Archivio per la categoria ’Le Grand Fooding’

Le Grand Fooding & Le Grand Cammas

4 July 2012 - Commenti »

Alexandre Cammas in una foto di Dustin Aksland.

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Le Fooding è Alexandre Cammas. Giornalista e critico gastronomico (per Libération, Nova Mag, Gault et Millau), discendente da una stirpe di ristoratori originaria dell’Aveyron, regione del Midi-Pirenei francese, da cui gli viene indubbiamente l’amore per il gusto, il padre di Le Fooding è giornalista e cronista per Nova Magazine quando crea questo movimento, nel 2000. Esasperato dall’universo rigidamente diviso della cosiddetta “alta gastronomia”, ha ideato il concetto di “Fooding” come riflesso del gusto del tempo, come voglia di dare una spolverata al paesaggio culinario contemporaneo. “Fooding”, ovvero la contrazione di “food” e “feeling”, alimento e sentimento.

Con il suo compagno Emmanuel Rubin, Cammas organizza la prima Semaine du Fooding nel dicembre 2000: un nuovo approccio alla gastronomia, all’insegna della creatività, dell’innovazione e del piacere. I loro eventi non si limitano a sollecitare il gusto, coinvolgono anche tutti i sensi e il piacere di mangiare, per una cucina più eccitante e più sexy, da vedere toccare ascoltare annusare vivere. Andare fuori a mangiare senza andare in un ristorante, fuori dagli schemi, dai riti, coinvolgendo cuochi artisti musicisti e soprattutto persone. Come ha scritto un critico gastronomico, François Simon, «siccome a loro non piace la gastronomia, la spostano».

Il movimento diventa ben presto un fenomeno nazionale, e migliaia di persone partecipano ogni anno al Grand Fooding d’été, al Wine & Fooding Tour oppure alla Semaine du Fooding, eventi sostenuti da Radio Nova, ma anche dal settimanale Les Inrocks, da Le Progrès, da La Dépêche du Midi etc. Ne nasce addirittura una Guide Fooding, prima pubblicata da Nova Mag, poi supplemento di Libération in 2005-2006, del Nouvel Observateur nel 2007 e infine guida indipendente dal 2008. In seguito la filosofia Fooding inizia a dilagare ovunque, fino a giungere qui a Milano tre anni fa.

Oggi, e domani, “Pelle all’arrabbiata” alla Segheria di via Meda 14.

http://www.lefooding.com/evenements/2012/le-grand-fooding/milano/

Emanuele Bonati

Le Grand Fooding: Intervista a Nicola Guiducci

4 July 2012 - Commenti »

Questa sera inizia Le Grand Fooding a Milano: “Pelle all’arrabbiata” per tutti. Un appuntamento non solo gastronomico: abbiamo intervistato il dj della serata, Nicola Guiducci


Frammenti di memoria: interno notte. che ore sono? forse le 4. persone sedute, persone che bevono drink, sorridono, ballano, parlano, nonostante la musica alta. Persone che sfoggiano mise esagerate, colorate, cool. Dal soffitto scendono metri e metri di tulle che creano un’atmosfera di fiaba. Ecco. Sono nel paese delle meraviglie. Un posto abitato da creature strane, ma simpatiche. Tutte rivolte verso colui che sta miscelando la musica sopra un palchetto, suonando il tamburello, facendo foto, ballando, bevendo, fumando, ridendo. Una sorta di divinità da queste parti. Tutti si muovono a tempo, in questo mondo fatato. E il tempo lo dà lui. Nicola Guiducci. Mi trovavo al Plastic per festeggiarne uno dei tanti compleanni…
Nicola Guiducci by Jerome Ison

Nicola Guiducci: sound designer, dj, artista, talent scout… Ma a noi di CibVs interessa ovviamente un lato particolare di te: vogliamo sapere del tuo rapporto con il cibo.

Un rapporto ottimo. Cucinare mi rilassa. Lo faccio senza frenesia, guardando film su film. Posso stare ai fornelli per ore… il cibo per me è una cura. Mi diverte anche molto far la spesa!
Cucini?
Dal lunedì al giovedì(!), due volte al giorno. Il giovedì anche tutto il giorno, perchèé poi nel weekend non ho tempo e non sopporto di non avere qualcosa di pronto da mangiare al rientro dopo il lavoro.
Cosa non può mancare nalla tua cucina?
Non manca mai niente… heheheheheh – comunque cipolla, aglio, acqua, olio e sale, altrimenti non so come iniziare. Sai, sono toscano…
Che rapporto c’è fra la musica e il cibo? È un sottofondo, un accompagnamento, o…
Come dicevo, quando cucino guardo film; cenando, invece, la musica diventa fondamentale, perché non amo molto parlare mentre mangio, e allora un sottofondo addolcisce il “silenzio” cittadino. Ma se sono in campagna o al mare non c’è proprio bisogno di musica..
Qual è il tuo piatto preferito?
Sono troppi – comunque ho sempre bisogno di tre contorni. Forse patate lesse, tropea e caviale.
Puoi associarlo ad una canzone?
“I put a spell on you”.
Amy Winehouse: a quale spezia la assoceresti?
Cannella, paprika, pepe, cumino, curcuma… un curry praticamente!
Mi capita, ascoltando musica, di avere come delle allucinazioni olfattive – bizzarro, vero? E se ti dicessi di pensare al profumo del timo, sapresti dirmi a quale artista lo assoceresti?
Mmmm… forse a Coco Rosie o Devendra Banhart – ma forse lui mi fa più rosmarino. Anche Henry Nilsson, in una canzone: “The Wailing of the Willow”.
Sappiamo che sei un amante della fotografia.
Apprezzi la fotografia di food? Conosci qualche artista, legato al mondo del food, che lo rappresenti sotto qualche forma espressiva?
Compro libri di cucina e seguo Pietro Leeman da 25 anni (quando cenavo ancora fuori casa e per me i ristoranti erano Aimo e Nadia, Joia e Suntori), ma onestamente la foto di una zucchina avvolta nell’erba cipollina non mi emoziona – magari mi dà uno spunto per una presentazione. Un artista che amo e che usa il cibo è Paul McCarthy, anche se – purtroppo – lo usa in modo sgradevole e morboso.
Un ristorante da suggerire?
Non ceno fuori casa a Milano. È un guaio? Però a Parigi passo sempre da Le Procope e da Le bistrot Mazarine… roba classica insomma. Non uso mai burro e allora devo sfogarmi!
E per finire – hai un tatuaggio e, se ce l’hai, cosa significa?
No, però mi sono appena rotto una spalla ed ho una nuova cicatrice di 25 centimetri. Che significa non so esattamente cosa!
Link: http://www.anglerecords.com
Christian Sarti

Tatuarsi Le Grand Fooding addosso…

22 June 2012 - Commenti »

• Wrap di cuore d’agnello, yogurt di pecora e acciughe

• Lecca Lecca di polipo e pancia di maiale

• L.A. Street Corn

• Sandwich di pastrami di lingua di manzo, uova di trota e salsa di dragoncello

• Manzo crudo su pane grigliato con midollo sott’aceto, germogli d’aglio orsino, crescione e rafano

• Kebab d’anatra con ketchup di carote e maionese tartufata

Un delirio falsamente organizzato? La cena perfetta della famiglia Addams? Un menu combinato rovistando nei bidoni della spazzatura? Titolatura: “Penne all’arrabbiata?”

In realtà, in questo “delirio” c’è una logica e ci sono dei perché… Basta rileggerla con qualche piccola aggiunta, ed ecco che tutto si spiega – cominciamo a correggere il titolo: “Pelle all’arrabbiata”, ed ecco che si comincia a capire qualcosa… Leggiamo ancora:

• Wrap di cuore d’agnello, yogurt di pecora e acciughe – James Lowe e Isaac Mchale, The Young Turks, Londra, UK

• Lecca Lecca di polipo e pancia di maiale – Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor, Al Mercato, Milano, Italia

• L.A. Street Corn – Jon Shook e Vinny Dotolo, Animal, Los Angeles, USA

• Sandwich di pastrami di lingua di manzo, uova di trota e salsa di dragoncello – Jérôme Bigot, Les Grès, Lindry, Francia

• Manzo crudo su pane grigliato con midollo sott’aceto, germogli d’aglio orsino, crescione e rafano – Wade Brown e Andreas Dahlberg, Bastard, Malmö, Svezia

• Kebab d’anatra con ketchup di carote e maionese tartufata – Matteo Torretta, Visconti Street Food / Al V Piano, Milano, Italia

Chiaro: siamo a Le Grand Fooding (il 4 e 5 luglio alla Segheria in via Meda 24 a Milano) – al solito, nuovo e diverso dai precedenti.

Le penne diventano pelle, i piatti portano tatuato nel nome il proprio dna di street food… come i cucochi portano la propria storia tatuata sualla pelle…

Cito dal sito: “Un gruppo di ragazzi à la page e di uomini arrabbiati, cresciuti tra fast-food e dandismo rock, decide di mescolare cibi e stile: provocatori sì, ma soprattutto militanti. E con loro si impara che si può essere dei grandi chef anche senza portarne l’abito, che lo street food non è per forza condannato all’eterno disgusto, che ognuno ha diritto di mangiare e cucinare al passo coi tempi, che il localismo alimentare e la difesa dei prodotti sani non sono solo un trip da tardo-hippy…”

Quindi – una prospettiva street-on-the-road, interessante e stimolante…
Non solo – Le Grand Fooding partecipa anche a Inside out, un progetto che trasforma i messaggi di identità personale in opere d’arte online, proponendo una serie di foto che riprendono i temi del Fooding in un contesto appunto social-artistico…


E allora – voi lettori cosa c’entrate in tutto questo? Siete abbastanza massicci e tatuati? E magari volete entrare a sbafo al Grand Fooding? Potreste provare a entrarci sulla vostra moto rombante, sfondando i cancelli – ma visto che è una segheria, alle porte avremo del personale armato di sega elettrica (avete presente i vari Saw ecc ecc?) – ma noi abbiamo un’altra idea. Mandate a info@cibvs.com una foto vostra e dei vostri tattoo e noi sceglieremo chi si merita di entrare mercoledì sera o giovedì sera alle 20 a Le Grand Fooding con un biglietto omaggio per due…
Ovviamente, un tattoo-food è un titolo di merito, e potete andare a farvelo fare subito… Non sapete che sogggetto scegliere? Ma Le Grand Fooding vi mette a disposizione anche i soggetti: Li potete trovare qui. Ma va bene anche un tatuaggio di uno yakuza che ha tatuato addossso un tatuaggio con un pollo arrosto. E se proprio proprio siete contrari ai tattooo… beh, potete fotografarvi con un cannolo nell’orecchio, una pasta in testa, un polpo sul polpaccio, una ratatouille sull’avambraccio, una saint-honoré sul…

Emanuele Bonati

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Pelle all’arrabbiata per Le Grand Fooding

5 June 2012 - Commenti »

“Come ci stupiranno  l’anno prossimo quelli di Le Grand Fooding?” Questo è stato il mio primo pensiero, tornando a casa dopo “Il Trionfo dello Spaghetto Gigante” di ottobre.

Bene, eccoci qua – ci siamo. Dopo una prima edizione street super-cool e una seconda di notevole impatto scenografico, per la terza edizione hanno pensato di tornare allo street… E il 4 e 5 Luglio alla Segheria di via Meda si terrà Pelle all’arrabbiata.
“Sembra quasi un grido…” ho subito pensato quando Alessia Rizzetto, la p.r. di Le Grand Fooding, mi ha detto il titolo e mi ha raccontato la nuova edizione, davanti a un bel bicchiere di prosecco col fondo.
L’idea è affascinante, forse perchè abbiamo bisogno di evadere un po’ dal finto perbenismo dilagante, di rompere gli  schemi che vogliono gli chef superstar, tutti abbottonati nelle loro giacche su misura, che spesso costringono il loro vero io in una posa da divi.
Ebbene sì! Vogliamo vedere il lato rock degli chef. Gente tatuata, magari con i capelli arruffati, e con le chiazze di sugo! Abbiamo voglia di anticonformismo in cucina!
Si può essere “massicci e incazzati” e cucinare al passo coi tempi con una cura estrema verso il prodotto? La risposta è sì!
E allora ecco i nomi degli chef e dei loro ristoranti, da ogni parte d’Europa – e alcuni sono davvero punk!
Così assaggeremo le delicate prelibatezze, proposte però con piglio da rocker, di:
Andreas Dahlberg e Wade Brown
(Bastards, Malmö)

Vinny Dotolo e Jon Shook
(Animal, Los Angeles)

Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor
(Al Mercato, Milano)

James Lowe e Isaac Mchale
(The Young Turks, Londra)
Jerome Bigot
(Les Grés)

Matteo Torretta
(Al V Piano/ Visconti Street Food, Milano)
La location?
All’interno della Segheria di via Meda, dove troverete tante Ape Classic Piaggio adibite a cucine in movimento, che interpreteranno al meglio il tema delle serate. Non trovate?
Alexander Cammas, il signor Le fooding,  dice: Pelle all’arrabbiata è un’istantanea schietta e vivace del meglio del 2012, all’incrocio tra il boulevard dello Stile e il viale della Bontà. Lì, dove parte la via tortuosa e un po’ oscura dell’Avvenire.
Ah – dimenticavo… Portate un regalino perchè l’aranciata S.Pellegrino spegnerà 80 candeline – anzi no… micce – sulla torta della mitica pasticceria Galdina della Seta.
I festeggiamenti saranno accompagnati dalla musica del mitico Nicola Guiducci, da Barbarella e da Alex Carrara.
Da lunedì in vendita i biglietti qui. Due i tipi di biglietto:
Pochi i biglietti disponibili per entrata dalle 19 alle 20  da 45€ che comprendono anche Le Grand scoppio con Veuve Clicquot abbinato ai piatti dello chef. Dalle 20 in poi ingresso a 30€. Totale posti disponibili 400 per serata.
Il 20% del ricavato andrà al CAF-ONLUS Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi.
Massicci e incazzati ma dal cuore tenero.
Quindi:
Vi vogliamo molto rockers, molto street e molto pelle all’arrabbiata.
Christian Sarti

Le Grand Fooding, gli spaghetti “Whoosh” di Oldani, il tovagliolone…

24 October 2011 - Commenti (2) »

Abbiamo anticipato l’altra settimana la ricetta degli Spaghetti tiepidi “Whoosh” di Davide Oldani, che è stata presentata a Le Grand Fooding giovedì scorso.

Alla fine, la ricetta invitava a mangiare il piatto con le mani – che idea pop, ho pensato, ma va beh, lasciamo perdere, e me ne sono dimenticato. Quando poi, durante la cena, è arrivato Oldani col megafono (anzi, col silenziofono: si sentiva pochissimo) a incitarci a mangiarli appunto con le mani, vista anche la presenza ai nostri colli dello strofinaccio da cucina offertoci proprio allo scopo di ripararci dagli schizzi, e di permetterci di suggere lo spaghetto col tipico “whoosh…” – potevo forse esimermi? Domanda oziosa e tendenziosa…

Emanuele Bonati

Le Grand Fooding? Io c’ero!

21 October 2011 - Commenti »
Parto subito dicendo che la parte culinaria della scorsa edizione mi ha emozionato maggiormente. Ancora non ho letto nulla in merito alla prima serata di fooding ma, sentendo i commenti, so quasi per certo che ci saranno feroci critiche soprattutto nei confronti degli chef.
Partiamo dal presupposto che con tutto ciò che era compreso nel costo del biglietto (2 flute di champagne, pizza a gogo, bibita western, assaggi di pasta bullet, cena seduto con vini abbinati, caffè, ammazzacaffè, doppio ammazzacaffè e triplo gelato, music live show & superman dj stile fantozzianomachetantocièpiaciuto…) manco nel medio basso mediocre ristorante di Milano si poteva spendere meno.
Se ci mettiamo che il 20% dell’incasso è devoluto ad una ONLUS, vuole dire che abbiamo speso 40€.
Mettiamoci poi che lo spirito di questa edizione aveva come filo conduttore l’italianità…
La mega famiglia allegra chiacchierona e chiassosissima che si ritrova nelle grandi aie, in mezzo ai panni stesi a mangiare e condividere pietanze prendendole dal pentolone.. Mi ha ricordato un po’ uno scenario sul balcone de “Le fate ignoranti”.
Mettiamoci che gli chef hanno seguito lo “spaghetto conduttore”, proponendo piatti semplici da condividere… insomma cosa pretendiamo?!
Dobbiamo prendere la serata così senza avere appunto la pretesa di mangiare i piatti perfetti che escono dalle stesse cucine degli chef in azione ogni sera al fooding.
“…sì ma al Taste era diverso… i piatti erano meglio…” – ok sono d’accordo ma i costi di gestione erano altri, i costi per gli avventori pure. E comunque anche il “tono” della serata è diverso. Diverso il concept.
Rilassatevi e divertitevi al Fooding. Conoscete un po’ di gente e condividete l’italianità. Questo è lo spirito giusto.
Detto questo:freddo del tipo polare artico o antartico, fate voi – “eh sì ma l’anno scorso non era così freddo, anzi era clima primaverile…”

Arrivi e ti becchi sti pizzaioli moderni filo italiani che fanno una pizza paura. Fanculo alla pizza con patatine fritte e salsiccia o con la panna ed il salmone ecc. ecc. Impasti pazzeschi, abbinamenti al top. Bissare assolutamente. So già dove  mangiare quando andrò a Londra: http://www.pizzaeast.com/ o a Oakland: http://www.pizzaiolooakland.com/
Carini i piattini Mumm per le fette di pizza e porta flute. Smozzica e bevici sù!
Sempre avanti http://www.arabeschidilatte.org/ con i loro cocktail western.
Improvvisamente suona una campanella. Finalmente si entra al calduccio…
Il buio. Finti minatori ci indirizzano verso le tavolate. Originale. Alzo la testa e vedo panni bianchi stesi. ”…Molto suggestivo ma l’odore di bucato appena steso dov’è??? Io lo volevo!…”
Ben organizzato e veloce il servizio, i vassoi arrivano come vagoncini carichi di preziosi, guidati dai nostri minatori.
Buono ed originale l’hot dog di seppia.
Gli spaghetti tiepidi di Oldani erano un pochino freddi ma sfido chiunque a cucinare  all’addiaccio, servire nelle teglie  e portare il tutto a 50 m di distanza senza che si freddi.
Tra una portata e l’altra un suono cupo in crescendo si espande per la sala. “…ma è la sirena di una nave!?”
Spezzo-spremo “un’arancia” in favore di Oldani dicendo che se il clima fosse stato mite, avremmo apprezzato maggiormente il suo piatto.
Nella polenta di mais fresco sentiamo davvero la freschezza dell’ingrediente. Ottimi abbinamenti.
Il risotto con andouille porcini sedano limone, ottimo.
Vini azzeccati e molto gradevoli. L’acqua la conosciamo e ci accompagna dall’infanzia.
Finita la cena, eccoci catapultati in una scena del film Undergound di Kusturica. Dall’alto scendono le scale dapprima un teddy bear ballerino seguito dalla banda stile Goran Bregovic & The No Smoking orchestra.  Mi sembra di sognare.  Bravissimi!
Il clima allegro ci spinge verso la lounge dove ci sono i cocktail a base di Havana Rhum.. ma alla fine siamo attratti dal banchetto della macelleria clandestina di Cazzamali. In quanto clandestina, lui si accinge a preparare velocemente e con aria circospetta, dei gran bocconi della sua pregiata carne al coltello su una fettina di pane. Il rapporto carne pane è 10 a 1. E se gli stai simpatico ti versa un goccio di una salsa-pozione contenuta in un vasetto. Grazie di esistere, dico.
“Ma abbiamo appena bevuto il caffè, che fai mangi la carne ora?” La risposta è sì!
Buona la bomba di gelato di Franco Aliberti e non male il cocktail asprino e piccante di Rich Boccato.
Godetevi le gran tabù accompagnando la serata con la musica latin-jazz molto coinvolgente del simpatico Remy Kolpa Kopoul. Ed io che pensavo fosse un simpatico nonnino parente di qualche organizzatore francese…
cVs

Il giochino-Fooding di BlogVs

17 October 2011 - Commenti »
E se Le Grand Fooding mettesse a disposizione di BlogVs quattro ingressi per le tre serate Grand Tabù del 20-21-22 prossimi a Tortona Locations in Via Tortona? Come potremmo noi esimerci dal farne omaggio ai nostri affezionati e fedeli lettori?
In realtà potremmo benissimo, basta far finta di niente e tenerceli – ma visto che noi saremo già lì per Le Grand Banchetto, e visto che i biglietti si riferiscono alla terza parte della serata, Le Grand Tabù,  facciamolo questo bel gesto. questo atto di liberalità, suvvia!
Quindi: facciamo un gioco – contenti? Più sotto troverete tre domande, una per ogni serata del Fooding; le due persone più veloci a rispondere alla domanda relativa a ogni serata, riceveranno due biglietti per la serata stessa…
Ma che cos’è esattamente Le Grand Tabù? Si tratta di una serata all’insegna della proibizione, o meglio della trasgressione alla proibizione, che vedrà infrangersi una serie di “tabù”. Ed ecco che, per Proibito dagli americani, Rich Boccato del Dutch Kills di New York proporrà il suo “Don Havanito” a base di Havana Club 7 años, mentre Davide Trovato e Gianmario Barlocco dello Straf di Milano un “Havana Ice Club” a base di  Havana Club 7 años.Proibito dalla polizia: la bomba-gelato Häagen-Dazs di Franco Aliberti di Vite, a San Patrignano. Proibito dai vegetariani: Il grembiule sanguinario di Franco Cazzamali, macellario da Romanengo, Il tutto Proibito dagli insonni, con il Nespresso saloon e caffè Grand Cru per tutti, ma anche Proibito dai vicini, per via della musica di Rémy Kolpa Kopoul dalla parigina Radio Nova…

Rispondete a questa domanda per ricevere due biglietti per giovedì 20

Qual è il cuoco che proporrà un piatto contenente lamponi?

Rispondete a questa domanda per ricevere due biglietti per venerdì 21

Quale cuoco cucinerà un fish burger?

Rispondete a questa domanda per ricevere due biglietti per sabato 22

Quale cuoco metterà nel suo piatto delle rape?
Mandate la vostra risposta, indicando la serata scelta, a
letter@foodsletter.com

Pane olio e acciughe di Andrea Berton a Le Grand Fooding

14 October 2011 - Commenti »

La terza serata di Le Grand Fooding a Milano (Tortona Locations, Via Tortona 31), sabato 22, vedrà alternarsi sulle tavole le creazioni di Cristiano Tomei, Giovanni Passerini, Christian Puglisi e Andrea Berton. Quest’ultimo proporrà una sua creazione… a tutto tondo, di cui vi anticipiamo qui la ricetta (per 4 persone).

Pane olio e acciughe

Per la pasta di pane:

500 g farina”00”

260 g acqua

60 g olio

PROCEDIMENTO

Unire gli ingredienti in una bastardella da planetaria  e con l’ausilio del  gancio lavorare  sino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Lasciar riposare  per 5 ore alla temperatura di 4°.

Stendere la pasta allo spessore di 5 mm e con il sifone ricavare le sfere.

Cuocere in forno secco alla temperatura di 160 ° per 8 minuti.

Per la spuma di olio:

150 g di olio

150 g acqua a 60°

3 g glice

2.5 g sale

1,5 g di colla di pesce precedentemente idratata

1 g sucro

PROCEDIMENTO

Unire l’olio con il glice e portare a 32°

Unire l’acqua con il sale, la colla di pesce e sucro

Unire  e caricare un sifone con due cariche di NO2

Lasciar riposare per ameno 4 ore a 4°

Ripieno

N. 12 alici fresche

N. 8 acciughe del Cantabrico

PROCEDIMENTO

Marinare i filetti di alice su una placchetta con olio extra vergine, profumo d’aglio e basilico per circa 3 ore. Quindi tagliarli a piccoli pezzi e aggiungere le acciughe tritate insieme.

Mettere all’interno delle sfere le alici, le acciughe e riempire con la spuma d’olio.

Grazie a Andrea Berton e a Le Grand Fooding per l’anticipazione…

Gli spaghetti tiepidi “Whoosh” di Davide Oldani a Le Grand Fooding

6 October 2011 - Commento (1) »

Fra un paio di settimane inizia Le Grand Fooding a Milano (Tortona Locations, Via Tortona 31): e proprio giovedì 20 Le Grand Banchetto proporrà le creazioni di Moreno Cedroni, Davide Oldani, Mario Carbone e Federica e Francesco Mancioppi. Vi anticipiamo qui la ricetta “pop” ideata per l’occasione da Davide Oldani.

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Spaghetti tiepidi Woosh

Per gli spaghetti:
200 g spaghetti
Scorza di n° ½ arance
Scorza di n° ½ limoni
20 g zenzero grattugiato
1 g pepe nero macinato al momento
10 g fave di cacao
sale

Per la salsa:
2 dl. latte
100 g Grana grattugiato
10 g Maizena diluita in acqua fredda
Sale

PROCEDIMENTO
Per la salsa:
Portare il latte a bollore, legare con la maizena e frustare, togliere dal fuoco e unire il Grana, regolare di sale e passare tutto al colino fine. Tenere in caldo.
Per gli spaghetti:
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua bollente e salata, scolarli al dente e raffreddarli in acqua e ghiaccio. Scolare nuovamente e far asciugare su canovacci in cotone.
Condire gli spaghetti con la salsa al Grana, la scorza d’arancia, la scorza di limone, lo zenzero.
Per la finitura:
Dividere gli spaghetti in contenitori di plastica di 10/12 cm di diametro e alti 4/5cm.
Terminare con il pepe nero grattugiato al momento e le fave di cacao.
Servire gli spaghetti.

P.S.
Consigliamo di servire gli spaghetti dando un guanto in lattice e una salvietta di carta in modo da riuscire a mangiare con le mani.
Altrimenti… vanno bene anche le mani
Oppure delle pinze fatte a forchetta a mo’ di bacchette.
Questo è un piatto che racchiude la filosofia D’O di cucina PoP, ispirato allo Street Food delle grandi metropoli… naturalmente tutto fatto con “Woosh ”!

Grazie a Davide Oldani e a Le Grand Fooding per l’anticipazione…