Archivio per April, 2011

L’AntipatiCibVs: eccessi o accessi di pulizia…

30 April 2011 - Commenti »

Un bel locale nuovo, parte di una catena illustre, zona alto Sempione (Procaccini-Pier della Francesca-Induno-Castelvetro per intenderci) a Milano, semi-interrato semi-rialzato, grandi vetrate, spazio esterno, tavoli sedie bianchi, un’aria invitante, bancone sul fondo, banco centrale con salumi e varie prelibatezze, prosciutti e varie delizie appesi sopra, mi sembra di capire dedicato ai prodotti di punta della norcineria iberica…

Passando a metà mattina, si ammira proprio la bellezza, il nitore del locale, sottolineato dalla presenza di una signora che, armata di panno e flacone di liquido blu per le pulizie, spruzza e strofina il bancone centrale, dove penso spero si appoggino i piatti di servizio, e tutto in giro al bancone, e sotto il bancone, dove ad esempio ci sono i piatti che immagino si prendano per servirsi… e con lo stesso straccio ovviamente si passa spolvera per bene anche il fondo del primo piatto di ogni pila…

Un giretto nel locale lo faremo presto… Basta ricordarsi di non entrare per primi – o contare su un’improvvisa perdita di memoria…

Emanuele Bonati

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Il menu alla maniera di Carlo

26 April 2011 - Commenti (8) »

Aperitivo: parmigiana destrutturata

Entrée: insalatina primaverile di pachino con olio al basilico, fregola e germogli di ravanello

Antipasti: tartare di seppia al coltello con vodka e basilico, leggero dressing di soya e wasaby

Antipasti: sandwich di capasanta panata con pane alle erbe, gambero rosso crudo, emulsione di arancia a freddo e marmellata di arance e maggiorana

Primi: carbonara di mare (spaghetto al nero affumicato con the nero lapsang souchong, gamberi rossi e uova di salmone)

Primi: gnocchetto di barbabietola con crema di arance, cannella e capasanta

Secondo: filettino di persico, caponatina di melanzane con capperi di Ustica, salsa di nduja di Spilinga e arance

Pre dessert : gelatina alla rosa di bosco, melone bianco e coulis di frutti rossi

Dessert : semifreddo al lime con pan di Spagna alla menta ed eucalipto, crema di limoncello; a seguire pasticceria con tisana

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C’è poco da dire quando si è mangiato in maniera sublime. Le foto non sono un gran che, comunque spero che parlino da sole ed invitino tutti a voler provare la cucina di questi ragazzi così giovani ma così pieni di passione.

La prima cosa che ci ha detto Francesco Germani, il padrone di casa, è che vanta appunto uno staff che ha un’età media di 22 anni – guidato da Lorenzo Santi, allievo di Giacomo Gallina.
Incredibile! Soprattutto, quando si assaggiano le portate. Grande sapienza, decisione, pulizia dei sapori.
Assieme a Vittoria abbiamo assaggiato il menù degustazione di pesce e siamo rimasti molto colpiti.
Grande entusiasmo.
Auguri e complimenti allo staff de La Maniera di Carlo.
Christian & Vicky
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La frase della settimana

25 April 2011 - Commenti »

Il 3 agosto 1664 Luigi XIV utilizzò per la prima volta una forchetta. Prima di quel giorno mangiava, come tutti, la minestra con il cucchiaio.

Cavanna

Eataly a Genova

24 April 2011 - Commento (1) »

25 aprile: Pasquetta, Lunedì dell’Angelo, Festa della Liberazione, san Marco… e inaugurazione di Eataly a Genova, nell’area del Porto Antico!

Dalla newsletter di Eataly:

Al terzo ed ultimo piano dell’Edificio Millo, in pieno Porto Antico, apriamo un punto vendita di 2.000 metri quadri. Parole d’ordine: mangiare, comprare, imparare. Aperto tutti i giorni dal 25 aprile, Eataly Genova ospita punti ristoro conviviali, un ristorante di pesce “Il Marin – Ristoro del Porto Antico”, spazi commerciali ed aree per eventi e didattica. Il neo-nato punto vendita dà lavoro a circa 70 dipendenti a cui tutti i “vecchi” dipendenti di Eataly dicono calorosamente: “benvenuti in famiglia!”. Eataly Genova il 1° maggio resterà chiuso.

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Buona Pasqua

24 April 2011 - Commento (1) »

Pasqua. Vista da un blog, da un sito come il nostro, un nuovo tripudio di ricette suggerimenti consigli accorgimenti pre-durante-post- banchetto. in attesa del pic nic di Pasquetta. e di un’altra occasione festaiol-culinaria… Buon appetito.

Pasqua. Un’altra festa, un’altra occasione per rilassarsi, per essere felici coi propri cari, o da soli, in pace con se stessi, con gli altri e con il mondo. Peccato che il mondo non sia poi tanto in pace con se stesso e con noi: per un giorno, almeno, speriamo che lo sia. E cerchiamo di renderlo un po’ migliore nei giorni che verranno.

Auguri da tutti noi di CibVs e di BlogVs.

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L’ArchiCibVs

23 April 2011 - Commenti »

La colombaia pasquale

Pasqua alta, quest’anno! Alta e bersaglio di commenti un po’ seccati, a causa di questa insolita semi-sovrapposizione con il 25 aprile – Lunedì dell’Angelo della Liberazione… Alta ma che promette, come sempre, pranzi e gite fuori porta, uova di cioccolato e colombe.

Io, almeno dal punto di vista dei dolci, la mia parte l’ho già fatta: qualche bella colomba con farina di farro ha già spiccato il volo dal forno di casa e ha già cominciato ad allietare le mie colazioni.

Come già successo in passato con il panettone di Natale, però, qualcuno mi ha fatto notare che non dovrei chiamarla “colomba” perché il disciplinare dei prodotti da forno pasquali, definito da un decreto del 2005, stabilisce che la vera colomba è fatta con farina di frumento e non di farro. Vorrà dire che, alla prossima occasione, proverò ad utilizzare lo stesso impasto su una forma diversa ed inventarmi qualcosa di nuovo, qualcosa che possa richiamare comunque la colomba…

Cosa ne dite, ad esempio, di una bella torre, coperta da una bella glassa con tante file di mandorle, canditi e gocce di cioccolato? Certo, non una torre qualsiasi: una bella torre colombaia di quelle che si vedono nelle masserie del Salento, nelle campagne e nelle cascine del Nord, o in qualche villa del Palladio!

Torre colombaia nel territorio di Oria, Brindisi (foto Galiano M., Wikimedia CC).

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A dire il vero, torri colombaie si possono ammirare in diverse parti d’Europa – ne ha dipinta una anche Paul Cézanne – e non solo: ad esempio, in Egitto.

Paul Cézanne, Pigeonniers a Bellevue, 1885

Egitto, sulla strada verso Dakhla (foto Marie-ange, Picasa CC)

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In Italia, erano già diffuse in epoca romana e medievale, ma dal Trecento l’allevamento dei colombi e di alcuni passeracei assunse un’importanza rilevante nell’economia delle aziende agricole, e le torri colombaie diventarono così una presenza comune nelle campagne della penisola.

Questi edifici, oltre ad essere utilizzati nell’allevamento, avevano spesso anche la funzione di torre d’avvistamento e di deterrente psicologico nei confronti del nemico, pur essendo del tutto inadeguate a ruoli di difesa attiva.

Il modello più tradizionale era quello a pianta quadrata e, non di rado, l’alto basamento al di sopra del quale si trovavano i vani per i colombi era passante.

Colombaia a pianta quadra con basamento passante a Réalmontais (foto Philippe Vernet, Picasa CC)

Torre del Castello Senarega-Fieschi a Senarega, Genova (foto Daniele Massazza)

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Nella parte superiore, veniva realizzata una serie di fori o di feritoie di accesso a piccole cavità che contenevano ciascuna un nido. Questi vani, spesso costituiti da ciotole di terracotta rivestite di paglia e scarti di lana, erano messi in comunicazione con l’interno della torre attraverso degli sportellini che ne permettevano la cattura. All’esterno, al di sotto dei fori d’accesso, vi erano dei cornicioni o delle mensole, necessari per l’involo e l’appoggio dei volatili.

La torre, al suo interno, aveva un unico ambiente costruito in modo da essere facilmente lavabile e disinfettabile. Le sue pareti erano completamente occupate dai nidi che venivano facilmente raggiunti attraverso scale che, nella parte inferiore, erano in muratura mentre in quella superiore erano in legno.

Abbazia della Santa Trinità de La Lucerne, colombaia, spazio interno (foto MM, Wikimedia CC)

Interno di una colombaia a Ispahan (foto Marie-ange, Picasa CC)

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Le torri colombaie, naturalmente, erano soggette agli attacchi di donnole, ratti, faine e altri predatori. La difesa veniva organizzata murando coppi vetrificati  o fogli di latta negli angoli dei muri o realizzando cornici di pietre o di  mattoni sporgenti, resi lisci e taglienti.

Alcune torri erano costruite per ospitare solo i colombi; più spesso, però, all’allevamento di questi si univa quello dei rondoni. Allora sulle pareti della torre venivano aperti fori più piccoli d’accesso. I colombi venivano allevati ad uso alimentare, sia gli adulti sia i nidiacei, per la produzione di guano da utilizzare come fertilizzante e per la caccia con il falcone. I rondoni, di cui si mangiavano solo i nidiacei, avevano però una grande importanza per la grande quantità di insetti che riuscivano a catturare.

Le torri colombaie non si esauriscono nella suggestiva tipologia della torre isolata, a pianta quadrata o circolare: raffinati esempi di torre colombaia si trovano in alcune delle ville del Palladio, nelle residenze degli Estensi.

Quindi, tutto sommato, volendo creare un nuovo dolce pasquale, la fantasia avrebbe davvero tutto lo spazio necessario. Chissà, magari nei prossimi giorni, il Luppolo Selvatico potrebbe cercare di arrampicarsi su una dolce torre pasquale … di farro, naturalmente!

Antonella

illuppoloselvatico

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The S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants

19 April 2011 - Commento (1) »

Che bello! Per la prima volta in streaming la proclamazione dei 50 migliori ristoranti del mondo, proclamati uno ad uno, davanti a una platea di cuochi festanti e – almeno apparentemente – contenti. Mi sono prenotato e – uno dei diecimila  on line – mi son messo davanti al computer. Bravo bravo il presentatore, Mark Durden-Smith: anche perché ho capito (quasi) (be’ insomma un po’ meno di quasi) tutto…

Una ‘cerimonia’ semplice, proclamazione della classifica, dei vincitori dei vari premi speciali, consegna, nessuno che dicesse niente – i ringraziamenti e così via erano sottintesi, direi, e il tutto è stato molto molto leggero e piacevole.

E cosa è successo? Al n. 1 Noma di Rene Redzepi, Copenhagen, una mandria di premiati con copricapi cornuti alla vichinga – per il secondo anno mi sembra. Seguono due locali spagnoli, El Celler De Can Roca e Mugaritz. E al quarto, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura – The Chefs’ Choice, salutato da grandi applausi e ovazioni.

Massimo Bottura (foto Bruno Cordioli)

Gli altri italiani? Combal Zero al 28° posto, Le Calandre (ahimé sceso di una dozzina di posti) al 32°, Cracco al 33° (anch’egli particolarmente acclamato), Dal Pescatore e Il Canto 38 e 39… e La Pergola 86°.

Carlo Cracco (foto di Bruno Cordioli)

Emanuele Bonati

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La frase della settimana

18 April 2011 - Commenti »

Se oggi l’uomo non mangia più l’uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!

Daniel Pennac

1080 ricette in mostra

11 April 2011 - Commenti »

Javier Mariscal, designer spagnolo, creatore di Cobi, la mascotte dei Giochi olimpici di Barcellona 1992, è l’autore dei disegni di 1080 RICETTE, una summa della cucina spagnola compilata con la solita accuratezza da Simone e Inés Ortega (di cui è recentemente uscito in Italia Il libro delle tapas) e pubblicata per la prima volta in Spagna nel 1972 (attualmente siamo alla 48a edizione), in uscita in edizione italiana a inizio giugno per Phaidon. I disegni da lui creati per 1080 RICETTE sono caratterizzati dall’uso di colori pieni e di linee espressive, volti a comunicare la vitalità degli ingredienti della cucina spagnola e a vitalizzare il libro. Come sottolinea anche l’Estudio Mariscal, Le oltre 400 illustrazioni sono molto realistiche ed esprimono un modo di concepire la cucina: allegra, semplice, quotidiana, per nulla sofisticata o complessa.

In occasione del Salone del mobile 2011 alcuni disegni originali realizzati da Javier Mariscal per 1080 RICETTE saranno esposti nella mostra “Mariscal schizzi e oggetti” che si terrà presso l’Instituto Cervantes di Milano dal 12 aprile al 19 giugno 2011.

La frase della settimana

11 April 2011 - Commenti »

Se Chuck Norris ha fretta di cucinare, butta una molotov nel frigo.

http://welovechucknorris.blogspot.com/