Archivio per la categoria ’FRUTTA E VERDURA’

La Melemiglia…

5 April 2011 - Commento (1) »

Un’iniziativa turistico-gastronomica interessante, con l’idea molto carina di seguire un frutto dalla fioritura alla raccolta, e con un nome azzeccato…

Sta per partire la prima edizione di Melemiglia, un evento dedicato alle mele della Val Venosta organizzato dagli Hotel Dolcevita, una catena di alberghi e centri benessere del Trentino Alto Adige. Si tratta di un avvenimento diviso in due parti: la prima avrà luogo nella settimana fra il 16 e il 22 aprile, in concomitanza con la fioritura primaverile dei meli; la seconda invece, dal 24 settembre al primo ottobre, accompagnerà la raccolta delle mele.

Melemiglia è un percorso guidato a tappe che porterà a scoprire le virtù delle mele, ma anche il territorio della Val Venosta, di cui le mele sono il prodotto più tipico, attraverso escursioni tra i meleti in fiore, per questa parte primaverile della manifestazione, visita alle cooperative, cena Cooking Show con assaggi di mele e formaggi abbinati e grappe alla mela.

Il programma peraltro prevede anche trattamenti wellness, come bagni alle mele e massaggi con prodotti a base di mela.

Ad accompagnare i partecipanti nel percorso, oltre a guide esperte locali, ci sarà anche Massimiliano Ossini di Cose dell’altro Geo in onda tutti i giorni su Rai Tre ed ex conduttore di Linea Verde.

Emanuele Bonati

La pesca sbergia

7 September 2010 - Commenti »

La pesca sbergia (o smergia), dice Wikipedia, “è una pesca della varietà nettarina (pesca noce) diffusa soltanto nella valle del Niceto – nei comuni di Torregrotta, Monforte San Giorgio e San Pier Niceto – di cui costituisce un prodotto endemico” (cioè esclusivo di quel territorio). La valle del Niceto si trova in Sicilia, in provincia di Messina, nei monti Peloritani – versante tirrenico. La Sicilia del resto ospita diverse coltivazioni di pesche e di altri frutti tipici (le pesche di Leonforte, le pesche tabacchiere o saturnine, le mele lappedde… e il pomodoro ruccaloru, e…). Matura ad agosto, e perciò viene chiamata anche Madonna d’agosto.

L’ho trovata l’altro giorno all’Esselunga – quasi 4€ al kilo. L’ho presa, ovvio – piccola, liscia, morbida.  Colore verde tendente al giallo con la maturazione. Polpa bianca. Sapore gradevole, delicato, non troppo dolce.

Si tratta di una coltivazione dalle origini antiche, risalenti al XIV secolo; della voce araba al-berchiga che creò il nome francese alberge e poi in siciliano sbergia.

Emanuele Bonati

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Abbinamenti con la frutta

1 September 2010 - Commenti »

La frutta? Buona buonissima – in estate poi sembra ancora più buona, ricca di sapori, di gusto… Le angurie i meloni le albicocche fragole fragoline more lamponi – da impazzire.

Ma la frutta ha un ruolo importante in cucina, oltre a chiudere i pasti. Entra infatti in numerose preparazioni culinarie: ad esempio, nel risotto con le fragole, le cui origini si perdono negli anni Settanta/Ottanta del secolo scorso, e che si è diffuso in modo abnorme, diventando in breve un vero e proprio incubo al di là dei suoi pochi o tanti meriti – così come a quell’epoca si era diffusa ad esempio l’anatra all’arancia (di queste mode anni Ottanta parla Massimo Bernardi su dissapore).

E ancora: prugne, o albicocche secche, o ananas, avvolti in una fetta di bacon o pancetta e passati al forno diventano un ottimo antipasto; le albicocche poi si sposano alle carni di maiale, le mele col vitello, il mango con il pollo, le ciliegie con la selvaggina;  le castagne entrano nel ripieno del tacchino arrosto o dell’oca.


Al contadino, naturalmente, non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere: puoi allora suggerirgli le arance con i crostacei, o la pesca con il pesce crudo – o puoi provare con il melone e i gamberetti (legati con un poco di maionese magari con ketchup).

Emanuele Bonati

CIBVS per la mente

2 November 2009 - Commenti »

La frutta è meglio della verdura – 1

Un frutto è una verdura con il look e con i soldi.

P.J. O’Rourke

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Le pere volpine

2 November 2009 - Commenti »

Le pere volpine fanno parte di quei frutti “di una volta” che, grazie all’opera di pochi appassionati, stanno tornando sulle nostre tavole. Si tratta di un tipo di pere piccine, sode, rugose e bruttine. Un mio amico romagnolo, Pietro, lo scorso weekend è stato a Brisighella e me ne ha portate 1 kilo.

Non avendole mai assaggiate, e nemmeno cucinate, sono andato a cercare ricette e consigli e ho trovato un bel blog, Les madeleines di Poust, che parlava di questo frutto e di come utilizzarlo in cucina.
La ricetta delle pere volpine al vino rosso richiede:
kg 1 di pere volpine possibilmente con il picciolo
gr 600 di zucchero
1 cucchiaio colmo di miele di castagno
2 stecche da circa 10cm l’una di cannella
1 cucchiaio di chiodi di garofano
1/2 litro di vino rosso Sangiovese
1/4 di litro di acqua
bucce di arancia.
Naturalmente, potete leggere la ricetta per intero su Les madeleines di Proust.
Ho seguito la ricetta, aggiungendo solo un po’ di scorza di arancia, e le ho cotte in una pentola alta. Ho anche fatto il sugo più denso rispetto a quello della ricetta, proseguendo più a lungo la cottura.
Mi sono piaciute molto. Volendo si possono arricchire con del cioccolato fuso ma credo che così al vin brulè come una volta siano proprio il massimo.
Grazie a Pietro per avermele portate, e a Sabrina do Les madeleines per la ricetta…
Christian

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Frittelle di zucchine

8 October 2009 - Commenti »

Ricetta di Alessandra Negri di La Grancia, Settala MI tel. 0295375135…

Per la pastella 100 gr farina bianca, 50 gr grana grattugiato, 2 uova, latte sale, pepe: preparare una pastella e lasciar riposare.

Grattugiare 3 o 4 zucchine, salarle e metterle in uno scolapasta per far eliminare l’acqua di vegetazione per circa un’ora.

Strizzarle e unirle alla pastella, mescolando bene.

Friggere l’impasto in olio caldo a piccole cucchiaiate.

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Di tutto un CIBVS 2

30 July 2009 - Commenti »

Parlavo di insetti cucinati…

In realtà… in realtà, se proprio vogliamo vedere, nello yogurt ci sono dei batteri, che magari non sono insetti, ma diciamo che suonano abbastanza preoccupanti (yogurt ai frutti di bosco con streptococco…) – e chi di noi non ha assaggiato il formaggio (pecorino) sardo con i vermi – su casu martzu, il formaggio marcio – di cui parla ad esempio, con dovizia di particolari, Ginger & Tomato nell’articolo: Il formaggio con i vermi o casu marzu ?

Io l’ho assaggiato, anni fa, in una casa di un paesotto dell’entroterra sardo, Villagrande Strisaili… o meglio, ho assaggiato quella che forse era una versione locale della cosa, un pecorino che aveva dentro i vermini, non come descritto dagli amici di gingerandtomato.

Ospite di amici di amici, durante una vacanza sarda, una sera a cena arriva in tavola una bella forma di formaggio, l’assaggio subito… e vedo che dal pezzo di formaggio che sto portando alle labbra spunta un puntino nero su un corpicino filiforme bianco quasi trasparente… sapevo di cosa si trattava, ovvio – ma devo dire che non ho esitato un attimo… E dopo pochi bocconi ero lì che correvo dietro ai vermini che erano usciti dal formaggio e se ne andavano in giro per il tavolo, invitandoli a rientrare nel loro habitat… Il fatto che poi il loro habitat potesse venire inglobato in un ecosistema più grande, il sottoscritto, beh… non fa di me un eroe altruista salvatore di vermini, lo so…

Inutile dire della bontà di questa cosa… non che i vermini avessero un sapore particolare – conferivano al formaggio un che di acidulompiccante -meraviglioso…

Devo aggiungere che il soggiorno sardo di quell’anno ormai lontano, fu segnato da una serie di esperienze culinarie importanti e interessanti… Magari ne riparleremo…

Il golfo di Orosei visto da Villagrande, in una foto di THE ONE su flickr
Il golfo di Orosei visto da Villagrande, in una foto di THE ONE su flickr

Una ricetta di Davide Oldani

20 July 2009 - Commenti »

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Vi propongo una ricetta di Davide Oldani, che ho trovato su un numero di Tuttomilano (l’allegato di “la Repubblica” su tutto quello che succede a Milano) del maggio 2007: ANANAS ARROSTITO, SORBETTO AL COCCO E NOCI

Levare il torsolo a 4 fette di ananas sbucciate, metterle in padella con 80 gr di burro e 70 gr di zucchero scaldati, farle arrostire dolcemente da ambo i lati.

Mettere in una pemtola 380 gr di acqua, 125 gr di zucchero e portare a bollore, aggiungere 50 gr di cocco in polvere, bollire per 1 minuto e far riposare per 1 ora, passare al colino fine e mettere in congelatore.

Mantecare con la sorbettiera.

Marinare 24 ore in acqua e zucchero 150 gr di gherigli di noce, caramellarli nello sciroppo ridotto sul fuoco, infornarli a 90° per circa 2 ore.

Mettere il sorbetto sulle fette d’ananas e le noci sul sorbetto.

Ricettina semplice: conchiglioni di pasta con purea di fave

14 July 2009 - Commenti »

Ricettina / esperimento, rielaborazione di un piatto cucinato dalla cugina Donatella – che magari avrà un ingrediente segreto, ma mi sembra (e mi dicono gli assaggiatori, ancora tutti vivi e vitali) che non venga male…

Niente dosi – a gusto, a piacere…

Diciamo due etti e mezzo di conchiglioni, un kilo abbondante di fave (da pulire), menta, pecorino fresco e stagionato, magari qualche foglia di basilico e un po’ di parmigiano.
Da un lato, cuocere la pasta al dente.
Dall’altro, far bollire le fave (volendo qualche aroma), in acqua o brodo vegetale, con un po’ di menta. Io non le sbuccio, né prima né dopo…
Frullare le fave aggiungendo pecorino fresco.
Riempire i conchiglioni e metterli in una pirofila leggermente imburrata.
Cospargere di pecorino (stagionato) grattugiato, volendo anche di parmigiano, qualche foglia di basilico e/o di menta, qualche ricciolo di burro.
Infornare fino alla doratura voluta.

Che ve ne pare? come vi è venuto? avete suggerimenti? fatemi sapere…

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