Restoquiconte
Amo il cinema. Quand’ero piccola – ma veramente anche ora – adoravo i musical con i mitici Gene Kelly, Fred Astaire e Ginger Rogers (non è stata lei a dire “Sulla scena facevo tutto quello che faceva Fred Astaire, e per di più lo facevo all’indietro e sui tacchi alti”…? grande donna!). E la saga di Star Trek, con un antenato del cellulare che il nostro astronauta Paolo Nespoli, in missione in questi giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale, usa per comunicare via Twitter con i suoi numerosissimi fan… E la cucinoterapia di Come l’acqua per il cioccolato, la diversità come valore aggiunto in Forrest Gump, le arie struggenti cantate dalla Callas in Philadelphia come ultimo canto del cigno…
Il cinema ha sempre visto prima e più lontano – è forse questo che mi piace di più. Cosa che non accade con la televisione, inguardabile e pur guardato surrogato di vita del nostro quotidiano, concentrato di triti e ritriti format televisivi che rimbalzano da una nazione all’altra, da una rete all’altra. Tutti che urlano contro tutti, che spingono e sgomitano nel disperato tentativo di far durare più a lungo il quarto d’ora di celebrità contrattuale.
Ma nel palinsesto 2010 una trasmissione è stata come una boccata di aria fresca, di quell’aria che si respira a 8000 metri di altezza, così rarefatta da far girare la testa: sto naturalmente parlando di “Vieniviaconme”, un raro esempio di televisione intelligente.

Mi è piaciuta la pacatezza educata di chi leggeva le proprie liste, i sorrisi timidi di Saviano, il calore sincero del pubblico, i commenti su Twitter, i dibattiti successivi, le critiche anche feroci. Per questo vorrei anch’io proporre la mia personale lista, quasi un saluto al 2010 oramai alla fine ed un augurio per l’atteso 2011.

I miei personali sentimenti – e motivi – sul perché continuerò a parlare di cibo:
• la mia inappetenza congenita
• il toast della domenica sera con il candelabro acceso al centro del tavolo della sala da pranzo
• il cervello fritto che doveva farmi diventare intelligente
• le calze che portava la Befana con i cioccolatini a forma di moneta dorata e il carbone immangiabile
• la prima big babol
• il latte caldo bevuto subito dopo averlo munto – schivando le codate della mucca
• il pranzo della domenica
• il primo sorso di vino deglutito facendo mille facce schifate
• i fichi mangiati seduta sull’albero
• il mio latte materno – dolce e caldo al punto giusto: un miracolo di take away
• McDonalds – perché senza i suoi panini io non saprei con chi prendermela
• il primo piatto cucinatomi dai miei figli
• il primo post ed il primo commento, qualche post dopo
• il rito tutto femminile nell’annuale preparazione della pummarola a casa della zia Maria
• la prima ricetta inventata e provata positivamente da un altro
• il primo sms che chiedeva un consiglio gastronomico
• le donne della Casetta delle pesche e de I sapori dei sassi
• le librerie straripanti di libri – e la speranza che gli editori continueranno a pubblicare libri per riempirle
• la dispensa straripante di formine per tartellette e di stampi per biscotti – e la consapevolezza che te ne mancherà sempre una
• il bagagliaio della mia auto con le oramai perenni tracce di farina, formaggio, terra delle verdure, rami e foglie
• la macchina fotografica vicina alla matita vicina al mestolo vicino alla planetaria
• gli amici di CibVs e la voglia di continuare a condividere una passione.
Magari se ne può fare un film.

Anna Maria Pellegrino
lacucinadiqb