Archivio per la categoria ’musica’

Cibo per le tue orecchie col Mangiadischi

5 May 2013 - Commenti »

Un disegnino visto in rete, un vinile e le posate ai lati. Un titolo, Il Mangiadischi. Sottotitolo, Cibo per le orecchie.

L’unione di due passioni, quella per il cibo e quella per la musica, anzi per il Vinile, un mix esplosivo – quantomeno per me, vent’anni trascorsi da dj e un presente di narratore di storie e fatti di cibo – sono passato dai piatti rotanti ai piatti caldi.

Il Mangiadischi è un format che sembrerebbe studiato per la Tv, ma che, per ora, si trova solo in rete, sul sito www.ilmangiadischi.com. Un gruppo di creativi che operano nella comunicazione del food e di tutto ciò che vi ruota attorno, ha dato vita a questo progetto – un po’ sulla falsariga di un programma su MTV che ho tanto amato, terminato oltre dieci anni fa: Kitchen, ideato e condotto da Andrea Pezzi. Non me ne perdevo una puntata. Un musicista si trovava in questo studio-cucina e improvvisava una jam session con i resident artist, mentre creava il suo piatto preferito, argomentando sui più vari argomenti…

E così… mi sono innamorato anche di questo format, e dei suoi ingredienti:

– un personaggio estemporaneo e folle, Carlo Spinelli aka Doctor Gourmeta

– un moderatore di qualità come Niccolò Vecchia

– uno chef geniale, preferibilmente stellato, che cambia di volta in volta, e che prepara dei piatti pazzeschi

– un musicista che si racconta e propone della buona musica live

– un pubblico che viene coinvolto sia come assaggiatore che come narratore di storie.

Ho partecipato alla puntata che si è svolta nello stand del consorzio del vino Custoza doc all’ultimo Vinitaly che, per l’occasione, ha creato una limited edition etichetta “Il Mangiadischi”. Il Custoza è vino leggero, profumato, moderatamente aromatico, molto piacevole. che ci ha accompagnati e coccolati per tutto il corso della registrazione della puntata. Si sposava molto bene con le preparazioni dello chef: il giovanissimo Lorenzo Cogo (da El Coq, a Marano Vicentino) che, come tutti gli chef ospiti, oltre a proporre dei suoi piatti classici, ha preparato degli special proprio per la trasmissione.

Dialoghi sul palco tra i quattro protagonisti e musica colta offerta con garbo da Pierpaolo Capovilla ci hanno tenuti incollati al nostro posto per bel po’, ma il tempo è praticamente volato. Tema della puntata la “felicità alcolica”, largamente dibattuta anche con l’intervento di tre sommelier di qualità – la bellissima Adua Villa, Giuseppe Palmieri, Mauro Mattei.

Tra un Tacos di mais marano, creme fraiche, spinaci, germogli d’aglio e semi di papavero, e un Acquario, granita di dashi, asparago di mare, kumquat, cozze, leggera affumicatura, Cogo ci trasmette la sua filosofia fatta di rigore, passione, scoperta e sperimentazione. Uno prende questo piccolo acquario tra le mani, lo osserva, viene avvolto dal fumo quando apre il tappo – ma anche da tutti i profumi del mare, mitigati dal dolce pungere del kumquat.

A rendere leggermente piccante o ad addolcire la situazione (dipende dai punti di vista) ci ha pensato Marco Chiurato, artista-pasticcere o ex pasticcere-artista, che ha decorato il corpo di una ragazza utilizzando non so più quante sac-a-poche piene di un mix di albumi zucchero e forse colla di pesce. Ecco il risultato. Qualcuno ha pensato bene di “interagire” con l’opera una volta finita… il solito Spinelli.

Intanto fra il pubblico passano ad uno ad uno in purezza gli ingredienti del piatto speciale del Coq: merluzzo marinato, succo d’oliva Leccino, semi di papaja (che oltre ad essere edibili sono leggermente piccanti), il meraviglioso sale di cozze, gelèe e bolle di gin. Secondo alcune leggende, un tempo era esistito un oggetto particolare per servirlo, secondo altri invece questo piatto avrebbe dovuto essere composto per l’occasione sopra un bianchissimo tavolo di zucchero puro, con al centro un riquadro colorato di arancione, ideato dall’artista Chiurato. Leggenda? Pare che girino in rete dei video che lo confermano… Chissà…

Ringrazio lo staff per la gentilezza e per avermi invitato a questa puntata. E grazie all’art director Morgan Babsia.

Passate parola: ascoltate il cibo con le orecchie!

Christian Sarti

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Le Grand Fooding: Intervista a Nicola Guiducci

4 July 2012 - Commenti »

Questa sera inizia Le Grand Fooding a Milano: “Pelle all’arrabbiata” per tutti. Un appuntamento non solo gastronomico: abbiamo intervistato il dj della serata, Nicola Guiducci


Frammenti di memoria: interno notte. che ore sono? forse le 4. persone sedute, persone che bevono drink, sorridono, ballano, parlano, nonostante la musica alta. Persone che sfoggiano mise esagerate, colorate, cool. Dal soffitto scendono metri e metri di tulle che creano un’atmosfera di fiaba. Ecco. Sono nel paese delle meraviglie. Un posto abitato da creature strane, ma simpatiche. Tutte rivolte verso colui che sta miscelando la musica sopra un palchetto, suonando il tamburello, facendo foto, ballando, bevendo, fumando, ridendo. Una sorta di divinità da queste parti. Tutti si muovono a tempo, in questo mondo fatato. E il tempo lo dà lui. Nicola Guiducci. Mi trovavo al Plastic per festeggiarne uno dei tanti compleanni…
Nicola Guiducci by Jerome Ison

Nicola Guiducci: sound designer, dj, artista, talent scout… Ma a noi di CibVs interessa ovviamente un lato particolare di te: vogliamo sapere del tuo rapporto con il cibo.

Un rapporto ottimo. Cucinare mi rilassa. Lo faccio senza frenesia, guardando film su film. Posso stare ai fornelli per ore… il cibo per me è una cura. Mi diverte anche molto far la spesa!
Cucini?
Dal lunedì al giovedì(!), due volte al giorno. Il giovedì anche tutto il giorno, perchèé poi nel weekend non ho tempo e non sopporto di non avere qualcosa di pronto da mangiare al rientro dopo il lavoro.
Cosa non può mancare nalla tua cucina?
Non manca mai niente… heheheheheh – comunque cipolla, aglio, acqua, olio e sale, altrimenti non so come iniziare. Sai, sono toscano…
Che rapporto c’è fra la musica e il cibo? È un sottofondo, un accompagnamento, o…
Come dicevo, quando cucino guardo film; cenando, invece, la musica diventa fondamentale, perché non amo molto parlare mentre mangio, e allora un sottofondo addolcisce il “silenzio” cittadino. Ma se sono in campagna o al mare non c’è proprio bisogno di musica..
Qual è il tuo piatto preferito?
Sono troppi – comunque ho sempre bisogno di tre contorni. Forse patate lesse, tropea e caviale.
Puoi associarlo ad una canzone?
“I put a spell on you”.
Amy Winehouse: a quale spezia la assoceresti?
Cannella, paprika, pepe, cumino, curcuma… un curry praticamente!
Mi capita, ascoltando musica, di avere come delle allucinazioni olfattive – bizzarro, vero? E se ti dicessi di pensare al profumo del timo, sapresti dirmi a quale artista lo assoceresti?
Mmmm… forse a Coco Rosie o Devendra Banhart – ma forse lui mi fa più rosmarino. Anche Henry Nilsson, in una canzone: “The Wailing of the Willow”.
Sappiamo che sei un amante della fotografia.
Apprezzi la fotografia di food? Conosci qualche artista, legato al mondo del food, che lo rappresenti sotto qualche forma espressiva?
Compro libri di cucina e seguo Pietro Leeman da 25 anni (quando cenavo ancora fuori casa e per me i ristoranti erano Aimo e Nadia, Joia e Suntori), ma onestamente la foto di una zucchina avvolta nell’erba cipollina non mi emoziona – magari mi dà uno spunto per una presentazione. Un artista che amo e che usa il cibo è Paul McCarthy, anche se – purtroppo – lo usa in modo sgradevole e morboso.
Un ristorante da suggerire?
Non ceno fuori casa a Milano. È un guaio? Però a Parigi passo sempre da Le Procope e da Le bistrot Mazarine… roba classica insomma. Non uso mai burro e allora devo sfogarmi!
E per finire – hai un tatuaggio e, se ce l’hai, cosa significa?
No, però mi sono appena rotto una spalla ed ho una nuova cicatrice di 25 centimetri. Che significa non so esattamente cosa!
Link: http://www.anglerecords.com
Christian Sarti

Il banchetto di Don Giovanni

7 December 2011 - Commenti »

Racconta Mariella Tanzarella su Repubblica:

“Sei portate formato gigante (300 grammi l’una invece degli 80-90 canonici) per essere visibili dalla platea, preparate dagli chef di Caffè Scala e decorate al momento dietro le quinte del teatro: così andranno in scena dei veri piatti per il banchetto finale di Don Giovanni, che il 7 dicembre inaugura la stagione scaligera.”

Sempre dal sito di Repubblica, ecco i piatti.

• sformatino di carciofi

• ciambella di riso con gamberi al curry

• fagottino di crêpes con ragù di verdure

• medaglioni di fagiano su letto di spinaci e chips di patate

• costolettine d’agnello con erbe aromatiche e purea di patate

• pavé di cioccolato fondente e marron glacé con salsa alla cannella

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Jazz:Re:Food

28 May 2010 - Commenti »

Jazz:Re:Found (Vercelli Music Art Festival): i cartelloni promettono tre giorni di concerti, djset, animazione video, cultura, divertimento, sponsorizzati da un energy drink, Burn – per dire, ci sarà Tricky, ex Massive Attack, concerti di nu-jazz con Casino Royale, Lamb, Jazzanova, e ancora The Cinematic Orchestra, The Herbaliser, Bertallot, Zero7, The Bamboos… e la Peggy Guggenheim Collection nell’ex chiesa di san Marco, e un sacco di latre cose, e… food. In questa terza edizione del festival ci sarà un Teaser di Jazz:re:food, un evento gastronomico che prevede un’area di ristorazione all’interno del villaggio del festival legata al territorio, con produttori o distributori locali, una sezione legata al Biologico, una sezione legata a Salumi e Formaggi, una sezione legata ai panificati e ristorazione più veloce con primi ‘locali’ e carne allevata in zona, e, sul fronte delle ‘bevande’, produttori di vino dell’area limitrofa del Monferrato e produttori di birre artigianali dell’alto Vercellese.

Insomma, tutto quello che è food è motore di iniziative in proprio, ma anche, come qui, si affianca a iniziative esistenti in una sinergia che mi sembra molto promettente.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Casanoego di Vercelli, che ha preparato un documento che illustra nelle sue premesse lo stretto legame jazz-food. Ad esempio, i primi jazzisti nel quartiere a luci rosse di New Orleans avevano tra i loro fan le prostitute di quei locali, che all’occorrenza si trasformavano in cuoche – vedi anche Billie Holiday, che cucinava, durante le tournée, per Count Basie e tutta l’orchestra; spesso gli spettacoli comprendevano buffet, che altrettanto spesso erano anche sostentamento (o pagamento) per i musicisti (i rent parties, a base di blues, trippa di maiale e interiora); e a volte al cibo erano erano intitolati addirittura brani musicali, che del resto consentivano ai musicisti accesso gratuito ai party… immagino che qui ci sarà qualcosa di diverso (ma se i Portico Quartet o Tricky vogliono cucinarmi due spaghetti, o che lo faccia io per loro, ci sto).

Insomma, volevo farvi capire che io, a Vercelli, ci sarò…

CHRISTIAN

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CIBVS ascolta

14 October 2009 - Commenti »

A çímma / La cima

Fabrizio de André, Ivano Fossati, Mauro Pagani

da Nuvole

Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

Ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare

ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn

ti guarderai allo specchio di un tegamino
metterai la scopa dritta in un angolo

che se d’à cappa a sgùggia ‘n cuxin-a stria
a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a a l’è za cùxia

che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura

Bell’oueggè strapunta de tùttu bun
prima de battezàlu ‘ntou prebuggiun

Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche

cun dui aguggiuìn dritu ‘n pùnta de pè
da sùrvia ‘n zù fitu ti ‘a punziggè
àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia

con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia

ch’ou cègu ou pèrde ‘a tèsta l’àse ou sentè
oudù de mà misciòu de pèrsa lègia
cos’àtru fa cos’àtru dàghe a ou cè

che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera

nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria

non ritornare dura
e nel nome di Maria

tùtti diài da sta pùgnatta
anène via

tutti i diavoli da questa pentola
andate via

Poi vegnan a pigiàtela i càmè
te lascian tùttu ou fùmmu d’ou toèu mestè

Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere

tucca a ou fantin à prima coutelà
mangè mangè nu sèi chi ve mangià

tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via.

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via

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Tofu strapazzato e tortillas

11 September 2009 - Commenti »

Una ricetta tratta dal libro Lost in the Supermarket: viene dai Calexico, una band di Tucson (Az). Questa però non l’ho provata…

INGREDIENTI

tofu, cipolla, zucca, zucchine, funghi, aglio, tortillas, salsa messicana, salsa di soia, tahine

ESECUZIONE

Tagliare il tofu e le verdure a cubetti. Far saltare il tofu e la cipolla in una casseruola, aggiungere le altre verdure e l’aglio.

Servire con tortillas calde e la salsa messicana; aggiungere un po’ di salsa di soia e tahine.

Al posto delle tortillas si possono usare delle piadine…

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CIBVS è musica…

10 September 2009 - Commenti (2) »

Allora: la musica, il cibo: due piaceri tutto sommato abbastanza simili, che so, coinvolgono due sensi, possono essere gustati sia in solitudine che in compagnia, entrambi nascono dall’unione di ingredienti diversi ma niente impedisce di limitarsi a un ingrediente unico, possono essere alti o ‘bassi’, danno il loro meglio in luoghi a essi deputati ma possono essere gustati anche a casa propria, o a passeggio…

Ok, sciocchezze: sta di fatto che fra questi due piaceri ci sono affinità di vario tipo. E che il binomio cibo / musica propone una serie di declinazioni piuttosto interessanti.

Risalendo indietro nel tempo, ci sono le canzonette, spaghetti pollo insalatina e una tazzina di caffè a Detroit, barbera e champagne stasera beviam, ma che cos’è questa robina qua?, carne tenera non diventare nera non ritornare dura, viva la pappa col pomodoro, gelato al cioccolato è dolce ma un po’ salato, e così via. Ancora prima, troviamo musicisti come dedicatari di preparazioni culinarie (la pesca Melba, in onore della cantante lirica australiana) o come cuochi: i tournedos alla Rossini. In tempi più recenti, e ancora oggi, musicisti e non solo che si esibiscono davanti ai fornelli: già una decina d’anni fa, ai tempi di Kitchen, trasmissione di Andrea Pezzi su MTV. Kay Bozich Owens e Lynn Owens hanno recentemente pubblicato Lost in the Supermarket (Soft Skull Press, softskull.com), usando il titolo di un brano dei Clash: si tratta di un libro di ricette (ne ha parlato recentemente “D” di Repubblica) proposte da alcune delle più note band indie-rock statunitensi, dai Willowz ai Sonic Youth, dai Calexico agli Animal Collective, da Belle and Sebastian ai Demonstrations, ai Neptune. E Luca Ragagnin ha pubblicato qualche anno fa Canzoni da mangiare. Piccolo dizionario gastropop (Il Leone Verde Edizioni), una raccolta di ricette ispirate dagli ingredienti citati appunto in alcune canzoni, dalle arance di Suzanne di Leonard Cohen (And she feeds you tea and oranges That come all the way from China) al Pesce veloce del Baltico di Paolo Conte, e perché no Beat It di Michael Jackson, visto che è diventata la pregevolissima Eat It di Weird Al Jankovic)..

Ne riparleremo…

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