Archivio per la categoria ’birra’

Insalata tiepida di piselli freschi, tofu marinato alla Birra Poretti, nasello croccante

8 May 2013 - Commenti »

Orticola è una mostra-mercato verde dedicata al verde (fiori piante eccetera) che si tiene nel verde (dei Giardini Pubblici a Porta Venezia – dal 10 al 12 maggio) – ma in tutto questo verde ci sarà quest’anno una nota diversa, giallo-dorato-schiumata: il colore della birra, portato da AssoBirra fra le fronde e le frasche dei Giardini ma anche nella Pergola del Luppolo (esatto… fatta con luppolo, e orzo…), uno spazio relax in cui imparare a degustare la birra, leggendo il libretto Birra&Orto (la birra nell’orto ci sta benissimo, sia perché, come gli orti, è completamente naturale, sia come accompagnamento all’orto cucinato, sia come fertilizzante, anti-lumache, lucidante per le foglie… certo, il problema è riuscire ad avanzare la birra per queste operazioni…).

Per festeggiare l’evento, che si chiama “Birra, scelta naturale”, abbiamo preparato una ricettina dedicata a Orticola, alla Birra, a AssoBirra, a… insomma, eccola.

Insalata tiepida di piselli freschi, tofu marinato alla Birra Poretti, nasello croccante

piselli freschi

1 filetto di nasello

fiocchi di avena

1 uovo

farina

sale

pepe

tofu naturale

origano

sesamo

peperoncino

olio evo

Prendere il tofu naturale a cubetti a marinarlo per almeno un’ora nella Birra Poretti 4 luppoli con peperoncino spezzettato, un mix di origano e sesamo tostato, un po’ di sale.


Cuocere i piselli freschi al vapore.

Prendere il filetto di nasello impanato con farina uovo sbattuto e passato nei fiocchi di avena, cuocerlo in padella con olio evo caldo e renderlo croccante.

Dopo la marinatura scaldare il wok e saltarvi il tofu e la marinatura fino all’assorbimento del liquido. Si può tenere da parte del liquido e farlo ridurre, da solo, aggiungendo magari un cucchiaino di miele.

Il gusto leggermente amaricante e fresco della Birra Poretti, si sposa bene con la dolcezza dei piselli e la piccantezza del tofu marinato.

Christian Sarti

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Mappatura delle birrerie artigianali europee: celo, manca…

4 October 2012 - Commenti »

Prossimamente disponibile su Pop Chart Lab Breweries in Europe: una mappa di 1000 birrerie artigianali europee. Visibile sul sito in zoom parziale.

Non molte le birrerie italiane, sembra – e può essere un bel giochino: questa c’è, questa la conosco, questa manca…

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Milano by night su un tovagliolo di carta

29 August 2012 - Commenti »

Un nuovo blog – Squadrati – far quadrare il mondo su fogli volanti – esordisce online con questa mappina di locali della Milano nightlife che, con qualche minimo spostamento (non di quadrante…), mi sembra assolutamente condivisibile – e quindi ecco che la condivido con voi…

Emanuele Bonati

A Vigevano “Dieci giorni suonati” (…e mangiati…)

1 June 2012 - Commenti »

Un anno fa, il 27 maggio 2011, moriva un grande artista. Un romanziere, un poeta, le cui parole sono protesta, denuncia e rivoluzione – e The Revolution Will Not Be Televised, come cantava nei primi anni ’70.

Gil Scott Heron– un personaggio che declamava le sue poesie musicate a ritmo di jazz soul funk. Una commistione di generi e di culture.

Un giorno, googlando in giro per la rete lo trovo sul cartellone di un festival, qui in Italia – proprio qui vicino, al Castello Sforzesco di Vigevano, per il festival 10 giorni suonati, organizzato dalla Barley Arts.

Ovviamente ci siamo andati.

Arrivati nel cortile del Castello troviamo questo palco molto ampio, dove il mio mito GSH si esibisce in un concerto memorabile, travolgente,  intimo. Uno degli ultimi, se non l’ultimo. Lui non stava bene e si vedeva. Lo ricorderò per sempre.

Un’altra cosa mi è rimasta impressa di quella serata: la struttura coperta che ospitava produttori di eccellenze italiane, presìdi Slowfood, e che ci ha permesso di degustare, prima del concerto, degli ottimi prodotti.

Quest’anno il  festival 10 giorni suonati è alla terza edizione, sempre al Castello di Vigevano, sempre con la stessa formula (che peraltro vede migliorare, di anno in anno, gli aspetti organizzativi e logistici…). Si parte il 13 giugno con i Lynyrd Synkyrd + Molly Hatchet + Betta Blues Society – a seguire, Incubus, Wolfmother, Garbage, Paul Weller, Ben Harper, Lenny Kravitz + Trombone Shorty, G3 (Joe Satriani – Steve Vai – Steve Morse), James Morrison + Maverick Sabre + Musicanti di Grema, Mika… eh, sì, tutto qui… ehm…

Ma il claim di quest’anno è:  Un festival di musica, parole  e sapori!

Quindi non solo musica – prevalentemente pop-rock – ma anche parole: incontri con gli autori in collaborazione con La Feltrinelli libri (segnalo quello del 18 Luglio con Davide Oldani, che presenterà in anteprima il suo nuovo libro).

E assieme alle parole, le immagini: vi ricordate quanto erano belli i biglietti dei concerti che venivano stampati anni fa? Serigrafati, originali, unici. Da collezionare. Quanti di voi conservano ancora un biglietto anni ’90 di Michael Jackson o di Prince? Ecco, da qui nasce l’idea, anzi, nasce Memorabarley, una mostra di memorabilia curata dal fotografo Henry Ruggieri sui 33 anni di attività di Barley Arts – poster, locandine, biglietti, pass dei passati eventi.

Musica parole – e immagini – e sapori: l’Isola del gusto, curata dagli studenti  dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e ideata dall’amico, nonché dottore in Scienze gastronomiche, Federico Trotta.

Qui  troveremo produttori di eccellenze italiane, spesso presìdi Slowfood: fra gli altri, la birra artigianale del birrificio Clan-Destino, di Orsoverde e Croce di malto; i vini naturali da vitigni autoctoni di varie regioni italiane (i miei amici di Tenuta Carussin, Vini Orsini, Il Palazzo, Col Vetoraz); il panificio Grazioli di Legnano, che usa solo le farine di Mulino Marino e che ha portato appunto a Legnano, il mio paese di origine, prodotti da forno di grande qualità; la carne piemontese del mitico consorzio La Granda; e molti altri validissimi produttori.

L’evento sarà anche molto attento ad abbattere l’impatto sull’ambiente. Come? Con un progetto:  la buona musica è A.R.I.A. – a ridotto impatto ambientale.

Diverse aziende, sensibili all’argomento, hanno aderito fornendo i loro prodotti: Palmdesign con eco-arredi; Novamont e Ecozema con posate e tutto il necessario per il servizio, in materiale compostabile; Eurven con microcompattatore per le bottiglie di plastica; Asm-isa fornisce i contenitori per i rifiuti; Orphea con antizanzare a base di estratti naturali; RaggioVerde fornisce le magliette in cotone naturale con lavorazione a filiera corta e lavorato in Italia per tutto lo staff; Allegronatura  con i detergenti a base di erbe officinali; Rete Clima calcolerà le emissioni di Co2 durante le giornate dell’evento; Edison fornirà l’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili.

Insomma un progetto davvero ben studiato fin nei minimi particolari.

Qui (10GS_comStampa290512) trovate il comunicato stampa ufficiale.

Insomma il percorso è questo: visita alla meravigliosa piazza di Vigevano – una delle piazze più belle d’Italia –, mostra Memorabarley al Castello, degustazioni  palatali e olfattive prima e degustazioni sonore poi. Per finire con l’acquistare i prodotti in vendita nell’isola del gusto.

CibVs e BlogVs saranno presenti per testimoniare e accertarsi che tutto funzioni alla perfezione. Soprattutto adopereremo per voi le vostre papille gustative, sostando a lungo nell’Isola del gusto.

Christian Sarti

Foto di Henry Ruggeri

Solo buono, il M…Bun?!

16 December 2011 - Commenti »

Dopo aver visitato la Reggia di Venaria, compresi i giardini, che coprono un’area che equivale a 1/3 del paese in cui sono nato, mi è venuto un certo appetito.
Devo dire che sono stato stimolato anche dalle video installazioni di Peter Greenaway, il quale ha creato per quelli che erano gli ambienti delle cucine dei filmati in loop dove si vede il cuoco-attore alle prese con spiegazioni e raccomandazioni varie ai suoi sottoposti… (pare che in quella Reggia fossero impiegate solo 66 persone nelle cucine, poi altri 20 tra servitori ai tavoli ecc.).
Mi sono catapultato quindi all’agrihamburgheria Mac Bun – ormai M**BUN – di Rivoli. Si tratta di un progetto molto interessante e di cui si è parlato molto in passato. Sul sito si trovano tutte le informazioni relative agli ingredienti impiegati, ai progetti, e molto altro. Gli ambienti luminosi, bianchi rossi, mi piacciono.

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C’è aria di festa qui. Gente sorridente, bimbi felici. Gente che si smeriglia il panozzo, le patate e si suggella la gola con una bella bibita con presidio slowfood o con un birrozzo artigianale. Forse non sono proprio i termini utilizzati da queste parti, ma ho reso l’idea?!
Mi guardo attorno e capisco come sia radicata la filosofia slowfood in questo territorio. Me ne ero già accorto girando altri paesi – ma qui si respira proprio anche un’aria slow. Ci sono in vendita molti prodotti enogastronomici, giochi ecologici per bimbi, libri.
Ti metti in fila, le ragazze al servizio sono tutte molto veloci, e prenoti il tuo panino o menù o piatto composto da carne cruda, o robiola al forno aromatizzata, bevanda e dolce. Alta qualità ad un prezzo piuttosto popolare.
Stordito da tutto questo bendidio, opto per il menù da 10 soldi che comprende panino dal nome MACAPUNETT, birra artigianale MACBIUNDA e patate fritte che qui si chiamano FRICIULA.
Velocemente mi fanno pagare, mi danno da bere e, assieme allo scontrino, un apparecchio tipo cercapersone. Guardo la cassiera un po’ perplesso e mi sento stupido. Lei capisce e mi spiega che suonerà il cicalino appena sarà pronto il mio ordine.
Sbalordito mi trovo un tavolino fuori, perché dentro è strapieno, e mi siedo aspettando con ansia che l’aggeggio mi dia segnali di vita.
Assaggio nel frattempo la birra artigianale bionda anzi Biunda e la trovo di mio gradimento. Leggera, amarognola, fresca.
Passano 5 interminabili minuti, suona!
Entro e trovo il mio vassoio pronto. Esco ed apro il mio sacchettino contenente il panino scelto.

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Un hamburger con un buon profumo, delle verze stufate e del gorgonzola. Il pane è buono, morbido e con sapore delicato per valorizzare il contenuto. Lo finisco in pochi minuti e mi accorgo che non sono appesantito. Quasi ne mangerei un altro. La carne viene cotta con particolari forni e non presenta quindi la pesantezza dovuta all’uso della griglia. Mi sparo anche le patate a foglie che sono davvero ottime, dolciastre. Finisco il mio pranzo assaggiando la robiola al forno con peperoncino spalmata sul del pane. Buona!

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Posate, piatti e tutto ciò che si utilizza per il pasto è biodegradabile. Tutti siamo più contenti, soprattutto i bimbi che hanno ricevuto in regalo HAPPY MAIS, questi giochi a base di amido di mais.
Ah. Come sono felice. Finalmente anche io ho provato il fastfood. scusate… lo slowfastfood.
La prossima volta però.. menù bimbi anche per me. Devo avere uno di questi giochi di mais…

cVs