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BLOGVS | September 22, 2020

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La dimensione umana del vino al 5° Mercato dei Vini di Piacenza

La dimensione umana del vino al 5° Mercato dei Vini di Piacenza
Marco Lupi

Anche quest’anno nell’ultimo week-end di Novembre si è ripetuta una delle migliori esperienze del nostro panorama vitivinicolo. Così il 28-29 Novembre a PiacenzaExpo con i vignaioli della FIVI abbiamo incontrato o anche solo incrociato quella che definirei la “dimensione umana” dei vini – o storie di vini a dimensione umana.

Fivi PC Nov15- (15)

Quest’anno poi i numeri sono veramente da paura: ben 330 storie raccontate da chi le vive tutti i giorni, piccole o medio-piccole aziende che a loro modo cercano di interpretare la vita di vigna e quella di cantina in modo – possibilmente – originale.

Appena si entra, come allo stadio prima di un evento sportivo, si viene invasi da una strana emozione. Ma poi subito lo smarrimento ci pervade: come scegliere tra queste 330 storie di vino quotidiano? Certo è facile perdersi in questa babele di banchi-vino tutti in fila su una superficie di ben 10.000 mq.

Ecco – una piccola nota sull’organizzazione: pur rimanendo questa forse la migliore “fiera” del vino, questo alternarsi “destrutturato” di regioni e vitigni costringe spesso l’avventore (l’enonauta…) a tragitti sconnessi, non favorendo un percorso ragionato.

Fivi PC Nov15- (4)

Comunque – iniziamo a riflettere circa il cammino che ci attende, almeno fino a quando gli effluvi dell’alcool non ci annebbieranno la mente e non ci impediranno di organizzarci secondo una logica.

Che sia la strada del vitigno quella da percorrere? E se ci affidassimo a una verticale ‘orizzontale’ trasversale di una denominazione vinicola? Oppure affrontiamo il tutto in maniera geografica, e scegliamo una regione? Ma se ci basassimo semplicemente sulla simpatia dei volti o sulle frasi raccolte dei vignaioli? Insomma, questi nostri ragionamenti non ci portano proprio a nulla, e alla fine, come bambini in un parco divertimenti, giriamo a bocca aperta in attesa di trovare un vino da degustare.

Fivi PC Nov15- (6)

Insomma se il lavoro del Vignaiolo sembra sicuramente duro, anche qui al Mercato FiVI, non meno impegnativo ci appare quello degli enonauti, che potremmo comparare alle 7 fatiche di Ercole.

Direte voi: ma quanto ha già bevuto questo enonauta errante? Ancora niente, purtroppo…

E quindi come abbiamo fatto la nostra selezione? Un classico – bollicine – poco bianco – rossi, della serie ‘ndo cojo cojo (molto professionale, lo so).

Il primo contatto è con una vera e propria azienda Agricola, Fiorin Silvia (TV): kiwi, frumento, carni, cachi e finalmente uve lavorate e imbottigliate a mano (è a mano anche l’etichetta, tengono a precisare). Un’unica proposta il Naolta, un Vino Frizzante (ma non per questo meno valido di altri) in due versioni a base di Glera: nella classica da 75cc e in versione Magnum. Le bottiglie totali prodotte sono 10.000, risultato di una pressatura leggera e tenuta in acciaio da Settembre a Marzo: 10° di semplicità, ma che non temono la concorrenza (qui siamo sui 5€ a bottiglia, 12€ il Magnum). Ottimi anche se non in vendita i biscotti.

Masseria Compito FiVI nov15

Ci spostiamo in provincia di Caserta con Masseria Campito (CE), un’azienda da 70.000 bottiglie. Bollicine in Campania, direte voi? Ebbene si, peraltro in due versioni (e ne viene anticipata una di prossima uscita): un Asprinio Classico 2014 (10€) e un Asprinio Charmat. Il primo, molto gradito, dai profumi molto intensi, il secondo più semplice e piatto al gusto, forse per gli 8 gg/l di zuccheri.

La particolarità di questo antico vitigno è che i tralci si estendono in altezza fino a 8-10 m, rendendo così complessa la vendemmia sia per la maturazione che per la raccolta: l’azienda quindi pur mantenendo 50 mt di impianto tradizionale ha dimorato l’Asprinio a condizioni di migliore gestione. Ci fanno anche notare l’attenzione della loro azienda alla tecnologia, e in particolare al tappo, un aggregato DIAM  che a seconda dell’ossigenazione necessaria avrà una struttura più o meno complessa.

Fratelli Collavo FIVI nov15

Poi ci imbattiamo in Storie particolari di giovani famiglie (solo dal 2011) dove le 3 M dei Fratelli Collavo (TV) si fanno spazio pur in un territorio di grandi numeri, la Valdobbiadene. E così conosciamo Massimo, quello che lavora, Marco, il fratello-immagine, e solo virtualmente Mauro, che lavora a Hong Kong. I loro vini li avevamo già incrociati per una cordata su Vinix (lasciamo il lettore se incuriosito scoprire cos’è una cordata).

Collavo FIVI nov15

La loro offerta è semplice molto semplice: un Vino Frizzante, non filtrato, a fermentazione naturale, da cui si percepisce una leggera ma piacevole acidità, e un classico Prosecco (charmat) mantenuto in autoclave prima dell’imbottigliamento (cadenzato ogni 30-40 gg). Qui siamo sui 7€ a bottiglia.

E da Treviso ci spostiamo di nuovo giù fino alla Costa Calabra con Lucà (azienda famigliare con 20.000 bottiglie). Qui nella semplicità e dimensione di quest’azienda saggiamo un profumatissimo (rosa e violette) IGT Locride Bianco in cui stonano solo le bollicine persistenti. Ma dove i due passiti, dei rispettivi vitigni, il Greco Bianco e il Mantonico, con un’identica lavorazione, per un appassimento di soli 10 gg a Settembre, trovano espressioni differenti: il primo in una dolce e morbida fragranza, il secondo con una maggiore acidità dichiarata e percepita.

Una visita frugale ovviamente non poteva non prevedere un saluto o qualche bottiglia allo stoico Samuele (Az. Il Calamaio), ai fratelli di Sara&Sara rappresentati oggi dalla Mamma e dal loro ineguagliabile Verduzzo, Spagnol (Col de Sas) omnipresenti a queste manifestazioni (15gg orsono ci siamo incrociati al 49° AIS), e Ar.Pe.Pe, dove mancava il loro più sobrio dei Nebbioli – ma  non c’era, mio preferito, il Rosso di Valtellina.

Cascina Piano

E chiudiamo con Cascina Piano (conosciuti proprio lo scorso martedì in una serata Milanese). Siamo in una delle zone più piovose del nord italia, tra le montagne del Varesotto, con vista sul lago Maggiore e sulla Rocca di Angera. Le vigne sono ben esposte e producono 23.000 bottiglie. Un’offerta di otto etichette: le Prime Nebbie (Nebbiolo in purezza, 14€) è quello che ha maggiormente colpito il mio palato, meno l’ Angliano (Nebbiolo + Croatina). Ma il gioiello di casa è il Mott Carè (12€): non un passito, ma un ‘Vino dolce muffato’ che nasce da una vendemmia tardiva di Malvasia aromatica assemblata in 2 fasi.

Casaspigarola FIVI nov15

Ma a Piacenza al #mercatofivi  dei @VignaioliFIVI #nonsolovino si mangia anche ,con #casaspigarola. Quindi alle 14:00 circa, giusto per bilanciare l’eccesso di bollicine su cui ci siamo imbattuti nelle prime scorribande, ci gustiamo un tagliere tutto emiliano: culatello, felino, strolghino, parmigiano e lardo (la sequenza è ovviamente casuale) che accompagniamo con un bicchiere di Merlot (Sara&Sara).

Volendo come sempre cercare il pelo nell’uovo, quest’anno colpisce il rincaro generalizzato dei prezzi (circa il 10-15%) che riguarda un po’ tutti (anche il tagliere 15€) – ma rimane comunque ottima l’organizzazione.

Quest’anno anche il carrello (comunque cauzionato da un documento di identità) costa 2€, e d’altronde come fare senza: non vorrete mica abbandonare (dopo 5 lunghe ore di duro lavoro) questo luogo divino senza almeno 1 o 2, diciamo 3… ok, 20 bottiglie di vino?

Marco Lupi

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