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BLOGVS | June 22, 2017

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Oltre la Torre Pendente: Pisa e Valdera da scoprire

Oltre la Torre Pendente: Pisa e Valdera da scoprire
Daniela Ferrando

Ci sono le navi da crociera, grandi come megacondomini-vacanze e ogni giorno vomitano su Piazza dei Miracoli migliaia di esserini che si sparpagliano sotto la Torre Pendente – oh-ah-wow – la raddrizzano in foto, si sparano selfie, ingurgitano bibite, producono rifiuti e vengono poco dopo risucchiati a bordo. Qualche ora dopo, la scena di ripete. Un mordi-e-fuggi esemplare.
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E poi ci sono altri – più viaggiatori e più curiosi che addirittura la Torre la vedono dal tetto dell’albergo, ci arrivano a piedi, in bici, in carrozzella (sì, perché è importante chiedersi quanto funzionale e accessibile sia un luogo*) dopo aver visto quanto è bella tutta la città. Che non solo ospita tesori come la minuscola Santa Maria della Spina sul Lungarno o chicche come “Tuttomondo”, l’ultimo brulicante murale dipinto da Keith Haring, ma anche le case, i mercati, le botteghe, i portici di Borgo Stretto, la Normale, studenti dappertutto, panini strafarciti, focacce con un profumo che ti rincorre. E strade pulite. Pisa è una città molto pulita.

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E poi, intorno, una Toscana in cui addentrarsi. Squaderniamo la cartina della Valdera e puntiamo su cinque mete, ciascuna piena di spunti per andare-dire-fare-vedere-bere-mangiare nel territorio dove il “dé” suona.
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1. Calci. In questo piccolo comune c’è una Certosa imponente, fondata nel 1366, ampliata in epoca barocca. Non è più monastero dal 1972. Nelle due ali dell’edificio ci sono da una parte il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa con una sbalorditiva collezione di animali tassidermizzati e di scheletri di cetacei e dall’altra il Museo Nazionale, vera immersione nel mondo dei padri certosini e dei loro conversi, tra lo sfarzo della chiesa, delle cappelle, delle sale affrescate e la spoglia vita quotidiana, scandita dalla preghiera e dalle attività annunciate ogni giorno su un tabellone-mansionario. Leggendolo vedrete che, oltre alle Messe, c’era anche il tempo per il barbiere o per una passeggiata taciturna.
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Sete, fame … a lato della Certosa, il Podere San Vito celebra la bellezza della zona con una produzione di vini. Nel bar vicino al comune, meta di tanti cicloturisti, adocchiato un castagnaccio rusticissimo cosparso di rosmarino abbondante. Da tornare indietro e provarlo. Ancora più trionfale la densa zuppa pisana che si gusta nella zona.
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2. Lari. Amate streghe fantasmi e storie un po’ tetre? Il cuore di Lari è il Castello dei Vicari, recentemente restaurato; è stato prigione e tribunale, vi si tenevano processi per stregoneria, ben documentati. Dopo averlo visitato e interagito con gli ologrammi parlanti che lo abitano, entrate anche nell’antro scuro dell’armaiolo-artista-artigiano Giorgio Salvadori in una delle case sotto il castello, uno che sa ancora interamente forgiare armature da antico cavaliere. Serve collezionisti, rievocatori, contradaioli e figuranti del Palio di Siena.
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In caso di fame, le due botteghe di macelleria Cincotti e Balestri si contendono i vostri sensi. Davide Balestri, in collaborazione con il panaio-pasticcere-pompiere Stefano delle bottega Bernardeschi ha addirittura creato un salame alle ciliegie.
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Sì, perché le ciliegie sono un altro vanto di Lari, con festa dedicata (l’edizione 2017 si svolgerà nel weekend del 2 giugno e sarebbe da andarci!). Lari è famosa da oltre 90 anni anche per la Pasta Martelli dalle confezioni gialle, prodotta ad arte in pochi formati. Il più venduto sono gli spaghetti, che terminano ad uncino in virtù delle canne in acciaio su cui sono appesi ad asciugare. Li comprate non in fabbrica, ma nella Bottega delle Specialità di via Diaz, adorna di boiseries d’epoca e cimeli Campari.
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3. Capannoli si segnala per diversi motivi: la monumentale Villa Baciocchi, magione-parco-biblioteca-museo archeologico che il Comune gestisce. Che sorpresa la sala dipinta a paesaggi trompe l’oeil, piena di porte, passaggi, armadi mimetizzati nella pittura.
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E gli acquari, gli animali (morti di morte naturale) impagliati con arte illusionistica. A Capannoli il luogo-paradigma di calore ospitale è l’Asilo Masi, Maison d’Hôtes, dove vi accoglie come foste amici personali la padrona di casa, Contessa Cristina Gotti Lega, aprendovi stanze ricche di libri e memorie.
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Allo chef Carlo Cioli è affidato il menu, robusto per i prodotti raffinato per le interpretazioni. Durante il soggiorno, gli ospiti possono anche far la spesa e cucinare con lui – questo è uno dei tanti format proposti, che gli stranieri soprattutto adorano.
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Se siete una famiglia numerosa, a Capannoli potreste invece prendere in affitto un appartamento all’interno di Villa Martelli-Orlandini, già residenza di Diego Martelli, figura-chiave nella storia dei Macchiaioli. Volete volare? L’aviosuperficie in zona offre l’esperienza di sorvolare la Valdera.
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Ma non perdetevi la cantina, i vini e il piccolo ristorante di casa Zeiro: la patronne, Irene Zeiro, viticoltrice, vi affascinerà per la passione che mette nel racconto e nei prodotti. Il rosso Abbraccio, dedicato al padre, è il suo orgoglio – da viziati nobili, vitigni toscani autoctoni come l’occhio di pernice, piantati nel vigneto del Chianti.

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4.Pontedera. Andateci per il Museo Piaggio. Ovvero miti su ruote e su ali. Ape, Calessino, aerei, ma in primis la Vespa, vero oggetto-icona e colpo di genio italico, pezzo d’infanzia di molti, oggetto del desiderio che anche attraverso i suoi colori racconta la storia d’Italia dalle tinte militari del dopoguerra alle verniciature squillanti di oggi, opera d’arte, attrice cinematografica, “Chi Vespa mangia le mele” etc etc . E attenzione: presto potrebbe sorgere nella Valdera un grandioso parco tematico dedicato alle automobili d’epoca, progetto promosso dall’architetto locale Paolo Ceccanti.

teatrodelsilenzio_20175.Lajatico. Da una dozzina d’anni ha una notorietà internazionale grazie al Teatro del Silenzio, un anfiteatro naturale all’aperto tra le colline, con uno specchio d’acqua dominato da una testa colossale di Igor Mitoraj. Di questo spazio incantevole è fautore e ambasciatore il tenore Andrea Bocelli, nato qui. L’unicità del progetto sta nel fatto che il luogo tace, intatto, per 364 giorni l’anno e vive per un solo potente e memorabile spettacolo estivo di canto, musica e danza, starring Bocelli e i suoi amici. L’edizione 2017 ha per data il 3 agosto.

Daniela Ferrando

* la scoperta di questi luoghi, l’incontro con le persone che lì vivono e producono, si è intrecciata, per me, al tema del turismo accessibile. Grazie al #pisavalderaworkshop, realizzazione pioniera di Associazione l’Ancora, Progetto Viaggiare Disabili, Agenzia FreeWays.

ph iPhone di Daniela, Rosy Balzani, Pamela Uberti, purpendicolar79, intoscana.it, citysounds, trace-ta-route

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