Archivio per la categoria ’DOLCI’

La Terra del gelato

14 May 2013 - Commenti »

Le migliori 25 gelaterie del mondo secondo The Daily Meal. Ce ne sono 10 statunitensi, ohibò – una canadese, una australiana, una africana (Sudafrica), quattro dell’America centro-meridionale, quattro europee (Svezia, Germania, Danimarca, Irlanda), tre italiane.

Perché no! a Firenze, al settimo posto. Antico Caffè Spinnato, a Palermo, al quarto. Gelateria Ercole, a Pizzo (Pizzo Calabro, la “città del gelato”), al secondo. Al primo posto, Fenocchio, a Nizza.

Emanuele Bonati

Photo Credit: Flickr/inga_beretta

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L’AntipatiCibVs: E la Quaresima si porta via anche i tortelli

18 February 2013 - Commenti (2) »

Ho provato a fare un giro di assaggio di tortelli (o frittelle), uno dei miei dolci di Carnevale – e non solo – preferiti. Ho visitato qualche panetteria e qualche pasticceria, e ho identificato qualche tipologia e caratteristica.

1. Anzitutto: il sapore principe, quello che si sente meglio e più intenso, è quello dello zucchero. Soprattutto in panetteria, a volte in pasticceria. Altri sentori e retrogusti: l’olio di frittura, spesso. A volte, nonostante l’olio e lo zucchero, si percepisce nettamente l’assenza di qualsivoglia sapore.

2. Le dimensioni variano dalla noce al pompelmo: le panetterie-pasticcerie di lusso del centro prediligono il tortello modello montgolfier…

3. Consistenza: dalla spugnetta imbolsita al croccante, ampia gamma.

4. Varietà – a parte qualche caso estremo, ci si mantiene su crema – cioccolato – chantilly – panna – crema ai pistacchi. Possibilità di uvetta nell’impasto.

5. Più buoni mediamente i tortelli di pasticceria. Non faccio elenchi di nomi – riprenderemo il discorso l’anno prossimo.

6. Non posso però non citare i tortelli di Sant’Ambroeus. Vorrei un etto di tortelli vuoti, un etto con zabaglione, un etto con crema chantilly. Glieli metto nei sacchettini? Grazie. Tre sacchettini, in un’elegante borsa di carta. Grazie. Dimensioni ridotte del tortello, assaggio quelli vuoti. Buoni, decisamente buoni. Assaggio uno di quelli allo zabaglione: buoni, sì. Lo zabaglione una punta troppo alcolico, forse. Buona la crema. Tutto bene? No. I tortelli sono così piccoli che le creme vengono contenute a stento, fuoriescono un po’ troppo: sono tutti impiastricciati, e nel sacchettino si sono compressi e attaccati fra loro. Perché mi è stato proposto il sacchetto? Non è nemmeno che me ne sia andato in giro tutto il giorno: uscito dal negozio, ho aperto il primo sacchetto dopo una ventina di metri, per assaggiare subito. La confezione era assolutamente inadeguata: l’ho accettata perché sapevo che non avrei tardato tanto nell’assaggio, ma non dovevano propormela. Un pastrugno insomma – a 6€ al kilo. Che insomma…

Emanuele Bonati

Una (nuova…) rivista in edicola: “in cucina q.b.”

28 December 2012 - Commenti »

C’era bisogno di una nuova rivista di cucina? Trovo per caso da Mondadori “In cucina q.b. quantobasta”. Primo numero. Cosa c’è? Leggiamo.

Editoriale di presentazione. Note a margine: tutte le ricette pubblicate (più di 60 per numero) sono testate giornalmente (?). Pubblicate – spero le testino prima della pubblicazione.

Due pagine di presentazione di prodotti. Agenda. Il protagonista: il topinambur (finalmente so da dove viene il nome: è quello di una tribù brasiliana che si pensava lo coltivasse…). Una cena speciale: quella della vigilia. Ricetta laziale: aliciotti e indivia. Scuola: sfilettare il pesce, piatto o tondo: fotosequenza con cuoco pluribraccialettato (perline cordine…). Natale in Svezia: riso al latte. Menu del mese: vellutata broccoli lenticchie, sedanini patate porcini, spezzatino vitello al marsala con purè di patate al (indovinate?) limone. I piatti delle feste (le crocchette di latte! buone!!). Street food (non poteva mancare): pane ca’ meusa, panelle: si parte dalla Sicilia (ottima partenza). Dolci tentazioni (mamma mia – si inizia con mont blanc stollen pavlova… che bellezza, e bontà…). Viaggi di gusto: le terre dei Piceni (segnalando, ovviamente, dove mangiare, dove acquistare, dove dormire). I vini da dessert (moscato d’asti, passito di pantelleria, recioto della valpolicella, barolo chinato). Scuola: cuocere il riso (pilaf, al vapore: ma che riso devo usare?), sempre con braccialetti plurimi. La cena di san silvestro. Due pagine di oggetti da cucina. Le ricette di Alessia Vicari. Cuciniamo insieme (con chi? con i bambini!). Scelti per voi: tre locali romani. Il mondo dell’olio, con l’olio del mese. La cucina alternativa, senza glutine (e una pagina di prodotti). Una scuola di cucina: Chef per caso, a Genova. Web: presentazione di due blog. Elenco di scuole.

OK – messa giù così, sembra che ne voglia parlar male. In realtà, ci sono cose che non mi piacciono – dal prezzo (3,50€, questo numero 2,50 – mi sembra un po’ troppo), alla grafica (che definire accattivante mi sembra eccessivo), al titolo (c’è una rivista q.b. fgv col suo sito e tutto quanto; il blog di Anna Maria Pellegrino lacucinadiqb, e QB in cucina quanto basta, un altro blog, e una trasmissione Q.B. su Rai5, e “La cucina quanto basta”, il libro di Matteucci…), al fatto che non c’è un gran che di nuovo, o che in qualche modo la distingua dalle altre (per dire, manca solo la rubrica di cake design…), mentre ci sono tutte le cose che abbiamo già visto (lo street food, senza glutine…). Ovviamente, probabilmente, sono cose che ci devono essere – ma un’idea in più, forse, uno sprazzo di originalità, non ci sarebbero stati male…

Ma le ricette sono spiegate bene, molto bene direi, con spunti interessanti, come la carbonara vegetariana o le polpette di castagne con bietoline in agrodolce, le proposte della tradizione (le aliciotte mi fanno gola…)  – e preziosa la lezione di sfilettatura del pesce.

E allora? Allora benvenuta, “In cucina q.b.” – ti auguro comunque fortuna, e spero che tu possa trovare una tua strada…

Emanuele Bonati

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Qui Milano 7: Dolcezze per tè (e non solo…)

12 December 2012 - Commenti »

Nuove aperture a Milano, in zona Brera-Garibaldi. Tè, e dolcezze. Dolcezze nascoste – sì, perché Fiocchi di zucchero, il temporary store di Ambra Romani e Francesca D’Orazio Buonerba (www.erbapepe.com) si trova nel cortile di Corso Como 9 (interno 47).

Tutti, credo, proviamo un attimo di momentaneo sconforto di fronte al proliferare di cupcakes e simili dolci iperdecorati e un po’ fasulli che si affacciano inquietanti da schermi tv e riviste… E poi – e poi entri in questo temporary store (aperto fino alla fine di dicembre) e ti ritrovi a doverti ricredere, e ad ammettere, con un certo entusiasmo, che ne compreresti dei kili…

Un po’ perché Ambra Romani è una maestra del genere, ma sa fare anche benissimo tutto il resto; un po’ perché è affiancata da Francesca D’Orazio Buonerba, che a sua volta affianca a quelle di Ambra le sue creazioni, ovvero i dolci della tradizione regionale italiana, rivisitati, ammodernati, ingentiliti a  volte, ma comunque perfettamente riconoscibili – e che non stonano affatto, anzi, accanto alle delizie arabescate, e a prelibatezze “nuove”, come posso essere i macaron (più grandi del normale, e – ne ho assaggiato uno – più buoni del normale).

E lì vicino ci sono due nuovi negozi dedicati al tè: Dammann Frères, in Venticinque Aprile, e Kusmi, in Fiori Chiari. Ci siamo stati, ve li racconteremo… ora dobbiamo finire il nostro tè con i calcionetti…

Emanuele Bonati con Christian Sarti

Torte & Blogger & Racconti: C’è torta per te 2

1 October 2012 - Commenti (10) »

Un libro è tante cose, ovviamente – racconto fantasia realtà invenzione esperienza vita e tutto quello che si può immaginare. Ci sono libri belli e brutti, utili e inutili. Ci sono libri vuoti e libri pieni. Libri che vivono per il tempo della lettura, libri che durano nel corso del tempo, o nel cuore.

Ci sono libri come C’è torta per te 2. Libri che hanno una ricetta speciale.

INGREDIENTI: 30 blogger femmine e diciamo 3 blogger maschi (sono più rari, vanno usati con parsimonia). Una quantità variabile di confezioni assortite di margarina Vallè. Spezie altrettanto assortite, farine. Zuccheri aromi. Per insaporire il tutto, aggiungere un po’ di pagine raccontate dai blogger.

ESECUZIONE: mescolare e inserire il tutto in una casa editrice, diciamo Trenta Editore, che provvederà a sfornare un libro.

GUARNIZIONE: alla fine: il ricavato sarà destinato all’IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia, a sostegno della ricerca sul tumore al seno.

Tutto piuttosto semplice, dunque. Con qualche idea in più. A parte l’iniziativa a favore della ricerca, dico (un’iniziativa seria: l’IEO non è che sia stato lì a incassare l’assegno a occhi chiusi, prima hanno controllato – un’ulteriore conferma che si tratta di una cosa seria, e soprattutto che la margarina Vallè è una cosa seria, un alimento valido a tutti gli effetti). Ad esempio, l’idea di far prendere spunto ai blogger per la loro ricetta da un ricordo o un desiderio di viaggio, da una spezia che quel ricordo evoca, o che stimola quel desiderio. E di farlo raccontare – un blog è cucina, ma anche scrittura, no? E di far scegliere a un’apposita giuria tre vincitori per tre diverse categorie. E premiarli, qualche giorno fa, dopo una giornata di torte presso la scuola de La Cucina Italiana (ho visto le foto: devono essersi divertite parecchio…), allo spazio Cooks&Books della Mondadori Duomo. Dove sono stato, in compagnia di un amico incontrato per strada…

Mi sono letto il libro – confesso che ho cercato di leggere le ricette a occhi chiusi, per non sbavare troppo sulle pagine. Inutilmente. E posso dire di essere d’accordo sul verdetto della giuria, a cui avrei forse aggiunto altri premi (una trentina? la destinazione più lontana, la più vicina, quella scritta più lunga, quella più corta… anche perché conosco molte delle/dei blogger… e non sarei stato imparziale).

I premi? anzitutto, uno speciale – per i blogger che si sono classificati al secondo posto in tutte e tre le categorie: Sara Tescari e Paolo Arcuno di ficoseccouvapassa. Il loro racconto, “Voglia d’anice”, si è tradotto in una ricetta di Mini plumcake alle pere con anice e mandorle, e in un’ulteriore ‘Uvetta’ (oltre a Uvetta-Vicky, rimasta a casa…) da aggiungere a Fico e Uva – la piccola Caterina (un mostro, ha dormito beatamente in mezzo alla presentazione confusione…).

E poi: Laura Adani (Iocomesono) che ha raccontato “Il Viaggio” con una Torta di albicocche al profumo di vaniglia e cardamomo, vincendo per “Il viaggio dei tuoi sogni” (per sapere dove, comprate il libro).

Fedora D’Orazio, ovvero Cappuccioecornetto, per “Lo stile più innovativo”, con “In viaggio nel regno dei cartoni animati”, fatto sbocconcellando una fetta di Torta speziata zenzero e cannella (perché ‘innovativo’? comprate il libro…).

E per finire – scusatemi ma qui mi dilungo un poco – Anna Maria Pellegrino. Che è, come ma più delle altre, un’amica. Non solo e non tanto di BlogVs (non tanto, per il fatto che sin dall’inizio scriva per noi una rubrica – Tanto CibVs QuantoBasta – molto bella: è infatti una delle collaboratrici più rade e neghittose della blogosfera, tanto che presto sarò costretto a trascrivere le nostre  conversazioni telefoniche e a gabellarle per preziosi interventi ‘intercettati’… ok, ok, in realtà ha molto moltissimo da fare, oltre alla vita familiare e a quella del suo blog La cucina di qb partecipa assiste collabora concorre organizza imperversa….), ma proprio mia, nostra, di noi fuori dal blog (per il quale scrive pochissimo… ah, l’ho già detto?). E la sua bellissima storia è “Il viaggio più bello è quello che facciamo l’uno verso l’altro” (da leggere, nel libro), con dei Tortini morbidi ai mirtilli con labna profumata di coriandolo e pepe nero lungo, e ha vinto il premio per “Il viaggio più insolito” (dopo aver perso di misura – tre battute: bastava usasse del pepe lunghissimo… – il mio premio “Titolo di ricetta e titolo di racconto più lunghi del libro” a favore di Claudia Tiberti – i suoi titoli? non mi ci stanno… li leggerete sul libro!).

PS DI DOMANDE: perché si vede solo la mano di uno dei blogger maschietti? e perché sono stato invitato alla presentazione del libro e non a quella delle trentatrè torte?

C’è Tort@ per te 2 – In viaggio con i blogger

Ricette e racconti dal web

Trenta Editore

176 pp., 16€

Emanuele Bonati

Qui Milano 3: tutto si muove, si apre, si sposta…

19 September 2012 - Commenti »

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Prossima apertura in Corso Indipendenza di un nuovo negozio Dolcemente Kitchen. Dopo quello in via Volta, un’altra succursale di articoli per torte e dolci del Kitchen di via De Amicis.

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Macdonald’s trasloca dalla Galleria Vittorio Emanuele per fare posto a un nuovo negozio Prada (mangereccio?). Ma non si allontana troppo: occuperà i locali di Ciardi, storico ristorante pizzeria bruciato nel luglio scorso (Fonte: Corriere della Sera).

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Emanuele Bonati

Qui Milano: finalmente più Toldo per tutti

4 August 2012 - Commenti »

Buone notizie. Avevo accennato alla chiusura della gelateria Toldo, e al suo probabile ampliamento a inglobare la vetrina a destra: fatto. Non solo – non c’entra, ma il gelato che le stava di lato si è alquanto lateralizzato, ovvero si è trasferito in via Madonnina.

Il nuovo locale ampliato ha perso quell’aria âgé – che forse era così solo nel ricordo, nel ritrovare lo stesso posto con lo stesso gelato – un po’ affaticata dagli anni. Luminoso, chiaro, bancone bar con una bella mostra di biscottini pasticcini (con delle piccole bellissime T-cake, Toldo cake all’insegna del cake design), due banconi per gelati granite, uno a pozzetti uno a vaschette.

Ritrovare il gusto di Toldo in un ambiente nuovo e vecchio: un piacere.

Bentornato Toldo

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Il National Cherry Cheesecake Day… e altro

23 April 2012 - Commenti »

Allora: scopro or ora che in America è la Festa Nazionale del Cheesecake alla Ciliegia.

Vi aspetterete un commento… ebbene, no: eccovi la ricetta di una Cheesecake eccetera veloce, da fare senza bisogno di usare il forno. L’ho tradotta liberamente da Foodista, sito al quale rimando per la versione originale; la foto invece viene da flickr ed è di Tammy Moore.

Unire lo zucchero (mezza tazza) al formaggio cremoso (una confezione – philadelphia, o simili) e amalgamarli bene, facendoli diventare cremosi. Montare la panna (1 confezione) o usare la panna spray (oh, lo dice la ricetta) e aggiungerla al formaggio montato con lo zucchero, versare il tutto in una base di una specie di cracker integrali (Graham cracker: la ricetta della base qui; penso si possa usare anche una base tipo biscotti Digestive sbriciolati, o simili), ricoprire con una guarnizione alle ciliegie pronta (o magari usate della marmellata. o ciliegie sciroppate…) e mettere in frigo per alcune ore.
Come mai mi sono dedicato a una ricetta così insolita? Americana per di più – chissà cosa dirà la mia amica Laurel Evans, ovvero Un’americana in cucina! …che peraltro non ha questa ricetta…
Come mai, dicevo? Per fare ammenda dell’essermi lasciato sfuggire, ieri, un’altra festa americana: il National Jelly Bean Day. Inutile dire che amo profondamente, i Jelly Bean, e li avrei festeggiati volentieri – eh, già… però… potrei aggiungere al topping, alla decorazione della torta qui sopra, dei Jelly Bean, piantati in verticale in mezzo alla distesa di formaggio… addirittura senza le ciliegie… Laurel, vai a nasconderti! sono io il vero cuoco americano in cucina!!!

Facciamo mente locale: mancano pochi giorni alla fine di aprile (che per inciso è stato il Mese Nazionale del sedano, delle noci pecan, dei pretzel morbidi e degli alimenti di soia), ed ecco l’elenco delle feste gastronomiche di questo scampolo di mese:
April 24 National Pigs-in-a-Blanket Day  (dovrebbero essere i piccoli wurstel avvolti in una briochina o un piccolo panino)
April 25 National Zucchini Bread Day
April 26 National Pretzel Day
April 27 National Prime Rib Day
April 28 National Blueberry Pie Day
April 29 National Shrimp Scampi Day
April 30 National Oatmeal Cookie Day

Prepariamoci. Maggio si avvicina (già il primo sarà il giorno del parfait al cioccolato…).

Emanuele Bonati

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Il giorno dei pancake: 21 o 28 febbraio?

29 February 2012 - Commenti »

Sappiamo più o meno tutti cos’è un pancake: una grossa frittellona, una crêpe spessa uno o due centimetri, la frittella di Nonna Papera da cospargere di quel denso sciroppo ottenuto spremendo degli aceri (il sapore dello sciroppo d’acero in effetti è più o meno quello…). Scherzi a parte, è uno degli alimenti tipici della colazione nordamericana; di origine britannica, era il dolce tipico del martedì grasso, che è diventato il Giorno dei Pancake. Anche ieri, nei paesi dell’area americana, era il National Pancakes Day: celebrato dal 2006, si tratta di una festa sicuramente più commerciale, che celebra comunque uno dei landmark della gastronomia d’oltreoceano.

Anche Pee-wee Herman, comico molto amato dai bambini, ha celebrato il suo personale Pancakes day con una foto postata su Twitter…

Non è più tempo di panettoni?

13 February 2012 - Commenti »

Sbagliato. Il legame panettone-Natale è in buona parte un’idea commerciale – e una cosa buona dell’amministrazione Moratti è stata il tentativo di fare del panettone il dolce milanese tout court, disponibile tutto l’anno…

E in effetti col panettone si può anche cucinare: lo ha dimostrato la serata Panettun Night, organizzata da Carlo Vischi qualche settimana fa a The Hub Hotel a Milano, in collaborazione con Loison, produttore (peraltro veneto) di panettoni: una serie di utilizzi del panettone come ingrediente in ricette tutte diverse, originali e indovinate, a opera di Sandro Mesiti, Resident Chef di The Hub, e dello Chef ospite, Alberto Basso del Ristorante 3quarti di Grancona (Vicenza). Se mai ce ne fosse bisogno, ricordo anche che queste ricette sono state ispirate da quelle  proposte dallo chef stellato Fabrizio Ferrari nel ricettario Mille e un… panettone! curato per Trenta Editore da Barbara Carbone e Dario Loison (che – curiosamente – si chiama come il panettone…). Ma vediamo qualche piatto…

Rotolino di panettone con mascarpone e carne salata

Millefoglie di panettone e foie gras

Risi e latte con alici del Cantabrico, pomodori secchi e crostini di panettone classico Loison

Filetto di vitello in panure di panettone, patate dorate, uvetta e pistacchi

Rivisitazione del panettone in evoluzione 3.4

Ottimo…

Che poi a uno viene il sospetto che Loison avesse la casa piena di panettoni, e non sapendo più come sbolognarli, abbia deciso di riciclarli così… E invece no, a quanto pare il panettone soprattutto all’estero “tira” tutto l’anno, è un dolce molto conosciuto e molto richiesto.

E cionostante, Loison si è inventato un altro utilizzo del panettone: il panettone-merendina, imbustato in fette singole in un sacchettino tipo merendina. E non è un prodotto derivato dal riciclaggio affettatorio dell’invenduto: si tratta di fette progettate apposta, confezionate singolarmente. A chi ama il panettone, come me, non può sfuggire la meraviglia di questa idea: una merenda sana, buona. utilizzabile anche nei distributori automatici (ogni riferimento a quello presente nel mio ufficio è puramente casuale).



Non ho poi molto da dire sul panettone Loison – anzi, sui panettoni Loison: sono semplicemente buonissimi, le varie versioni (mandarino, amarena su tutte) mantengono e arricchiscono il gusto del panettone, siamo veramente a un ottimo livello di gusto morbidezza sapore profumo… e quindi – panettone tutto l’anno.

ps alla benevola attenzione del dottor Loison: se comunque caso mai nonvolesseilcieloche – ma chissà – qualora forse potesse adombrarsi l’ipotesi che un panettoncino venisse storto, non lievitasse, o il ripieno di coda alla vaccinara non piacesse, mi offro come riciclatore biodinamico ultraveloce ecosostenibile…

Emanuele Bonati