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BLOGVS | September 26, 2017

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Seeds&Chips: i futuri del cibo

Seeds&Chips: i futuri del cibo
Daniela Ferrando

Seeds&Chips, primo salone internazionale dedicato alle aziende e startup digitali che stanno innovando nella filiera agroalimentare ed enogastronomica, ha avuto luogo dal 26 al 29 marzo 2015 a Milano presso MiCo Centro congressi. Molte aspettative, contenuti accattivanti, qualche sorpresa, bell’allestimento coerente col tema natura + tech – e spunti da sviluppare soprattutto in termini di interazione tra espositori e pubblico. Quello di Seeds&Chips è (potenzialmente, e nella realtà) un pubblico relativamente trasversale: uomini e donne con una prevalenza di età nella fascia 25-50, sensibili, tecnologizzati, propositivi, disposti al coinvolgimento. Abbiamo trovato presenti alcune realtà foodie o foodcultural o scientifico-educative che già conoscevamo come Lorenzo Vinci, Narratè, Gnammo, il Parco tecnologico Padano. L’eccellente team ideativo e organizzativo di Seeds&chips, che è una produzione di Milanocucina, ha sicuramente tratto da questa première una forte spinta per inserire nella prossima edizione un amalgama ancora più inedito, proattivo e provocatorio di protagonisti e contenuti. Abbiamo incontrato alcune startup interessanti. Il futuro del cibo sono i #superfoods? Green Onyx “The future of Fresh” ti consegna a casa materiale (macchina ed ingredienti) per produrre un “supervegetale” con l’ideale bilanciamento di componenti, perché puoi personalizzarlo. seed&chips_green_onyx_machine Si tratta di Khai-Nam. Questo ha l’aspetto di caviale verde squillante e un sapore agrumato e al tempo stesso simile a broccoli o spinaci freschi. Lo puoi bere in forma di succo o aggiungere, crudo, ai piatti. La macchina con cui lo produci, caricando una speciale cartuccia, è praticamente un terminale collegato al produttore che è quindi in grado di sapere quando stai finendo le scorte. Sapremo abituarci, più che al suo gusto, al suo nome strano? Costo: $100 al mese. A breve in Italia.

Green-Caviar

Il futuro dell’agricoltura è galleggiante? Jelly Fish Barge, una serra galleggiante modulare: innovazione nata in Italia grazie a un pool multidisciplinare dell’università di Firenze. Permette l’agricoltura sull’acqua – dolce e salata. In quest’ultimo caso, un dissalatore consente di creare superfici di coltivazione anche sul mare. Per approfondimenti: www.pnat.net e www.linv.org JFB_INPUT-OUTPUT Il futuro del cioccolato è stampato? Choc Edge, stampante 3D che produce cioccolati in tutte le forme. Storceranno il naso i pasticceri tradizionali? Avanzeranno schiere di smanettoni e nerd con vocazione chocolatier?

choc_edge_heart_pattern

E poi ci sono piaciute: • L’iniziativa – anzi, la seeding box, per rimanere in metafora agroalimentare – di dare alle startup un’opportunità e un luogo fisico di incontro con potenziali investitori, e la piattaforma iimerge/, la cui missione recita: “plant an idea, cultivate new business”.

national_geographic_schedule_IT

• La mostra Food, il futuro del cibo, fotografie da National Geografic, a cura di Marco Cattaneo: foto stupende e infografiche di grande chiarezza ed efficacia, sul cibo nel passato e nel futuro, in ogni parte del mondo, sull’impatto dell’agricoltura industriale, sulle soluzioni – le più antiche come le più innovative – per usare le risorse senza esaurirle e distruggerle e così nutrire una popolazione mondiale che presto sarà di 9 miliardi di unità.

• L’allestimento in legno e verde di Palm Design, capace di dare un fil-rouge a tutto il layout della fiera. • Il ricco palinsesto di Conferenze all day long. Ad maiora! Daniela e Florence

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