Archivio per la categoria ’Buon CibVs col tè!’

Buon Natale… con tè

24 December 2012 - Commenti »

Ebbene sì – Natale con tè! Solitamente le festività natalizie sono associate allo spumante e allo champagne, nonché al buon vino. Ma perché non inserire il tè anche nel pranzo delle feste? Ovvio – non vi sto proponendo di sostituire il vino con il tè, ma di preparare qualche ricetta con il tè come ingrediente. Ricette semplici, veloci e molto molto golose.

Recentemente ho preparato dei cracker con farina integrale, olio extravergine e tè nero cinese Grand Lapsang Souchong – sono ideali con i formaggi e perfetti col salmone affumicato. Li rifarò per la Vigilia di Natale come antipasto, ma sono ottimi anche nel buffet dell’aperitivo o nel cestino del pane, da sgranocchiare tra una portata e l’altra.

La ricetta? Eccola!

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Cracker di farina integrale al tè nero Grand Lapsang Souchong

200 g. di farina integrale
4 g. di tè nero Grand Lapsang Souchong
6 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale

Per prima cosa ho fatto il tè. Ho lasciato in infusione per 5 minuti il tè in 25 cl di acqua calda a 95°.
In una terrina ho messo la farina, l’olio extravergine, il sale, qualche foglia di tè infusa tagliuzzata con le forbici e aggiunto tè fino ad ottenere un impasto sodo, non troppo morbido ma neanche densissimo.
Ho mescolato bene, ho ottenuto un panetto che ho steso col matterello.
L’ho posto su una teglia ricoperta di carta forno, con una rotella ho ritagliato delle losanghe senza separarle, ho posto la teglia in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
Ho sfornato, una volta raffreddati ho separato i biscotti.
Si conservano per 3-4 giorni in una scatola di latta.

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Un’altra idea è la granita preparata col tè verde al gelsomino. Potrebbe essere inserita nel pranzo in sostituzione del sorbetto, oppure come dessert goloso e poco calorico.

Le dosi? Per mezzo litro di granita occorrono mezzo litro di acqua minerale naturale e 5 g. di tè.

Come l’ho preparata? Così: ho infuso le foglie del tè per quattro ore se nero e sei se verde, poi ho filtrato il tutto in un contenitore a chiusura ermetica e posto nel freezer per circa quattro ore avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare il formarsi dei cristalli di ghiaccio.

Il tè verde al gelsomino può essere sostituito con l’Earl Gray o con alcuni tè verdi aromatizzati alla menta.

Dopo pranzo una tazza di tè caldo è davvero piacevole. In commercio ci sono molte proposte di  tè natalizi, ovvero aromatizzati con arancia, cannella, chiodi di garofano, anice stellato, spezie profumatissime, che regalano benessere e calore.

Prepararli in casa è semplicissimo. Si parte da un buon tè nero, l’English Breakfast è perfetto. Nella teiera si pone il giusto quantitativo di tè, ovvero 5 g. per mezzo litro di acqua minerale naturale, si aggiungono le spezie preferite, si versa l’acqua a 95° si lascia in infusione per circa 4 minuti, si filtra et voilà, il tè aromatizzato è pronto per essere bevuto e riscaldare le nostre giornate di festa.

Buon Natale col tè a tutti!

Giovanna

la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè: Bibita fresca al tè, pesca, limone e menta

12 September 2012 - Commenti »

Settembre è un mese delizioso. Dopo la pausa agostana, si riprende il solito tran tran con rinnovato vigore, mantenendo però ancora i ritmi rilassati acquisiti in vacanza. Il clima è mite, l’aria frizzante, la natura con i suoi colori aranciati, pulsanti di vita, invita a non rintanarsi in casa, ma a organizzare una gita fuori porta, la visita a un museo,  un pic nic, una cena in terrazza con gli amici.

In questo periodo dell’anno c’è ancora una ricca produzione di frutta tipicamente estiva quali le pesche, ed è ancora piacevole organizzare una cena con piatti freddi, veloci e leggeri.

Anche a me, tra una gita e una sagra, di tanto in tanto piace invitare amici a cena, o riempire un cesto di leccornie da mangiare dopo una distensiva  passeggiata in un bosco.

Nel mio cestino, volutamente molto british, non mancano mai torte salate,  sandwich farciti con prosciutto o carne arrosto e verdure, e come dolcetti i muffin – sono ideali per i picnic, golosi, leggeri e molto inglesi.

Ma sia nel cestino che nella cena in terrazza non manca mai il tè. Ovviamente come bevanda, ma anche come ingrediente di piatti salati o dolci.

Col tè, spesso organizzo una cena – dall’antipasto al dolce. Volete sapere come?

Partiamo con l’aperitivo – una bibita molto fresca e aromatica. Gli ingredienti sono semplicissimi, il gusto davvero delizioso.

Anzitutto, è necessario preparare del tè con l’infusione a freddo. Io ho scelto un tè nero cinese dalle note gradevolmente affumicate, ma eventualmente va molto bene anche l’English Breakfast, un blend di tè reperibile in tutti i supermercati, mentre sconsiglio i tè molto aromatici o gli Earl Grey, in quanto il loro aroma coprirebbe quello della frutta fresca.

Una volta pronto il tè, si aggiunge il succo del limone, una pesca tagliata a fettine e qualche foglia di menta, si diluisce con acqua, si dolcifica con poco zucchero di canna e dopo un riposo di due ore in frigorifero è pronta una bibita molto profumata con la quale accogliere i nostri ospiti.

Ingredienti per 2 l. circa di bibita:

4,5 cl di tè freddo Grand Keemun o English Breakfast

1,5 l di acqua oligominerale

3 pesche

il succo di tre limoni

tre cucchiai scarsi di zucchero di canna

menta fresca

Per prima cosa preparate il tè con l’infusione a freddo, ovvero in una caraffa unite 4,5 g di foglie di tè e 4,5 cl di acqua; ponete la caraffa in frigorifero per 4 ore, poi filtrate il tè.

Aggiungete le pesche lavate, pelate e tagliate a fettine, il succo dei limoni, lo zucchero,  qualche foglia di menta e l’acqua. Mescolate bene e  ponete la caraffa in frigorifero per un paio d’ore.

Una volta pronta decorate con rametti di menta.

Servite senza filtrare, lasciando le fettine di pesca, che oltre a decorare arricchiscono la bibita, creando un simpatico effetto mangia e bevi.

La nostra cena è solo all’inizio. Dopo l’aperitivo è piacevole offrire… ma questa è un’altra ricetta, che vi racconterò prestissimo.

Intanto, ci beviamo insieme un bicchiere di aperitivo al tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

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Buon CibVs col tè: la granita di tè verde al gelsomino

2 August 2012 - Commenti »

Il caldo è insopportabile, l’afa impazza e la Cuoca eclettica e appassionatamente amante del tè cosa fa? Ovviamente beve tè, tanto tanto tanto tè caldo, o meglio, alla giusta temperatura di infusione, proprio come i popoli orientali.

E poi? Anche tè freddo, of course, ma preparato con criterio – ne avevo già parlato, ricordate?

Ma l’amore per il tè, suggerisce alla Cuoca eclettica un’altra possibilità: la granita.

Ed ecco entrare nel mio ricettario tante granite preparate col tè, verde, nero, aromatizzato, puro.

Tutte deliziose, refrigeranti e a zero calorie, visto che, come per il tè, anche le granite le consumo in purezza.

La granita presentata per BlogVs è preparata col tè verde al gelsomino, facilmente reperibile in tutti i supermercati.

Prepararla è semplicissimo. Per mezzo litro di granita, si mettono in una teiera 5 g di foglie di tè e mezzo litro di acqua a temperatura ambiente. Si pone la teiera in frigorifero per 6 ore, quindi si filtra il tutto in un recipiente a chiusura ermetica da riporre nel freezer per circa quattro ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare che si formino i cristalli di ghiaccio.

Se si preferisce dolcificare, aggiungere un paio di cucchiaino di zucchero di canna, dopo aver filtrato le foglie e mescolare bene.

Cosa ne dite di refrigerarci con una granita di tè?

Giovanna

la cuoca eclettica

Milano Food&Wine Festival / 4 – Andrea Aprea e Giovanna Nobile

20 February 2012 - Commenti »

Andrea Aprea e Giovanna Nobile – due napoletani a Milano. Uno è lo chef del Vun del Park Hyatt, qui a Milano; l’altra è La cuoca eclettica, dal nome del suo blog, ed è anche nostra collaboratrice (Buon CibVs col tè!) e inviata speciale, l’anno scorso a Taste of Milano, e quest’anno anche qui al Milano Food&Wine, dove appunto ha presentato lo showcooking di Aprea.

Sedani Monograno Felicetti, cime di rapa, cozze, pecorino e bottarga: è questo il piatto preparato da Aprea e dai suoi collaboratori sotto gli occhi del pubblico e così illustrato da Giovanna sul suo blog: “Un piatto destrutturato, dalle diverse consistenze: il passaggio in padella, tra l’olio e il pecorino, è una vera mantecatura, le cime di rapa sono state in parte frullate, sia per accentuare l’aspetto cremoso del piatto, ma anche per consentire alla verdura di sprigionare appieno il suo sapore. Qualche cimetta integra ha colorato il piatto e nello stesso tempo ha fatto percepire un’altra consistenza di questa verdura.”

Mare e campagna, attenzione ai prodotti mediterranei, e alla stagionalità, lavorazioni semplici: tutto qui, sono queste le basi di una grande cucina italiana.

Emanuele Bonati

Buon CibVs col Tè: il Tè Noël

20 December 2011 - Commenti »

Le festività natalizie sono associate, oltre ai piatti tipici della tradizione, alle “bollicine”. Da metà dicembre fino a Capodanno, la bevanda più bevuta nel corso delle varie feste, party, occasioni di incontro è lo spumante.
Non voglio negarne assolutamente la bontà – anche a me piace berlo in occasione di un brindisi, o il 31 dicembre; ma, per me, la bevanda di elezione di questo periodo è il Tè Noël.

Il Tè Noël, o tè di Natale, è un tè nero, aromatizzato principalmente con scorzette d’arancia, vaniglia e mandorle. A questi ingredienti, si possono aggiungere altre spezie, quali il pepe, la cannella, l’anice stellato, i chiodi di garofano.
Di solito lo preparo partendo da un tè già aromatizzato, al quale aggiungo altre spezie, o da un tè nero puro, che aromatizzo.


Lo preparo ormai da così tanti anni, che per me, insieme ad alcune ricette tipiche della mia zona, nel corso del tempo ha finito con l’assumere un valore fortemente simbolico, diventando una vera e propria tradizione.
Quando sento l’odore del tè aromatizzato, magari accompagnato da quello dei biscotti appena sfornati, avverto, dentro di me, lo spirito del Natale.
E ritrovo la magia delle feste, che gli anni, inevitabilmente, appannano.

L’infuso presentato è stato realizzato partendo da un tè nero aromatizzato alla vaniglia, al quale ho aggiunto scorzette d’arancia, anice stellato, pepe di Sechuan, stecca di cannella e chiodi di garofano.
Una miscela profumatissima e corroborante. Deliziosa da abbinare a biscotti, panettoni, pandori, dolci tipici e tronchetto natalizio.


Tè Noel
per 1/2 litro di tè:
1/2 litro di acqua minerale
5 g di tè nero alla vaniglia
un paio di chiodi di garofano
un paio di semi di pepe di Sechuan
un paio di frutti di anice stellato
una stecca di cannella
qualche scorzetta d’arancia

In una teiera ponete i vari ingredienti, aggiungete l’acqua alla temperatura di 95°, ponete in infusione per 4 minuti, filtrate e bevete caldo.
Il tè dev’essere preparato con la teiera scoperta, in modo che possa ossigenarsi.

Giovanna
la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè: una tazza di Bay Yu Huan

15 October 2011 - Commenti »

Il tè non è una bevanda qualunque: sorseggiarne una tazza significa ritagliarsi un momento speciale da dedicare a se stessi, chi lo ama davvero ne assapora l’aroma sorso dopo sorso, riesce a percepirne le note, fruttate o floreali, il retrogusto…
Per me, sorseggiare una tazza di tè, significa ritagliarmi un momento di pace e serenità, prendermi una pausa dai ritmi frenetici della giornata. La preparazione stessa è un rito che mi rilassa, mi riconcilia con me stessa, mi fa sentire in sintonia con tante persone che nello stesso momento, con la stessa passione, stanno scegliendo con cura e attenzione il tè adatto al loro stato d’animo. Chi ama il tè infatti opera la sua scelta anche in base allo stato d’animo, alle emozioni del momento – quindi comincia a prepararlo con calma, seguendo i passaggi che vi abbiamo già descritto altrove. E durante il tempo di  infusione non si ha fretta, si  aspetta con calma e pazienza, assaporando  il profumo che mano a mano si sprigiona dalla teiera, concentrati sul momento, banditi impazienza e orologio.
E poi – una tazza di tè riesce a trasportarti in mondi lontanissimi, in un viaggio che comprende l’olfatto, il gusto, la vista. Proprio così, anche la vista: le foglie della Camellia Sinensis non sono tutte uguali. A seconda della lavorazione, del momento del raccolto, variano come colore, dimensioni, forma.
I tè bianchi, i più pregiati in assoluto, hanno foglie di grandi dimensioni – niente a che vedere con quelle contenute nei sacchetti filtro in vendita al supermercato – che si raccolgono, manualmente, soltanto una volta l’anno, in primavera. La tipologia di raccolta delle foglie (per un tè bianco si raccoglie solo la gemma – la parte più pregiata della Camellia Sinensis – e le prime due foglie), unitamente alla loro qualità, ne determina la rarità e il valore di un tè.

Recentemente ho acquistato un pregiatissimo tè bianco cinese, proveniente dalla regione del Fujian, il Bay Yu Huan. I suoi delicatissimi germogli sono stati arrotolati a mano, formando i caratteristici anelli detti  “anelli di giada” – è questo infatti il significato del nome in cinese.

Questo tè è un inno alla lentezza. I suoi germogli, arrotolati con tanta cura e precisione, evocano gesti antichi, che si ripetono nel tempo, sempre con la stessa grazia e meticolosità. E osservare i germogli che durante l’infusione, mano a mano si schiudono, regalando aroma e profumo al tè, è incantevole.


Mentre fotografavo ero emozionata nel vedere le foglie srotolarsi lentamente, quasi come  un bocciolo che si trasforma in fiore.


Per ottenere la bevanda sono necessari tempi di infusione abbastanza lunghi, che consentano ai germogli di aprirsi al meglio e rilasciare i loro delicati e pregevoli aromi.


Anche l’infuso evoca la lentezza, infatti il tè bianco non ha un aroma che si impone al primo sorso , ma un sapore che mano a mano viene svelato, diventando  più incisivo, pur rimanendo morbido e delicato.

Giovanna
la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè: la sangria di tè

5 September 2011 - Commento (1) »

Una ricetta molto semplice per una sangria veramente speciale.

Nelle serate di fine estate è piacevole riunirsi con gli amici, ritrovarsi dopo le vacanze, magari di fronte a un vassoio di stuzzichini. Per stupire piacevolmente i nostri ospiti, possiamo offrire un classico della cucina spagnola: la sangria. Una sangria fresca, dissetante, aromatica e… analcolica.

Ebbene sì! La sangria può essere preparata sostituendo il vino con il tè.

Certo, il sapore è un po’ diverso, ma, preparata con gli ingredienti giusti, è gustosissima: pesche gialle per regalare dolcezza, zenzero per conferire un tocco piccantino e menta fresca per una nota aromatica.

Per la ricetta che vi propongo ho utilizzato un tè nero cinese, dalle note leggermente affumicate e dal retrogusto legnoso, il Grand Keemun.

La preparazione è davvero semplicissima, ma è necessario avere qualche ora a disposizione per consentire al tè di raffreddarsi e alla bevanda di insaporirsi.

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Sangria di tè con pesca, zenzero e menta

5 g di tè nero cinese Grand Keemun

50 cl di acqua oligominerale

2 pesche gialle

zenzero fresco

menta fresca

Ho preparato il tè freddo ponendo nella teiera le foglie del tè e l’acqua minerale a temperatura ambiente; l’ho messa per 4 ore ore in frigorifero, quindi ho filtrato il tè.

Poi ho aggiunto le pesche tagliate a pezzettoni, qualche rondella di zenzero, qualche foglia di menta, e ho fatto insaporire per circa un’ora.

Et voilà, la sangria è pronta!

Cosa ne dite?

Giovanna

la cuoca eclettica

Buon CibVs col tè!

14 July 2011 - Commenti (2) »

Preparazione del tè freddo

Saint Louis, Missouri, estate 1904, Esposizione mondiale. Un giovane inglese, Richard Blechynden, interessato a introdurre nel mercato statunitense il tè nero proveniente dall’India, allestì un padiglione, dove alcuni cingalesi offrivano la bevanda, ovviamente, calda. Ma la torrida calura estiva non rendeva allettante l’assaggio, inducendo i visitatori a dissetarsi con granite o bevande fredde. Richard, però, non rinunciò alla sua idea, e per invogliare i visitatori pensò di offrire la sua bevanda fredda – anzi, ghiacciata. La sua proposta fu accolta benissimo, tutti accorsero in massa ad assaggiarla. Era nato il tè freddo.

La nuova bevanda si diffuse dapprima in tutti gli Stati del Sud, poi in quelli del Nord, per approdare infine nel resto del mondo.

Da quel lontano 1904, da un’idea nata per caso, il tè freddo è diventata una delle bevande estive più amate. Dissetante, fresca, leggera, è la bibita ideale per chi vuole bere qualcosa di diverso, con un ridotto apporto  calorico.

Da molti anni poi le grandi aziende hanno iniziato a immettere sul mercato una serie di bevande a base di tè, diversificate in base ai gusti e alle esigenze – aromatizzate, al tè verde, nero e così via.

Ma se invece di rivolgerci al mercato, provassimo a fare il tè freddo in casa? Con piccoli accorgimenti, possiamo preparare una bevanda leggera, gradevole, con un ridotto, o addirittura nullo, contenuto di zuccheri.

Solitamente il tè freddo preparato in casa risulta spiacevolmente tannico e dall’aspetto torbido, e dopo poche ore il gusto è sgradevole. Il motivo è da ricercare nella modalità di preparazione. Comunemente dopo aver preparato il tè, si aspetta che raggiunga la temperatura ambiente, per poi metterlo in frigorifero a raffreddare. Proprio il tempo che occorre affinché la bevanda raggiunga la temperatura ambiente, è responsabile del sapore tannico e dell’aspetto torbido.

Ci sono, invece, due procedimenti da utilizzare a seconda della quantità di tempo a disposizione per il raffreddamento, che consentono di ottenere un ottimo tè, dall’aspetto limpido, dalle note fruttate e floreali predominanti, conservando la sua aromaticità per diverse ore.

Il primo metodo consiste nel mettere nella teiera (va bene anche una caraffa) tra i 10 e i 13 grammi di tè: si aggiunge un litro di acqua, minerale e a temperatura ambiente, se piace si addolcisce con zucchero o miele, si ripone la teiera in frigorifero e la si lascia per 4 ore per un tè verde o 6 ore per un tè nero. Al termine dell’infusione si filtrano le foglie e si serve. Il tè risulta leggero, e mantiene la sua aromaticità per ore. Le note floreali e fruttate si percepiranno molto bene.

Il tè contenuto nelle tazze fotografate, è il medesimo, ovvero l’Assam Silonibari. Il colore varia, e vi assicuro, anche il sapore, a seconda della modalità di raffreddamento. Più scuro e torbido quello posto in frigorifero solo dopo aver raggiunto la temperatura ambiente, più chiaro e limpido l’altro, preparato col primo metodo.

Se, invece, il tempo a disposizione per raffreddare il tè è poco, si può seguire il secondo metodo che ci consente di ottenere la bevanda fredda in un arco di tempo pari a quello di infusione del tè. Basta avere a disposizione del ghiaccio, et voilà, in pochi minuti il nostro infuso è pronto. Freddo. Ebbene sì, freddo!

Come si fa? Per un litro di bevanda, occorrono sempre tra i 10 e i 13 grammi di tè.

Si riscalda 1/2 litro di acqua alla temperatura giusta per il tè scelto, si versa nella teiera dove sono già state messe le foglie, si attende il tempo di infusione relativo all’infuso scelto, quindi si filtrano le foglie e si aggiunge 1/2 chilo di ghiaccio, anche in cubetti, non si mescola, ma si attende che il ghiaccio si sciolga, ed ecco pronta la bevanda fredda – eliminando il tempo di raffreddamento.

Questo metodo è utilissimo quando si vuole offrire una bevanda rinfrescante a ospiti inattesi, accaldati e assetati.

Come si può vedere nelle fotografie, il colore del liquore e, ripeto, anche il sapore, è diverso a seconda dei tre diversi modi di raffreddarlo. Questo vale anche per i tè verdi.

Con il tè freddo si possono preparare anche delle gustosissime sangrie, leggere e non alcoliche: è preferibile utilizzare un tè nero e non verde, e a seconda della tipologia di tè scelta, aromatico, dalle note floreali o fruttato, si abbina la frutta.

Inoltre, partendo dalla bevanda fredda, si possono realizzare gustose e dissetanti granite. Con un pizzico di fantasia e creatività, da una manciata di foglie di tè, qualche cubetto di ghiaccio, frutti di stagione, zenzero fresco, ed erbe aromatiche quali menta o lemon grass, possiamo preparare cocktail, bibite analcoliche, sangrie, granite, da offrire ai nostri ospiti, o da gustare in un torrido pomeriggio estivo.

Giovanna

la cuoca eclettica



Buon CibVs col tè!

25 May 2011 - Commento (1) »

La preparazione del tè

Sorseggiare un buon tè rende piacevole e speciale ogni momento della giornata.

Per ottenere un buon tè è necessario utilizzare un prodotto di elevata qualità, un’ottima acqua minerale e prepararlo seguendo alcune semplici regole.

È bene chiarire che preparare il tè non significa semplicemente immergere un filtro in una tazza contenente acqua calda, aromatizzare con limone o latte e zuccherare a piacere. Anzi, la preparazione è un rito raffinato,  che varia da nazione a nazione – per molti popoli si tratta di una vera e propria arte.

Affinché il tè sia eseguito a regola d’arte è importante considerare: la scelta delle tazze e della teiera, la qualità del tè e dell’acqua, la temperatura e il tempo di infusione, il quantitativo di tè. Occorrono inoltre pochi, ma indispensabili, strumenti: il termometro per misurare la temperatura dell’acqua, la bilancina per il quantitativo di tè, il timer per calcolare il tempo di infusione.

Le teiera e le tazze non devono essere scelte in base a criteri estetici, ma devono essere funzionali al tipo di tè.

Le teiere di terracotta, chiamate anche teiere yixing, in quanto vengono prodotte con l’argilla tipica della cittadina di Yixing, sono adatte a tè neri e oolong.

Quelle di vetro non assorbono i sapori, però tendono a disperdere il calore.

Le teiere di ceramica trattengono meglio il calore, mentre quelle di porcellana sono migliori se sottili.

La teiera, inoltre, dev’essere sufficientemente ampia, in modo da consentire alle foglie del tè di espandersi durante l’infusione. In questa fase infatti le foglie  assorbono  l’acqua – e per questo motivo è sconsigliato usare i filtri, che impediscono alle foglie di “muoversi” liberamente ed espandersi. Inoltre, la teiera prima di accogliere le foglie per l’infusione deve essere riscaldata.

Le tazze migliori sono realizzate in porcellana fine, la fine bone China, dal bordo sottile. In questo modo il tè può essere degustato al meglio, apprezzandone le innumerevoli proprietà organolettiche.

Altro fattore importante è la qualità dell’acqua, definita dai cinesi “la madre del tè”. Già Lu Yu, nella sua opera dedicata al tè, Jha Ching, “Il canone del tè” (scritto fra il 760 e il 780), decantava l’importanza dell’acqua, sostenendo che la migliore è quella sorgiva di montagna, mentre la meno indicata è l’acqua del pozzo. Oggi che non abbiamo la fortuna di poter utilizzare acqua sorgiva, per preparare un buon tè è preferibile orientarsi su un’acqua minerale dal residuo fisso basso e con un buon equilibrio tra i vari minerali.

Il quantitativo di tè, la temperatura dell’acqua e il tempo di infusione dipendono dal tipo di tè scelto.

I tè bianchi, i più delicati e pregiati, richiedono lunghi tempi di infusione, circa 10 minuti, e basse temperature dell’acqua di infusione, intorno ai 75°. Per questa famiglia di tè è importante utilizzare una teiera capiente, le foglie molto grandi richiedono molto spazio per poter sprigionare al massimo la loro fragranza e aroma.

Foto Giovanna Nobile

Foto Giovanna Nobile

I tè verdi giapponesi richiedono temperature di infusione intorno agli 80° e tempi ridotti, solitamente 2 minuti. Un tempo di infusione maggiore renderebbe il tè molto tannico, amaro – un gusto al quale noi occidentali siamo poco abituati.

Per i tè verdi cinesi, invece, sono necessarie temperature di infusione più alte, intorno agli 85°, e tempi di infusione maggiori, intorno ai 3, 4 minuti.

I tè oolong e i neri richiedono temperature intorno ai 90°-95° e tempi tra i 4 e i 5 minuti.

È importante considerare anche il quantitativo di tè rispetto all’acqua. Per la maggior parte dei tè, ad eccezione di quelli bianchi, la dose è di 2,5 g di tè per 25 cl di acqua, quantitativi maggiori rischierebbero di rendere il tè troppo tannico. Per questo motivo è preferibile evitare di aggiungere un cucchiaino di tè “per la teiera”.

Appena il tè è pronto, è indispensabile filtrarlo subito, per arrestare l’infusione.

Quanto detto è riferito ai nostri gusti occidentali: gli orientali, invece, amano i sapori amari e hanno altre modalità di preparazione, quali tempi di infusione più lunghi, o maggiori quantitativi di tè.

A volte, quando vengo consultata circa la preparazione del tè, molte persone mi dicono che i nostri ritmi frenetici non permettono di impiegare così tanto tempo per preparare “una semplice tazza di tè”. In realtà, il tè non è solo una bevanda. È un piacere immenso. È il ripetersi di un rito millenario. È un ponte tra il passato e il presente, tra l’Oriente e l’Occidente.

Per me, scegliere con cura il tè, riscaldare la teiera per accogliere le foglie, pesare il giusto quantitativo di tè, controllare la temperatura dell’acqua e misurare il tempo di infusione, rappresentano un’oasi di calma e serenità.

Sono abituata a bere il tè già durante la colazione. Di solito, la mattina sono sempre di corsa, ma quando inizio a preparare il tè mi rilasso, e dopo averlo sorseggiato con calma, mi sento carica di energia, pronta ad affrontare la giornata.

Ed ora, cosa ne dite di preparare insieme un buon tè?

Giovanna

la cuoca eclettica












Buon CibVs col tè!

12 May 2011 - Commento (1) »

La classificazione del tè

Salve! Ci prendiamo una tazza di tè?

Cosa c’è di più piacevole, dopo una giornata stressante, di una tazza di tè caldo, accompagnato da qualcosa di buono da mangiare?

Tante cose, lo so. Ma la tazza di tè ha sempre il potere di evocare un momento di relax.

Nell’immaginario collettivo, la parola tè è sempre associata ad un tè – nero, of course! – e un bel pasticcino, o una fetta di torta. Ma il tè è solo e soltanto nero? Si abbina sempre ai cibi dolci? I tè verdi e bianchi provengono da piante diverse? E cosa sono gli oolong?

Come tutti gli appassionati e i cultori del tè, ricevo spessissimo domande di questo tipo. Tranne sugli oolong, che è la categoria meno conosciuta…

In Italia, dopo anni di egemonia del caffè, il tè, bevanda di elezione di molti popoli, sta diventando sempre più diffuso. In alcune aziende, affiancata alla macchinetta che dispensa bevande calde, sempre più spesso è possibile vederne una dedicata esclusivamente ai tè di diverse tipologie. Nei supermercati, all’offerta di tè nero si è aggiunta quella di tè verdi e bianchi. Le riviste di cucina (ma anche i blog…) propongono ricette da preparare col tè, e quelle di benessere raccomandano di bere molto tè verde durante la giornata per gli innumerevoli effetti benefici sul nostro organismo.

Tutto vero e, per me che amo il tè, tutto bello. Però, di fondo, c’è una grande confusione, e molti credono che vi siano tanti tipi di piante del tè che producono i tè di diverse tipologie. Invece non è cosi. Tutti i tè, di tutte le tipologie e nazioni, provengono dalla stessa pianta, la Camellia Sinensis: solo dopo la raccolta delle foglie, si stabilisce il tipo di tè che si vuole ottenere, e in base a ciò varia la modalità di lavorazione delle foglie.

Per ottenere il tè nero, dopo il raccolto, le foglie vengono fatte ossidare, lavorate ed essiccate.

Invece, per produrre il tè verde, dopo il raccolto si interrompe il processo di ossidazione: in questo modo le foglie conservano il colore verde e le loro proprietà.

Il tè verde può essere giapponese oppure cinese: la differenza fra i due è data dalla modalità con la quale viene bloccato il processo di ossidazione.

I tè verdi giapponesi si ottengono, sottoponendo le foglie, subito dopo il raccolto, ad un rapido getto di vapore acqueo per un periodo che va dai 30 ai 60 secondi: questo permette alle foglie di mantenere il loro colore verde brillante, nonché al tè di avere un sapore fresco, di erba appena tagliata, di alghe.

Per i tè verdi cinesi, invece, il processo ossidativo viene bloccato tramite calore secco. Per questo il loro sapore differisce da quelli giapponesi, regalando una nota tostata legnosa.

I tè oolong invece sono semifermentati, quindi una via di mezzo tra i neri e i verdi. A seconda del grado di fermentazione, si avvicinano ad un tè verde o ad uno nero. Il sapore è molto persistente, le note floreali spiccate. Il colore del liquore tende al giallo oro.

Infine, le foglie per produrre i tè bianchi (una famiglia molto interessante, su cui torneremo), dopo il raccolto vengono semplicemente fatte appassire ed essiccate.

Giovanna

la cuoca eclettica