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Tutti alla Milano Food Week

18 May 2013 - Commenti »

Perché? Perché ci sono un sacchissimo di cose dappertutto, tanto per cominciare – per tutti i gusti, a tutte le ore, in ogni angolo di strada o quasi…

E cosa? La scelta, lo abbiamo visto  sfogliando i programmi, è spropositata – noi vi segnaleremo qualche cosa qua e là, a gusto nostro.

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Iniziamo con un evento temporary che è un’anticipazione di una più lunga serie di eventi consimili. Al Carlyle Brera infatti è partito un temporary restaurant – “Caffè Carlyle” – che proporrà per una settimana al mese i menu di uno chef “straniero”. Si parte con Franceschetta58, il bistrot di Massimo Bottura e Marta Pulini, fino al 25 maggio, tutte le sere, escluso domenica 19. Provateci: ne vale la pena, ci sono stato su invito dell’organizzatore, Fabiano Guatteri: ho assaggiato una serie di salumi e formaggi e conserve e mostarde su cui non ho molto da dire, se non che le fette erano piccole, e non hanno volutoi darmi i prosciutti interi, e che lo gnocco fritto non era espressamente consegnato a me ma messo in cestini sul tavolo per tutti, e che i barattoli delle mostarde erano sorvegliati e non sono riuscito a mettermene in tasca nemmeno uno… Meno male che ho mangiato una marea di alici marinate su crostini e con pomodori pendolini, una… due… tre porzioni di timballo di aneletti con melanzane pomodorini arrostiti e ricotta salata, e alcune crostatine meringate ai pistacchi di Bronte…  E un aperitivo Leone da scoprire…

Mi sono trattenuto – ma ho deciso che amo marta Pulini. E prima o poi glielo dirò.

Idea molto piacevole, insomma – molto “comfort food”, semplice e “caldo”, amichevole – i piatti hanno tutti lo stesso prezzo, 15€; sono serviti su piatti tutti diversi l’uno dall’altro (anche se – diciamo le cose come stanno – ho visto che ce n’erano due uguali…); e devo ancora assaggiare tutti gli altri del menu…

E poi ci sarà Stefania Corrado – la multitasking chef con il suo brunch domenicale (il 19 e il 26, dalle 11 alle 15; baby-sitter per i bambini).

E domenica 19 maggio “Making Mozzarella”, aperitivo con mozzarelle appena sfornat… ehm, no… munte? mozzate? mozzarellate? insomma, fatte sul momento.

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Stefania Multitasking Corrado sarà anche lunedì sera dalle 19 da De Longhi in via Borgogna per uno showcooking “Flan e sformati primaverili”: imperdibile, soprattutto perché ci sara anche Emanuele Bonati a fare da “ingrediente”…

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Come imperdibile sabato in Cucinoteca (via Muratori 32) la presentazione del libro di Lorenza Pliteri Cannella e zafferano, Ponte alle Grazie, condotta con spirito acume e professionalità da Emanuele Bonati; seguirà un mini-corso di cucina “Spezie con dolce e salato”.

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Per finire, consigliamo un bel gelato – ma non un gelato qualunque, bensì uno di quelli appositamente ideati  per noi e per la Milano Food Week dalle nostre gelaterie (per noi nel senso che le abbiamo praticamente costrette, povere geltaerie):

Attimi di gusto – via Cesare Correnti, via Vigevano, viale Piave (sono come i funghi, ogni tanto ne spunta una…)

Gelateria Paganelli – via Adda angolo via Fara (o via Fara angolo via Adda)

Gelateria PortaRomana – in corso di Porta Romana, poco prima della Porta Romana

Anzi, adesso vado ad assaggiarli e a fotografarli tutti quanti…!

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Stay tuned! Other news on the go!

Emanuele Bonati

Cibo per le tue orecchie col Mangiadischi

5 May 2013 - Commenti »

Un disegnino visto in rete, un vinile e le posate ai lati. Un titolo, Il Mangiadischi. Sottotitolo, Cibo per le orecchie.

L’unione di due passioni, quella per il cibo e quella per la musica, anzi per il Vinile, un mix esplosivo – quantomeno per me, vent’anni trascorsi da dj e un presente di narratore di storie e fatti di cibo – sono passato dai piatti rotanti ai piatti caldi.

Il Mangiadischi è un format che sembrerebbe studiato per la Tv, ma che, per ora, si trova solo in rete, sul sito www.ilmangiadischi.com. Un gruppo di creativi che operano nella comunicazione del food e di tutto ciò che vi ruota attorno, ha dato vita a questo progetto – un po’ sulla falsariga di un programma su MTV che ho tanto amato, terminato oltre dieci anni fa: Kitchen, ideato e condotto da Andrea Pezzi. Non me ne perdevo una puntata. Un musicista si trovava in questo studio-cucina e improvvisava una jam session con i resident artist, mentre creava il suo piatto preferito, argomentando sui più vari argomenti…

E così… mi sono innamorato anche di questo format, e dei suoi ingredienti:

– un personaggio estemporaneo e folle, Carlo Spinelli aka Doctor Gourmeta

– un moderatore di qualità come Niccolò Vecchia

– uno chef geniale, preferibilmente stellato, che cambia di volta in volta, e che prepara dei piatti pazzeschi

– un musicista che si racconta e propone della buona musica live

– un pubblico che viene coinvolto sia come assaggiatore che come narratore di storie.

Ho partecipato alla puntata che si è svolta nello stand del consorzio del vino Custoza doc all’ultimo Vinitaly che, per l’occasione, ha creato una limited edition etichetta “Il Mangiadischi”. Il Custoza è vino leggero, profumato, moderatamente aromatico, molto piacevole. che ci ha accompagnati e coccolati per tutto il corso della registrazione della puntata. Si sposava molto bene con le preparazioni dello chef: il giovanissimo Lorenzo Cogo (da El Coq, a Marano Vicentino) che, come tutti gli chef ospiti, oltre a proporre dei suoi piatti classici, ha preparato degli special proprio per la trasmissione.

Dialoghi sul palco tra i quattro protagonisti e musica colta offerta con garbo da Pierpaolo Capovilla ci hanno tenuti incollati al nostro posto per bel po’, ma il tempo è praticamente volato. Tema della puntata la “felicità alcolica”, largamente dibattuta anche con l’intervento di tre sommelier di qualità – la bellissima Adua Villa, Giuseppe Palmieri, Mauro Mattei.

Tra un Tacos di mais marano, creme fraiche, spinaci, germogli d’aglio e semi di papavero, e un Acquario, granita di dashi, asparago di mare, kumquat, cozze, leggera affumicatura, Cogo ci trasmette la sua filosofia fatta di rigore, passione, scoperta e sperimentazione. Uno prende questo piccolo acquario tra le mani, lo osserva, viene avvolto dal fumo quando apre il tappo – ma anche da tutti i profumi del mare, mitigati dal dolce pungere del kumquat.

A rendere leggermente piccante o ad addolcire la situazione (dipende dai punti di vista) ci ha pensato Marco Chiurato, artista-pasticcere o ex pasticcere-artista, che ha decorato il corpo di una ragazza utilizzando non so più quante sac-a-poche piene di un mix di albumi zucchero e forse colla di pesce. Ecco il risultato. Qualcuno ha pensato bene di “interagire” con l’opera una volta finita… il solito Spinelli.

Intanto fra il pubblico passano ad uno ad uno in purezza gli ingredienti del piatto speciale del Coq: merluzzo marinato, succo d’oliva Leccino, semi di papaja (che oltre ad essere edibili sono leggermente piccanti), il meraviglioso sale di cozze, gelèe e bolle di gin. Secondo alcune leggende, un tempo era esistito un oggetto particolare per servirlo, secondo altri invece questo piatto avrebbe dovuto essere composto per l’occasione sopra un bianchissimo tavolo di zucchero puro, con al centro un riquadro colorato di arancione, ideato dall’artista Chiurato. Leggenda? Pare che girino in rete dei video che lo confermano… Chissà…

Ringrazio lo staff per la gentilezza e per avermi invitato a questa puntata. E grazie all’art director Morgan Babsia.

Passate parola: ascoltate il cibo con le orecchie!

Christian Sarti

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L’AntipatiCibVs: Mi sto specializzando in non-eventi

11 April 2013 - Commenti »

Io mi ostino a voler andare in giro per eventi presentazioni manifestazioni, ma evidentemente sono gli eventi le manifestazioni le presentazioni che non vogliono me…

Ho già raccontato qui in giro delle mie (in)esperienze non propriamente positive: dall’evento al quale mi sono presentato il giorno prima (ok, questo non lo contiamo), a quello al quale ero stato invitato all’indirizzo sbagliato (e rampognato dalla PR…), a quello a cui mi hanno accreditato per pietà alla reception perché non c’erano più posti (anche se il sito diceva esplicitamente che ci si poteva accreditare in loco…), a quello al quale le conferenze erano in ritardo di un’ora buona sul programma (eh, sa, si sono dilungati…), ma in compenso i tavoli degli espositori avevano solo qualche bottiglia di olio vuota, e dei mezzi dépliant, e pochi eroici produttori…

Ieri sera – notte, anzi, erano le 22 e passa – mi sono presentato a uno della serie di eventi del Food&Design organizzati da Rcs in una serie di showroom di cucina: un grande chef si sarebbe esibito, in una serie di sessioni regolate da orari ben precisi (questo è il format di tutti gli eventi),  per un numero ristretto di persone (il sito prlava di una quarantina di posti), in uno showcooking. Prenoto per tempo, scelgo alcuni degli showroom (dieci in tutto), in modo da avere il tempo per passare da uno all’altro, mi pregusto degli incontri con grandi chef che sono sempre occasioni interessanti (al di là della possibilità di carpire loro trucchetti e segreti, ormai sono così presenti ovunque che probabilmente sono loro a color sapere qualcosa di noi…). Iersera appunto avevo questa prenotazione, per carità senza garanzia di posto, ma con evidente garanzia dell’esistenza dall’evento, allo showroom un bel po’ prima dell’evento: gente che si accalca, entra, rimane il vuoto – e io disciplinato mi dico faccio un giro e torno verso le 22/22.15, per vedere cosa succede, se riesco a entrare… Deserto, aria di smobilitazione: eh no, è finito tutto, da un’oretta…

Ovviamente felice di poter tornare a casa, e di essrmi comunque perso qualsiasi altra cosa avessi potuto fare o vedere nel tempo perso, chiedo lumi. Ovvio: colpa nostra (Rcs), il sistema informatico ci ha dato dei problemi (si sarà inventato degli orari?), non siamo stati capaci di gestire. Scusi tanto. Certo, vi scuso – e poi? Non è una grande giustificazione, anche se non saprei cos’altro pretendere – oddio, magari un buono per una cena, o un piatto, dal famoso chef, un posto privilegiato a tutti gli showcooking futuri universali (ovvio, non si può – non ero il solo deluso ad aver protestato) – magari pretendere di ricevere una mail in tempo reale per annullare l’appuntamento, o una mail la mattina dopo di scuse, visto che mi sono registrato sul loro sito, o non lo so.

Ma il grosso problema, dubbio profondo, è: gli showcooking che ho prenotato stasera e domani ser aper le 22.30, ci saranno?

Emanuelke Bonati

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Posizioni rassicuranti, sbalorditive evoluzioni: Enocratia

4 April 2013 - Commenti »

Organizzi una cena con amici,  e li porti in un posto che conosci e che vuoi far conoscere loro. Sei lì che ascolti il racconto del loro viaggio di nozze dalla parte opposta del globo, vedi le foto, e racconti dei tuoi viaggi… e pensi: ma quanto tempo è passato dalla prima volta che ho assaggiato i piatti dello chef che ci sta guidando? Quante volte sono già stato qui? Ma che cosa sta succedendo?

Succede che siamo rimasti pressoché sbalorditi dal susseguirsi di portate così gustose e dagli abbinamenti così originali e insoliti e così azzeccati. E tra una foto di una landa desolata della Nuova Zelanda e quella di un fish market in Australia, ho pensato a quanto diamine fossero buoni i piatti che ho assaggiato qui da Enocratia in questi anni con Eugenio – e io ed Emanuele eravamo già  qui la  sera dell’inaugurazione…

Eugenio Boer ormai lo conoscono un po’ ovunque, no? Gli articoli su di lui (qui una nostra intervista riguardante il suo percorso), e sul locale, aumentano a vista d’occhio, in rete e non, dalla stampa specializzata a Vogue Uomo – e lo si vede in giro per eventi con le sue preparazioni, dal Premio Birra Moretti grand cru al Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo, a Taste of Milano, all’ultima edizione di Identità Milano.

Enocratia è il ristorante di Davide Mingiardi e Anna Vitolo. Qui Eugenio esercita e sperimenta la sua passione. Si narra che accadano cose strane in quella piccola cucina – non si capisce come possa esercitare le sue magie in uno spazio così ridotto. Ma lui dev’essere un mezzo mago… anzi, di più – un (Eu-)Genio dei fornelli.

Mago anche Davide: la filosofia del locale infatti è quella di abbinare il piatto al vino e non viceversa. Pertanto la cena sarà ben equilibrata nei sapori anche grazie a quel sorso di vino introdotto in bocca tra un boccone e l’altro (li abbiamo fotografati…).

Bene – cosa abbiamo assaggiato? Non posso non descrivere la cena con estrema dovizia di particolari, anche perché lo chef che ogni tanto ci veniva a trovare e a raccontare (tutti…) i piatti.

Anzitutto, il cesto del pane comprende: Pane bianco con lievito madre di 15 anni (proveniente dalla Calabria – il lievito, dico); Pane di semola di rimacinato ricetta originale di casa Puglisi; Pane Integrale; Focaccia Genovese con sale Maldon; Grissini Classici allo strutto. Accompagnato dal burro alle erbe fatto in casa, e dall’olio naturale siciliano “Era”, blend di Moresca Carolea e Biancolilla.

Amuse-bouche: Lecca lecca di cervello di vitello fritto; Cracker all’aglio orsino, tartare di gamberi viola, lingua cotta sottovuoto a bassa temperatura nel roner e salsa all’erba aglina; Bicchierino con finta sabbia di alghe insalata di puntarelle condita con una salsa di uova di rana pescatrice; Macaron alla salvia e rosmarino con una ganache di cuore e fegato di pollo alla toscana e grue di fave di cacao del Venezuela; Foglia di Ficoidea glacialis uova di salmerino e buccia di limone grattuggiata. Tutto qui…

Antipasti: Orto Invernale di Sant’Agnese. Una provocazione?  Una genialata? Una ca**ata? Non lo so. A me e ai miei commensali non è affatto dispiaciuto trovare nel piatto un’infinità di verdure crude, erbe & co., tutte selezionate da Eugenio grazie al supporto di un famoso “spacciatore” di erbe per gli chef della Romagna: fra le altre, acetosa selvatica, mitzuna rossa, spinacino selvatico, senape, foglie di rapa, santoreggia, melissa, levistico, erba stella, ruta, ficoidea glacialis, finocchietto selvatico, aneto. Una composizione da provare senza condimenti o solo con un filo d’olio. L’Aringa impellicciata. Non amando particolarmente le aringhe posso dire che, dopo una prima diffidenza, ho spazzolato con gusto il mio piatto, compresa la mini insalata di patate, cipolle all’agro, barbabietola maionese e animelle fritte.

Primo Piatto: Ravioli di grano saraceno ripieni di stracotto di cinghiale, the di Bagoss, Pepe di Sawarak ed erbe. Non credo di essermi innamorato di questo piatto solo per il tè di Bagoss. Diciamo per la sua completezza. Il raviolo era asciutto fuori e dentro morbido, con un sapore meraviglioso. Ma il connubio col tè lo portava a livelli alti. Poi vabbè… prendi il Bagoss lo metti in infusione, lo cuoci a bassa temperatura e sottovuoto, apri la busta prendi il Bagoss e lo butti fuori dalla finestra e tieni il succo… (Ma Eugenio, come cavolo ti è venuto in mente di prendere un tocco di Bagoss e trattarlo così? Ma poverino…).

Secondo Piatto: Diaframma di Vitello e il suo fondo Scampi e la loro bisque purea di sedano rapa alla rosa canina e cerfoglio. Morbido, saporito, delicato.

Pre-dessert: Crumble di lamponi gelato mantecato a mano di Lamponi Melissa fresca meringa di melissa e caramello al peperoncino fresco accompagnato da una tisana alla Rosa Canina limone di Amalfi e Mirto.

Dolce: Terrina di Latticello Avena croccante caramello al sale insalata di carciofi e gelato all’estratto di lievito e malto. Eugenio, parliamoci chiaro: ma come ti è venuta questa? Inspiegabile. O avevi prima assaggiato tutti i vini della cantina di Davide… oppure non avevi su gli occhiali… I miei amici sono rimasti interdetti. A me è piaciuta moltissimo sia la genialità del piatto, ricavato anche da “avanzi” di siero nella produzione del burro, sia il gusto, gli accostamenti. Insomma… se eri senza occhiali, togliteli sempre quando pensi a qualcosa di nuovo!

Prima parte della Piccola Pasticceria: Trancio di Linzer Torte ricetta originale del 1653. Siamo stati prima investiti da un profumo pazzesco, siamo rimasti poi estasiati da questa torta, di cui Eugenio ci ha spiegato la nascita e l’esecuzione. No, mi spiace: se volete saperne di più, andate da Enocratia.

Seconda parte della Piccola Pasticceria: Pralineria: Pralina al Bitter Campari, Tartufino Classico, Pralina al cioccolato bianco arancia e cannella, Pralina alla crème Noisette e sfogline di mais.

Per tutta la durata della cena ho pensato davvero all’evoluzione, all’impegno costante (anzi, crescente) e alla passione che “governa” e dirige questa impresa e tutti i partecipanti, a partire dalla sous-chef Francesca Lecchi, e i ragazzi in cucina in sala eccetera.

Davide è un grande narratore (vogliamo dire logorroico?) e ci coccola con i suoi racconti mentre ci serve i calici abbinati ai vari piatti che (Eu-)Genio ci manda in tavola. Il vino che scende dalla bottiglia sembra un nastro che ci fa scorrere davanti la vita intera dei produttori.

Abbiamo chiacchierato, riso, mangiato (divinamente bene), sognato, immaginato persone e luoghi vicini e lontani… E sono passate ore e ore da quando ci siamo seduti a tavola… Ecco l’unica pecca: il servizio è migliorato parecchio, i tempi di attesa, un po’ meno. In una serata così piacevole non sono pesanti, d’accordo – se poi consideri che almeno la metà del tempo ci vuole per leggere i nomi dei piatti del menu, e leggerli a chi viene a prendere l’ordinazione, che li riferisce allo chef, che torna giù e ce li elenca per intero per spiegarceli…

Enocratia

Via Sant’Agnese 14

20100 Milano

02/36.52.58.16

http://enocratia.wordpress.com/

Christian Sarti

Giornata Mondiale dell’Acqua 2013: controlliamo i rubinetti

22 March 2013 - Commenti »

•   La Terra è composta al 70% di acqua. L’uomo è composto al 70% di acqua.

•    Secondo i dati del 2011 contenuti in Water Economy, pubblicazione del Barilla Center for Food & Nutrition, il 64% delle risorse idriche mondiali è localizzato in soli 13 Paesi.

•   Finanziato dal fondo europeo Life+, il progetto Aqua (Adoption of quality water use in agro-industry) punta a ridurre gli sperperi d’acqua del settore agroalimentare in Emilia Romagna tramite la promozione di un kit per le imprese. Tramite un prontuario, che va dal questionario di autovalutazione agli strumenti di performance ambientale, il Water Saving Kit, dichiara di voler aumentare la consapevolezza della strategicità dell’acqua.

•   Il film Storie di acqua realizzato da Luca Pagliari, giornalista e scrittore, un cortometraggio sul tema dell’acqua, che descrive il suo viaggio alla scoperta dell’acqua minerale e delle sue fonti, il racconto delle persone che ogni giorno vengono a contatto con questo elemento. Il Gruppo Sanpellegrino, impegnato nella tutela dell’acqua e nella protezione delle fonti dell’acqua minerale e dell’ecosistema circostante, ha aperto a Pagliari le proprie fonti (Levissima nelle Alpi Retiche, Panna nel Mugello, e Nestlé Vera Santa Rosalia a S. Stefano in Quisquina in Sicilia). Il breve filmato verrà proiettato nelle scuole superiori per avvicinare i giovani ad alcune problematiche legate all’importanza della tutela e della conservazione dell’acqua.

•  Dopo Arabia Saudita e Messico, l’Italia, con 196 litri per abitante, si classifica terzo consumatore mondiale (e primo europeo) di acqua in bottiglia.

•   Secondo l’ONU più di una persona su sei non può godere quei 20-25 litri di acqua dolce giornalieri pro capite che costituiscono lo standard minimo per coprire i bisogni primari legati alla sopravvivenza e all’igiene.

•   In Italia esistono 431 diverse acque minerali, distribuite su tutto il territorio nazionale.

•   Secondo il rapporto Ambiente Italia 2012 di Legambiente e Istituto ambiente Italia, la disponibilità media di acqua per abitante (2.800 metri cubi annui) è, in Italia, dieci volte superiore rispetto agli altri Paesi del sud del Mediterraneo, con il massimo nelle regioni del nord-est e il minimo in Puglia.

•   Secondo i dati diffusi dal Worldwatch Institute, circa 1.2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo, vive in aree di scarsità fisica di acqua, mentre un altro 1.6 miliardi deve confrontarsi con la difficoltà di approvvigionarsi di acqua a costi sostenibili.

•   Una percentuale variabile tra il 58% e il 65% degli italiani consuma acqua minerale (Istat 2012).

•   Le regioni italiane più ricche di sorgenti sono, nell’ordine, il Piemonte, la Toscana, la Lombardia.

•   L’85% della popolazione mondiale vive nelle zone più secche del pianeta. Le persone che non hanno accesso a fonti d’acqua pulita sono 800 milioni e 2,5 miliardi non dispongono di adeguati sistemi di igiene.

•   http://www.unwater.org/

•   Le acque minerali imbottigliate in Italia sono circa 0,1% rispetto a 12 milioni di metri cubi di acque sotterranee disponibili stimate.

•   È stato calcolato che se il consumo reale giornaliero di un individuo è di 2-5 litri d’acqua, il consumo virtuale è molto più vasto perché prende in causa tutte le azioni della nostra quotidianità. Come mangiare. Un menu carnivoro ha un impatto idrico tra i 4mila e i 5.400 litri mentre un menu vegetariano tra i 1.500 e i 2.600 litri. Per consumo virtuale, quindi, si intende l’acqua utilizzata nel corso del ciclo vitale del prodotto. La carne costa molta acqua perché ne viene utilizzata sempre affinché giunga sugli scaffali dei nostri supermercati: per abbeverare il bestiame come per conservarlo, dopo la macellazione. Ma non è solo la carne ad avere un grande impatto idrico. Ad esempio: un pomodoro da 70 g costa 10 litri d’acqua, un’arancia da 100 g 50 litri, un uovo da 40 g 135 litri, 100 g di formaggio 500 litri, un hamburger di 150 2400 litri, un paio di scarpe di cuoio 8000 litri.

•   Vademecum per non sprecare l’acqua su Storiediacqua.com.

Emanuele Bonati

Foto LaPresse – AP Photo/Bullit Marquez, Internet, BCFN

Week End Donna Milano e Hobby Show: passioni per tutte…

21 March 2013 - Commenti »

Di tutto, davvero. Stand banchi banchetti palchi aree fitness corsi volanti decorazioni di torte e di visi artigiani e oggetti formine e torte decorate set fotografici e trionfi di caramelle – il tutto su misura “donna”, ovviamente – le giornate femminili, già ben superiori, fra casa e lavoro e famiglia, alle 24 ore, trovano qui modo di estendersi ulteriormente, di dare spazio a passioni hobby manualità varie, attraverso conoscenze e tecniche sempre più vaste e organizzate.


Una marea di foto le abbiamo postate su flickr (sono del nostro fotografo Bruno Cordioli) – e altre ne faremo per l’edizione di novembre, l’1-2-3 (ce ne sarà prima un’altra a Roma, l’11-12-13 ottobre…). Dove intendiamo imparare il piccolo punto e il chiacchierino, comprare stampi per torte a forma di DuomodiMilano, decorare cappelli, leggere libri di ogni tipo e provare tutte le palestre, sfilare sul palco in costume da blogger, fare una riunione Stanhome (mia mamma le fa da quasi quarant’anni) e assaggiare tutti i dolci di California Bakery, usare i panni di feltro per creare abiti decorati con le caramelle come se fossero cupcake…

Identità Golose 2013: il rispetto negli occhi di un ragazzo

13 February 2013 - Commenti (3) »

Vi racconto la mia unica giornata (domenica) a Identità Golose – finalmente, dopo anni che lo seguo da casa, proprio lì di persona, in diretta.
Entro a Milano Congressi in via Gattamelata in mattinata e mi dedico subito agli assaggi viniferi e cibiferi proposti dal Milano Food&Wine Festival – quando squilla il cellulare: è Filippo Alberani, un ragazzo di Ravenna, 19 anni, che ho conosciuto pochi mesi fa in occasione della presentazione del libro di un’amica –  che gli racconta che sono un appassionato di enogastronomia e di BlogVs CibVs Eat2… Nasce così la nostra amicizia, parlando di chef, di piatti e di scuola: l’ALMA. Sì, perché lui frequenta proprio quella…

“… dove sei? “ domanda.
“ Sono appena arrivato e sono in coda per prendere i ticket per i Rubitt” rispondo io.
Passiamo l’intera giornata assieme. Tra una tapas milanese e l’altra, parliamo del futuro della cucina, di ambizioni, di prodotti – incontro persone, amici, produttori, lo presento, e con il suo cellulare gli scatto una serie di foto con praticamente tutti gli chef che incontriamo. Si rivolge loro sempre con grande rispetto (anzi, Rispetto – il tema di Identità quest’anno), stima, e occhi sognanti: “…chef posso fare una foto assieme a lei?” – tutti acconsentono e lui è felice.
Passa il tempo tra assaggi e incontri, degustazioni e pubbliche relazioni – e poi ci spostiamo nella sezione di Identità Golose, finalmente.
Anche qui, vediamo prodotti, stringiamo mani, scambiamo saluti e opinioni con persone che incontriamo tra gli stand o nelle sale dove restiamo in ascolto, adoranti, dei grandi chef cuochi oratori. Usciamo dalla sala dove Davide Scabin ha finito il suo intervento, Filippo si volta verso il palco e dice “…anch’io un giorno salirò su quel palco”; e io penso subito che succederà davvero. Perché la determinazione e la passione di questo ragazzo mi sembrano sufficienti per portarlo ovunque – anche qui.
Si è fatto tardi, siamo stanchi e usciamo.
Lunedì, mentre io lavoravo in ufficio, il ragazzo ha trascorso l’intera giornata passando da una sala all’altra e mandandomi qualche foto. Mannaggia, devo proprio prendermi dei giorni di ferie l’anno prossimo.
La kermesse è finita ieri. Ma per me si è chiusa quando, a un certo punto del pomeriggio, quasi in concomitanza con la fine degli ultimi interventi a IG, squilla il cellulare – è Filippo, grida “Sono a scuola, mi hanno appena detto a quale chef sarò assegnato per lo stage post diploma di Alma… Sarò da ****************, sono felicissimo, non sto più nella pelle. Sei il primo a cui lo dico, non ho nemmeno chiamato mia madre per dirglielo.”
“Accidenti – un 2 stelle! Non male, non trovi?”
Con la conclusione di questa telefonata, finisce per me questa edizione di Identità Golose. All’insegna della cucina col cuore, come molti hanno detto. Del rispetto, che ho visto negli occhi di Filippo.
Per me Identità Golose è passione, quella di un ragazzo di 19 anni, diplomato in una scuola alberghiera, e che ora si diplomerà all’Alma. Un giovane che sa ciò che vuole, sa sempre di cosa sta parlando e che ha i numeri per salire, un giorno, su uno di questi palchi per dire la sua!

Christian Sarti

L’AntipatiCibVs: un Blogger Stordito (?) e il Milano Food&Wine Festival

10 February 2013 - Commento (1) »

Dal sito http://www.meranowinefestival.com/it/accredit-stampa/milano-foodwine-festival/milano-foodwine-festival-2013:

La richiesta di accredito deve essere effettuata on-line dal 10 dicembre 2012 al 3 febbraio 2013. Dopo tale data sarà possibile accreditarsi, se sussistono i requisiti, direttamente presso il desk di Accredito Stampa che verrà allestito da sabato 9 febbraio 2013 all’ingresso del Milano Convention Centre di via Gattamelata, 5. L’Ufficio Stampa, fatto salvo il diritto di cronaca (ex art.2 della l.prof. n.69/1963), valuterà le richieste e concederà l’accredito a: quanti al momento della richiesta abbiano pubblicato articoli/redazionali su testate cartacee, on-line/blog, oppure file audio/video, relativi all’edizione 2012 del Merano WineFestival o al Milano FOOD&WINE Festival 2012; quanti si impegnano a comporre almeno un articolo in data successiva all’11 febbraio 2013 indicando su quale testata verrà pubblicato.

Il Blogger Stordito, di cui evidentemente non faccio il nome, si sa, la privacy, che come al solito lascia passare la data ultima (ah: mi farò a breve un AgendaInScadenza da affiancare ad AgendaFood: le cose che devo fare, dal pagare l’abbonamento TV al richiedere umilmente accrediti come BloggerStordito) pensa “vorrà dire che mi accrediterò lì, come si fa di solito. Lo dicono sul sito… e io posso indicare loro l’evento citato su AgendaFood, alcune citazioni su BlogVs, nelle Foodsletter, su Facebook e Twitter – e poi, mi hanno anche ripreso il tweet #mfwf13: non so pronunciarlo, ma ci sarò!, vuol dire che bene o male ho assolto ai prerequisiti… E anche l’anno scorso, articoli tweet…”.

No. Mi spiace, ma le iscrizioni sono chiuse. Gli accrediti andavano richiesti prima. Io non avev… cioè, lui non aveva pensato a stamparsi la pagine del sito che diceva quanto riportato sopra, e ovviamente, essendo oltre che Stordito anche Anziano, non era in grado di citare letteralmente il suddetto, anzi – ma di fronte alla magnanima offerta di un biglietto a soli 10€, accettava grato.

Ovviamente, non sono i 10€, ce li aveva – e ce li avrà anche oggi, per tornarci, se gli concederanno ancora lo sconto. Magari i 33€ su Ticketone non li spenderebbe, ma magari sì. E sicuramente non sono i miei 25 lettori (ok, sono il BloggerStordito – non ve lo aspettavate, vero?) che apporteranno masse di visitatori al MFWF13. E quello che potrò, o potrei scrivere, non è certo nulla in confronto a quello che scriveranno i blogger pià blasonati e competenti (io in campo wine sono poco più avanti dell’affermazione “il vino può essere bianco, rosso o rosè; se ha le bollicine, è prosecco o champagne” – e devo ancora collocare i vini dolci: il dolcetto, ad esempio…). E potevo chiedere a qualcuno di telefonare a Helmuth Köcher, presidente e fondatore del Merano WineFestival, per farmi avere un biglietto – ma se in realtà comunque sotto sotto mi vergogno un po’ a chiedere biglietti come blogger, ancor di più mi sento a disagio a farmeli chiedere…

Comunque, disappunto, delusione – un momento di conforto? la brva-simpatica-carinissima signorina alla cassa dove si pagano i piatti si ricordava di me dall’anno scorso… fascino del foodbloggeromasculo, o eccesso di scontrini? – ma un buon calice di vino, o due, o tre o più… e passa tutto.

Emanuele Bonati

Ecco a voi l’Olio Officina Food Festival

24 January 2013 - Commenti »

Eccolo – se ne parla da un po’, tanto che sembra quasi che sia già iniziato, da tempo e che l’evento fisico sia una semplice formalità. Non è così, ovviamente: si tratta di un festival tutto da vedere, e sentire, e degustare di persona…

Il bello di questi eventi è proprio questo: che partono da un vero e proprio racconto diffuso dell’evento che ti coinvolge, aggiungendo tasselli alla tua conoscenza e stimoli al tuo desiderio di approfondire… che potrai poi soddisfare, e verificare, in loco – quest’anno al Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta, qui a Milano.

Un programma interessante, ricco di spunti – a cominciare dall’esplorazione del rapporto fra l’olio e la cucina indiana: Shekhar Reikhi, del ristorante indiano Sarla, sempre qui a Milano, afferma che l’olio da olive sposi le ricette della indiana senza alcun problema.

Non sto qui a rifare elenchi che potrete trovare sul sito di Olio officina – mi limito a citare qualche frase di Luigi Caricato, qualche frase rubata in giro.

• “OOFF è un evento laboratorio, un vero grande happening nel nome dell’olio, senza pregiudizi, senza riserve: l’olio e basta, senza sbavature, senza politica, senza intromissioni di varia natura. E’ un traguardo importante che solo coloro che ne sanno leggere la portata possono condividerne con me la gioia.” (Luigi Caricato)

• “L’iniziativa, prevista al Palazzo delle Stelline, è stata concepita per “ridare ai condimenti un ruolo chiave nell’ambito alimentare”, ma è anche “un grande movimento culturale nato per mettere in evidenza i condimenti e, in particolare, l’olio da olive”. Tanti i focus dell’iniziativa, come ad esempio quello strettamente legato agli usi dei condimenti in cucina, con la presenza di chef, maestri di cucina, ma soprattutto di biochimici, nutrizionisti, oleologi e tante altre figure che ruotano intorno all’olio da olive e ad altri condimenti, l’aceto in primis. Come spiega Luigi Caricato, il direttore della manifestazione, “oggi, per fortuna, si può parlare a buon diritto di ‘olio democratico’, disponibile per tutti, visto che le nuove tecniche estrattive, oltre alle nuove economie in atto, consentono ormai di rendere popolare un prodotto, l’attuale olio extra vergine di oliva, fruibile e accessibile da tutti”. Al Festival i visitatori si confronteranno con le produzioni olearie d’eccellenza di ogni angolo del mondo, con l’India eletta ‘Paese d’Onore’.” (Ansa)

• La mental coach Alessandra Mattioni parlerà tema “Niente stress, c’è l’olio di oliva”.

• “Vi annuncio che a partire da venerdi 25 gennaio l’Onaoo, acronimo di Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva, sarà presente a Olio Officina Food Festival per festeggiare il proprio trentennale. Si parte con l’e-taster, un moderno e tecnologico oil bar, per passare, dopo alcuni passaggi, nelle varie sale, alla grande serata Onaoo per il trentennale, a partire dalle 19, in sala Leonardo.” (Luigi Caricato)

• La scrittrice e antropologa Daniela Marcheschi interverrà sul tema “Cibo, cultura materiale, letteratura nelle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi”.

• Ci sarà Ciccio Sultano. “Tradizione, modernità, storia. Ovvero, la variante Sultano. «Sono un barocco d’avanguardia» – dice di se stesso lo chef, intendendo due cose: la scelta di aggiungere piuttosto che di togliere e l’idea che l’avanguardia coincida con la personalità. «Solo chi trova il suo stile è moderno. Il resto è emulazione, accademia, forse paura» – aggiunge. La conversazione con Nicola Dal Falco seguirà il filo dei ricordi, delle sfide e di alcuni piatti emblematici.”

• Ci sarà Tano Simonato. Occorre superare la logica che l’olio extra vergine di oliva sia poco adatto nella preparazione dei dolci. E’ solo un limite culturale che va presto superato. E’ sicuramente possibile trasformare molte ricette che prima si realizzavano ricorrendo al burro. Ciò che è certo, è che con l’olio da olive si guadagna in leggerezza e digeribilità.

• L’artista Valerio Marini avrà una sua postazione di lavoro, e fino a quando le forze glielo consentiranno, realizzerà in presa diretta vignette su vignette sul tema “olio ed eros” – un argomento scivoloso…

• Ci saranno Viviana Varese e Antonella Varese. Qual è l’olio giusto per cucinare il pesce? Qual è invece il più adatto per il condimento a crudo? E cosa cambia in particolare tra pesce di lago e pesce di mare? Due cuoche campane della costiera amalfitana, sorelle, operano in due diversi ristoranti in Lombardia e si confrontano con materie prime altamente pregiate e delicate, osservando la massima cura in ogni momento. Raccontano in dialogo tra loro la propria esperienza e, spiegano punto per punto le dinamiche evolutive del loro modo di far cucina.

• Ci sarà Gualtiero Marchesi. La ricetta, fatta e letta a dovere, è, senza mezzi termini, una voce d’enciclopedia in cui si può trovare tutto: geografia, clima, storia, tradizione oltre e soprattutto all’estro collettivo e individuale. Ed ecco, da qui, il rapporto tra bello e buono; il culto, ma non la tirannia della tecnica; la dedizione nei confronti della materia in cui riconoscere la filosofia delle forme; il cammino verso la purezza; l’eleganza contrapposta al lusso.

• Ci saranno Pietro Leemann, Laura Bosio, Nicola Del Falco, Laura Rangoni. Dubbi sulla presenza di Luigi Caricato: è stato nominato Ambasciatore del Burro di Malga…. (no eh?… ok, ci sarà anche lui).

• Ci saranno decine e decine di persone, interventi, conferenze, espositori, degustazioni, suoni, odori. E ci saremo anche noi, sparsi in giro. Sarà sicuramente un successo – andrà tutto liscio come l’olio, ovvio, no?

Emanuele Bonati

La Giornata del Tiramisù: io sono pronto… servitelo pure!

17 January 2013 - Commenti »

Dolce vagamente misterioso – dovrebbe essere nato nel trevigiano negli anni Sessanta del secolo scorso, ma se ne ipotizzano, anche se non sembrano essercene tracce nei testi di cucina più antichi, origini ben più remote, su su fino al Seicento.

Dolce molto godurioso – al di là delle possibili varianti, con frutta cioccolato aromi a piacere, l’originale in sé è già un capolavoro.

Dolce per cui tutti hanno una ricetta unica sola vera – la mia preferita: 1/8 biscottino (savoiardo, o anche pavesino) inzuppato leggermente nel caffè, 7/8 crema al mascarpone.

Dolce italiano che si è diffuso nel mondo, con la pizza la pasta il panettone…

Dolce terapeutico, che già dal nome ti fa sentire meglio, ti incita e ti sprona, ti addolcisce e rinvigorisce.

Dolce simbolo, celebrato oggi 17 gennaio nell’IDIC 2013 – International day of Italian Cuisines con una ola, un’ondata di tiramisù che percorrerà tutto il mondo. Qui a Milano ci si collegherà – da Galdus, la scuola di formazione che ospita l’evento in Italia, i cui allievi pasticceri prepareranno il tiramisù secondo la ricetta originale – con l’International Culinary Center di New York, dove è organizzata la manifestazione centrale, con Giancarlo Perbellini a spiegare al mondo i segreti del tiramisù perfetto, e dove si celebrano nell’occasione anche i Grana Padano Italian Cuisine Worldwide Awards e l’Acquerello Risotto World Contest.

La IDIC 20123 è promossa e coordinata da itchefs-gvci.com, voce di un network di oltre 2000 cuochi, ristoratori e culinary professional che lavorano in 70 paesi del mondo e che, quotidianamente, si ritrovano nel Forum del GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani). È una mobilitazione di base per dire no alle imitazioni, ma è soprattutto una maniera per promuovere i cuochi, i ristoratori e tutte quelle figure professonali dell’enogastronomia italiana che nel mondo si battono per la sua autenticità. “È fondamentale in tempi di crisi come questa mantenere la competitività dell’Italia sui mercati internazionali e questo si ottiene solo con eventi che irrobustiscono l’immagine e la cultura che accompagna i prodotti italiani, soprattutto quelli agroalimentari”, dice Rosario Scarpato, direttore della IDIC 2013 e co-fondatore del GVCI.

Cuochi di tutto il mondo prepareranno tiramisù classici e varianti, blogger si esibiranno nelle loro cucine e sui loro blog diffondendo zuppiere di mascarpone e biscotti, giornali e media vari ne parleranno scriveranno pubblicheranno…

Io sono diposto a mangiare tutti quelli che mi si presenteranno davanti. E se non si presentano, li vado a cercare…

Emanuele Bonati