Archivio per July, 2011

Cene a 4 mani: Salvatore Tassa all’Aquila

29 July 2011 - Commenti »

Anche la terza Cena a 4 mani, mangiata domenica scorsa, 24 luglio, è ormai archiviata. Non così L’Aquila, naturalmente, che continuiamo a tenere sotto il nostro piccolo riflettore anche noi, riprendendo da Scatti di gusto le cronache dei loro inviati, e le loro foto. L’appuntamento questa volta a casa di Marzia Buzzanca – Percorsi di Gusto – era con Salvatore Tassa delle Colline Ciociare di Acuto – raccontato questa volta da Andrea Sponzilli.

L’incontro fra la cucina ciociara e quella aquilana è stato particolarmente felice, come si può vedere dalle foto.

La partenza è stata maritozzo laziale al profumo di porcini e tartufo estivo.

A seguire, cocktail di carota, cardamomo e spuma di zafferano.

Per partire – antipasto di cicoria, bieta e ricotta.

Quindi, tortelli di grano liquido in brodo di gallina ed erbe aromatiche.

Pancia di maiale marinata (da Marzia), cotta in forno con la cotenna, salsa/purea all’aglio di Sulmona e peperoni rossi e verdi.


Dacquoise, gelato di latte ridotto nel quale va in infusione rosmarino, salvia e vaniglia, erbe ed insalate lavorate “a mano” con miele.

Che dire? Grazie a Scatti di gusto che ci passa queste informazioni – a Marzia per lo sforzo l’impegno la fantasia e l’amore per la sua città – e agli chef. A proposito, il prossimo paio di mani in trasferta da Percorsi di Gusto sarà Felice Sgarra il 22 agosto.

L’amuse-gueule

28 July 2011 - Commento (1) »

«Molti dei ragazzi che sono passati dalla mia cucina sono oggi dei cuochi, degni di questo nome, capaci, in base alle proprie attitudini, di formare altre persone, altri entusiasti. Da parte mia, vorrei che sempre più giovani, giovani con interessi anche opposti alla cucina, venissero a cena da me non per dire che hanno mangiato da Marchesi, ma che hanno imparato qualcosa intorno al cibo e all’arte di imbandirlo.»

Gualtiero Marchesi

Foto Bruno Cordioli per CibVs


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La frase della settimana

25 July 2011 - Commenti »

Nonna Papera, che rimane una papera, a volte invita gli ospiti e gli dà da mangiare il tacchino. Il tacchino! È come se Minnie desse i criceti ai suoi ospiti. Come se mia madre mi cucinasse il timballo di mio cugino! Che se lo meriterebbe anche, ma non è questo il discorso.

Claudio Bisio

Una nuova amica: Liccamuciula

25 July 2011 - Commento (1) »

Quando vado in Sicilia, mi reco sempre a Marzamemi, nel Siracusano, perché rappresenta uno spaccato di quella che era la vita marinara di un tempo. Chiaramente, le attività di tonnara sono terminate, ma si può ancora respirare quell’aria… basta un po’ di fantasia…

L’ultima volta finalmente sono arrivato a Marzamemi in un orario decente, e ho trovato Liccamuciula aperto.

Cos’è Liccamuciula? “Un negozio di charme che è anche libreria di proposta e un bar vineria dagli insoliti menu.”

Ho visto finalmente i meravigliosi interni, e le loro proposte eno-gastronomico-culturali. Piatti ben pensati ed eseguiti bene, dolci, vini, una selezione di libri molto curata, tra cui si possono trovare anche libri di disegni e racconti, e pezzi unici creati da artisti locali, che mi hanno particolarmente colpito.


E poi ho conosciuto Barbara, la “gran golosa” – Liccamuciula,  appunto. E mi è bastato poco per capire chi avevo di fronte, cioè una persona speciale, un’artista. Lo capirete anche voi, leggendo i suoi racconti su Blogvs.

Christian Sarti

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Le Italie a tavola: Pollo alla Garibaldi

19 July 2011 - Commenti »

Questa ricetta del pollo alla Garibaldi l’ho trovata su alcuni siti, fra cui www.placidasignora.com di Mitì Vigliero, che racconta come questo piatto sia nato a Né, in Val Graveglia (Liguria), terra di origine della famiglia Garibaldi (peraltro riconducibile a un Grunbauer soldato di Federico Barbarossa: leggete qui), e terramadre.org (qui).

Ingredienti
Un pollo pulito e tagliato a pezzi piccoli; 150 gr di olivette nere; 2 lt di brodo di carne; 2 foglie di alloro; 1 rametto di salvia; 1 rametto di rosmarino; 1 pomodoro maturo; 1 bicchiere di vino bianco secco; olio; burro; sale.
Preparazione

In una casseruola mettere burro e olio; farvi soffriggere le olive e l’alloro, sino a quando saranno dorati. Aggiungere i pezzi di pollo, salare e rosolare. Unire il vino bianco, le olive e i sapori tritati insieme al pomodoro. Rosolare e mescolare velocemente. Appena il vino sarà evaporato, unire il brodo sino a coprire completamente il pollo: mettere un coperchio e cuocere lentissimamente per due ore circa.

http://biografieonline.it/img/bio/g/Giuseppe_Garibaldi.jpg

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BlogVs: chi è, cos’è, cosa vorrebbe essere, come funziona…

18 July 2011 - Commenti (3) »

Ormai CibVs – e BlogVs – hanno due anni. E in due anni sono successe tante cose: a parte il nuovo aspetto grafico (che avete particolarmente apprezzato – grazie!) di CibVs, ci sono nuove rubriche e iniziative su BlogVs (e non finisce qui… nuove sorprese ci aspettano in autunno!), e il nuovo sito Agendafood.it, e la foodsletter – e il numero sempre crescente di visitatori – e le nuove partnership – e un sacco di idee che ci frullano per la testa, e che, con il vostro sostegno, porteremo avanti nei prossimi mesi.

Parliamo un po’ di BlogVs – cos’è, cosa vorrebbe essere, e così via.

BlogVs è un blog-contenitore. Ci sta dentro un po’ di tutto, dai pensieri in libertà ai ricordi, dagli aneddoti alle ricette, dalle rubriche polemiche a quelle di varia umanità, dai libri di cucina ai racconti di cucina, alla narrazione di pranzi cuochi ristoranti, alla letteratura, alle vignette, alle battute…

BlogVs non è un blog-ricettario. La rete abbonda di blog dedicati alle ricette, alle sperimentazioni culinarie o alla catalogazione della tradizione (pensate che su CibVs stiamo raccogliendo man mano quelli più interessanti – ne abbiamo qualche centinaio, ma ce ne sono altre centinaia e centinaia là fuori che dobbiamo ancora leggere…): a noi piace di tanto in tanto pubblicare qualche nostra creazione più o meno originale, qualche ricordo della nostra cucina di famiglia, qualche esperimento, o le creazioni di amiche e amici blogger – e magari commentare l’esistente, le innumerevoli ricette e proposte di varianti che compaiono in giro per la rete.

BlogVs è un blog aperto. Aperto ai contributi degli altri blogger, alle loro rubriche o anche solo a loro interventi estemporanei.

BlogVs è anche uno spazio aperto agli amici, ai lettori, a quanti semplicemente passano per caso, a chi non ha un blog ma vuole far sentire comunque la sua voce, la sua opinione. Tutti potete mandarci una ricetta, anzitutto, possibilmente con foto – ma anche un video, se volete; potete intervenire commentando, anche solo dicendo che un post vi piace o non vi piace (pubblicheremo anche le pochissime critiche che ci arriveranno), o che avete provato una ricetta, o un locale, e dirci le vostre impressioni;  potete raccontarci le vostre esperienze in questo o quel locale, scriverne una recensione, raccontarci le vostre disavventure (che metteremo nell’AntipatiCibVs); potete mandarci un racconto, un intervento, una denuncia, una recensione di un libro o un film di tema culinario, una bella foto, un video – quello che volete. Noi siamo qua, leggeremo tutto, e vi pubblicheremo.


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La frase della settimana

18 July 2011 - Commenti »

“Investite nel vino. Male che vada, potrete sempre berlo.”

Gianni Agnelli

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Cene a 4 mani: la pizza fritta di Gino Sorbillo

17 July 2011 - Commenti »

Ecco Marzia Buzzanca e Gino Sorbillo all’Aquila per la Cena a 4 mani di lunedì scorso. Ancora una volta, saccheggiamo Vincenzo Pagano e Scattidigusto.it.

E cosa possono fare questi due messi assieme? Delle pizze fritte, ovvio!

Magari usando il salame agrumato di Mario Avallone delle Stanze del Gusto di Napoli che Gino Sorbillo ha portato con sé.

O – per il finale – il gorgonzola di Paola della Cascina.

Cos’altro serve?  Spillone e votapizza che Gino ha portato da Napoli. Ovvio.

E i panetti delle pizze lievitate che Sorbillo si è portato dietro…

La prima pizza dedicata alla chiesa di Santa Maria di Paganica…

Servono altre parole? No. Qualche immagine, magari…

Ricotta di pecora dei Monti Lattari, mozzarella di bufala del Casolare e limoni di Sorrento.

La variante con l’arancia.

Mozzarella di bufala, pancetta arrotolata di Mario Carrabs.

Variante alla fava biologica del Vesuvio (olio e aceto) e la mozzarella mista vaccino/bufala al pepe di Sarawak né nero né bianco.

Pizza con pomodoro pugliese.

Pizza fritta con gorgonzola Dop. Molto asciutta, quasi minimalista riporta alla mente la funzione per cui la pizza è nata: quella di ingannare lo stomaco, di chiudere i morsi della fame in attesa dell’unico pasto più sostanzioso della giornata. Oggi a una pizza chiedi sapore e digeribilità, materie prime che convincano e nuovi abbinamenti. Quello che Gino Sorbillo ha assicurato con un percorso non conosciuto dai tanti che questa sera hanno preso parte a un evento che vuole ricordare che L’Aquila è sempre lì alla ricerca di una pagina da voltare.

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Buon CibVs col tè!

14 July 2011 - Commenti (2) »

Preparazione del tè freddo

Saint Louis, Missouri, estate 1904, Esposizione mondiale. Un giovane inglese, Richard Blechynden, interessato a introdurre nel mercato statunitense il tè nero proveniente dall’India, allestì un padiglione, dove alcuni cingalesi offrivano la bevanda, ovviamente, calda. Ma la torrida calura estiva non rendeva allettante l’assaggio, inducendo i visitatori a dissetarsi con granite o bevande fredde. Richard, però, non rinunciò alla sua idea, e per invogliare i visitatori pensò di offrire la sua bevanda fredda – anzi, ghiacciata. La sua proposta fu accolta benissimo, tutti accorsero in massa ad assaggiarla. Era nato il tè freddo.

La nuova bevanda si diffuse dapprima in tutti gli Stati del Sud, poi in quelli del Nord, per approdare infine nel resto del mondo.

Da quel lontano 1904, da un’idea nata per caso, il tè freddo è diventata una delle bevande estive più amate. Dissetante, fresca, leggera, è la bibita ideale per chi vuole bere qualcosa di diverso, con un ridotto apporto  calorico.

Da molti anni poi le grandi aziende hanno iniziato a immettere sul mercato una serie di bevande a base di tè, diversificate in base ai gusti e alle esigenze – aromatizzate, al tè verde, nero e così via.

Ma se invece di rivolgerci al mercato, provassimo a fare il tè freddo in casa? Con piccoli accorgimenti, possiamo preparare una bevanda leggera, gradevole, con un ridotto, o addirittura nullo, contenuto di zuccheri.

Solitamente il tè freddo preparato in casa risulta spiacevolmente tannico e dall’aspetto torbido, e dopo poche ore il gusto è sgradevole. Il motivo è da ricercare nella modalità di preparazione. Comunemente dopo aver preparato il tè, si aspetta che raggiunga la temperatura ambiente, per poi metterlo in frigorifero a raffreddare. Proprio il tempo che occorre affinché la bevanda raggiunga la temperatura ambiente, è responsabile del sapore tannico e dell’aspetto torbido.

Ci sono, invece, due procedimenti da utilizzare a seconda della quantità di tempo a disposizione per il raffreddamento, che consentono di ottenere un ottimo tè, dall’aspetto limpido, dalle note fruttate e floreali predominanti, conservando la sua aromaticità per diverse ore.

Il primo metodo consiste nel mettere nella teiera (va bene anche una caraffa) tra i 10 e i 13 grammi di tè: si aggiunge un litro di acqua, minerale e a temperatura ambiente, se piace si addolcisce con zucchero o miele, si ripone la teiera in frigorifero e la si lascia per 4 ore per un tè verde o 6 ore per un tè nero. Al termine dell’infusione si filtrano le foglie e si serve. Il tè risulta leggero, e mantiene la sua aromaticità per ore. Le note floreali e fruttate si percepiranno molto bene.

Il tè contenuto nelle tazze fotografate, è il medesimo, ovvero l’Assam Silonibari. Il colore varia, e vi assicuro, anche il sapore, a seconda della modalità di raffreddamento. Più scuro e torbido quello posto in frigorifero solo dopo aver raggiunto la temperatura ambiente, più chiaro e limpido l’altro, preparato col primo metodo.

Se, invece, il tempo a disposizione per raffreddare il tè è poco, si può seguire il secondo metodo che ci consente di ottenere la bevanda fredda in un arco di tempo pari a quello di infusione del tè. Basta avere a disposizione del ghiaccio, et voilà, in pochi minuti il nostro infuso è pronto. Freddo. Ebbene sì, freddo!

Come si fa? Per un litro di bevanda, occorrono sempre tra i 10 e i 13 grammi di tè.

Si riscalda 1/2 litro di acqua alla temperatura giusta per il tè scelto, si versa nella teiera dove sono già state messe le foglie, si attende il tempo di infusione relativo all’infuso scelto, quindi si filtrano le foglie e si aggiunge 1/2 chilo di ghiaccio, anche in cubetti, non si mescola, ma si attende che il ghiaccio si sciolga, ed ecco pronta la bevanda fredda – eliminando il tempo di raffreddamento.

Questo metodo è utilissimo quando si vuole offrire una bevanda rinfrescante a ospiti inattesi, accaldati e assetati.

Come si può vedere nelle fotografie, il colore del liquore e, ripeto, anche il sapore, è diverso a seconda dei tre diversi modi di raffreddarlo. Questo vale anche per i tè verdi.

Con il tè freddo si possono preparare anche delle gustosissime sangrie, leggere e non alcoliche: è preferibile utilizzare un tè nero e non verde, e a seconda della tipologia di tè scelta, aromatico, dalle note floreali o fruttato, si abbina la frutta.

Inoltre, partendo dalla bevanda fredda, si possono realizzare gustose e dissetanti granite. Con un pizzico di fantasia e creatività, da una manciata di foglie di tè, qualche cubetto di ghiaccio, frutti di stagione, zenzero fresco, ed erbe aromatiche quali menta o lemon grass, possiamo preparare cocktail, bibite analcoliche, sangrie, granite, da offrire ai nostri ospiti, o da gustare in un torrido pomeriggio estivo.

Giovanna

la cuoca eclettica



L’amuse-gueule

12 July 2011 - Commenti »

Ogni giorno vengono mangiate 178 tonnellate di tomato ketchup

178 tonnes of tomato ketchup are eaten every day

da The Giant Bathroom Reader: Dip into a Compendium of Useless Knowledge, Hilarious Facts and Bizarre Trivia, ed. by Karl Shaw, Book Sales, 2009


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