Archivio per July, 2010

Un post triste… chiude Il Salumaio di via Montenapoleone

30 July 2010 - Commenti (3) »

Proprio così – “Il Salumaio di via Montenapoleone”.

Chiude.

Si tratta di una cosa triste – al di là della cosa in sé, chiude con il Salumaio un pezzo di Milano, quella più vera e più antica, ‘popolare’ a dispetto della posizione in pieno centro (la location…), e dei prezzi, e anche un pezzo della mia vita…

Andiamo per ordine. Il Salumaio ecc è (ormai quasi ‘era’…) una vecchia salumeria (anzi, giovane salumeria: è nata, come me -ehm-, nel 1957…) milanese, al 12 di via Montenapoleone – la via più famosa della città – con tre vetrine su strada nel Palazzo Mariani (dal 1996 si sono trasferiti nel cortile interno). Un salumiere nella via del lusso e della moda: ai tempi, uno scandalo, ma la famiglia Travaini non si arrese e si impose. I pochi negosi di alimentari (un droghiere, un fruttivendolo)  per i del resto pochi abitanti della zona erano seminascosti nelle viuzze laterali di Montenapo.

Federica Cavadini ne traccia brevemente la storia in un bell’articolo sul Corriere della Sera del 28 luglio.

E io cosa c’entro? Oltre alla vicinanza anagrafica, e all’essere entrambi pieni di cose buone (loro le vendono, io le mangio), sono legato al Salumaio da una serie di ricordi d’infanzia (e anche d’adolescenza e d’adultità): mia zia, Wanda Ferrari, era titolare dell’omonima sartoria in Montenapoleone 27 (poi in via Bigli 19, il palazzo di dietro), e in quanto residente della zona si serviva da loro, e io ricordo quando da bimbo accompagnavo la nonna a far la spesa dall’ortolano, o dal cervelè, e di quando entravamo in questo palazzo delle meraviglie, ricolmo di cose buone buonissime e di personale gentilissimo, che tanto per dire ti salutava quando ti vedeva entrare e uscire (quanti oggi nei pur lussosi negozi danno anche solo segno di accorgersi della tua presenza?), e competente e attento. E le cene natalizie, con tutta la famiglia riunita, prevedevano sempre una serie di piatti di provenienza salumaiesca…

Inutile dire che le varie preparazioni erano buone, anzi, ottime.

Potrei fare una serie di considerazioni sul tempo che passa feroce, o sulle dure leggi economiche che son dure da una parte sola, e fan sempre prevalere le ragioni del denaro su quelle del cuuore, e che vedranno probanilmente le vetrine dell’ormai ex Salumaio riempirsi di scarpeborseabitini di qualche grande griffe (le vetrine che davano sulla via sono ora piene di abiti di Corneliani), una bellezza per carità, e una realtà economica e produttiva sicuramente interessante, ma che potevano forse lasciare un poco di spazio alle terrine di patè o alle insalate russe, ai prosciutti di parma langhirano sandaniele, il marbre e il tacchino ripieno, i sottoli sottaceti volauvent formaggini…

Che tristezza.

Emanuele Bonati

Il brodo per i tortellini…

27 July 2010 - Commenti »

Lucarelli mi obbliga a scriverti anche la ricetta per il brodo, che non ti venga in mente di mangiarli asciutti [i tortellini], magari con la panna. Dice che è come li fa la sua mamma: un po’ di muscolo di manzo, un po’ di gallina (non di cappone perché se no viene troppo saporito, deve restare leggero per non coprire i tortellini), un pezzetto di lingua, ossa, sedano e carota. E schiumarlo ogni tanto.

Camilleri-Lucarelli, Acqua in bocca, minimum fax 2010


Un giallo scritto a quattro mani da due grandi autori, con qualche incursione gastronomica – oltre ai tortellini, inviati da Grazia Negro, il personaggio creato da Lucarelli (che peraltro nella finzione romanzesca si occupa della loro spedizione in quanto ‘amico’ di Grazia), al Montalbano di Camilleri, ci sono (ovviamente, diciamolo) cannoli e cassata che fanno il percorso inverso…

L’idea di fondo – il giallo a quattro mani – non è forse delle più nuove, ma sembra funzionare – ma solo a livello di idea, la realizzazione mi sembra un poco approssimativa, mi ha lasciato un po’ freddino. Forse è l’idea dello scambio epistolare fra i due personaggi a essere un po’ debole, ci si aspetterebbe o auspicherebbe un’interazione più diretta fra i due… E forse anche la trama ne risente un po’.

Emanuele Bonati



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CibVs ComicVs

26 July 2010 - Commenti »

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CibVs per la mente

26 July 2010 - Commenti »

Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo

Ippocrate

Mercato della Terra a Milano…

19 July 2010 - Commento (1) »

Un rapido giro al Mercato della Terra di Milano del 17 luglio: un sole cocente (beh… se ci vado a mezzogiorno…), gente, ma soprattutto prodotti, frutta verdura formaggi vini uova di quaglia marmellate conserve fiori biscotti pane col lievito madre torte… cose buone insomma. Assaggiate mangiate comprate.

La Bella di Garbagna, ciliegia sotto spirito prodotta da Massimo Pisacco (massimopisacco@tiscali.it)  a Garbagna, Alessandria – una varietà di ciliegia poco coltivata, perché molto delicata e tendente a spaccarsi con l’umidità.

Il Lambrusco secco di Mantova, con il melone, dei Contadini Biologici appunto mantovani…

I meravigliosi formaggi di capra dell’Azienda Agricola Sciarè a Montegrino Valtravaglia nel Varesotto…

I “piccoli frutti” dell’Azienda Agricola “I Giardineè” di Lecco – mammamia che bontà le more i mirtilli – ok, deformazione mia, amo alla follia tutta la frutta estiva, albicocche ciliege meloni angurie mirtilli more gelsi fragole fragoline (anche oggi, domenica, scorpaccita di fragoline di bosco sotto il Penice…).

Insomma, cose ottime – non ho testato tutti e 45 gli espositori, ma solo alcuni, oltre a quelli qui sopra… per gli altri tornerò!… il 18 SETTEMBRE!!!

Parentesi: il Mercato della Terra a Milano è presente dal dicembre 2009 (non è quindi il primo, come diceva l’articolo su Repubblica Milano di domenica…): c’è ogni terzo sabato del mese, tranne che in agosto, sempre ai giardini di Largo Marinai d’Italia (sede peraltro del vecchio mercato ortofrutticolo, el verzèe, spostato lì dalla vecchia sede in centro…).

Emanuele Bonati

CibVs per la mente

19 July 2010 - Commenti »

Divino caffè il cui gusto rimane tutto il giorno in bocca.

Arthur Rimbaud

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Un giorno a elBulli: la cucina di Ferran Adrià

18 July 2010 - Commenti »


Dopo il successo della prima edizione pubblicata a marzo 2009 ed esaurita in meno di un mese, Phaidon annuncia una nuova edizione in brossura del bestseller Un giorno a elBulli, il volume che rivela i processi creativi, la filosofia innovativa e le straordinarie tecniche del pluri-premiato ristorante elBulli e del suo chef Ferran Adrià.

Situato in un’isolata baia sulla costa nord-est della Spagna, elBulli è famoso per essere meta di pellegrinaggio degli appassionati di cibo, tanto che è quasi impossibile riuscire a prenotare una cena. Il locale infatti è aperto per soli sei mesi l’anno e riceve più di due milioni di richieste per soli 8.000 coperti disponibili.

Il ristorante è rinomato per il suo menù degustazione di 30 portate, che viene annualmente modificato e aggiornato con nuovi e originali piatti. Negli ultimi 10 anni le pionieristiche tecniche culinarie di Ferran Adrià sono state applaudite – e imitate – dai migliori cuochi del mondo e Ferran è stato nominato dalla rivista “Time” una delle 100 persone più influenti dei nostri tempi. Dal 2006 al 2009 elBulli è stato nominato per quattro anni consecutivi il “Number One Best Restaurant in the World” nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo stilata da San Pellegrino.

Un giorno a elBulli alla scoperta delle idee e della creatività di Ferran Adrià – nuova edizione in brossura (limited edition – edizione limitata) – 632 pagine, 1100 illustrazioni a colori, grafica elegante, raffinata – come  Phaidon da sempre propone i suoi libri. Un libro che ogni gourmet dovrebbe avere nella propria cucinolibroteca per comprendere sino a dove possa arrivare l’esplorazione gastronomica

Il primo volume che svela il retroscena del miglior ristorante al mondo e indaga la mente del suo creatore, Ferran Adrià. Un’opera elegante  che apre le porte ad un mondo peculiare e originale.

Grazie a Michela Beretta e all’ufficio stampa Italy Phaidon

S.B.

Mercati della Terra: il 17 luglio a Milano

16 July 2010 - Commenti (2) »

A Milano, il 17 luglio, in Largo Marinai d’Italia, dalle 9 alle 14: Mercato della Terra. Si terrà negli spazi dove era ospitato l’antico verziere, lo storico mercato ortofrutticolo milanese nei dintorni della Palazzina Liberty – zona famosa anche per aver dato i natali, ottant’anni fa, a Gualtiero Marchesi…

Dunque: quarantacinque produttori provenienti dal Parco Agricolo Sud Milano, ma anche dalle aree agricole di Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Pavia, all’interno di un raggio di 40 km dalla città; ad arricchire l’offerta ci saranno ospiti dalle province di Brescia, Mantova e Varese. Tutti quanti metteranno in vendita i loro prodotti: frutta e ortaggi di stagione, pane, birra, formaggi, salumi e molto altro ancora.

La migliore qualità del territorio si propone alla città, con la più sicura delle garanzie e delle certificazioni esistenti: la faccia del produttore.

Inoltre, la Comunità di contadini biologici del Viadananese Casalasco e la Condotta Slow Food Mantova ci presenteranno il loro territorio attraverso i mitici meloni e il lambrusco!

La patata e il suo utilizzo e il gelato fatto in casa saranno gli argomenti degli “assaggi” di Laboratori del Gusto.

Beh… CibVs ci sarà… assaggerà… e vi racconterà…

Giusto per saperlo – il Mercato della Terra di Milano fa parte del più ampio progetto Nutrire Milano, energie per il cambiamento, realizzato da Slow Food in collaborazione con Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, sostenuto dal Parco Agricolo Sud Milano, dalla Fondazione Cariplo e dal Comune di Milano.

Emanuele Bonati

Un anno di CibVs

13 July 2010 - Commenti (8) »

Un anno fa, più o meno a quest’ora, CibVs andava online – o meglio, c’era già, ma diventava finalmente pubblico. Finalmente il primo post che avevamo preparato su BlogVs già in giugno – una frase di Brillat-Savarin, “Gli animali si nutrono, l’uomo mangia, e solo l’uomo intelligente sa mangiare” (la prima di 55 porzioni di “CibVs per la mente”… – poteva essere letto anche da altri, oltre che da noi…

E gli “altri” sono stati, siete stati veramente tanti. Tantissimi. Quanti? 133.990 visitatori unici, per 264.599 pagine viste; le news indicizzate dall’aggregatore di CibVs sono 87.587, con 41.588 foto, tutte provenienti dai 264 blog indicizzati.

Su BlogVs ci sono 228 post, con più di 300 commenti (non moltissimi, è vero – del resto, non si può non essere d’accordo con quello che postiamo, ed è un fatto così ovvio che non è nemmeno necessario ribadirlo postando un commento…).

E in qualche centinaio ci seguite su Facebook, su Twitter

Certo, ci sono i lati negativi.

Su CibVs ci sono tante ricette, ma nessuno ci ha invitato mai a cena.

In un anno di BlogVs, sono comunque ingrassato di 5 o 6 kili.

Fra noi compagni d’avventura non parliamo più di cose “normali” – hai visto quel film, cosa c’è stasera in tv, non sembra anche a te che il trend dell’economia mondiale si avvii verso una china pericolosa, hai notato che bel colore azzurro il cielo, certo che quel Brad Pitt, hai visto che coda al casello, la moda quest’anno consiglia il rosa, ma sì è lì all’angolo fra via tale e via talaltra – ma di argomenti diciamo così meno personali – hai visto quel post, cosa c’è stasera su quel blog, non sembra anche a te che il trend della nuova cucina italiana si avvii verso una china pericolosa, hai notato che bel colore azzurro le mozzarelle sequestrate, certo che quel Davide Oldani, hai visto che coda alla vaccinara, la moda quest’anno consiglia il rosè, ma sì è lì all’angolo fra il macellaio che vende carne di scottona chianina palpeggiata a mano fino ai sei mesi  da un allevatore massaggiatore tailandese e il negozietto che vende il fagioletto umbropiceno di fossato cantabrico

Però – però… però è bello, è divertente, è piacevole sapere che ci siete e ci seguite, è bello star lì a scrivere un post, o a correggere un intervento, alle due di notte, sistemare un qualche bug del sito di domenica, cercare di scrivere un post sui popcorn dei cinema multisala, o sulle saliere usate nelle pizzerie coi pizzaioli arabi, svegliarsi e vedere che il sito non è più online né offline ma si può vedere solo staccando il decoder e attaccandolo al computer, rileggere la Divina Commedia per vedere se c’era qualcuno che mangiava qualcosa (a parte il povero conte Ugolino) e metterlo in un post chefatantointellettuale…

Insomma, siamo contenti di essere qui – anche se forse un po’ schizzati – e che ci siate anche voi. E speriamo che ci siate sempre di più – consultando il sito, commentando i post, intervenendo in prima persona – se volete anche collaborando con noi, scrivendo articoli per BlogVs, segnalandoci ristoranti, locali, fiere, iniziative… Da parte nostra, noi continueremo a lavorare per migliorare il sito, per offrirvi sempre qualcosa di più – e per i prossimi mesi abbiamo già alcune novità in preparazione…

E per dimostrare la nostra contentezza vi regaliamo Un anno di CibVs - no, non buoni pasto per un anno, o una fornitura di vettovaglie – ma una raccolta delle suddette porzioni di CibVs per la mente…

Emanuele Bonati, Christian, Kumi, Mauro e Bruno

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Qual è il piatto più difficile?

13 July 2010 - Commenti »

No, non intendo il piatto dalla preparazione più lunga e complessa, o quello con il maggior numero di ingredienti, o con quelli più rari e introvabili… no, la mia domanda è un’altra – penso alla tragica oliva che rotola per i piatti di fantozziana memoria, o agli escargot che tanto divertivano Julia Roberts in Pretty Woman: qual è secondo voi il piatto più difficile “tecnicamente” da mangiare?

Il mio non è un concorso, né un sondaggio – un amico me lo ha chiesto, e dopo un attimo di incertezza ho pensato di girare la domanda a voi lettori di BlogVs: conoscete, avete provato, avete sentito dire di un piatto che presenta questo tipo di complicazione?

Un altro esempio – anzi due, in foto: da Indiana Jones e il tempio maledetto - che non rappresentano se non in minima parte il tipo di difficoltà che intendo io (qui la difficoltà più che pratica è proprio di approccio culturale, diciamo, ma insomma…

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