ad accomodarti nei dehors, a bere mangiare degustare… Perché?

La domanda in subordine, ovviamente, è “perché poi lo chiedono a me”, visto che spesso passo, per il centro sulla via di casa, rigorosamente da solo, con l’aria piuttosto affranta da “holavoratotuttoilgiorno nonnepossopiù ilmiocapoiltelefonoicolleghigliautoriilibriifornitori cosavoglionotuttidame ADESSOMORDO!” – e altrettanto spesso vengo invitato a degustare appunto lasagna, spaghetti bolognese, pizza, happy hour… Ho forse l’aria del broker inglese alla ricerca di nuovi mercati e di una fuga dal tè con un velo di latte, del manager teutonico disposto a ingollare qualsiasi cosa purché servita con un decalitro di birra, o che so io?

E per quale mai motivo un turista, o uno straniero qualsivoglia, vedendo una distesa di tavoli apparecchiati di fronte a un cameriere dall’aria attendente, non può realizzare da solo che, se volesse mangiare, lì troverebbe certamente pane e companatico per i suoi denti? Non ricordo di avere trovato simili “buttadentro” all’estero, ad esempio – ommammamia, in realtà sì, solo che volevano buttarmi dentro localini dall’aspetto che definire squallido sarebbe già un connotarli come locali lussuosi, anche se l’opulenza dell’accoglienza era ben evidenziata dalle forme esposte – non certo di prosciutti, quanto di signorine che pur avendo l’età dei datteri si esibivano, a quanto pareva, in numeri che lasciavano ben poco all’immaginazione porcona dei passanti, illuminati da piacevoli luci rossastre, non certo estremo lascito di comunismi ormai passati…

Insomma, l’idea del “buttadentro” non mi piace molto, poco elegante, non so, sempre un po’ malandrina (inutile dire che i sorrisi maschili rivolti alle fanciulle così come alle vegliarde sono un campionario di un certo atteggiamento maschile…) – un po’ Leporello, un po’ Arlecchino, un po’ così…

Emanuele Bonati

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