Archivio per June, 2012

Hot Shot Gelato a Milano 2: Attimi di Gusto

28 June 2012 - Commenti »

Mini recensioni: un’entrata, una coppetta, e via… se la va la gh’ha i gamb!

Via Cesare Correnti, la gelateria mi guarda ammaliante dall’altra parte della strada: vieni, qui c’è il gelato al sesamo nero che ti piace tanto, e quelli alla frutta, così buoni, ti ricordi che sei stato alla lezione di Enrico Rizzi, il gelataio, che ti ha raccontato tutti i suoi segreti, ché tanto te li sei dimenticati, e quale migliore occasione per rinfrescarti, se non la memoria, ormai nel mondo dei più, per lo meno la gola (quella sì sempre presente?)…

Non che ci sia bisogno di questi espedienti per convincermi a entrare – basta che ci sia su la clèr (saracinesca che chiude il negozio, qui a Milano).

Coppetta piccola, sorbetto di Crodino, con cosa può star bene, beh, facciamo gelato al limone. Buono l’accostamento, ottimo il sorbetto, solo molto buono il limone (così, tanto per dire qualcosa), buono anche il biscottino – una lingua di gatto, frollosa, che peraltro non c’entrava niente col gelato: ma l’ho chiesta io, quindi…).

Emanuele Bonati

Hot-Shot Gelato a Milano: Oasi del gelato

26 June 2012 - Commenti »

Mini recensioni: un’entrata, una coppetta, e via… se la va la gh’ha i gamb!

Se uno entra in una gelateria, e la prima cosa che vede del bancone del gelato, vasto e illuminato, traboccante di trionfi di gelati dei colori più rutilanti, è la granita di gelso che emana attrazione rosso-violacea dall’angolo più lontano, beh, che fare? la prende.

Ma se riconosce bene il sapore del ghiaccio, e il sapore del gelso, e pensa e allora?, e se per caso la ha già mangiata magari in Sicilia, ma anche senza averla mai mangiata, insomma, se si chiede è poi tutto qui?, allora magari forse…

***
Oasi del Gelato
Via dei Fabbri 26
20123 Milano
tel 02 89406958
Emanuele Bonati

Motivi per cui voi dovreste frequentare i corsi di Fotografia e Food styling di Barbara e io no

25 June 2012 - Commenti »

Barbara “ChezBabs” Torresan è un’amica.

Anzi, di più: foodblogger, food stylist, food photographer, food expert, food writer, food consultant. Io sono solo un food devourer, per cui siamo amici.

Come food photographer e food stylist, tiene dei corsi di food photography e food styling in cui si impara a fotografare food dopo avergli dato un bello style.

(Sì, se immaginate che Babs mi abbia prezzolato per un biscottino a parola, o un dolcetto a paragrafo, avete indovinato).

Dicevo? Ah, perché voi sì e io no. Beh, è semplice. Guardate un paio di mie foto a caso: vi sembra che abbia qualcosa da imparare?

Emanuele Bonati

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La frase della settimana

25 June 2012 - Commenti »

Animus est in patinis.

La mia anima è nei piatti.

Terenzio

Tatuarsi Le Grand Fooding addosso…

22 June 2012 - Commenti »

• Wrap di cuore d’agnello, yogurt di pecora e acciughe

• Lecca Lecca di polipo e pancia di maiale

• L.A. Street Corn

• Sandwich di pastrami di lingua di manzo, uova di trota e salsa di dragoncello

• Manzo crudo su pane grigliato con midollo sott’aceto, germogli d’aglio orsino, crescione e rafano

• Kebab d’anatra con ketchup di carote e maionese tartufata

Un delirio falsamente organizzato? La cena perfetta della famiglia Addams? Un menu combinato rovistando nei bidoni della spazzatura? Titolatura: “Penne all’arrabbiata?”

In realtà, in questo “delirio” c’è una logica e ci sono dei perché… Basta rileggerla con qualche piccola aggiunta, ed ecco che tutto si spiega – cominciamo a correggere il titolo: “Pelle all’arrabbiata”, ed ecco che si comincia a capire qualcosa… Leggiamo ancora:

• Wrap di cuore d’agnello, yogurt di pecora e acciughe – James Lowe e Isaac Mchale, The Young Turks, Londra, UK

• Lecca Lecca di polipo e pancia di maiale – Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor, Al Mercato, Milano, Italia

• L.A. Street Corn – Jon Shook e Vinny Dotolo, Animal, Los Angeles, USA

• Sandwich di pastrami di lingua di manzo, uova di trota e salsa di dragoncello – Jérôme Bigot, Les Grès, Lindry, Francia

• Manzo crudo su pane grigliato con midollo sott’aceto, germogli d’aglio orsino, crescione e rafano – Wade Brown e Andreas Dahlberg, Bastard, Malmö, Svezia

• Kebab d’anatra con ketchup di carote e maionese tartufata – Matteo Torretta, Visconti Street Food / Al V Piano, Milano, Italia

Chiaro: siamo a Le Grand Fooding (il 4 e 5 luglio alla Segheria in via Meda 24 a Milano) – al solito, nuovo e diverso dai precedenti.

Le penne diventano pelle, i piatti portano tatuato nel nome il proprio dna di street food… come i cucochi portano la propria storia tatuata sualla pelle…

Cito dal sito: “Un gruppo di ragazzi à la page e di uomini arrabbiati, cresciuti tra fast-food e dandismo rock, decide di mescolare cibi e stile: provocatori sì, ma soprattutto militanti. E con loro si impara che si può essere dei grandi chef anche senza portarne l’abito, che lo street food non è per forza condannato all’eterno disgusto, che ognuno ha diritto di mangiare e cucinare al passo coi tempi, che il localismo alimentare e la difesa dei prodotti sani non sono solo un trip da tardo-hippy…”

Quindi – una prospettiva street-on-the-road, interessante e stimolante…
Non solo – Le Grand Fooding partecipa anche a Inside out, un progetto che trasforma i messaggi di identità personale in opere d’arte online, proponendo una serie di foto che riprendono i temi del Fooding in un contesto appunto social-artistico…


E allora – voi lettori cosa c’entrate in tutto questo? Siete abbastanza massicci e tatuati? E magari volete entrare a sbafo al Grand Fooding? Potreste provare a entrarci sulla vostra moto rombante, sfondando i cancelli – ma visto che è una segheria, alle porte avremo del personale armato di sega elettrica (avete presente i vari Saw ecc ecc?) – ma noi abbiamo un’altra idea. Mandate a info@cibvs.com una foto vostra e dei vostri tattoo e noi sceglieremo chi si merita di entrare mercoledì sera o giovedì sera alle 20 a Le Grand Fooding con un biglietto omaggio per due…
Ovviamente, un tattoo-food è un titolo di merito, e potete andare a farvelo fare subito… Non sapete che sogggetto scegliere? Ma Le Grand Fooding vi mette a disposizione anche i soggetti: Li potete trovare qui. Ma va bene anche un tatuaggio di uno yakuza che ha tatuato addossso un tatuaggio con un pollo arrosto. E se proprio proprio siete contrari ai tattooo… beh, potete fotografarvi con un cannolo nell’orecchio, una pasta in testa, un polpo sul polpaccio, una ratatouille sull’avambraccio, una saint-honoré sul…

Emanuele Bonati

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“Per tutti i gusti”: gustando di gusto i gusti che non sapevo gustare

18 June 2012 - Commenti »

Gli sconfinamenti del gusto provocati dalle cene “per tutti i gusti” organizzate da Carlo Vischi presso gli Hotel Sheraton sono gravi e irreparabili. Lo dico senza tema di essere smentito.

Vado a spiegarmi meglio. Il Vischi ha iniziato a organizzare queste serate, dedicate ognuna a una diversa regione: sono stato alla presentazione della serie di eventi, ne ho parlato qui, e la mia reazione è stata che bello che bello, vediamo un po’, deciderò qual è finalmente la cucina regionale più di mio gusto fra quelle gustate.

Ogni regione viene proposta all’assaggio attraverso una serie di prodotti, e di vini, cucinati da cuochi provenienti dallo stesso territorio, ospitati nelle cucine (e dai cuochi) dei vari Sheraton – in particolare, allo Sheraton Malpensa, nella cucina del Canneto, dello chef Enrico Fiorentini.

In questi mesi ho assaggiato la cucina toscana, quella pugliese, quella istriana (sì, una regione dall’italianità un po’ “ariosa”, come si dice dalle mie parti), quella piemontese, quella campana… fino ad arrivare a quella veneta, qualche sera fa. E allora? Allora, ogni volta trovo il gusto di quella regione, e di quella cucina, di mio gradimento, anzi, di mio gusto – ma proprio davvero, assolutamente e certamente, senza ombra di dubbio, divento pugliese fino all’osso, salvo diventare istriano il mese dopo, e toscano, e campano…

Insomma, le tipicità e le unicità di questa nostra Italia, regione per regione, sono tutte diverse, tutte uniche, e tutte assolute, e degne di essere celebrate e cucinate. Il che rende il sottoscritto di volta in volta campano istriano… e questo mese veneto.

Il menu?

Ingresso dello Chef Leandro Luppi di Vecchia Malcesine
Trota, Sedano, Yougurt e Caviale

Cuvèe del Fondatore 2010 Prosecco DOCG Millesimato Valdo Spumanti Valdobbiadene

Buono, un insieme gustoso.


Primo dello Chef Alberto Fol del Ristorante La Cusina (The Westin Europa & Regina)
Risotto De Tacchi stagionato selezione Carnaroli con piselli, la sua crema, garusoli e aria di aglio, olio e peperoncino
Custoza 2011 DOC Le Vigne di San Pietro Agricola Srl

Molto interessante, l’”aria” era davvero curiosa, ma stava benissimo, in perfetto equilibrio con tutto il resto


Secondo dello Chef Renzo dal Farra di Locanda S. Lorenzo
Carrè d’Agnello d’Alpago in crosta di pane ed erbe aromatiche
Capitel Nicalò Valpolicella 2010 DOC Azienda Agricola F.lli Tedeschi

Buono, anzi buonissimo ottimo: l’agnello d’Alpago una bontà (avevamo al tavolo il produttore, che ci ha raccontato un po’… ma andremo a trovarlo ad Alpago, e vi racconteremo).

Dessert dello chef Alberto Basso di 3quarti
Sandwich di Panettone Loison con semifreddo allo yougurt greco e zenzero e spuma gli agrumi
Capitel Fontana Recioto della Valpolicella 2006 DOC Azienda Agricola F.lli Tedeschi

Bene…il  panettoneè  buono, lo sappiamo – e così arricchito ed elaborato, è anche più buono…

Insomma: non so descrivere bene, ma è stata una bella e buona serata – sul bella, potete farvi un’idea con le foto di Flavio Gallozzi, grande fotografo – e amico di BlogVs, che ce le ha gentilmente prestate.

Il menu veneto viene riproposto per i clienti del ristorante per tutto il mese di giugno.

Se non bastasse, lunedì 18 giugno alla Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires a Milano dalle ore 18:00 Carlo Vischi e la giornalista e blogger Elisabetta Ferrari, con la partecipazione di Carlo Molon, chef del ristorante Il Canneto (Hotel Sheraton Malpensa), parleranno dei prodotti e della cucina in Veneto, in un imperdibile viaggio culinario alla scoperta dei sapori di questa regione. Contestualmente verrà presentato il libro “Mille e un.. Panettone!” di Dario Loison e Barbara Carbone, e al termine un’imperdibile degustazione di prodotti tipici veneti!

Emanuele Bonati

Le foto sono di Flavio Gallozzi

http://www.flaviogallozzi.com/

La frase della settimana

18 June 2012 - Commenti »

“Se mangio una fragola a Natale è come se ingoiassi un bicchierino di gasolio”.

Luca Mercalli, meteorologo:

Maremma, vino, frattaglie…

15 June 2012 - Commenti »

Riesce difficile scrivere serenamente un post quando un filo di bava bavosa ti cola dall’angolo della bocca cercando si andarsi a depositare fra la m e la , – e l’umidità non fa molto bene alle tastiere, notoriamente. Ma se devi parlare di una serata in Maremma, postaccio a tutti noto per la bruttezza, con i vini della Cantina Pieve Vecchia, imbevibili, e piatti a base di frattaglie, cibo immondo, notoriamente… No, così non va, non mi crede nessuno. La Maremma è una meraviglia, ovviamente, e i vini Pieve Vecchia anche – li conosciamo (io perlomeno, già bevuti, in una serata da Enocratia qui a Milano, in cui i vini accompagnavano i loro piatti… ussignùr, bava che cola tutta sulla z…). Campagnatico, dove abitano sia i vini che la cantina, a vedere dalle foto (mai stato, ahimé, ancora…) è bello, in mezzo al verde, con quel che di antico e moderno (modernissima la Cantina)…

E anche le frattaglie sono belle. E meravigliose. Se poi a prepararle è Luca Cai, un appassionato amante specialista del quinto quarto (che io amo profondamente… non Luca – il quinto quarto, e forse quindi anche Luca, ma in senso carnale, cioè non della carne ma della carne, cioè della frattaglia, non la sua cioè… ma… adesso rifo, cioè…).

Luca Cai: è diventato popolare in breve tempo, vuoi per la maestria dimostrata nell’utilizzo delle frattaglie nel suo Il Magazzino (a Firenze, in Piazza della Passera, e questa volta non sono io a fare lo spiritoso), vuoi per alcune fortunate apparizioni mediatiche.

C’è chi sbriciola fave di cacao raccolte a mano dalle scimmie pezzate, che emulsiona elisir di pino mugo della tundra, chi centrifuga e vaporizza filamenti di medusa… Com’è che tu hai deciso di dedicarti a trippa e lampredotto e simili?

Nella vita passano tanti treni, navi e aerei – io 17 anni fa sono inciampato in un banco di lampredotto e mi sono messo a fare il trippaio. Questo, premetto, sentendo una forte passione per la cucina… e poi perché, da buon fiorentino, il lampredotto mi piaceva parecchio.

La trippa viene tradizionalmente cucinata alla fiorentina o alla parmigiana (così detta perché servita appunto con il parmigiano); c’è la trippa alla milanese, con i fagioli bianchi di spagna; quasi ogni regione, ogni provincia, ha la sua ricetta. Il lampredotto è un piatto della cucina povera fiorentina: si faceva bollire, e veniva usato come ripieno di un panino soffice, con un po’ d’olio e mi sembra una salsa  verde. Tu come li proponi?

Dopo i primi anni di lavoro al banco di lampredotto mi sono reso conto delle potenzialità di questi prodotti e non mi sono più limitato al solito panino e alla solita trippa – e da lì nasce la “fantasia”, e i miei “cavalli di battaglia”, come ad esempio

Polpettine di lampredotto (fritte)

Carpaccio di lingua

Ravioli ripieni di lampredotto e patate

Cartoccio del trippaio (trippa lampredotto e verdure miste tutto cotto in forno con salvia e ramerino)

Trippa salsiccia e fagioli

Nel 2007 sono stato invitato a cucinare trippa in Giappone, e da questa esperienza nasce un menu giapponese con le frattaglie, come il susci di lampredotto e tanti altri piatti.

Utilizzi altre parti del cosiddetto “quinto quarto”?

Certo! Tutto: lingua poppa nervetti matrice guancia centopelli.

Allora: diciamo che in un certo senso con il tuo locale Il magazzino ti poni come autore di un recupero degli ingredienti della cucina povera, tradizionale – in un’ottica contemporanea. E visto che la contemporaneità oggi è – anche – la tecnologia, gli smartphone, Internet, i social network: come ti poni nei confronti di questa realtà? Ne fai uso, la ignori, oppure…?

Certo che sì – ad esempio sono su Facebook:

https://www.facebook.com/luca.cai

https://www.facebook.com/pages/Osteria-Tripperia-Il-magazzino/88415125746

Ma naturalmente il centro della mia attività è il cibo, e quindi il ristorante, ma anche le manifestazioni di cibo di strada, che mi permettono di portare il mio panino in tutta Italia – e la rete mi permette di far conoscere sia i prodotti che le varie manifestazioni:

http://www.stragusto.it/

http://www.squisito.org/

http://www.porchettiamo.com/

https://www.facebook.com/pages/CIBO-IN-STRADA-SHOW/248505147681

***

Ricapitolando:

La serata comincerà con un aperitivo intorno alle 19.30, proseguirà con la cena all’aperto con diverse “isole” a cui sarà possibile attingere a piacimento, curate da Luca Cai, presso le quali si potranno gustare le sue prelibatezze: crostino di lingua, polpettine di lampredotto, totani di bosco, ravioli alla piastra ripieni di lampredotto, susci di lampredotto, trippa baccelli e pecorino. Il tutto innaffiato con i vini della Cantina Pieve Vecchia.

Ultima cosa ma non meno importante: la musica della Delirium Jazz Band. Non la conoscete? Quando guarderete questo video vi accorgerete che vorreste non averne persa nemmeno una serata. http://www.youtube.com/watch?v=OVIw8IwZPhw


Cosa posso dire di più? Che mi spiace non poter essere in Maremma, sabato 16. Che mi piacciono tutti e quattro i quarti, ma il quinto…

Emanuele Bonati

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Solidali con l’Emilia…

12 June 2012 - Commento (1) »

Oggi dalle 16 alle 21 in Piazza San Fedele a Milano

Un risotto e un bicchiere di lambrusco per raccogliere offerte a favore delle aziende agricole dell’Emilia Romagna e della Lombardia colpite dal sisma. In vendita solidale Grana e Parmigiano .

Organizzato da Italia a Tavola e il Consorzio cuochi di Lombardia, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano e in collaborazione con Epam, Goodmil, Coldiretti, Consorzio del Grana Padano, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, Ristorante Papà Francesco, Milano Ristorazione, Accademia della Scala, Acqua Boario, Consorzio rane e riso.

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La frase della settimana

11 June 2012 - Commenti »

La pasta che lievitaè una materia composta di tre elementi: la terra, l’acqua, l’aria. Attende il quarto: il fuoco. Chi capisce tutti questi segni capisce, a modo suo, che il pane è un alimento completo.

Gaston Bachelard