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BLOGVS | July 16, 2018

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50 cose meravigliose da fare in Salento

50 cose meravigliose da fare in Salento
Daniela Ferrando

Difficile credere che si possano fare tutte. E invece, un passaggio in Salento può essere così intenso, che 50 sono poche. Quindi, o più Salento per tutti (per me sì, grazie) o più concentrazione sulle cose da fare. Cose che sono esperienze. Esperienze che sono patrimonio dei sensi e del cuore.

Da questo punto in poi, mi rivolgerò all’ipotetico lettore imperativamente.
Ma io non comando, i miei sono amabili imperativi. E i consigli #foodcultural ve li metto in corsivo.

1. Fatti suonare un antidotum

(video di Stefania Turato, compagna di viaggio).

Antidotum per la Taranta Storia di un amore impossibile Antonio Papà sull'armonium

A post shared by Stefania Turato (@stefaniaturato) on


Era una musica studiata per ottenere la guarigione dal morso della tarantola. Un antidoto, appunto.
Va’ a Surano e chiedi di Antonio Papa, scultore. Lui ha un harmonium e lo spartito giusto.

2. Mangia un pasticciotto

Frolla ovale, ripiena di crema pasticcera. Praticamente una delizia diffusa salentina.
Entra in qualsiasi bar, panetteria, pasticceria. O chiedi agli indigeni.

3. Leggi la lapide dei Martiri di Otranto


“Hoc lapide Hydrunti cives sua guttura turcis truncanda ob Christi deposuēre fidem a.d. MCDLXXX”- “Su questa pietra i cittadini di Otranto posero a forza le loro gole per farsele tagliare dai Turchi a causa della fede in Cristo. A.D. 1480”
Gira dietro l’altare della Cattedrale per vederla con tuoi occhi.

4. Calpesta la terra rossa della cava di bauxite

Fino al 1976 vi si estraeva il minerale da cui si produce l’alluminio. Dismessa, è diventata un lago artificiale. Dai colori sbalorditivi.
Cercala nella zona di Punta Palascìa, prima di Otranto.

5. Bevi un caffè leccese


Caffè sì, ma modificato. Con uno strato di latte di mandorle, non lo zucchero. E cubetti di ghiaccio.
Procurati il latte di mandorle fatto in loco, in drogheria. O bevi questa delizia in un bar di paese.

6. Assaggia la frutta al mercato

Frutta e verdura sono un trionfo in Salento e sanno davvero di frutta e verdura, beati loro.
Vai al mercato, per esempio da Enzo a Poggiardo, e chiedi un assaggio prima di comprare.

7. Compra sementi dai nomi locali


Cavolo mugnolo, sanapo, cicoria riccia, scarola liscia leccese, bietola costa argentata, pastinaca, cicoria otrantina …
Visita le bancarelle del mercato, in qualunque paese ti trovi. E memorizza.

8. Impara i passi fondamentali della pizzica

Pesta il terreno sulla punta del piede, saltella un-due-tre di lato, saltella doppio: senti il tamburello.
Copia la maestra Carmen della scuola di danza Kalimba a Poggiardo, che ha persino allieve bambine!

9. Nuota in piscina

Ma come, e il mare? Nell’entroterra salentino, molte masserie hanno la piscina. Approfittane.
Vai a colpo sicuro nelle piscine Panzanari a Muro Leccese.

10. Porta a casa una pignata


Terraglie smaltate fatte come una volta. Piatti giganti da portata, vasi, pignate per i ceci …
Cerca “Le Terrecotte” di Tommaso Falcone a Ruffano (LE) – che gira i paesi e spedisce dappertutto.

11. Impara una canzone

“Alla ripa de lu mare” bellissima, ma tragica, come moltissimi sogni d’amore.
Eccola qui, lenta: https://www.youtube.com/watch?v=SHFEH5HrEtY
e qui, in forma di pizzica: https://www.youtube.com/watch?v=ld_bu7k2guQ

12. Cita un proverbio

… O anche due: “Signuri, fimmine e fortuna ngìrane facce comu la luna” “Pane friscu, mieru de n’annu e mmujere ggiòvine”. Tipicamente sono in forma ternaria: tre verbi o tre sostantivi o tre sententiae.
Trovali nel libro “516 proverbi salent(r)ini a cura di Nicola G. de Donno ed Congedo, 2002

13. Riconosci la salvia del luogo


Cresce nelle terra arsa e lungo i muretti a secco che segnano il confine degli uliveti: una salvia dal cespuglio corposo, dalle foglie lunghe e quasi bicolori.
Se la trovi, scopri se è quella della foto!

14. Fa’ provvista di taralli sfusi

Semplici. O alle olive al peperone al peperoncino all’uvetta alla curcuma ai cereali al finocchietto …
ricorda: i taralli sono una droga. Creano dipendenza. Spacciali al nord soltanto a chi li merita.
Comprali sfusi al mercato di Poggiardo.

15. Scopri la pratica della mummificazione

Nicchie sotterranee per illustri corpi seduti, che venivano mummificati nel seguente modo: un taglio sotto lo scroto, da cui far defluire tutti i fluidi corporali e via, nei secoli dei secoli.
Fatti indicare il colatoio nel frantoio ipogeo di Spongano.

16. Metti olio buono su buone verdure

L’olio extra vergine di oliva in Salento è un fatto di culto. Piace quando è forte e il fatto che pizzichi e faccia tossire piace, come un segno di carattere.
Prova l’olio aromatizzato dell’azienda Rizzello di Spongano www.rizzellovinieolio.it

17. Conserva le conserve


Non scamperai alle verdure sott’olio. Se i lampascioni sono leggendari sono i, i carciofi arrustuti sono imprescindibili. Mantieniti sull’artigianale.
Prepara un borsone e visita la ditta Vizzino a Minervino di Lecce

18. Ordina un angelo di terracotta e cartapesta

La decorazione a tema religioso è un’arte profondamente sentita e i maestri del leccese famosi.
Antonio Papa di Surano è IL maestro. Ma mettiti in coda se vuoi una sua opera.

19. Trama con il tombolo


Punto dopo punto, fusello dopo fusello, spillo dopo spillo, veloce sempre più veloce. E il disegno cresce, prezioso, unico. A Castro Marina, la maestra di tombolo Teresa Carrozzo crea e vende i suoi lavori perfetti. Il più originale? Un porta-bouquet per una sposa – a forma di fiore.
Cercala presso il B&B Enea in via Garibaldi 13

20. Visita una grotta

Una per tutte La Zinzulusa, per chi arriva da terra o dal mare. Detta così perché le larghe stalattiti somigliano a stracci appesi, “zìnzuli” in dialetto.
Va’ a Castro Marina e verifica per una visita guidata.

21. Ammira la prima alba d’Italia


Il Faro di Punta Palascìa è il punto più ad est di tutta la penisola italiana, il primo a vedere il giorno tutto l’anno e, a maggior ragione, la prima alba d’Italia il 1 gennaio. Infatti ci si può festeggiare anche il Capodanno.
Chiama per info: 347.122.14.22

22. Entra in una pajara


Pietra su pietra, costruite a secco nei campi e spesso senza finestre. Le pajare erano ricovero di uomini e bestie. E non nei secoli bui, ma fino agli anni ‘50. Ora qualcuno le ristruttura.
Dappertutto. Quella della foto è nella tenuta Anna a Minervino di Lecce.

23. Dondola in un nido di rami

Rami intrecciati che formano una grande goccia, appesa al tronco di un ulivo. Sono rifugi d’artista costruiti nel Parco dei Paduli: una proposta di bio-recupero nata con il progetto “NIDIFICARE I PADULI”.
Prenota a San Cassiano (LE) Info: 377 5341053, o scrivi a servizi@parcopaduli.it

24. Dormi in branda dentro un uliveto

Per questo non c’è un luogo preciso. Ma Gianfranco de Giuseppe, dell’Azienda Menhir Salento a Minervino, ci ha assicurato che mettere un lettino sotto gli ulivi e addormentarsi al suono delle cicale, vale la pena.
Fatti ospitare tra gli ulivi e prova. O hai un orecchio troppo cittadino?

25. Partecipa a un concerto ipogeo

Palazzo Bacile di Castiglione, dimora patrizia a Spongano, ospita reading, mostre, teatro e concerti cameristici nel frantoio ipogeo privato e nel cortile.
Controlla la programmazione sul sito Classiche Forme, che organizza.

26. Colleziona fave e cicoria


Fave e cicoria è piatto identitario in Salento. Impossibile fare una classifica. Si può solo cercare di mangiare più volte quest’accostamento poverissimo e paradisiaco e serbarne memoria palatale.
Ordinale da “Origano” a Minervino di Lecce: una versione essenziale, elegantissima.

27. Porta vini in dono


Verdeca, Negroamaro, Primitivo che non vanno della grande distribuzione ma rimangono nella fascia della ristorazione medio-alta e nella vendita al dettaglio anche a privati.
Seguimi: a questo giro ho visitato le Cantine Menhir e Rizzello.

28. Fotografa santi splatter

Sant’Oronzo decollato a Botrugno. Crocifissi dalle ginocchia scarnificate in ogni dove. Cristo deposto (con sangue rappreso) in una teca della Congrega di Spongano. Il demonio schiacciato dall’Immacolata a Uggiano La Chiesa. La Biblia Pauperum, la cultura visiva, vira sull’impressionante in Salento.
Entra in ogni chiesa o cappella.

29. Apparecchia la tavola con amore

Al Borgo B&B (Poggiardo), bustine di iuta bordate di pizzo contengono le posate per ogni commensale e sono presenti sulla tavola dalla mattina alla sera. Solo uno dei tanti dettagli di un’ospitalità amorevole.
Ispirati per le tue cene estive.

30. Usa un trampolino per l’estero

Jump in è un’associazione con sede in Salento e con il mondo come orizzonte. Promuove scambi culturali, perlopiù gratuiti, di studenti internazionali. Tanti ragazzi di tutti il mondo trascorrono settimane o mesi in Salento collaborando con questa organizzazione. Dài, 20 anni ce l’hai una volta sola!
Sei o hai qualcuno che vuole partire? Jump in.

31. Gira a caccia di palazzi abbandonati

Quali ogni paese ne ha. Facciate in pietra leccese, finestre accostate, lunghe terrazze, grandi portoni che aprono su misteri. Molti di questi gioielli se li stanno comprando attori stranieri e personaggi che investono nella magia del Salento. Se non puoi comprartene uno, per esempio con www.immobilinelsalentocom, fotografali tutti.

32. Siediti e gusta il famoso Spumone di Totò

Un cubico “pezzo duro” di gelato bigusto, con un nucleo di canditi e pan di Spagna allo Strega e una spuma segreta che non diventa mai ghiaccio. Ricetta esclusiva della nonna eponima, Vittoria.
Dividilo con qualcuno (è gigante) al Bar Vittoria di Spongano

33. Sorbisci un sorbetto selvatico


In alternativa allo spumone, il sorbetto monodose. Letizia Siciliano, moglie di Umberto, titolare e nipote degli storici Totò e Vittoria di cui sopra, lo propone in vari gusti. Il più originale? Il più territoriale: al finocchietto selvatico. Alle foglioline e gambi dell’erba si aggiungono solo acqua, zucchero, addensante e un pizzico di zenzero.
Divoralo rinfrescandoti al Bar Vittoria di Spongano

34. Lanciati da una liana

Una masseria ampliata in parco giochi con piscine e scivoli, carrucole, casette da picnic, castelletti e ponti tremolanti di liane? Tu rilassati e lascia che bambini e ragazzi si scatenino. O scatenati e lascia che a rilassarsi siano gli altri.
Spendi una giornata a Uccio’s Park a Muro Leccese.

35. Scopri i menhir cristianizzati

Un menhir con sopra una croce? Non è blasfemia, ma stratificazione, sincretismo di religioni. Il Salento è una terra di testimonianze megalitiche. E spesso, dolmen e menhir sono stati assorbiti dalla religione cristiana. Ci hanno messo una croce sopra , ma non per dimenticare.
Fatti una passeggiata nei dintorni di Giuggianello.

36. Sali sul tetto di una torre


Non è per tutti l’impresa. Ma la torre dell’orologio di Spongano, costruita nel 1768 in pietra leccese e stile tardobarocco salentino, merita bene una salita, tra pareti strette e gradoni sproporzionati. Ma che panorama!
Rivolgiti alla pro Loco in piazza.

37. Decora con nastri e candele

Nastri, candele, gabbiette per uccelli disabitate, appesi anche agli alberi o ai pioli di una scala di legno. Li ho visti un po’ dappertutto come segni di un décor semplice e chic. Si può riprendere l’idea, senza strafare.
Copia l’esterno delle Cantine Menhir a Minervino e i gradini verso la terrazza del B&B Il Borgo a Poggiardo …

38. Porta con te un portafortuna

Io ero in un campo e ho preso una pigna. Le attribuirò non poteri magici, ma il peso e l’odore del momento in cui l’ho raccolta. Lo stesso potrebbe valere per un sassolino, un nocciolo d’oliva, una foglia caduta, un fiore tra le foglie di un libro, lo scontrino dell’ultimo posto dove hai mangiato.
Raccogli solo cose che puoi prendere senza far danno.

39. Leggi i pavimenti

Contemplare – non calpestare – il gigantesco mosaico della cattedrale di Otranto dovrebbe quasi essere un obbligo di legge. Contemplare e avere una brava guida a spiegare per te. Come quella che è toccata a noi.
Chiedi di Sara Cerullo, per esempio, tel 347 8747600

40. Scopri parole greche, anzi grike. Come àntrepo = uomo

Nel Salento c’è un enclave ellenòfona, la Grecìa, dove si parla il griko. Dell’area grika della Provincia di Lecce fanno parte Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia e Zollino.
Studia prima sul sito della Grecia salentina.

41. Trova il nome per il tuo cane o gatto


Non sto scherzando. Prova con puccia, frisa, pirilla. Secondo me i nomi delle specialità gastronomiche salentine sono un richiamo irresistibile.
Aguzza le orecchie.

42. Tàgliati una frisa


Se non hai mai annusato e inalato l’aria fragrante di un forno prima che le frise appena sfornate ritornino a seccare, tagliate in due a mano con un filo di metallo, non puoi dire di aver sentito il Salento.
Corri da Silvio Protopapa a Giurdignano e supplicalo di farti vedere come si fa.

43. Mordi un rustico

Altro che mordi! Divora. Ma divorare non è educato, mugolare a bocca piena nemmeno. Rustico è ogni contenitore di pasta ripieno di verdure, formaggio, olive …
I più goduriosi? Da Protopapa a Giurdignano o da Corvaglia a Uggiano La Chiesa.
Quindi: assaggia e medita.

44. Sintonizzati sulla “radio” locale

E no, non si parla di modulazione di frequenza. Ma di frequentare moderatamente le comari del paese: le indistruttibili anziane signore che, dai gradini di una casa o accomodate ciascuna sulla sua sedia personale, commentano tutto ciò che succede nel loro raggio visivo, uditivo e cognitivo. Apri gli occhi. Sono ovunque.

45. Incontra i volontari

In molti paesi sono volontari del servizio civile i primi interlocutori dei turisti. Mi sembra un modo bellissimo di valorizzare la cultura locale. Grazie a Giuseppe, Eva, Alessandro che ci hanno scortati a Spongano. Grazie a loro per includere simbolicamente tutti quelli come loro.
Chiedi nelle pro loco.

46. Incantati per le luminarie


Le luminarie, ad arco, ad angolo a galleria, sono pizzi di luce, un landmark del sud Italia ma un particolare orgoglio del Salento. C’è una competizione sentita per averle più grandiose e più belle.
Scopri chi le fabbrica, come De Cagna a Maglie.

47. Gusta una puccia “vera vera”

La puccia è il tipico pane salentino che contiene però già il suo complemento. Per esempio zucchine. E non sorprenderti se trovi pucce con olive intere: gli aromi del noccioli in cottura rendono la puccia ancora più saporita.
Prova. A me l’ha detto Silvio Protopapa.

48. Onora le api

Se ami il miele, chiedi ovunque quale sia il prodotto disponibile al momento. Perché il miele, anche dello stesso produttore, delle stesse api e dello stesso campo non sarà mai lo stesso da un anno all’altro. In questo senso, un millefiori normalissimo può rivelarsi un universo di meraviglie.
Controlla sempre la provenienza sull’etichetta.

49. Incremati con l’aloe

Un’azienda salentina, Casciaro nel paese di Diso, con laboratorio sul territorio, ha puntato sulla lavorazione dell’aloe vera e non solo sulla cosmesi, ma anche sull’alimentare. È giusto conoscere e premiare l’iniziativa d’impresa.
Bevi il loro succo d’aloe: dissetante, insolito.

50. Celebra la vita!


In ogni istante. Quando chiedi, quando ti offrono, quando non chiedi, quando ti danno del lei e del tu nella stessa frase, quando declini. I salentini sono calorosi e schietti. Viaggia sempre con #ilgustodellacultura.

 

Daniela Ferrando

[Immagini: Iphone di Daniela, tranne video Stefania Turato, punto 3 raccolta lapidi; punto 27. ph Aniello Coppola, punto 46. De Cagna luminarie]

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