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Ecco a voi l’Olio Officina Food Festival

24 January 2013 - Commenti »

Eccolo – se ne parla da un po’, tanto che sembra quasi che sia già iniziato, da tempo e che l’evento fisico sia una semplice formalità. Non è così, ovviamente: si tratta di un festival tutto da vedere, e sentire, e degustare di persona…

Il bello di questi eventi è proprio questo: che partono da un vero e proprio racconto diffuso dell’evento che ti coinvolge, aggiungendo tasselli alla tua conoscenza e stimoli al tuo desiderio di approfondire… che potrai poi soddisfare, e verificare, in loco – quest’anno al Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta, qui a Milano.

Un programma interessante, ricco di spunti – a cominciare dall’esplorazione del rapporto fra l’olio e la cucina indiana: Shekhar Reikhi, del ristorante indiano Sarla, sempre qui a Milano, afferma che l’olio da olive sposi le ricette della indiana senza alcun problema.

Non sto qui a rifare elenchi che potrete trovare sul sito di Olio officina – mi limito a citare qualche frase di Luigi Caricato, qualche frase rubata in giro.

• “OOFF è un evento laboratorio, un vero grande happening nel nome dell’olio, senza pregiudizi, senza riserve: l’olio e basta, senza sbavature, senza politica, senza intromissioni di varia natura. E’ un traguardo importante che solo coloro che ne sanno leggere la portata possono condividerne con me la gioia.” (Luigi Caricato)

• “L’iniziativa, prevista al Palazzo delle Stelline, è stata concepita per “ridare ai condimenti un ruolo chiave nell’ambito alimentare”, ma è anche “un grande movimento culturale nato per mettere in evidenza i condimenti e, in particolare, l’olio da olive”. Tanti i focus dell’iniziativa, come ad esempio quello strettamente legato agli usi dei condimenti in cucina, con la presenza di chef, maestri di cucina, ma soprattutto di biochimici, nutrizionisti, oleologi e tante altre figure che ruotano intorno all’olio da olive e ad altri condimenti, l’aceto in primis. Come spiega Luigi Caricato, il direttore della manifestazione, “oggi, per fortuna, si può parlare a buon diritto di ‘olio democratico’, disponibile per tutti, visto che le nuove tecniche estrattive, oltre alle nuove economie in atto, consentono ormai di rendere popolare un prodotto, l’attuale olio extra vergine di oliva, fruibile e accessibile da tutti”. Al Festival i visitatori si confronteranno con le produzioni olearie d’eccellenza di ogni angolo del mondo, con l’India eletta ‘Paese d’Onore’.” (Ansa)

• La mental coach Alessandra Mattioni parlerà tema “Niente stress, c’è l’olio di oliva”.

• “Vi annuncio che a partire da venerdi 25 gennaio l’Onaoo, acronimo di Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva, sarà presente a Olio Officina Food Festival per festeggiare il proprio trentennale. Si parte con l’e-taster, un moderno e tecnologico oil bar, per passare, dopo alcuni passaggi, nelle varie sale, alla grande serata Onaoo per il trentennale, a partire dalle 19, in sala Leonardo.” (Luigi Caricato)

• La scrittrice e antropologa Daniela Marcheschi interverrà sul tema “Cibo, cultura materiale, letteratura nelle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi”.

• Ci sarà Ciccio Sultano. “Tradizione, modernità, storia. Ovvero, la variante Sultano. «Sono un barocco d’avanguardia» – dice di se stesso lo chef, intendendo due cose: la scelta di aggiungere piuttosto che di togliere e l’idea che l’avanguardia coincida con la personalità. «Solo chi trova il suo stile è moderno. Il resto è emulazione, accademia, forse paura» – aggiunge. La conversazione con Nicola Dal Falco seguirà il filo dei ricordi, delle sfide e di alcuni piatti emblematici.”

• Ci sarà Tano Simonato. Occorre superare la logica che l’olio extra vergine di oliva sia poco adatto nella preparazione dei dolci. E’ solo un limite culturale che va presto superato. E’ sicuramente possibile trasformare molte ricette che prima si realizzavano ricorrendo al burro. Ciò che è certo, è che con l’olio da olive si guadagna in leggerezza e digeribilità.

• L’artista Valerio Marini avrà una sua postazione di lavoro, e fino a quando le forze glielo consentiranno, realizzerà in presa diretta vignette su vignette sul tema “olio ed eros” – un argomento scivoloso…

• Ci saranno Viviana Varese e Antonella Varese. Qual è l’olio giusto per cucinare il pesce? Qual è invece il più adatto per il condimento a crudo? E cosa cambia in particolare tra pesce di lago e pesce di mare? Due cuoche campane della costiera amalfitana, sorelle, operano in due diversi ristoranti in Lombardia e si confrontano con materie prime altamente pregiate e delicate, osservando la massima cura in ogni momento. Raccontano in dialogo tra loro la propria esperienza e, spiegano punto per punto le dinamiche evolutive del loro modo di far cucina.

• Ci sarà Gualtiero Marchesi. La ricetta, fatta e letta a dovere, è, senza mezzi termini, una voce d’enciclopedia in cui si può trovare tutto: geografia, clima, storia, tradizione oltre e soprattutto all’estro collettivo e individuale. Ed ecco, da qui, il rapporto tra bello e buono; il culto, ma non la tirannia della tecnica; la dedizione nei confronti della materia in cui riconoscere la filosofia delle forme; il cammino verso la purezza; l’eleganza contrapposta al lusso.

• Ci saranno Pietro Leemann, Laura Bosio, Nicola Del Falco, Laura Rangoni. Dubbi sulla presenza di Luigi Caricato: è stato nominato Ambasciatore del Burro di Malga…. (no eh?… ok, ci sarà anche lui).

• Ci saranno decine e decine di persone, interventi, conferenze, espositori, degustazioni, suoni, odori. E ci saremo anche noi, sparsi in giro. Sarà sicuramente un successo – andrà tutto liscio come l’olio, ovvio, no?

Emanuele Bonati

Maremma, vino, frattaglie…

15 June 2012 - Commenti »

Riesce difficile scrivere serenamente un post quando un filo di bava bavosa ti cola dall’angolo della bocca cercando si andarsi a depositare fra la m e la , – e l’umidità non fa molto bene alle tastiere, notoriamente. Ma se devi parlare di una serata in Maremma, postaccio a tutti noto per la bruttezza, con i vini della Cantina Pieve Vecchia, imbevibili, e piatti a base di frattaglie, cibo immondo, notoriamente… No, così non va, non mi crede nessuno. La Maremma è una meraviglia, ovviamente, e i vini Pieve Vecchia anche – li conosciamo (io perlomeno, già bevuti, in una serata da Enocratia qui a Milano, in cui i vini accompagnavano i loro piatti… ussignùr, bava che cola tutta sulla z…). Campagnatico, dove abitano sia i vini che la cantina, a vedere dalle foto (mai stato, ahimé, ancora…) è bello, in mezzo al verde, con quel che di antico e moderno (modernissima la Cantina)…

E anche le frattaglie sono belle. E meravigliose. Se poi a prepararle è Luca Cai, un appassionato amante specialista del quinto quarto (che io amo profondamente… non Luca – il quinto quarto, e forse quindi anche Luca, ma in senso carnale, cioè non della carne ma della carne, cioè della frattaglia, non la sua cioè… ma… adesso rifo, cioè…).

Luca Cai: è diventato popolare in breve tempo, vuoi per la maestria dimostrata nell’utilizzo delle frattaglie nel suo Il Magazzino (a Firenze, in Piazza della Passera, e questa volta non sono io a fare lo spiritoso), vuoi per alcune fortunate apparizioni mediatiche.

C’è chi sbriciola fave di cacao raccolte a mano dalle scimmie pezzate, che emulsiona elisir di pino mugo della tundra, chi centrifuga e vaporizza filamenti di medusa… Com’è che tu hai deciso di dedicarti a trippa e lampredotto e simili?

Nella vita passano tanti treni, navi e aerei – io 17 anni fa sono inciampato in un banco di lampredotto e mi sono messo a fare il trippaio. Questo, premetto, sentendo una forte passione per la cucina… e poi perché, da buon fiorentino, il lampredotto mi piaceva parecchio.

La trippa viene tradizionalmente cucinata alla fiorentina o alla parmigiana (così detta perché servita appunto con il parmigiano); c’è la trippa alla milanese, con i fagioli bianchi di spagna; quasi ogni regione, ogni provincia, ha la sua ricetta. Il lampredotto è un piatto della cucina povera fiorentina: si faceva bollire, e veniva usato come ripieno di un panino soffice, con un po’ d’olio e mi sembra una salsa  verde. Tu come li proponi?

Dopo i primi anni di lavoro al banco di lampredotto mi sono reso conto delle potenzialità di questi prodotti e non mi sono più limitato al solito panino e alla solita trippa – e da lì nasce la “fantasia”, e i miei “cavalli di battaglia”, come ad esempio

Polpettine di lampredotto (fritte)

Carpaccio di lingua

Ravioli ripieni di lampredotto e patate

Cartoccio del trippaio (trippa lampredotto e verdure miste tutto cotto in forno con salvia e ramerino)

Trippa salsiccia e fagioli

Nel 2007 sono stato invitato a cucinare trippa in Giappone, e da questa esperienza nasce un menu giapponese con le frattaglie, come il susci di lampredotto e tanti altri piatti.

Utilizzi altre parti del cosiddetto “quinto quarto”?

Certo! Tutto: lingua poppa nervetti matrice guancia centopelli.

Allora: diciamo che in un certo senso con il tuo locale Il magazzino ti poni come autore di un recupero degli ingredienti della cucina povera, tradizionale – in un’ottica contemporanea. E visto che la contemporaneità oggi è – anche – la tecnologia, gli smartphone, Internet, i social network: come ti poni nei confronti di questa realtà? Ne fai uso, la ignori, oppure…?

Certo che sì – ad esempio sono su Facebook:

https://www.facebook.com/luca.cai

https://www.facebook.com/pages/Osteria-Tripperia-Il-magazzino/88415125746

Ma naturalmente il centro della mia attività è il cibo, e quindi il ristorante, ma anche le manifestazioni di cibo di strada, che mi permettono di portare il mio panino in tutta Italia – e la rete mi permette di far conoscere sia i prodotti che le varie manifestazioni:

http://www.stragusto.it/

http://www.squisito.org/

http://www.porchettiamo.com/

https://www.facebook.com/pages/CIBO-IN-STRADA-SHOW/248505147681

***

Ricapitolando:

La serata comincerà con un aperitivo intorno alle 19.30, proseguirà con la cena all’aperto con diverse “isole” a cui sarà possibile attingere a piacimento, curate da Luca Cai, presso le quali si potranno gustare le sue prelibatezze: crostino di lingua, polpettine di lampredotto, totani di bosco, ravioli alla piastra ripieni di lampredotto, susci di lampredotto, trippa baccelli e pecorino. Il tutto innaffiato con i vini della Cantina Pieve Vecchia.

Ultima cosa ma non meno importante: la musica della Delirium Jazz Band. Non la conoscete? Quando guarderete questo video vi accorgerete che vorreste non averne persa nemmeno una serata. http://www.youtube.com/watch?v=OVIw8IwZPhw


Cosa posso dire di più? Che mi spiace non poter essere in Maremma, sabato 16. Che mi piacciono tutti e quattro i quarti, ma il quinto…

Emanuele Bonati

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A Vigevano “Dieci giorni suonati” (…e mangiati…)

1 June 2012 - Commenti »

Un anno fa, il 27 maggio 2011, moriva un grande artista. Un romanziere, un poeta, le cui parole sono protesta, denuncia e rivoluzione – e The Revolution Will Not Be Televised, come cantava nei primi anni ’70.

Gil Scott Heron– un personaggio che declamava le sue poesie musicate a ritmo di jazz soul funk. Una commistione di generi e di culture.

Un giorno, googlando in giro per la rete lo trovo sul cartellone di un festival, qui in Italia – proprio qui vicino, al Castello Sforzesco di Vigevano, per il festival 10 giorni suonati, organizzato dalla Barley Arts.

Ovviamente ci siamo andati.

Arrivati nel cortile del Castello troviamo questo palco molto ampio, dove il mio mito GSH si esibisce in un concerto memorabile, travolgente,  intimo. Uno degli ultimi, se non l’ultimo. Lui non stava bene e si vedeva. Lo ricorderò per sempre.

Un’altra cosa mi è rimasta impressa di quella serata: la struttura coperta che ospitava produttori di eccellenze italiane, presìdi Slowfood, e che ci ha permesso di degustare, prima del concerto, degli ottimi prodotti.

Quest’anno il  festival 10 giorni suonati è alla terza edizione, sempre al Castello di Vigevano, sempre con la stessa formula (che peraltro vede migliorare, di anno in anno, gli aspetti organizzativi e logistici…). Si parte il 13 giugno con i Lynyrd Synkyrd + Molly Hatchet + Betta Blues Society – a seguire, Incubus, Wolfmother, Garbage, Paul Weller, Ben Harper, Lenny Kravitz + Trombone Shorty, G3 (Joe Satriani – Steve Vai – Steve Morse), James Morrison + Maverick Sabre + Musicanti di Grema, Mika… eh, sì, tutto qui… ehm…

Ma il claim di quest’anno è:  Un festival di musica, parole  e sapori!

Quindi non solo musica – prevalentemente pop-rock – ma anche parole: incontri con gli autori in collaborazione con La Feltrinelli libri (segnalo quello del 18 Luglio con Davide Oldani, che presenterà in anteprima il suo nuovo libro).

E assieme alle parole, le immagini: vi ricordate quanto erano belli i biglietti dei concerti che venivano stampati anni fa? Serigrafati, originali, unici. Da collezionare. Quanti di voi conservano ancora un biglietto anni ’90 di Michael Jackson o di Prince? Ecco, da qui nasce l’idea, anzi, nasce Memorabarley, una mostra di memorabilia curata dal fotografo Henry Ruggieri sui 33 anni di attività di Barley Arts – poster, locandine, biglietti, pass dei passati eventi.

Musica parole – e immagini – e sapori: l’Isola del gusto, curata dagli studenti  dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e ideata dall’amico, nonché dottore in Scienze gastronomiche, Federico Trotta.

Qui  troveremo produttori di eccellenze italiane, spesso presìdi Slowfood: fra gli altri, la birra artigianale del birrificio Clan-Destino, di Orsoverde e Croce di malto; i vini naturali da vitigni autoctoni di varie regioni italiane (i miei amici di Tenuta Carussin, Vini Orsini, Il Palazzo, Col Vetoraz); il panificio Grazioli di Legnano, che usa solo le farine di Mulino Marino e che ha portato appunto a Legnano, il mio paese di origine, prodotti da forno di grande qualità; la carne piemontese del mitico consorzio La Granda; e molti altri validissimi produttori.

L’evento sarà anche molto attento ad abbattere l’impatto sull’ambiente. Come? Con un progetto:  la buona musica è A.R.I.A. – a ridotto impatto ambientale.

Diverse aziende, sensibili all’argomento, hanno aderito fornendo i loro prodotti: Palmdesign con eco-arredi; Novamont e Ecozema con posate e tutto il necessario per il servizio, in materiale compostabile; Eurven con microcompattatore per le bottiglie di plastica; Asm-isa fornisce i contenitori per i rifiuti; Orphea con antizanzare a base di estratti naturali; RaggioVerde fornisce le magliette in cotone naturale con lavorazione a filiera corta e lavorato in Italia per tutto lo staff; Allegronatura  con i detergenti a base di erbe officinali; Rete Clima calcolerà le emissioni di Co2 durante le giornate dell’evento; Edison fornirà l’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili.

Insomma un progetto davvero ben studiato fin nei minimi particolari.

Qui (10GS_comStampa290512) trovate il comunicato stampa ufficiale.

Insomma il percorso è questo: visita alla meravigliosa piazza di Vigevano – una delle piazze più belle d’Italia –, mostra Memorabarley al Castello, degustazioni  palatali e olfattive prima e degustazioni sonore poi. Per finire con l’acquistare i prodotti in vendita nell’isola del gusto.

CibVs e BlogVs saranno presenti per testimoniare e accertarsi che tutto funzioni alla perfezione. Soprattutto adopereremo per voi le vostre papille gustative, sostando a lungo nell’Isola del gusto.

Christian Sarti

Foto di Henry Ruggeri

Totò a pranzo dal bomber

6 March 2012 - Commenti »

“Mi scusi ma non le ho chiesto se voleva un tovagliolone da mettersi davanti – sa, il sugo di seppia non perdona…”

Diciamo che questa è la cifra stilistica de Il Gusto di Virdis, la piccola enoteca-negozio di specialità-con-cucina aperta da qualche anno dall’ex-calciatore Pietro Paolo Virdis e da sua moglie Claudia in via Pier della Francesca a Milano. La dimensione casalinga nel senso di simpatia, di calore umano, di attenzione e sollecitudine. Non potrebbe essere altrimenti in un posto dove il bancone nell’ambiente principale è anche l’unico tavolo del ristorante (in realtà ce ne sono altri due nel retro) e gli otto posti (altri sei nel retro) sono lì gomito a gomito: si crea una specie di intimità casalinga per cui le conversazioni a volte si intrecciano, lo stare a tavola è uno stare insieme (il che naturalmente non ti impedisce di startene per i fatti tuoi, se vuoi).

“Sì, però la signora ha capito subito che sei uno sbrodolone.”

Totò era tutto contento all’idea che mi avessero riconosciuto come notorio “sbrodolone” – e anche all’idea di vedere da vicino un (ex)calciatore famoso. E all’inizio era rimasto un po’ perplesso (“Ma come? Nemmeno un poster a tutta parete, un pallone da calcio, la maglietta della Nazionale?”) dal fatto che il locale non fosse una specie di tempio in gloria del famoso attaccante, un sacrario alla memoria calcistica, una rassegna delle squadre dei gol… In effetti, a parte qualche foto infilata qua e là distrattamente in mezzo alle bottiglie, le tracce calcistiche sono proprio assenti (ce ne sono nel retro, però…): e sì che Virdis, nella sua carriera, di tracce in giro ne ha sparse molte, nelle varie squadre, Nazionale compresa, in cui ha giocato; ed è uno che ha lasciato dietro di sé un ottimo ricordo.

E che adesso ha trasformato una passione coltivata già in tempi non sospetti in un lavoro: il “Gusto”, appunto, di Virdis per le cose buone, i vini, i prodotti e i produttori. La scelta di bottiglie, barattoli e scatolette presenta etichette interessanti; una zona è dedicata ai barattoli prodotti con l’etichetta “Il gusto di Virdis” e propone prodotti scoperti e selezionati personalmente dai Virdis.

In cucina, Claudia, piemontese, allieva di Aimo e Nadia, propone un menu interessante, con frequenti aggiornamenti e variazioni, a seguire la stagionalità degli ingredienti. Abbiamo iniziato con i “Bomber”: pane carasau appena ammollato e presentato con un “ripieno” di crescenza e bottarga di muggine di Cabras, o di pesto, o di crescenza, e un filo d’olio… un’idea semplice e ottima (“Me lo sapresti rifare a casa?” – penso di sì, ma potresti anche cimentarti in proprio… “Ah, no, io sono un dilettante del gusto, un gastrodilettante alla ricerca di un perché culinario in un mondo affollato di presenze gastronomiche, e devo rimanere al di qua dei fornelli, o al di là?, perché se no…” – capito…). Avevo già assaggiato uno dei loro flan (di grana, ma ci sono anche di spinaci, di zucchine, di zucca), e mi ha fatto una gola tremenda un lussurioso piatto di Tonno di coniglio servito al commensale alla mia sinistra (“Posso chiedergli se me lo fa assaggiare? No, visto che decanti l’ambiente informale familiare alla mano – e a portata di forchetta, pensavo…” – zitto che arriva il primo…). Sono già stato qui, è vicino al mio ufficio, e verrò ancora, per cui approfondirò la conoscenza col coniglio (“tonnato” a mano da Claudia) prossimamente.

Il primo: abbiamo preso un Risotto al Castelmagno con riduzione di vino rosso, saporito cotto bene buono buono; e delle Pappardelle al nero di seppia (da qui il gentile intervento della cuoca…) e bottarga di muggine di Cabras, molto buone – ma la bottarga tagliata a fettine per quanto sottili non mi ha entusiasmato, troppo sapore tutto assieme: la prossima volta, quando avrò finito di provare gli altri piatti (Risotto alla crema di parmigiano e tartufo nero, Pappardelle al sugo di scamorza e radicchio trevisano, Zuppa di fave porro e catalogna, fra gli altri), me la farò preparare con la bottarga grattugiata (“…e un po’ meno, magari”).

A questo punto, abbiamo saltato il secondo (“Ma una zuppetta di seppioline con la bruschetta?”) e abbiamo affrontato la carta dei dolci: la Degustazione di cioccolatini ai sapori di Sardegna con Barolo chinato era un po’ troppo per un pranzo di mezzogiorno, così siamo andati sul leggero (“Come? non c’è lo Strudel aperto con composta di mele caramellate pinoli uvetta? Questo è un affronto al gastrocriticismo itinerante bisognoso di dolcezze!”), prendendo la Crema di mascarpone con briciole di millefoglie e la Minitatin alla marmellata di arance amare. Come ti sembra?

“AArghauuugh!! Perché non mi impedisci di prendere dolci bollenti scottanti?” Perché la signora ti ha avvisato che era bollente – “E allora? mai credere a quello che dicono i ristoratori – si sa…”

Buona la mini-tatin – o meglio le briciole rimaste dalla degustazione di Totò, che non sembrava patire poi tanto la temperatura ustionante; buonissima la crema di mascarpone (“Tutta qua? Ma non si dovrebbe servire in una tazza tipo prima colazione dei bambini? con a fianco un bricco di crema-mascarpone con cui rincalzare la crema mangiata?”), soffice e delicata a contrasto con le briciole. Il mascarpone è uno dei miei punti deboli, e questo era assolutamente perfetto.

Il pranzo dei giorni lavorativi prevede un menu a prezzo fisso sui 10€; alla carta, gli antipasti vanno dai 7/10€ dei “bomber” ai 15 del Tonno di coniglio ai 18/22 (salumi sardi, foie gras…); i primi fra i 10 e i 15 €, i secondi fra i 15 e i 18, i dessert sui 10. Ben spesi. I vini che abbiamo bevuto erano sardi (un vermentino e un moscato col dolce) – e ci stavano benissimo.

“Ah, complimenti, vedo che non si è macchiato per niente… Bravissimo!”

Il gusto di Virdis

Via Pier della Francesca 38

20154 Milano

0233607093

I consigli di Malafarina: “Cucina di montagna 1″ di Paolo Marchi

16 February 2012 - Commenti »

Paolo Marchi

Cucina di montagna

vol. 1 Le Alpi Centrali

Bibliotheca Culinaria

160 pagine, 40€
Primo di una collana che racconterà l’Italia delle cime percorrendo prima la catena delle Alpi e più avanti anche quella degli Appennini, questo libro conduce il lettore per montagne e valli lombarde alla scoperta dei cuochi che vedono nel loro legame col territorio l’antidoto all’appiattimento del gusto generato dalla globalizzazione. Il giro non passa solo per le cucine: sono diversi i prodotti tipici da scoprire, dalla Bresaola al Bitto e molti altri ancora.
Stupende fotografie di Stefania Sainaghi.

***

Malafarina

Libreria di cultura gastronomica

20129 Milano – Via B. Cellini, 21 Tel. e Fax: 02.36584864

Non è più tempo di panettoni?

13 February 2012 - Commenti »

Sbagliato. Il legame panettone-Natale è in buona parte un’idea commerciale – e una cosa buona dell’amministrazione Moratti è stata il tentativo di fare del panettone il dolce milanese tout court, disponibile tutto l’anno…

E in effetti col panettone si può anche cucinare: lo ha dimostrato la serata Panettun Night, organizzata da Carlo Vischi qualche settimana fa a The Hub Hotel a Milano, in collaborazione con Loison, produttore (peraltro veneto) di panettoni: una serie di utilizzi del panettone come ingrediente in ricette tutte diverse, originali e indovinate, a opera di Sandro Mesiti, Resident Chef di The Hub, e dello Chef ospite, Alberto Basso del Ristorante 3quarti di Grancona (Vicenza). Se mai ce ne fosse bisogno, ricordo anche che queste ricette sono state ispirate da quelle  proposte dallo chef stellato Fabrizio Ferrari nel ricettario Mille e un… panettone! curato per Trenta Editore da Barbara Carbone e Dario Loison (che – curiosamente – si chiama come il panettone…). Ma vediamo qualche piatto…

Rotolino di panettone con mascarpone e carne salata

Millefoglie di panettone e foie gras

Risi e latte con alici del Cantabrico, pomodori secchi e crostini di panettone classico Loison

Filetto di vitello in panure di panettone, patate dorate, uvetta e pistacchi

Rivisitazione del panettone in evoluzione 3.4

Ottimo…

Che poi a uno viene il sospetto che Loison avesse la casa piena di panettoni, e non sapendo più come sbolognarli, abbia deciso di riciclarli così… E invece no, a quanto pare il panettone soprattutto all’estero “tira” tutto l’anno, è un dolce molto conosciuto e molto richiesto.

E cionostante, Loison si è inventato un altro utilizzo del panettone: il panettone-merendina, imbustato in fette singole in un sacchettino tipo merendina. E non è un prodotto derivato dal riciclaggio affettatorio dell’invenduto: si tratta di fette progettate apposta, confezionate singolarmente. A chi ama il panettone, come me, non può sfuggire la meraviglia di questa idea: una merenda sana, buona. utilizzabile anche nei distributori automatici (ogni riferimento a quello presente nel mio ufficio è puramente casuale).



Non ho poi molto da dire sul panettone Loison – anzi, sui panettoni Loison: sono semplicemente buonissimi, le varie versioni (mandarino, amarena su tutte) mantengono e arricchiscono il gusto del panettone, siamo veramente a un ottimo livello di gusto morbidezza sapore profumo… e quindi – panettone tutto l’anno.

ps alla benevola attenzione del dottor Loison: se comunque caso mai nonvolesseilcieloche – ma chissà – qualora forse potesse adombrarsi l’ipotesi che un panettoncino venisse storto, non lievitasse, o il ripieno di coda alla vaccinara non piacesse, mi offro come riciclatore biodinamico ultraveloce ecosostenibile…

Emanuele Bonati

OnoMastico & Festa d’Estate a Eataly

20 June 2011 - Commenti »

A Eataly Torino, Eataly Pinerolo, Eataly Monticello, Eataly Milano, Eataly Bologna, Eataly Genova, da venerdì 17 giugno a domenica 26 giugno 10 giorni di festa con prodotti a 1 €!

I prodotti in promozione sono tantissimi.

Ogni cliente potrà comprare tutti i prodotti in promozione ma solo 1 per tipo.

La promozione è valida salvo esaurimento scorte, errori od omissioni.

L’offerta dei prodotti può variare nei diversi punti vendita.

Scusate se sono così sintetico, ma devo uscire per andare da Eataly Milano…

Emanuele


Anteprima DOP a Vinitaly

6 April 2011 - Commenti »

Interessante: il 7 aprile al Vinitaly a Verona, alle 15, si terrà Anteprima DOP, un’iniziativa (peraltro riservata alla stampa e agli operatori) della Fondazione Qualivita e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per valorizzare le denominazioni agroalimentari italiane che hanno appena ottenuto il riconoscimento comunitario DOP, IGP, STG.


Interessante conoscere quali sono le sei nuove eccellenze agroalimentari italiane, registrate dal primo gennaio 2011:

Limone di Siracusa IGP – Sicilia

Arancia di Ribera DOP – Sicilia

Carciofo Spinoso di Sardegna DOP – Sardegna

Piacentinu Ennese DOP – Sicilia

Fagioli Bianchi di Rotonda DOP – Basilicata

Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP – Veneto

Wine Kiss – Eccellenze sotto le stelle

1 June 2010 - Commenti »

WINE KISS – Eccellenze sotto le stelle è il nome di una serata che si terrà il 9 giugno 2010 sulla terrazza del Boscolo Hotel Exedra, P.zza della Repubblica 47 a Roma.

La serata  prevede la degustazione di  vini e liquori italiani, accompagnati da una selezione di prodotti della nostra tradizione alimentare, e si propone, in questa prima edizione, come luogo ideale di incontro tra gourmandises, appassionati di vini, chef e aziende produttrici in un’atmosfera “Slow time”, con una finalità precisa: sostenere AMREF (www.amref.it), la principale organizzazione sanitaria privata africana, senza fini di lucro, presente in Africa Orientale dal 1957.

I protagonisti della serata, organizzata da  Agency – Eventi & Comunicazione, una società specializzata nell’organizzazione di eventi, fiere, congressi e serate, e dalle riviste LUXURYfiles e FASHIONfiles, saranno quindi case vitivinicole, cantine, produttori di distillati, produttori di raffinatezze varie – ma speriamo davvero soprattutto AMREF

Il formaggio Asiago non è stato sequestrato…

18 May 2010 - Commenti »

Nei giorni scorsi è comparsa anche su CibVs – nei post selezionati dal nostro motore di ricerca – la notizia del sequestro in Veneto, da parte dei NAS, di forme di Grana Padano e di Asiago, ripresa dal sito Mala Cibus Currunt.

Ci è giunta oggi una precisazione dall’ufficio stampa del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che fa presente che il sequestro riguardava esclusivamente forme di Grana Padano (dodicimila…), prodotte peraltro da un’azienda che non fa nemmeno parte del loro Consorzio. La notizia originaria è stata rettificata dall’Ansa, così come dal sito Mala Cibvus Currunt (che aveva riportato la notizia originaria): lo facciamo anche noi, e ben volentieri, lieti di riconoscere che non c’è in giro dell’Asiago contraffatto (e il Grana Padano è stato sequestrato dagli uomini dei NAS!).

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