Archivio per October, 2010

La Pumpkin Pie: la torta di zucca americana

31 October 2010 - Commenti (13) »

Da una lezione di dolci americani tenuta alla Scuola della Cucina Italiana dal pasticcere Gabriele Magni.

Ingredienti

panna liquida 474ml

zucca (bollita) in purea 250gr

zucchero di canna 130gr

noci pecan in pezzetti 40gr

uova 3

cannella in polvere 1 cucchiaino

zenzero in polevere 1/2 cucchiaino

noce moscata in polvere 1/2 cucchiaino

chiodi di garofano in polvere un pizzico

sale un pizzico

per la pasta

farina 165gr

burro 115 gr

acqua fredda 30-45ml

sale 1/2 cucchiaino

Procedura

Scaldare il forno a 220°C.

Preparare la pasta: setacciare la farina e il sale in un recipiente, unire il burro e lavorare grossolanamente. L’impasto non dovrà risultare liscio e omogeneo, ma un po’ granuloso.

Unire un po’ d’acqua all’impasto, piano piano, sufficiente per formare una palla.

Stendere l’impasto (dopo avere passato un po’ di farina sulla spianatoia) a uno spessore di 5mm e disporlo in una tortiera da 23 cm.

Tagliare i bordi in eccesso e cospargere il fondo con le noci pecan tritate.

Lavorare insieme la purea di zucca, la panna, lo zucchero, il sale, le spezie e le uova.

Versare il composto sulla pasta.

Infornare per 10′ a 220°C, poi abbassare la temperatura a 180° e cuocere per altri 45′.

Fra raffreddare sformare e servire.

PHOTO ENDLESS BEAUTY/FLICKR.COM

Buona!!!

Emanuele Bonati

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CibVs ComicVs

31 October 2010 - Commenti »

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CibVs per la mente

30 October 2010 - Commenti »

CibVs per TriestEspresso

“Un buon caffè e in quantità abbondante mi risveglia lo spirito, mi dà vigore, una forza eccezionale e una ferma volontà d’agire.”

Napoleone Bonaparte

CibVs per la mente

29 October 2010 - Commenti »

CibVs per TriestEspresso

A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco.

Erri De Luca

CibVs per la mente

28 October 2010 - Commenti »

CibVs per TriestEspresso

“Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l’amore e caldo come l’inferno”

Michail Bakunin

L’AntipatiCibVs: il caffè mi rende nervoso

27 October 2010 - Commenti (3) »

“Mi può cambiare il cucchiaino, per favore?”

“Scusi, mi può rifare il caffè? Ecco, vede, la tazzina è un po’ sporca…”

“Perché?” Come perché? Se ti ho detto che è sporco…

Insomma – capita a volte di chiedere una cosa elementare, e trovarsi di fronte una specie di muro di incomprensione e di inespressività. In particolare davanti a una tazzina di caffè sporca, a un cucchiaino incrostato, che ad alcuni baristi sembrano inconcepibili, per lo meno nel loro locale. Nessuno si aspetta che tutto quello che esce da una lavastoviglie sia sempre perfettamente pulito immacolato disinfestato sanitizzato, ma insomma – e soprattutto, di fronte a una richiesta motivata (“questa tazzina è più truccata di Moira Orfei!”) la risposta più naturale dovrebbe essere “mi spiace mi scusi la cambio subito” – o al più “sa, è la mascotte del locale, più tardi fa un numero di cabaret con la Luisona” (chi è la Luisona? leggete qui).

Invece a volte ti trovi davanti espressioni che ti indurrebbero a dire “no guardi scusi il rossetto è del mio colore preferito, mi ricorda la mia ex, tanto posso bere dall’altra parte, non si disturbi non lo bevo, tanto il caffè mi rende nervoso…”.

A me piace la tazzina pulita, alla giusta temperatura, apparecchiata bene (col cucchiaino a destra, visto che non sono mancino), con il suddetto cucchiaino pulito e asciutto (vogliamo parlare dei cucchiaini grondanti acqua di scolatura al colore di caffè…?), e magari vicino un bicchierino d’acqua… I barman più attenti asciugano le posate appena uscite dalla lavastoviglie (ce n’è un paio così vicino al mio ufficio, e a volte allungo la strada per il piacere del cucchiaino asciutto) – se no, per carità, lo faccio io, se mi gira ostentando il gesto della pulizia con fazzolettino di carta preso dall’altro capo del bancone del bar con un gesto ampio e teatrale…

Sono tutte cose che fanno parter della cortesia, del rispetto, della civiltà e via con i paroloni del genre – gesti che non contano forse praticamente, ma che rendono la giornata un po’ meno difficile…

Emanuele Bonati

Foto di Maddie Digital http://www.flickr.com/people/maddiedigital/

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CibVs per la mente

27 October 2010 - Commenti »

CibVs per TriestEspresso

“Il caffè è una bevanda che fa dormire…  quando non la si prende”

Alphonse Allais

Victoria’s Secrets

26 October 2010 - Commenti (3) »
Un dolce ricordo: Crumble di Mele e More
Questo semplice ma gustosissimo dolce a base di mele cotte e frolla sbriciolata riesce sempre al primo boccone a catapultarmi nel passato, quando ero ancora una bambina e tutta la famiglia abitava  sotto lo stesso tetto nella campagna inglese sulle rive del Tamigi.
Mi veniva servito regolarmente alla mensa del collegio nella sua versione più economica, ma la sua esecuzione migliore potevo gustarmela la domenica quando tutta la famiglia, cani compresi, si recava al Red Lion Pub per il tradizionale Sunday Lunch.


Conoscevo benissimo la tattica da adottare, sedersi vicino a papà e a mio fratello Enrico, non grandi amanti dei dolci, e il più lontano possibile da mamma, che sicuramente avrebbe tentato un “Me ne dai una cucchiaiata?”. A malincuore – e con la certezza che se avessi detto no, avrei sicuramente ricevuto un rimprovero dal papà, – cedevo parte del mio dolce alla mamma, ma in fin dei conti le porzioni erano sempre così abbondanti che non sarei mai riuscita a finirlo tutta sola.
Al pub veniva tradizionalmente servito con la English Custard, sorella della crema pasticcera, meno densa perché priva di farina o fecola, che la fa addensare durante la cottura. Si ha cosi il contrasto fra il caldo dell’apple crumble e il freddo della salsa (che può anche essere sostituita con del buon gelato alla vaniglia).
Di crumble ce ne sono molti, in base alla stagione si possono usare tipi di frutta diversi, ad esempio in estate delle buone varianti sono pesca e granella di amaretti, oppure fragole e rabarbaro, mentre d’inverno pere e prugne, o mirtilli e mele e more o altri frutti di bosco.
La ricetta che vi propongo oggi, fatta e strafatta, è con mele e more. Un’accoppiata vincente, dove il sapore dolce della mela viene bilanciato dalla nota un po’ più acidula della mora.
La sua semplice esecuzione e il limitato numero di ingredienti fa sì che anche il più inesperto di voi sia in grado di realizzarla, conquistando il palato di tutti i commensali.

Crumble di mele e more

dosi per 6 persone
Per il ripieno:
4 mele grosse tagliate a cubotti
225 g more

1 noce di burro

3 cucchiai pieni di zucchero
cannella q.b.
Per il crumble:
180 g farina
100 g burro freddo tagliato a cubetti
100 g zucchero
scorza di limone q.b.
Esecuzione
Riscaldare il forno a 180°C.
Far sciogliere il burro in una padella, aggiungere  mele, zucchero e cannella e far  cuocere fin quando le mele diventano morbide. Correggere di zucchero qualora le mele fossero un po’ acerbe. Fare intiepidire a aggiungere le more.
Trasferire il composto in una pirofila o in contenitori monoporzione.
Per fare il crumble lavorare il burro freddo con le mani insieme alla farina fino a quando non assume una consistenza sabbiosa; aggiungere lo zucchero.
Sbriciolare il crumble sulla frutta in modo da coprirla tutta, mettere in forno e cuocere per 30-45 minuti per la pirofila oppure 20 minuti per le monoporzioni. Il crumble sarà pronto quando la superficie sarà ben dorata e il sughetto della frutta incomincerà a fuoriuscire e sobbollire ai bordi della pirofila.
Servire caldo con la English Custard oppure con del gelato alla vaniglia.

English Custard

dosi per 4-6 persone
250ml latte intero
250ml panna liquida
6 tuorli d’uovo
90g zucchero
1 bacca di vaniglia aperta
Portare latte, panna e i semi di vaniglia ad ebollizione.
Mischiare bene i tuorli d’uovo con lo zucchero. Aggiungere 1/3 del composto liquido sui tuorli e mescolare bene.
Versare il composto con i tuorli sul latte rimanente e cuocere delicatamente fin quando si addensa sufficientemente da velare il cucchiaio.
Filtrare bene con un colino grande per rimuovere eventuali grumi.
Coprire con pellicola trasparente a contatto e lasciar raffreddare.

Vittoria Bortolazzo

Gelato Giusto

Foto di Alessandro Iamone

Una serata “gialla”

26 October 2010 - Commenti »

Mercoledì 27 serata “gialla” all’Ecotime Store di viale Pasubio 6/8 a Milano.

Perché gialla? Forse perché un assassino psicopatico si nasconde fra le bottiglie, un veleno misterioso ammorba le confezioni di formaggio, un coltello insanguinato viene usato per affettare i salumi?

No. Il giallo si riferisce a Sua Maestà lo Zafferano (che è appunto il titolo della serata…): l’Azienda Agricola Di Nicola presenta i prodotti biologici del Gran Sasso, fra cui appunto il preziosissimo zafferano in stimmi – il tutto preparato dal bio-chef Giampiero Giannini.

CibVs ci sarà…

Emanuele Bonati

Il libro delle tapas

25 October 2010 - Commenti (2) »

Phaidon pubblica in questi giorni Il libro delle tapas, una raccolta di oltre 250 ricette di Simone e Inés Ortega, madre e figlia. Simone Ortega ha scritto opere di culinaria per oltre 50 anni ed è considerata la più grande esperta di cucina tradizionale della Spagna – intere generazioni di spagnoli hanno imparato a cucinare grazie ai suoi libri. Sua figlia Inés Ortega ha iniziato a collaborare con lei fin dalla più tenera età e porta avanti la tradizione materna.

Il volume, dalla grafica raffinata, con una raccolta inedita di ricette, è arricchito dalle  foto, veramente bellissime (come è del resto caratteristico dei volumi Phaidon), firmate da Mauricio Salinas. La prefazione è firmata da  José Andrés, lo chef che, partito dalle Asturie, è approdato in America, portando con sé, e svelando agli “indigeni”, la cultura e i segreti delle tapas.

Nel Libro delle tapas madre e figlia si cimentano in quella che viene considerata una delle specialità più tipiche della cucina ispanica, proponendo ricette semplici e genuine, che esaltano i sapori, la praticità e la bontà delle tapas.

Il volume, in formato 18×27, consta di 432 pagine e costa 35€ (ISBN 9780714859682).